L’agricoltura e il pericolo insetti, l’allarme di Coldiretti

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Dal ragno rosso al coleottero giapponese, l’emergenza climatica e il gran caldo derivante stanno favorendo la proliferazione di insetti che rappresentano un pericolo per le coltivazioni agricole. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, l’organizzazione di imprese agricole chiede misure urgenti a tutela del settore. “Nuovi organismi nocivi – spiega Coldiretti – si aggiungono a quelli già presenti, causando cali di produzione e aumento dei costi per monitoraggio, trattamenti e difesa. Tra le emergenze maggiori c’è la Popillia japonica, il coleottero giapponese che si è diffuso soprattutto nel Nord Italia, con preoccupazione per i vigneti e gli alberi da frutto. Questo insetto può colpire oltre 300 specie vegetali”. È poi una presenza ormai costante su tutto il territorio nazionale, continua la confederazione, la cimice asiatica, che colpisce frutteti, noccioleti e ortaggi danneggiando direttamente frutti e semi e compromettendone la qualità commerciale. Continua anche l’assedio della Drosophila suzukii, il moscerino dei piccoli frutti originario dell’Asia, che attacca soprattutto ciliegie, mirtilli, lamponi e altri frutti a polpa tenera. In Veneto è allarme per il ragnetto rosso, un acaro ormai da anni abitualmente presente sul territorio, che colpisce soprattutto soia e mais, già in difficoltà a causa della siccità. Proprio il caldo intenso e l’assenza di umidità favoriscono la proliferazione di questo acaro che attacca le foglie, causandone prima l’ingiallimento e poi il disseccamento, con effetti negativi sulla crescita e sulla produttività delle piante. Resta alta la preoccupazione per il cinipide del castagno, che ha già provocato pesanti perdite alla castanicoltura e continua a richiedere interventi di contrasto biologico attraverso il Torymus sinensis, suo antagonista naturale.

Il caso Campania

Metodo, quello dell’antagonista naturale (un altro insetto/parassita in grado di predare il “nemico” ndr) che in Campania è stato già testato con risultati altalenanti in Irpinia, a Montella, comune dove la castagna con la sua denominazione Igp è il principale prodotto da esportazione. Il parassita però si è sparso anche in altri territori e infatti è di questi giorni la richiesta dalle imprese di un tavolo sul tema con la Regione Campania. A rischio anche i pini della macchia mediterranea, la cui salute è compromessa dalla coccinilla tartaruga. Alla mostra d’Oltremare di Napoli per la prima volta al mondo è partito in via sperimentale un progetto che ha visto la liberazione di cento esemplari di Thalassa Montezumae, un insetto antagonista naturale della coccinilla tartaruga.