lunedì, Marzo 2, 2026
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Blitz comitati in consiglio municipalità, a Bagnoli contestati assessori

Non è stata un’esperienza da inserire nei ricordi positivi per la vice sindaco di Napoli, Laura Lieto e l’assessore comunale alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, l’aver partecipato al consiglio di municipalità a Bagnoli dove sono stati contestati dai comitati di quartiere. Da giorni infatti la cittadinanza è sul piede di guerra per lo sforamento rilevato dall’arpac delle polveri sottili nell’aria. La cui presenza è legata alla movimentazione della colmata a mare, dove è in corso il cantiere per la realizzazione del villaggio della vela. In vista del consiglio  monotematico del 3 marzo, l’intervento dei due esponenti della Giunta Manfredi era funzionale ad aprire un dialogo tra palazzo San giacomo e il territorio e rassicurare le persone. Per chi da giorni però continua a bloccare i camion diretti alla colmata, condizioni necessarie per un dialogo senza proteste sono lo stop dei lavori e maggiori garanzie che non sussistano rischi per la salute della cittadinanza. E sullo stop ai lavori, il commissariato di Governo è stato chiaro. Rallentare, significherebbe non rispettare lo stretto cronoprogramma con il rischio di perdere l’America’s cup. La tensione non accenna a calare dunque tra i comitati di Bagnoli e palazzo San Giacomo. Tensione che era già alle stelle dopo il messaggio scritto sui muri durante la manifestazione del 7 febbraio scorso ritenuto dal mondo della politica intimidatorio nei confronti del sindaco e commissario di Governo, Gaetano Manfredi

Caso Glovo, rider in piazza: “Non siamo schiavi”

Caso Glovo, rider in piazza: “Non siamo schiavi”

Contestano l’analisi della Cgil e guardano con scetticismo alle accuse dell’inchiesta della Procura di Milano: sono i rider napoletani aderenti alla piattaforma Glovo, finita al centro delle indagini degli inquirenti.
I pubblici ministeri hanno disposto il controllo giudiziario sulla società italiana che gestisce il servizio e ipotizzano un sistema che avrebbe previsto caporalato, monitoraggio tramite geolocalizzazione e compensi bassi. Un quadro che si incrocia con il rapporto della Cgil sulla condizione dei fattorini del food delivery: paghe spesso a consegna, tutele ritenute insufficienti e costi a carico dei lavoratori, dal mezzo al telefono.
Dal presidio in piazza Municipio, però, la replica è netta. L’attenzione, infatti, si sarebbe concentrata soprattutto sulle consegne in bicicletta che rappresenterebbero solo una parte del comparto. “Sebbene non manchino criticità – spiega Gianluca Mancini, segretario nazionale Ugl riders – non siamo schiavi”. (Intervista in video allegato)

Adesso, spiega il rider Cristiano Marfei, si teme l’effetto a catena dell’inchiesta e la chiusura della piattaforma in Italia o un cambiamento del modello di lavoro che ridurrebbe autonomia e compensi senza garantire l’assorbimento di tutti. (Intervista in video allegato)

Vincenzo D’Agostino, Napoli piange il suo Mogol

Vincenzo D’Agostino, Napoli piange il suo Mogol

 

Sintetizza così la figura di suo suocero e maestro musicale Gianni Fiorellino che non nasconde il dolore profondo in un giorno in cui Napoli perde il re dei compositori Vincenzo D’Agostino.

Piazza Ottocalli stamattina era gremita di persone così come la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.

L’arrivo della bara accolta dalla canzone cantata da Mario Merola e Gigi d’Alessio “Cient Anni” è stata salutata da un fragoroso applauso che ha sottolineato il sentimento comune dei tanti artisti presenti nella chiesa. C’erano tutti da Franco Ricciardi a Tony Colombo, da Gigi Finizio a Monica Sarnelli, da Andrea Sannino a Ivan Granatino e Luciano Caldore.

A fare rumore l’assenza di Gigi d’Alessio che ieri si è trattenuto nella camera ardente con la famiglia ma che oggi era assente al funerale. Sulla bara qualcuno ha fatto recapitare un suo disco, uno dei tanti che portava anche la firma del compositore. Presente per il comune il delegato per la musica e l’audiovisivo Ferdinando Tozzi. Il dolore di Fiorellino e di altri artisti legatissimi al maestro come Tony Colombo e Luciano Caldore.

Atalanta-Napoli, l’arbitro sarà Chiffi con Aureliano al VAR

Atalanta-Napoli sarà diretta dall’arbitro Chiffi. La partita, in programma domenica alle 15:00 alla New Balance Arena, vedrà come assistenti Cecconi e Moro. Il quarto uomo sarà Zufferli. Al VAR ci sarà Aureliano, mentre l’AVAR sarà Di Paolo.

In questa stagione, Chiffi ha già arbitrato Milan-Napoli e Bologna-Napoli di campionato: entrambe le sfide sono state perse dalla squadra di Antonio Conte.

Hojlund sullo scudetto: “Mi piacerebbe conquistarlo col Napoli”

Rasmus Hojlund, attaccante del Napoli, nella lunga intervista rilasciata a Il Mattino ha parlato anche dello scudetto:

39 punti ancora in palio non sono pochi. E secondo me togliere già il Milan dalla corsa sarebbe un errore. Nulla è già scritto nelle stelle, tutto può succedere ancora: perché tutti possono avere ancora gli stessi infortuni che abbiamo avuto noi. Ma l’Inter è molto avanti, ha un buon allenatore e una rosa formidabile.

Giocare con lo scudetto sul petto è speciale, un’emozione grande soprattutto all’inizio, nelle prima partita. Ma non l’ho vinto io e mi piacerebbe giocare con questa maglia e il tricolore sul petto ma con lo scudetto conquistato da me in campo“.

Hojlund sulla Champions: “Tornarci è importante. Playoff? Ci siamo rimasti male”

Rasmus Hojlund, attaccante del Napoli, ha parlato a Il Mattino dell’importanza di qualificarsi alla Champions League. E anche del mancato accesso ai playoff in questa edizione:

Il Napoli appartiene al club delle grandi squadre. Sappiamo che conquistare la qualificazione alla Champions è importante per noi come squadra e sotto l’aspetto finanziario per la nostra società. Ma sappiamo anche che i tifosi sognano di tornare a giocare quella competizione.

Playoff? Ci siamo rimasti male, ma non è stato uno choc, almeno io non lo penso. Perché stavamo attraversando un periodo di difficoltà, dovevamo lottare contro gli infortuni e scendendo in campo ogni 3 giorni. Una esperienza unica nella mia vita: non credo di aver mai giocato 9 volte in 27 giorni. Eppure vengo dalla Premier dove pure si gioca a un ritmo altissimo“.

Hojlund su Conte: “Mentalmente fortissimo, è un serial winner”

Rasmus Hojlund, attaccante del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Il Mattino. E si è soffermato anche sul rapporto con Antonio Conte e altri giocatori nello spogliatoio:

Mentalmente fortissimo, sono affascinato dalla sua mentalità: è appassionato, feroce. Ed è un vincente. Anzi: un serial winner, un vincitore seriale. E se non vince lo capiamo subito che non abbiamo vinto…

Spogliatoio? Siamo un buon gruppo, anche il mio italiano sta migliorando (e lo dice parlando in italiano, ndr). Poi, chiaro, conosco McTominay dai tempi di Manchester, le nostre fidanzate sono amiche. E quindi è più facile fare gruppo: ma anche con Gilmour, Buekema, Spinazzola e Buongiorno abbiamo creato una grande armonia. Scott mi è stato vicino a Old Trafford nell’ambientarmi, nello spiegarmi le cose del mondo United. E qui ha fatto lo stesso, è sempre al mio fianco, so di poter contare su di lui“.

Incendio Sannazaro, parlano i “custodi” del teatro

Incendio Sannazaro, parlano i “custodi” del teatro

Hanno gli occhi gonfi di lacrime Lara Sansone e Sasà Vanorio, gestori del Sannazaro. Sono in Prefettura a Napoli dopo il sopralluogo del ministro della Cultura Alessandro Giuli al teatro di via Chiaia distrutto dal rogo di martedì scorso. Sui loro volti lo choc di un luogo simbolo andato in fumo, e l’urgenza di capire come ripartire. il nodo ruota attorno al come far entrare risorse pubbliche in un teatro privato. Serve una convenzione.

Al tavolo, oltre al Ministero e al Comune, anche la Regione. annunciato un primo stanziamento da un milione di euro. Intanto si prova a non spegnere la stagione: il dicastero ha garantito la continuità dei contributi alla programmazione e il Comune ha offerto i locali del Teatro Mediterraneo.

L’obiettivo, per i gestori però è solo uno: restituire il Sannazaro alla città.

Sul fronte delle cause, proseguono gli accertamenti con i rilievi della polizia scientifica e con l’acquisizione della documentazione.

(Interviste nel video allegato)

Papa Leone XIV l’8 maggio sarà a Pompei e Napoli. Lettera di don Mimmo Battaglia

Papa Leone XIV pellegrino di pace a Pompei, Napoli e Acerra

 L’8 maggio, nel primo anniversario della sua elezione, il Santo Padre sarà in visita pastorale al Santuario di Pompei e nella città di Napoli. Dopo quindici giorni, il 23 maggio, tornerà in Campania, ad Acerra, alla vigilia dell’anniversario dell’enciclica “Laudato sì” sulla cura della casa comune.

L’annuncio in un Comunicato congiunto del Cardinale don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, Mons. Tommaso Caputo, Arcivescovo Prelato di Pompei, Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra. Che di seguito pubblichiamo

Il Santo Padre Leone XIV per due volte in Campania nel giro di quindici giorni, prima a Pompei e Napoli, l’otto maggio, nell’anniversario dell’elezione, e quindi il 23 maggio ad Acerra alla vigilia di un’altra ricorrenza, gli undici anni della Laudato sì, l’Enciclica sulla cura della casa comune di Papa Francesco. Si può vedere, ed è giusto farlo, questo duplice viaggio del Vicario di Cristo come un segno di predilezione verso una terra che rappresenta una sintesi particolarmente viva delle attese e delle speranze, nonché dei drammi e dei ritardi, che ancora ostacolano lo sviluppo armonico e lineare di un popolo in cui è sempre vivo il richiamo di una fede profonda.

Come pastori della Chiesa, e in particolare delle tre diocesi che il Santo Padre visiterà nel mese di maggio, avvertiamo perciò forte, e con emozione, il privilegio della scelta di Papa Leone. Ma ciò che scorgiamo in questo segno di così grande attenzione, è qualcosa di ancora più profondo, perché chiama in causa e accresce la responsabilità nostra e delle nostre chiese che vengono a trovarsi al centro, in maniera così diretta e coinvolgente, nella linea di un pontificato che, giorno per giorno, esprime sempre più il suo carattere missionario per l’annuncio della gioia del Vangelo.

Pompei, Napoli e Acerra si rapportano, ognuna per sé e tutte insieme, ai momenti forti che il magistero di Papa Leone ha già fatto vivere e mostrato nei suoi contenuti più importanti e nelle sue prospettive più significative.

Un pontificato nato nell’inconfondibile segno mariano dell’otto maggio, giorno dedicato alla Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei, subito evocata all’atto dell’elezione, insieme a tutti i cardinali partecipanti al conclave, e richiamata poi nel momento del primo saluto alla folla dalla Loggia della Basilica di San Pietro. Celebrare proprio nella città mariana, con la Santa Eucaristia e la recita della preghiera di San Bartolo Longo, il fondatore canonizzato il 19 ottobre, il primo anniversario dell’elezione dona alla ricorrenza il tono specialissimo di un profondo ringraziamento a Dio e di un tenero e delicato affidarsi alla Beata Vergine del Rosario, la preghiera che continua a scandire, in tempi così tormentati e difficili, l’incessante invocazione di pace.

Da Pompei a Napoli, a distanza di poche ore, Papa Leone si troverà, per la prima volta, a contatto con la realtà di una grande metropoli del sud, espressione in senso lato della complessità, ma anche delle nuove prospettive e speranze di un mondo in rapida e continua trasformazione. Più di ogni altra, in Italia e non solo, per la ricchezza e la varietà della sua storia, e la saldezza dei suoi legami con la sede apostolica – con l’impronta  missionaria della prima presenza di Paolo, approdato nel Golfo, a Pozzuoli – Napoli, antica capitale nel bacino del Mediterraneo, rappresenta il simbolo di un mondo nuovo in cui temi centrali come quelli dell’accoglienza, del lavoro, del divario sociale e dei fenomeni della malavita organizzata, hanno bisogno di superare e mettere definitivamente alle spalle l’ipoteca dell’emergenza. Città dei giovani e per questo fulcro di una creatività che spinge naturalmente al futuro, sulla scia di San Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Papa Francesco, Napoli si appresta ad accogliere a braccia e a cuori aperti Leone XIV, il primo missionario nella Chiesa di Cristo, il papa della “pace disarmata e disarmante”.

Acerra segnerà, a sua volta, la fase più originale e suggestiva di quella che si può considerare un’unica visita pastorale in due tappe. Il richiamo immediato è all’Enciclica di Francesco diventata, per la sua efficacia e la sua profezia, manifesto universale di tutti coloro che considerano la cura e la tutela del creato un impegno fondamentale e perciò irrinunciabile per il futuro dell’umanità.  La Terra come casa comune e accogliente per il genere umano non può che essere il riflesso di un’umanità più solidale e legata dai vincoli di quella fraternità universale più volte evocata dal compianto Papa Francesco. La devastazione dell’ambiente, proprio come testimonia la “Terra dei fuochi”, non riguarda solo l’incuria e lo sfruttamento del creato, ma porta a corredo una serie vasta e diffusa di mali sociali che impediscono e stroncano sul nascere prospettive di un reale sviluppo.

Sono proprio questi i terreni sui quali la speranza non può farsi da parte ed è chiamata anzi ad espandersi, contando innanzitutto sulla forza del Vangelo, sul coraggio dei giovani e sulla testimonianza dei cristiani.

È questo, nello straordinario annuncio del viaggio pastorale di Leone XIV in Campania, il nostro accorato appello, mentre il nostro profondo Grazie al Santo Padre è pieno di un orizzonte di salda speranza.

Il messaggio dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia per l’arrivo del Papa: “Napoli aspettava”

 

“Napoli aspettava. Lo sapeva, forse, anche prima di saperlo.

Le città che hanno imparato a fare i conti con il dolore, con la bellezza e con la contraddizione, sviluppano una specie di sesto senso: riconoscono chi viene non a visitarle, ma ad abitarle, anche solo per qualche ora. E Lei, Santo Padre, viene così. Lo abbiamo capito da subito.

A nome dell’intera Chiesa che è in Napoli – una Chiesa fatta di vicoli e di mare, di famiglie che resistono e di giovani che sognano, di operatori di pace che lavorano in silenzio e di tanti che ancora aspettano che qualcuno si accorga di loro – La ringrazio con tutto il cuore per aver detto sì a questa città.

Napoli non è solo un luogo geografico. È una condizione umana. È il posto dove l’accoglienza è ancora un riflesso istintivo, dove la speranza non si è mai arresa del tutto, dove la fede – quella vera, incarnata, che odora di pane e di incenso insieme – continua a essere il respiro di un popolo. Ma è anche il posto dove le ferite sono profonde, dove il lavoro manca, dove la malavita organizzata continua a rubare futuro ai nostri figli, dove il divario sociale grida giustizia ad alta voce.

Lei viene, Santo Padre, come missionario. Il primo. E noi, eredi della prima predicazione di Paolo che approdò nel nostro Golfo, sentiamo in questo incontro qualcosa di antico che ritorna, qualcosa che aveva bisogno di tornare.

Sulla scia di san Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di papa Francesco, adesso Leone XIV camminerà per queste strade. E Napoli – con le sue braccia sempre aperte, con quella sua antica generosità che nessuna fatica ha mai consumato – l’abbraccia già.

Venga, Santo Padre. Questa città ha bisogno della sua pace: quella pace disarmata e disarmante che non si impone, ma che trasforma. Quella pace che, ne siamo certi, Lei porta con sé come un dono e come una promessa.

La aspettiamo. E con noi, l’attende il Signore, che di questa città è sempre stato innamorato.

Incendio Sannazaro, la preoccupazione delle famiglie evacuate

Accompagnati dai vigili del fuoco per motivi di sicurezza, hanno potuto far rientro nelle loro case per prelevare effetti personali e beni di prima necessità soltanto nel pomeriggio di ieri i residenti di via Chiaia 156, l’edificio toccato dalle stesse fiamme che hanno distrutto il teatro Sannazaro. Il rogo che ha mandato in fumo due secoli di storia culturale della città di Napoli si è preso tutte le luci dei riflettori, lasciando un cono d’ombra per le 22 famiglie evacuate, che ora chiedono alle istituzioni la necessaria attenzione per far si che il rientro nelle abitazioni, almeno quelle non rese inaccessibili dalle fiamme, possa avvenire in tempi non troppo lunghi. Danni sono stati riportati anche nelle abitazioni ai piani alti, che hanno pagato l’effetto forno scatenato dalla conformazione dell’edificio. Alcuni residenti hanno trovato vetri fusi, serrande e altri oggetti deformati dal calore. 28 gli appartamenti dell’edificio, 3 quelli distrutti dall’incendio. 26, non 60 come comunicato dalla prefettura il primo giorno, le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni trovando sistemazione da parenti e amici. Ancora incerti i tempi per il rientro in casa. La prima ipotesi era che gli evacuati potessero far ritorno entro tre giorni, ma il crollo di due solai nella parte interna del palazzo e i relativi problemi di staticità potrebbero far slittare i tempi. L’incendio ha determinato anche la chiusura di nove attività commerciali.