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Covid, al Cotugno in terapia intensiva il 100% dei pazienti risulta non vaccinato

La rete degli ospedali sentinella costituita da Fiaso per monitorare l’andamento della pandemia si allarga a cinque nuove strutture. Nel gruppo di analisi entrano a far parte, oltre agli 11 ospedali già individuati, anche la Fondazione Ptv Policlinico Tor Vergata di Roma, la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, la Asl di Teramo, la Ao Santa Croce e Carle di Cuneo e la Asm Matera.

Il network, dunque, arriva a quota 16. Il secondo monitoraggio, con la rilevazione dei dati effettuata il 16 novembre, ha registrato 625 pazienti ricoverati nei reparti Covid di cui 86 (13,7% dei ricoverati) in Terapia intensiva. Il focus sui pazienti in Rianimazione ha preso in considerazione le condizioni cliniche dei degenti: dallo studio emerge come lo stato vaccinale e la comorbidità influiscano sullo stato di salute. Il 74% dei ricoverati non ha ricevuto alcuna dose di vaccino o non ha completato il ciclo vaccinale. Solo il 26% dei pazienti positivi ricoverati in Terapia intensiva ha completato il ciclo vaccinale.

Fiaso ha voluto indagare l’identikit di chi, nonostante il vaccino, sia finito in Rianimazione: si tratta per il 70% dei casi di pazienti con gravi comorbidità, affetti da cardiopatia, obesità grave, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, neoplasia, o pazienti dializzati, trapiantati o immunosoppressi, sui quali può essersi verificato un fallimento vaccinale causato proprio dalle patologie. Di contro, la percentuale di pazienti non vaccinati e con comorbidità ricoverati in Rianimazione si abbassa al 57%.

Questo significa che i soggetti sani non vaccinati hanno maggiori probabilità di essere ricoverati in Terapia intensiva rispetto ai vaccinati che, quando ci finiscono, è per lo più a causa della comorbidità.

Cambia, inoltre, l’età media tra vaccinati e non vaccinati ricoverati in Terapia intensiva. L’età media dei vaccinati è di 70 anni, mentre quella dei non vaccinati è di 61 anni.

“L’analisi condotta grazie ai dati dei 16 ospedali sentinella aderenti alla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere conferma ancora una volta l’efficacia della vaccinazione nella protezione dalle forme gravi della malattia: la stragrande maggioranza dei ricoverati in Terapia intensiva è composta da non vaccinati, in buono stato di salute e più giovani rispetto ai vaccinati – commenta il Presidente della Fiaso, Giovanni Migliore -. Grazie al focus sulle condizioni cliniche, inoltre, è possibile rilevare come i pochi vaccinati che purtroppo arrivano in Rianimazione hanno in media un’età più alta, pari a 70 anni, e sono per oltre due terzi affetti da gravi patologie che potrebbero aver determinato una non adeguata o minore risposta immunitaria al vaccino. Gli studi recenti ormai dimostrano il calo dell’efficacia della vaccinazione a distanza di oltre sei mesi, per questo è necessario accelerare sulla somministrazione della terza dose. Quanto agli operatori sanitari, più esposti al rischio di infezione e a costante contatto con pazienti fragili, sia reso obbligatorio il richiamo vaccinale con la dose booster per salvaguardare il funzionamento del servizio sanitario nazionale”.

“Il dato dell’ospedale Cotugno, punto di riferimento regionale della Campania per i ricoveri Covid, evidenza come quasi tutti i pazienti ospedalizzati siano non vaccinati e i pochi vaccinati presentino comunque una sintomatologia meno aggressiva – commenta Maurizio Di Mauro, Direttore generale dell’azienda dei Colli Monaldi – Cotugno di Napoli che ha aderito alla rete degli ospedali sentinella Fiaso – Nella nostra Terapia intensiva il 100% dei pazienti risulta non vaccinato. A confronto con le precedenti ondate, l’ospedalizzazione è inferiore rispetto al tasso di positività: è la dimostrazione che i vaccini funzionano, ma occorre non abbassare la guardia per evitare il contagio, dato che continuano a circolare troppi soggetti non vaccinati. Bisogna continuare ad adottare precauzioni come l’utilizzo della mascherina ed evitare assembramenti e luoghi affollati”.

Sicurezza: protocollo Confapi – Carabinieri per la legalità

Sicurezza digitale, lotta alla criminalità organizzata e tutela dell’ambiente: lungo queste tre direttrici si sviluppa il protocollo d’intesa tra la Confapi Napoli e l’Arma dei carabinieri firmato e presentato ieri nell’aula Pessina dell’Università Federico II del capoluogo campano.
L’accordo tra l’associazione, che raggruppa le Pmi della provincia partenopea, e l’Arma punterà – attraverso corsi di formazione e informazione e un’attività di studio e ricerca congiunta – a migliorare la cultura imprenditoriale sulla tutela del patrimonio informativo aziendale, sulla gestione dei rifiuti e sulla prevenzione di infiltrazioni malavitose nell’economia legale.
«La sicurezza digitale è oggi problematica di eccezionale rilevanza nel mondo delle Pmi», ha commentato il presidente di Confapi Napoli, Raffaele Marrone. «Insieme ai più qualificati rappresentanti dell’Arma dei carabinieri, appartenenti al Ros, ai comandi operativi e al comando per la tutela ambientale, aiuteremo gli imprenditori locali a far crescere la sicurezza nella propria azienda e a riconoscere gli indizi di attività a rischio connesse alla presenza della criminalità organizzata nell’economia legale».
Anche per l’assessore comunale ed ex questore, Antonio De Iesu, l’accordo siglato ieri «è una iniziativa importante perché salda competenze e specificità» del pianeta produttivo e delle forze dell’ordine contro il fenomeno «delle infiltrazioni della criminalità nel tessuto industriale cittadino». «Le organizzazioni criminali sempre più si inseriscono tra le pieghe dell’economia legale e, col potere dei capitali sporchi, la infettano e ne distorcono le dinamiche».
Per Raffale Cesaro, presidente del gruppo Ambiente di Confapi, invece, il protocollo d’intesa è un atto che segna l’avvio di un percorso di collaborazione che «vede protagonisti sia la parte istituzionale che quella privata» per la «condivisione di un percorso in cui si mettono a disposizione dati reciproci». «In questo momento di transizione ecologica, è fondamentale pertanto avere una base di partenza e di confronto rispetto alla quale programmare gli imponenti investimenti nel settore».

Urologia, esperti salernitani al 15° Congresso Urop: così l’intelligenza artificiale aiuterà a umanizzare le cure

L’applicazione sempre più ampia e risolutiva dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni medico-chirurgiche e in particolare nell’urologia, prefigura scenari di interazione fino a ieri inimmaginabili: l’essere umano e la macchina si plasmeranno, entreranno in connessione, evolvendo insieme. L’uomo è già in grado di addestrare il computer, che così potrà, sulla base delle caratteristiche della persona, estrapolare tempestivamente le informazioni più utili per la cura, attingendo da una enorme mole di informazioni, con una modalità e tempi inimmaginabili per noi umani. Un’alleanza che non deve spaventarci, il computer è funzionale, supportando le decisioni terapeutiche del medico e del paziente. Un aiuto che non può sostituire il sapere del professionista, ma che aumenta le capacità in questo campo, non solo nella diagnostica, ma nella previsione degli esiti post chirurgia. L’intelligenza artificiale fornisce “super poteri” al medico aiutandolo anche negli interventi chirurgici endoscopi grazie alla vista aumentata. L’IA è un supporto “vivo” in continua riprogrammazione, che va oltre il semplice strumento tecnologico come lo conosciamo da molti decenni, e che porterà una maggiore consapevolezza e un’evoluzione a vantaggio dell’essere umano”.

Lo ha detto Antonio Pietrosanto, docente ordinario di Misura elettronica all’Università di Salerno nel corso del suo intervento al 15° congresso dell’Urop, l’associazione degli urologi che esercitano l’attività urologica e andrologica nell’ospedalità privata (case di cura, strutture sanitarie private accreditate), ma anche nel Servizio sanitario nazionale, oltre ai liberi professionisti ambulatoriali, svoltosi al Forum Monzani a Modena, a cui hanno preso parte 500 esperti.

Il tema dell’evento è stato infatti “L’uomo e la macchina: tecnologia come mezzo per l’umanizzazione delle terapie”. Il filo conduttore è l’alleanza ormai imprescindibile tra l’evoluzione tecnologica e i nuovi approcci terapeutici e chirurgici che guardano al benessere del paziente.

Più specifico l’intervento di Stefano Pecoraro, urologo salernitano e direttore operativo Urop. “Abbiamo sviluppato approfondimenti e focus lungo tre filoni: il ripristino della sessualità nel paziente di sesso maschile dopo chirurgia oncologica, le cure di coppia per l’infertilità, la risoluzione della cistite nelle donne. Il percorso diagnostico terapeutico ormai è ben preciso, non si parla più esclusivamente di fertilità o infertilità maschile o femminile, è un percorso di coppia. Infatti, adesso fortunatamente ci sono anche dei farmaci combinati in associazione sia per la parte femminile che per la parte maschile, questo per aumentare drasticamente il tasso di gravidanza. Le problematiche psicologiche sono moltissime perché bisogna evitare soprattutto nell’uomo lo stress di alcuni momenti difficili come quelli deputati ai rapporti mirati che sicuramente possono destabilizzare la mente dell’uomo stesso”.

Novità e approfondimenti Urop 2021 a cura del dr. Pecoraro

 

  1. Cistite e disfunzioni urinarie femminili, un approccio olistico di benessere e prevenzione a 360 gradi. Non solo cure antibiotiche, ma la funzione del microbiota per superare definitivamente la cistite, fenomeno invalidante e in crescita anche tra pazienti giovani. Un approccio integrato che tuteli l’equilibrio tra l’apparato urinario, intestinale e la sfera sessuale. Da uno studio epidemiologico Urop presentato al congresso nazionale del 2018 (studio multicentrico Urop, Pecoraro et alii, 2018), si evince che il 25% delle assenze femminili dal lavoro è dovuto ai disturbi e dolori pelvici causati da cistite e manifestazioni connesse che tendono a cronicizzare. Il dolore pelvico può essere curato efficacemente e alleviato grazie ad adeguati stili di vita (che comprendono dieta, igiene e attività fisica) insieme a un’idonea terapia medica associata alla riabilitazione del piano pelvico e perineale. Il congresso dedica un’ampia sessione a queste tematiche.
  1. Ripristino della sessualità dopo chirurgia prostatica: il sesso è salvo. La prima domanda che pone il paziente sottoposto a chirurgia prostatica, sia per cancro sia per ipertrofia benigna, è la preservazione dell’attività erettile e il mantenimento della eiaculazione. La tecnologia robotica ha ridotto al minimo la disfunzione erettile post prostatectomia, per di più in caso di impotenza, l’impianto di protesi peniene di nuova generazione ripristina lo stato di erezione permettendo rapporti sessuali assolutamente soddisfacenti (un’intera sessione re-live surgery è dedicata alle protesi peniene); mentre l’avvento di nuovi laser e presidi mini-invasivi per la chirurgia della ipertrofia prostatica permettono la conservazione della eiaculazione.
  1. Infertilità di coppia, si cammina insieme verso la genitorialità. Il nuovo orientamento diagnostico terapeutico per la fertilità prevede una metodologia che inglobi l’uomo e la donna in un percorso comune mirato al concepimento. Se fino a ieri i percorsi erano separati con terapie mediche differenziate, ora si pensa a una terapia integrata di entrambi grazie all’avvento di nuove molecole che agiscono sia sull’uomo infertile che nella donna. È una terapia “sartoriale”, personalizzata, che deve confezionarsi non solo basandosi sulle patologie della coppia, ma anche sulle esigenze della coppia stessa.

Certame Internazionale Bruniano ed eventi dalla terra di Giordano Bruno

Esaltare la figura di Giordano Bruno valorizzando i luoghi della sua terra attraverso una serie di iniziative di carattere culturale e di spettacolo: è il fulcro del progetto “Certame Internazionale Bruniano” promosso dal comune di Nola e co-finanziato dal Poc Campania 2014/2020 nell’ambito del programma “Rigenerazione Urbana, Politiche per il Turismo e la Cultura. Programma regionale di eventi ed iniziative promozionali”.
Presso la sede dell’Agenzia Regionale del Turismo la presentazione degli eventi che si terranno fino al 29 dicembre a Nola, la terra che ha dato i natali al Filosofo arso vivo in Campo de’Fiori a Roma il 17 febbraio del 1600.
Eventi che faranno da cornice alla cerimonia di premiazione delle tesi di laurea magistrale e di dottorato discusse dagli studenti degli Atenei d’Italia dal 2017 ad oggi. Un concorso al quale sarà possibile partecipare inviando gli elaborati, che saranno esaminati da un’apposita commissione presieduta dal Prof. Michele Ciliberto, entro martedì 7 dicembre all’indirizzo pec del comune di Nola comunenola@pec.comune.nola.na.it.
In programma  anche tre conferenze specifiche sul pensiero bruniano curate dallo stesso Ciliberto e dagli studiosi Marta Bertolaso, docente dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dal professore Massimo Adinolfi dell’Ateneo Federiciano di Napoli.
La cerimonia di premiazione, invece, si terrà giovedì 16 dicembre.
Accanto al concorso una serie di eventi con spettacoli teatrali e musicali, tra cui il concerto del cantautore Eugenio Bennato mercoledì 8 dicembre nel teatro Umberto di Nola.
“Favoriamo iniziative che, se da un lato esaltano la figura del nostro concittadino Giordano Bruno, dall’altro valorizzano i luoghi della memoria e della cultura – dichiara l’assessore Ferdinando Giampietro – Una nuova opportunità per Nola di conoscere e di approfondire il pensiero bruniano attraverso una serie di appuntamenti che, accanto alla forma dello spettacolo,  non dimenticano l’anima culturale della città ma che anzi la alimentano premiando i lavori dei giovani di Italia che hanno deciso di specializzarsi su Bruno. E’ questa la strada giusta per riprendere le attività legate al filosofo nolano per le quali siamo già al lavoro per la prossima edizione del certame bruniano, riservato agli studenti degli istituti superiori di tutta Italia”.
“Un grande lavoro, frutto di impegno e di sinergie istituzionali – aggiunge il consigliere comunale Vincenzo Iovino – Ringrazio le associazioni culturali che hanno contribuito con proposte valide al programma come la Pro Loco, Meridies e la compagnia teatrale nolana Pipariello, il direttore artistico, la professoressa Patrizia Sorrentino, ma anche gli uffici comunali del settore cultura per la professionalità e la serietà che hanno rivolto in questi mesi al progetto. Infine, un ringraziamento alla Regione Campania nella figura dell’assessore al Turismo, Felice Casucci ed al presidente dell’Agenzia regionale del Turismo, Luigi Raia per aver dato fiducia al progetto di Nola che rappresenta, ed è, l’occasione giusta per approfondire la figura di Bruno”.
“E’ questo il momento di essere determinati e decisi intercettando occasioni e risorse che rafforzino la filiera del turismo, della cultura e dello spettacolo – conclude il sindaco Gaetano Minieri – Puntare sul turismo culturale è oggi la vera scommessa per il rilancio dei territori e dell’immagine dei brand. Bruno rappresenta una fonte inesauribile di conoscenza e creare percorsi che non siano momenti occasionali ma appuntamenti fissi è la strada che stiamo percorrendo e che nel certame bruniano trova il suo naturale veicolo di espressione. Grazie alla regione Campania che non perde occasione per investire nella cultura”.
Il direttore dell’Agenzia Regionale per il Turismo, Luigi Raia, ha sottolineato “Il valore strategico di una programmazione degli eventi che, oltre alla indubbia qualità delle diverse manifestazioni, può contare sul contributo di una rete territoriale e sul valore aggiunto di una regia regionale, tanto nella promozione quanto nella comunicazione”.
Per l’assessore regionale al Turismo, Felice Casucci si tratta di “Una manifestazione che mantiene vivo lo studio di uno dei personaggi più importanti nella storia del pensiero europeo. Un evento costruito nel segno di un’offerta turistica in grado di attrarre flussi qualitativi e non solo quantitativi, capaci di creare un grande indotto economico per i nostri territori per 12 mesi l’anno”.

Incidente sulla tangenziale di Napoli, muore motociclista

Un incidente mortale è avvenuto intorno alle 10 di questa mattina all’altezza dello svincolo di Agnano che ha praticamente paralizzato la tangenziale di Napoli, dove già il traffico era sostenuto da corso Malta alla zona ospedaliera e si procedeva a passo d’uomo.

Per cause al vaglio della Polizia stradale, intervenuta sul posto assieme ai mezzi di soccorso del 118, si sono scontrati uno scooter ed un cabinato che procedevano in direzione Napoli.
Ad avere la peggio è stato il conducente del motoveicolo il cui corpo è stato sbalzato ed è finito pesantemente contro il camioncino e poi sull’asfalto.

L’uomo sarebbe morto sul colpo.
L’incidente ha creato lunghissimi incolonnamenti per tutta la mattinata.
Da ricostruire la dinamica dello scontro ed eventuali responsabilità, sulle quali indagano gli agenti della Polizia Stradale.

Corruzione ai concorsi per forze armate,14 arresti a Napoli

Sono accusati di avere promesso e poi agevolato, in cambio di mazzette, alcuni partecipanti ai concorsi per il reclutamento nei Corpi delle Forze Armate (Carabinieri, Esercito e Aeronautica Militare) e nella Polizia Penitenziaria a superare le prove psico-attitudinali.

La Polizia Penitenziaria ha eseguito 14 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati accusati dalla Procura di Napoli di corruzione.

Le indagini hanno consentito di fare luce su una serie di episodi che hanno visto protagonisti, tra la fine del 2020 e la prima metà del 2021, due agenti della Penitenziaria, Errico Spena e Maurizio Russo, già in carcere.

Ricercato in Germania chiedeva a Salerno permesso di soggiorno, latitante arrestato in Ufficio Immigrazione

Si è recato questa mattina nella sede dell’ufficio Immigrazione della Questura di Salerno, per chiedere il permesso di soggiorno. Ne è uscito scortato poche ore dopo dagli agenti della squadra mobile. E’ finita la latitanza di “Khan Lamin”, su cui pendeva un mandato di arresto europeo emesso in Germania ad aprile 2020. Khan Lamin, nato in Mali nel 1986: almeno cosi aveva detto di chiamarsi al vice sovrintendente e all’assistente capo che avevano preso in affido la sua richiesta. Non aveva con se alcun documento di identità e questo ha insospettito i poliziotti. Gli agenti in servizio lo hanno accompagnato nella sede della Polizia scientifica, per la procedura del fotosegnalamento. Dalla banca dati è emerso che nei suoi confronti in Germania era stato emesso un mandato di cattura con estradizione. L’uomo è stato preso in custodia dagli uomini della squadra mobile di Salerno, in attesa che si completino le pratiche per il trasferimento. “Complimenti ai colleghi che hanno operato, dimostrando spirito di servizio e abnegazione al proprio dovere – dichiara il segretario dell’Usip di Napoli e Campani,a Roberto Massimo – E’ grazie a questi paladini che i cittadini di Salerno possono vivere piu serenamente sapendo che in circolazione vi è un criminale in meno”.

 

(notizia in aggiornamento)

Mondiali, l’Italia si è persa: ora è incubo play off

Un pareggio a reti inviolate che sa di sconfitta vista la concomitante vittoria della Svizzera che porta gli elvetici di diritto al mondiale in Qatar e l’Italia a dover disputare i Play Off a Marzo per staccare il biglietto mondiale.

I tifosi difendono Mancini ma sottolineano l’assenza di un attaccante titolare che non può essere Lorenzo Insigne.

Napoli, passa in consiglio il bilancio consolidato

Il Consiglio comunale di Napoli si è riunito stamane al Maschio Angioino per approvare il bilancio.

Una discussione iniziata alla presenza di 38 presenti su 40 e che ha avuto il suo culmine nella relazione dell’Assessore Barretta.

C’è bisogno di far ripartire la macchina comunale partendo dai grandi progetti che possono essere attuati solo grazie ai fondi PNRR.

Il Comune in queste ore ha proposto due progetti per la bonifica di Bagnoli all’Agenzia di Coesione: investimenti per 90 milioni da investire su ricerca scientifica, valorizzazione della risorsa mare e promozione della cultura.

Si tratta di due progetti finalizzati a dare una vocazione all’area occidentale di Napoli all’insegna della ricerca scientifica e della cultura in un’ottica di piena condivisione con le realtà sociali e urbanistiche in cui possono essere realizzati. A margine dell’assise comunale abbiamo ascoltato maggioranza e opposizione a cui abbiamo chiesto quali aspettative ripongono nella nuova squadra di governo cittadina.

Celiachia, come la patologia può incidere su concorsi e assicurazioni

Secondo i dati del Ministero della Salute, su oltre 600mila italiani affetti da celiachia ben 400.000 non ne sarebbero a conoscenza. “La celiachia è una patologia autoimmune dell’intestino tenue, caratterizzata da interessamento anche di altri organi – spiega il Prof. Massimo Niola, direttore dell’Unità operativa clinica di Medicina legale dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli – la sua non trascurabile diffusione ha inevitabili ricadute sociali e giuridiche. Da qui l’interesse della medicina legale, non solo per i risvolti civilistici, sottesi ad un eventuale responsabilità professionale per mancata diagnosi, ma anche per la sua rilevanza nell’ambito dell’assistenza e della previdenza sociale. La patologia, inoltre, può essere oggetto di contenzioso per l’affermazione di diritti negati nell’ambito delle assicurazioni private oppure delle certificazioni della idoneità al servizio ad esempio nell’Arma dei Carabinieri, nell’Esercito, nella Guardia di Finanza”.
Per fornire dunque ai professionisti della sanità gli strumenti fondamentali e più avanzati per proiettare nell’ambito giuridico i giudizi clinici sulla patologia sotto la direzione scientifica del Prof. Massimo Niola si terrà a Napoli, un apposito corso, in modalità telematica, della durata di 4 giorni (16, 23, 25 e 30 novembre, orario 14-18.00) che sarà inaugurato martedì prossimo 16 novembre, alle ore 14.00.

Aspetti medico-legali della malattia celiaca: il Corso
Finanziato dall’Uod Politica del farmaco e dispositivi della Regione Campania e realizzato con il contributo tecnico-organizzativo della società napoletana di consulenza e progettazione sanitaria Saniprogest, il corso denominato “Aspetti medico-legali della malattia celiaca” punta non solo a fornire ai partecipanti le più aggiornate informazioni sulla patologia, ma anche a realizzare un database, ovvero un registro informatizzato sulla celiachia che possa guidare i medici nell’acquisizione di una corretta metodica per la valutazione del paziente onde consentire una uniformità di giudizi.
Nel Comitato scientifico-organizzativo del Corso, con il Prof. Massimo Niola, i Prof. Pierpaolo Di Lorenzo, Emanuele Capasso, Claudia Casella, Fabio Policino e i dott. Serena Dei Medici, Mariagrazia Marisei.
Tra i docenti i Prof Carolina Ciacci, tra i massimi esperti di celiachia del Sud Italia, responsabile dell’Unità operativa clinica di Gastroenterologia del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno, Bruno della Pietra e Luigi Lista.