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Incensurato ucciso a Napoli, è il nipote di un boss del quartiere Ponticelli

E’ il figlio illegittimo di Giuseppe De Luca Bossa, a sua volta fratello di Antonio De Luca Bossa, elemento di vertice dell’omonimo clan di camorra del quartiere Ponticelli di Napoli, Carmine D’Onofrio, il 23enne incensurato, morto dopo essere stato ferito gravemente con colpi di pistola la scorsa notte a Napoli.

L’ergastolano Antonio De Luca Bossa, detto “Tonino ‘o sicco” è ritenuto dagli inquirenti uno dei criminali più pericolosi della camorra partenopea.

Il clan da poco più di un anno, secondo gli inquirenti, ha guadagnato posizioni nello scacchiere malavitoso di Napoli est.

D’Onofrio è stato colpito in strada, intorno alle 2, mentre era insieme con la compagna. Il decesso è sopraggiunto nel pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, a causa delle gravi ferite riportate. Sette i bossoli calibro 45 repertati sul luogo della tragedia dai Carabinieri. Sull’accaduto indagano la i militari della compagnia di Poggioreale e del Nucleo investigativo di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Rogiosi Editore presenta “Cintura rosa di sopravvivenza” di Manila Nazzaro

È tra i protagonisti del Grande Fratello Vip e, prima di entrare nella casa più spiata d’Italia, Manila Nazzaro ha consegnato a Rogiosi Editore il manoscritto “Cintura rosa di sopravvivenza”, che da oggi, 6 ottobre, arriva in tutte le librerie, negli store on line e sul sito della casa editrice Rogiosi. Manila ha espresso la volontà, accolta con entusiasmo dall’editore Rosario Bianco, di sostenere la Fondazione Umberto Veronesi – per il progresso delle scienze, con il libro, che offre al lettore un racconto della sua vita, in cui non si risparmia e da cui viene fuori un affresco che ricorda le “montagne russe”, fatto di grandi gioie e grandi dolori; di successi e sconfitte; di valori e amore.

CINTURA ROSA DI SOPRAVVIVENZA

Un’autobiografia che nasce dall’esigenza di dare forza e coraggio a tutte le donne che, all’improvviso, si sono ritrovate catapultate in una vita piena di ombre e solitudine, spezzate da un dolore lancinante che torna nei loro incubi più bui. Scoprire che dentro di loro c’è una vita e che quella vita all’improvviso va via, portando con sé l’immensa felicità di diventare mamme. Manila ha iniziato a rivelare e raccontare il suo dolore sui suoi canali social e, lentamente, quel grande senso di solitudine è stato colmato da altre storie come la sua. Tante donne le hanno scritto lettere in cui si sono confessate in tutta la loro fragilità. In questo libro, c’è spazio anche per loro. Manila bambina sognava di diventare un cardiologo e ha portato avanti con determinazione questo sogno fino agli studi universitari, rendendo orgogliosi i suoi genitori. Un legame, quello con i genitori, vero e viscerale, come solo la gente del Sud sa vivere. Il sogno viene interrotto e la rotta cambia in maniera del tutto casuale. La corona di Miss Italia e la somiglianza con la divina Sophia Loren scrivono per Manila Nazzaro un altro destino. Non apparterrà al mondo della medicina ma a quello dello spettacolo. Una vita in cui arriva l’amore con un marito, due figli e un cane. Una vita meravigliosa, in cui non c’era nulla che non funzionava. All’improvviso il buio. Da madre generosa, la vita diventa un’arcigna matrigna, portando nelle giornate lunghe e spente di Manila, le malattie, i tradimenti, la solitudine, la disperazione. Poi un raggio di luce e il calore dell’amore con Lorenzo, il suo attuale compagno. E, di nuovo, il dolore. Oggi, attraverso la sua storia e le migliaia di testimonianze raccolte, Manila racconta che tutte le donne sono CINTURA ROSA DI SOPRAVVIVENZA.

MANILA NAZZARO

Manila Nazzaro nasce a Foggia nel 1977. Studiava Medicina all’Università di Chieti, quando è iniziata la sua carriera nel mondo dello spettacolo. Nel 1999 vince il titolo di Miss Italia, incoronata da Alberto Sordi. Inizia da lì la sua carriera di modella e testimonial di diverse campagne pubblicitarie. Nella vita professionale di Manila arrivano teatro, televisione e radio. Nel 2000 inizia a studiare recitazione presso il Teatro Azione di Roma. Ha partecipato a molti spettacoli teatrali e ha avuto un ruolo da protagonista nell’adattamento teatrale del film “Il paradiso può attendere” con Gianfranco D’angelo; e a musical, tra cui “Il Bagaglino”, nel 2009, come primadonna dello spettacolo “Sex and Italy”. In televisione ha condotto gli “Oscar TV” (2000), “Dietro le quinte di Miss Italia” (2001), “Miss Italia nel mondo” (2002), “L’anno che verrà” su Rai Uno (2009), “Mezzogiorno in famiglia” (inviata nel biennio 2014-2015 e conduttrice fino al 2017). Protagonista, nell’estate 2020, della trasmissione “Temptation Island”. Dal 2017 entra a far parte della famiglia di RTL102.5, su Radio Zeta. Nel 2021 entra nella casa del “Grande Fratello Vip”.

Tra astensionismo e insolite alleanze a Napoli è sparito il voto d’opinione

Una vittoria elettorale va sempre festeggiata, ma la celebrazione nel caso di Napoli resta tra le mura della coalizione e del candidato vincente.

Non ha infatti niente da festeggiare la città in termini di rappresentanza e democrazia partecipativa.

I napoletani hanno scelto di non scegliere, eleggendo così un sindaco che ha ottenuto il 63% dei consensi di meno della metà degli aventi diritto al voto.

Il 47% degli astenuti non è un dato da festeggiare. Tra le città chiamate al voto nel turno di amministrative, Napoli è la città che ha fatto registrare in Italia la percentuale più bassa d’affluenza. Politologi ed esperti della materia la potrebbero definire la fine del voto d’opinione.

Certo a Napoli non era facile conservare una propria “ideologia” politica davanti alle strane alleanze che si sono strette all’ombra del Vesuvio.

Vedere Gaetano Manfredi parlare davanti ai microfoni a pochi metri dal presidente della Regione Campania Vincenzo De luca, seduto di fianco a Roberto Fico e di fronte a Luigi di Maio, con i quali nel recente passato non sono mancati attacchi e sfottò sopra le righe, è stata la cartina al tornasole della vittoria del voto d’apparato nei confronti del voto d’opinione.

Così come vedere il presidente Giuseppe Conte del Movimento 5 stelle precipitarsi a Napoli, abbandonando Virginia Raggi da sola nella debacle elettorale di Roma, per appuntarsi in petto un poco di vittoria per non lasciarla a Vincenzo de Luca. Del resto, amici a Napoli, ma nemici a Salerno dove il rieletto sindaco della coalizione di centro di centro sinistra correva contro il candidato dei cinque stelle.

Nella città di De Luca si riconferma Enzo Napoli. A Benevento per una manciata di voti Mastella al ballottaggio

Nel ‘feudo’ politico di Vincenzo De Luca, l’uscente Enzo Napoli si è riconfermato sindaco di Salerno. I dati hanno confermato l’orientamento che era emerso nella tarda serata. Il candidato del centrosinistra, trainato dalle civiche di ispirazione deluchiana, ha ottenuto il 57,39% dei voti, staccando in maniera netta gli sfidanti. Elisabetta Barone, sostenuta tra l’altro dal Movimento 5 Stelle si è fermata al 16.77%.

Andranno al ballottaggio a Caserta i due “candidati di partito” Carlo Marino, sindaco uscente del Pd sostenuto dal centrosinistra, e Gianpiero Zinzi, esponente della Lega appoggiato dal centrodestra. Marino ha raccolto il 35,30% delle preferenze mentre Zinzi si è fermato al 30,08%. Pio Del Gaudio ha tenuto la terza posizione con il 12,93% consolidando il risultato e staccando nella notte Romolo Vignola al 10,70%.

Per una manciata di voti Clemente Mastella non vince al primo turno attestandosi al 49,33 per cento mentre le liste a lui collegate vanno ben oltre il 50 per cento.

Il sindaco uscente andrà al ballottaggio con il candidato del centrosinistra Luigi Diego Perifano che ha ottenuto il 32,34 per cento dei consensi con il PD che si conferma primo partito nel capoluogo sannita.

Con il 13,25 per cento dei voti è terzo nella competizione Angelo Moretti, cui segue Rosa De Stasio con il suo 5,07 per cento, candidata del centrodestra monco di Forza Italia.

Tra le notizie più singolari l’elezione del nuovo sindaco di Parete, in provincia di Caserta, con il sindaco uscente Gino Pellegrino con il 90,2 percento dei consensi.

Grazie a notaio e Guardia di Finanza stop a liquori e vini illegali: arresti

Erano usciti dalla porta per rientrare dalla finestra ma non avevano fatto i conti con la solerzia di un notaio che, insospettito, ha segnalato all’antiriciclaggio la compravendita di una società già finita sotto indagine dando il via a una serie di controlli dei finanzieri. E, con il meccanismo illecito che gli indagati avevano messo in piedi, grazie al quale riuscivano a non pagare le accise e iva sull’alcol, la ditta era diventata leader nazionale, e non solo, nel mercato dei prodotti alcolici.

Sono nove le persone, tra cui quattro fratelli imprenditori “recidivi”, individuate e accusate dalla Procura di Napoli Nord e dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, all’autoriciclaggio, al contrabbando di prodotti alcolici, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione dei redditi, evasione dell’accisa e trasferimento fraudolento di valori.

Le fiamme gialle hanno notificato, complessivamente, quattro arresti ai domiciliari, tre divieti di dimora nelle province di Napoli e Caserta e, a due commercialisti, altrettanti misure interdittive di un anno.

Eseguito anche un decreto di sequestro, di denaro, quote societarie e beni mobili e immobili, da circa 1,7 milioni di euro. I sigilli della GdF riguardano, tra l’altro, una importante distilleria a Pastorano (Caserta), una sua succursale a Capodrise (Caserta), auto di pregio, diversi orologi Rolex e, a casa di alcuni indagati, ingenti somme di denaro contante, anche 200mila euro, impacchettate e contrassegnate.

Catello Maresca dopo la sconfitta: “Faremo opposizione in Consiglio comunale”

Ha perso Catello Maresca.

Con lui il centro destra napoletano, oramai avvezzo alle sconfitte elettorali nelle amministrative del capoluogo campano.

Ma il pm in aspettativa, al contrario di quanti in molti credevano, non tornerà per ora in magistratura.

Lo attendono cinque anni in consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione e non è escluso che al termine del mandato possa ricandidarsi a sindaco di Napoli.

Quella quindi che alcuni storici rappresentanti della destra cittadina l’hanno definita una disfatta di un’intera classe dirigente, per Maresca, che ha fatto raddoppiare i voti della coalizione rispetto alle regionali dello scorso anno, è il punto di partenza del suo progetto politico.

Gaetano Manfredi sindaco al 63%, ha vinto il patto Pd-M5S

La presa anche simbolica di Palazzo San Giacomo, al termine della giornata che lo ha eletto sindaco di Napoli, per Gaetano Manfredi è stato un atto politico.

Pochi minuti prima in diretta aveva annunciato, il nostro primo atto sarà riaprire San Giacomo. E lo ha fatto, insieme alla coalizione che lo ha sostenuto e portato a travolgere gli avversari con un risultato che è andato oltre le più lusinghiere aspettative.

Fin dai primi exit poll si è capito che la partita sarebbe stata conclusa comodamente al primo turno. Solo poco dopo è stata chiara la situazione, con Manfredi che ha superato il 60% e si è aggiudicato la partita, contro Maresca e Bassolino.

Il primo a raggiungere l’hotel Terminus per fargli i complimenti è stato il presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Accanto a lui sul palco, mentre pronunciava le prima parole da indaco, i vertici del M5S, Luigi Di Maio e Roberto Fico, insieme con il sottosegretario Provenzano.

Accomodati accanto a De Luca, in una foto che è già epocale. Poco dopo lo ha raggiunto anche Giuseppe Conte per completare quella santa alleanza che anche a livello nazionale può rappresentare il futuro della politica italiana.

Comune di Napoli, ecco i più votati tra i nuovi consiglieri

Il primo partito della coalizione che sostiene il nuovo sindaco Gaetano Manfredi è il Pd che raggiunge il 12,21%. In questa lista ci sono i recordman di preferenze, ovvero Gennaro Acampora (4329), Vincenza Amato (4117) e Salvatore Madonna (3699). volti noti, al centro di numerose polemiche, capaci di imporre la loro candidatura e di affermarsi. Sempre nel Pd a seguire ci sono Maria Grazia Vitelli (2787) Aniello Esposito (2573) e Pasquale Esposito (2231). Bisogna passare nella compagine di Maresca per trovare un altro campione del consenso, all’interno di Forza Italia c’è Domenico Brescia (3656). Nella stessa lista volano in Consiglio Comunale Salvatore Guangi (3105) e Iris Savastano (2715).

Grande affermazione in “Napoli Solidale” per Sergio D’Angelo capace di conquistare 3173 voti, potrebbe entrare con lui nella stessa lista Rosario Andreozzi, riferimento diretto dell’assessore Eleonora Di Majo, con 1484 voti. Nella lista “Azzurri per Napoli” di Stanislao Lanzotti, con Italia viva, affermazione importante di Anna Maria Maisto (2580) e di Massimo Pepe (2320). Migliora addirittura la sua performance delle ultime elezioni Nino Simeone, capolista di “Napoli Libera” che fa riferimento al presidente De Luca. Hanno superato la soglia del 3% anche “Adesso Napoli”, “Noi Campani La Città” e “Europa Viva”.
Tra i 40 consiglieri della prossima assise cittadina, 27 dovrebbero andare a sostenere Manfredi e i restanti all’opposizione.

A Napoli Gaetano Manfredi vince al primo turno: “Non siamo solo pizza e mandolino ma città di grande competenza”

Funziona bene a Napoli l’intesa tra centrosinistra e M5s: Gaetano Manfredi vince a valanga le amministrative e diventa sindaco al primo turno, ottenendo circa il 65%, il triplo dei voti del principale avversario, Catello Maresca del centrodestra, che a spoglio in corso si attesta al 20-22%. Un successo che va oltre le aspettative, in una tornata che – come nelle altre grandi città – fa segnare il record negativo di affluenza per l’elezione del sindaco, con meno della metà dei cittadini (il 47,18%) alle urne contro il 54,12 di cinque anni fa.

Molto lontani dai primi due candidati Antonio Bassolino, accreditato del 7-8 per cento, e Alessandra Clemente, intorno al 6.

Confermato Vincenzo Napoli (Salerno), mentre a Caserta ci sarà tra due settimane il ballottaggio tra il primo cittadino ricandidato Carlo Marino, per il centrosinistra, e Gianpiero Zinzi, esponente della Lega alla guida di una coalizione di centrodestra. A Benevento l’uscente Clemente Mastella è in testa sullo sfidante Luigi Diego Perifano, sul filo dei voti la possibilità di una vittoria al primo turno o del ballottaggio.

Comunali, Exit poll: Manfredi a valanga su Maresca e vittoria al primo turno

Avrebbe i numeri per vincere già al primo turno il candidato di centro-sinistra al comune di Napoli, Gaetano Manfredi. Secondo i dati della “tendenza” registratti dai primi exit poll Manfredi avrebbe addirittura la possibilità di doppiare il canddiato del centrodestra Catello Maresca. Intorno al 10% si attesterebbe Antonio Bassolino, molto in ritardo la canddiata del sidnaco uscente, Alessandra Clemente.
I dati sull’affluenza evidenziano la disaffezione degli elettori per la politica ma anche e soprattutto la mancanza di fiducia in chi si candida per il governo della città. Per questo motivo, chiunque vincerà, potrà dire di avere la maggioranza di una minoranza.
La campagna elettorale è stata caratterizzata da un considerevole numero di liste civiche e di candidati per i 40 posti di consigliere comunale. I 7 candidati rappresentano, dunque, una parte relativa dell’elettorato.

Durante le fasi delle votazioni sono state decine le denunce nei confronti di chi ha fotografato la scheda elettorale, alcuni l’hanno addirittura postata sui loro social commettendo un reato grave che riguarda la segretezza del voto. Altra chimera, superata con escamotage più o meno evidenti, è il silenzio elettorale. Valso solo per l’informazione rappresentata da giornali, tv e radio, ma completamente travolto dall’ondata social che non ha alcun argine.