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Recovery plan, ecco i progetti del Comune di Napoli

150 milioni di euro per il restauro dell’Albergo dei poveri, 63 per un centro dell’area metropolitana a Scampia, 227 milioni per realizzare nuovi alloggi a Pianura, Soccavo e Chiaiano, 420 mln per il prolungamento della linea 6.

Sono solo alcuni dei progetti proposti da Comune e Città Metropolitana di Napoli per utilizzare i soldi del Recovery plan che arriveranno, quando arriveranno, per aiutare la ripresa post pandemia.

In attesa che arrivino nelle casse pubbliche i soldi del recovery, la giunta comunale ha invitato la stampa nella sala dei baroni del maschio angioino per un incontro di presentazione dei progetti per la città, per cui è prevista una spesa di poco superiore al miliardo e mezzo di euro, e per diversi comuni della provincia, per cui è prevista una spesa di 976milioni di euro.

ASL Napoli 2 Nord, l’infusione degli anticorpi monoclonali a 34 pazienti e il trattamento a domicilio di circa 400 ammalati stanno riducendo i ricoveri

Il reparto COVID più grande dell’ASL Napoli 2 Nord è nelle case di 400 pazienti seguiti dalle Unità Speciali COVID19; inoltre, la nuova arma che l’Azienda Sanitaria ha reso disponibile ai medici del territorio è la somministrazione degli anticorpi monoclonali. Sono già trentaquattro, infatti, i pazienti residenti sul territorio dell’ASL Napoli 2 Nord che sono stati sottoposti a terapia con gli anticorpi monoclonali, tutti sono in uno stato di salute soddisfacente e non hanno avuto necessità di ricorrere alle cure ospedaliere.

Le terapie monoclonali sono state approvate in via temporanea dall’AIFA e rese disponibili al Sistema Sanitario Nazionale dal Commissariato di Governo all’emergenza COVID lo scorso 17 marzo. Questo tipo di terapia, permette in molti casi una remissione dei sintomi più gravi della malattia nell’arco di poche ore. Si tratta di anticorpi prodotti in laboratorio che possono essere somministrati ai pazienti che si trovano ancora in una fase iniziale della malattia e che permettono di rinforzare le difese immunitarie dei pazienti. L’indicazione terapeutica prevede che questo particolare tipo di farmaci ad alto costo possa essere somministrato solo ad alcune categorie di pazienti, le cui condizioni di salute siano tali da far prevedere un decorso nefasto della malattia.

Dice Antonio d’Amore, Direttore Generale dell’ASL Napoli 2 Nord “Il corretto utilizzo di questa tipologia di farmaci può determinare una drastica riduzione della mortalità per COVID19 ed una minore ospedalizzazione. Il trattamento coi monoclonali può avvenire solo con una buona organizzazione complessiva: I tamponi devono essere tempestivi, il medico di famiglia deve reclutare correttamente, il reparto ospedaliero deve rapidamente valutare il caso ed arruolare il paziente. In questa terza ondata i nostri reparti ospedalieri hanno registrato una minore pressione rispetto al passato, in virtù di una maggiore efficienza dell’assistenza domiciliare e territoriale e di una migliore gestione dei casi già in una fase precoce della malattia”.

L’ASL Napoli 2 Nord ha iniziato ad utilizzare gli anticorpi monoclonali dai primi di aprile ed ha valutato cinquantasei pazienti segnalati dai Medici di Famiglia e dai Medici delle Unità Speciali COVID19. A seguito di queste segnalazioni, il responsabile aziendale per questo tipo di farmaci ha valutato come reclutabili al trattamento coi monoclonali trentaquattro pazienti.

Dice Fabio Numis primario della Medicina d’Urgenza del Santa Maria delle Grazie e responsabile delle terapie con farmaci monoclonali per l’ASL Napoli 2 Nord “Possono essere trattati con questo tipo di farmaci solo i pazienti che siano positivi al COVID da meno di dieci giorni, che non siano già stati sottoposti ad ossigenoterapia o siano ricoverati. Inoltre, la somministrazione può essere fatta solo su chi presenta determinate patologie come il diabete, l’obesità, gravi malattie respiratorie o cardiache. Ad oggi tutti i pazienti trattati riferiscono la scomparsa della febbre alta nell’arco di 24/36 ore dalla somministrazione ed un complessivo miglioramento del proprio stato di salute.”

Il reparto COVID19 del Santa Maria delle Grazie presso il quale vengono effettuate queste terapie è strutturato per effettuare fino a 40 trattamenti a settimana. Al momento tutti i pazienti reclutati hanno già ricevuto la somministrazione.  L’età media dei pazienti trattati presso l’ASL Napoli 2 Nord è tra i 40 e i 50 anni e la maggior parte risultano gravemente obesi.

Porto di Napoli, si punta su turismo e infrastrutture

Se il traffico merci durante il 2020 è addirittura aumentato nonostante il covid, quello che ha subito ripercussioni importanti , come si prevedeva, è il traffico turistico.

Il porto di Napoli viaggia, per ora a due velocità e per la prossima stagione punta forte sul recupero del traffico passeggeri e pendolari.

Al centro la stagione croceristica e i collegamenti con le Isole. L’incremento della campagna vaccinale può garantire non solo sicurezza agli operatori ma soprattutto a chi sceglie lo scalo marittimo partenopeo come base di partenza per le proprie vacanze.

Il presidente dell’Autorità di Sistema del mar Tirreno centrale, Andrea Annunziata traccia il cronoprogramma in vista della prossima estate.

Al centro del piano di gestione dell’Autorità Portuale anche i lavori del waterfront, da settimane rallentati per il ritrovamento di reperti archeologici nella zona del Beverello.

Imprenditore gambizzato nel Casertano

La Polizia indaga a tutto campo sul ferimento a colpi d’arma da fuoco di un imprenditore 51 enne avvenuto ieri nella zona industriale di Carinaro, nel Casertano.
L’ indagine è coordinata dalla Procura di Napoli nord, ma l’informativa di reato del Commissariato di Aversa e della Squadra Mobile di Caserta è stata inviata anche alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, perché non si può escludere che l’atto abbia una matrice camorristica e sia legato a vicende di natura estorsiva.

Con il passare delle ore ha perso forza l’ipotesi della tentata rapina, e ciò dopo che i poliziotti hanno ascoltato il 51 enne – del quale non è stato reso noto il nome – e il suo dipendente che era in un furgone carico di pellami, e dopo aver visto le immagini del ferimento riprese dalle telecamere di videosorveglianza della zona.

Il ferimento è avvenuto all’esterno di un calzaturificio, dove il commerciante era atteso per un appuntamento di lavoro. L” imprenditore ci è arrivato con la sua “Smart”, mentre il dipendente era in un furgone carico di merce da far vedere al cliente.

Non appena il commerciante è sceso dall’ auto, sono arrivati due uomini, con volto coperto da sciarpe, a bordo di una “Fiat 500”; uno dei due è sceso e ha sparato due colpi di pistola , uno dei quali ha ferito il 51enne ad un polpaccio. Il commerciante è stato condotto all’ospedale di Aversa dove è stato operato ed è tuttora ricoverato; le sue condizioni comunque sono buone. Gli investigatori hanno accertato che i proiettili hanno calibro 9×21.

Rogo in casa nella notte, muore anziano nel Beneventano

Un anziano è morto carbonizzato nella sua abitazione a Ponte, in provincia di Benevento, dove viveva accudito da una badante per le sue precarie condizioni di salute. La vittima è Antonio Pica, docente in pensione di 89 anni.

Secondo una prima ricostruzione, Pica dormiva al piano terra vicino al camino dove, intorno alle 5 di questa mattina, sono divampate le fiamme che hanno provocato il rogo risultato fatale per l’anziano.

La badante, che dormiva al piano superiore dell’abitazione, si è invece salvata. A nulla sono valsi i soccorsi dei vigili del fuoco, dei sanitari del 118 e dei militari che indagano sulle cause dell’incendio.

Stalking, lesioni e minacce nei confronti dell’ex e della sua famiglia, arrestato 22enne di Ischia

I Carabinieri della Stazione di Forio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di un 22enne di Casamicciola Terme, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori, lesioni e minacce aggravate e continuate.

Le indagini, condotte dalla Stazione Carabinieri di Forio e coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli – IV Sezione “Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione”, hanno permesso di ricostruire che l’arrestato, da svariati anni, esercitava nei confronti della ex fidanzata pressioni psicologiche e violenze fisiche. La gelosia e l’ossessione del controllo spesso spingeva l’indagato a verificare la messaggistica del telefono cellulare della donna, costringendola addirittura a restare in casa e ad abbandonare le proprie amicizie.

L’attività investigativa è scaturita da una dettagliata denuncia della vittima, che ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri dopo l’ennesimo atto di violenza, avvenuto pochi giorni orsono. In particolare, dopo la rottura della relazione sentimentale, l’indagato ha investito con la propria autovettura la madre della ex compagna nel centro di Forio, provocandole lesioni guaribili in 10 giorni.

Fortuna Bellisario, il Riesame dispone il ritorno in cella per il marito

L’ottava sezione, collegio E, del Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto il ripristino della custodia cautelare in carcere per Vincenzo Lo Presto, 43 anni, condannato a dieci anni di reclusione, con rito abbreviato, per l’omicidio preterintenzionale della moglie, Fortuna Bellisario, avvenuto a Napoli, nel 2019.
I giudici hanno anche disposto che il provvedimento resti sospeso fino a quando il pronunciamento non sarà diventato definitivo, quindi, dopo la decisione della Corte di Cassazione, davanti alla quale il legale del 43enne presenterà ricorso.

Il Riesame ha accolto l’istanza di appello presentata lo scorso 15 marzo con la quale la Procura di Napoli ha chiesto il riconoscimento, nei confronti di Lo Presto, del reato di omicidio doloso e non di omicidio preterintenzionale e, di conseguenza, anche una pena maggiormente afflittiva, commisurata al reato.
“Confido nella suprema Corte di Cassazione, il tempio del Diritto, dove non possono trovare ragione le interferenze mediatiche”, ha detto l’avvocato Sergio Simpatico, legale di Lo Presto, che annuncia il ricorso in Cassazione. Il processo di primo grado prese il via ipotizzando nei confronti dell’imputato il reato di omicidio doloso. Successivamente venne chiesta l’attenuazione del reato in omicidio preterintenzionale, per il quale il gup emise una condanna a dieci anni di reclusione. Lo scorso 23 febbraio il 43enne, che per problemi di deambulazione è costretto stare su una sedia a rotelle, è stato scarcerato e messo ai domiciliari nell’abitazione della mamma, a Napoli, dal Tribunale, dopo due anni di detenzione. Una decisione che ha suscitato forte disapprovazione nell’opinione pubblica.
“L’assenza del dolo è ineccepibile, – ha aggiunto l’avvocato di Vincenzo Lo Presto – anzi, il mio assistito ha subìto un torto in quanto aveva diritto alla scarcerazione un anno prima. Sottolineo – ricorda l’avvocato – che non è possibile generare un ematoma subdurale con percosse incapaci di provocare danni alla scatola cranica”.

Monte di Procida candidato a “Comune Europeo dello Sport”

Monte di Procida è ufficialmente candidato a “Comune Europeo dello Sport”. L’ufficialità è stata data il 12 aprile nel salone Salone d’Onore del Coni a Roma, dal presidente del Coni, Giovanni Malagò che ha consegnato la targa al sindaco, Giuseppe Pugliese e alla consigliera delegata allo sport, Tina Schiano.
“E’ una grande opportunità – ha affermato il primo cittadino – ed è anche un ideale passaggio di testimone tra la cultura e lo sport, tra Procida e Monte di Procida”.
C’è un grande fermento nel mondo sportivo montese, realtà in cui ad esempio il basket, vanta tradizioni antiche e ancor oggi richiama centinaia di appassioanti. A sostenere con forza la candiatura di Monte di procida c’è l’associazione Golden Players Italia, che raggruppa centinaia di cestisti, ex giocatori professionsiti, che promuovono il basket tra le nuove generazioni. Molto attivi in questi giorni il Presidente Virgilio Marino e Fabio Gorga, responsabile dell’impiantistica.
Dopo Procida capitale italiana della cultuira, dunque, Monte di Procida, comune gemello, punta alla leadership europea nello sport.

 

Violazioni alle norme anticovid, sono 108 le sanzioni della Guardia di Finanza di Napoli

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sottoposto a controllo nel corso della settimana oltre 1870 tra persone e attività commerciali: 108 le sanzioni complessive, non solo “anticovid”, ma anche per spaccio di sostanze stupefacenti, contrabbando di sigarette, contraffazione e pirateria audiovisiva.

I controlli anticovid hanno riguardato soprattutto Napoli città ma anche
l’intera area Metropolitana e hanno portato alla contestazione di
sanzioni a carico di 66 tra persone senza mascherina, in strada senza
autocertificazione, senza validi motivi, fuori dal proprio Comune di
residenza o domicilio e di 7 attività commerciali.

In particolare, nel capoluogo, nel quartiere San Lorenzo, il II Gruppo ha
scoperto una “fabbrica del falso” sequestrando un opificio clandestino e
più di 4.000 articoli tra borse “Louis Vuitton” e “Gucci” contraffatte,
accessori e prodotti semilavorati. Denunciati tre responsabili.

Nel quartiere San Carlo Arena il 2° Nucleo Operativo Metropolitano
Napoli ha individuato un deposito con all’interno 4.100 borse contraffatte
e 100 metri di tessuto “Louis Vuitton” e “Gucci”, nonché attestazioni e
certificati di qualità e autenticità fasulli. Denunciato un 58enne per
contraffazione e ricettazione.

Nel quartiere Pendino, i “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego
all’interno di un magazzino hanno sequestrato 10.200 locandine e 7.780
cd-dvd illecitamente riprodotti e privi del marchio S.I.A.E denunciando
un 50enne per ricettazione e violazioni al diritto d’autore.

Pulizia delle spiagge, come i giovani napoletani proteggono il patrimonio ambientale della città

Proteggere e preservare l’inestimabile patrimonio ambientale della città di Napoli, a beneficio delle nuove generazioni e per comunicare ed educare i cittadini alla conservazione e alla sicurezza delle spiagge.

E’ l’iniziativa che un gruppo di giovani napoletani ha voluto promuovere con l’obiettivo di rimuovere i rifiuti abbandonati sul litorale partenopeo.

Le parole di Giuseppe Mazzitelli.

Studenti, giovani lavoratori precari, ragazzi delle periferie, cresciuti con l’idea che la tutela del bene pubblico sia fondamentale, armati di guanti e sacchetti hanno passato a setaccio la spiaggia di Mergellina riempiendo sacchi di rifiuti.

L’iniziativa, apprezzata da tante persone che hanno assistito alla pulizia, si spera possa dare un segnale importante e risvegliare qualche coscienza, come spiega David Caborè.