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Porto di Napoli, 100 tonnellate di mitili sequestrati dalla Guardia di Finanza

Due impianti abusivi per l’allevamento di mitili, in prossimità del porto di Napoli, sono stati sequestrati dal reparto aeronavale della Guardia di Finanza., Gli allevamenti occupavano una ampia porzione di demanio marittimo estesa fino alla rada di Santa Lucia.

I militari hanno sequestrato circa 100 tonnellate di frutti di mare, pronti per essere messi in commercio e privi di certificazione.

Le indagini hanno fatto emergere connessioni tra la gestione dei due impianti abusivi di mitili ed il gruppo criminali recentemente scoperto che si dedicava alla raccolta dei datteri di mare nel Golfo di Napoli.

Il quantitativo di mitili sequestrato al dettaglio avrebbe potuto fruttare un guadagno di oltre 300. mila euro.

Clochard picchiato da una baby gang davanti a un supermercato: denunciati tre minorenni

Sono stati traditi dalle immagini del sistema di videosorveglianza e dalle testimonianze dei presenti in zona, alcuni dei minorenni che, nel pomeriggio di giovedì, hanno aggredito con calci e pugni un cittadino nigeriano che chiedeva l’elemosina all’esterno di un supermercato di Eboli (Salerno).

L’uomo, aggredito da un gruppo di una decina di ragazzi ha riportato una prognosi di sette giorni per le ferite riportate.

Nonostante i ragazzi avessero i volti coperti con cappuccio e mascherine, i militari della Compagnia di Eboli agli ordini del capitano Emanuele Tanzilli, sono riusciti ad individuarne tre: si tratta di alcuni giovani ebolitani minorenni, di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

Per loro è scattata una denuncia per lesioni personali in concorso e sono stati denunciati alla Procura per i minorenni di Salerno. Sono in corso le indagini dei militari volte ad identificare anche gli altri componenti del branco a che ha aggredito il cittadino nigeriano.

Art Bonus, Franceschini: “Cresce mecenatismo, superato mezzo miliardo donazioni”

“Abbiamo superato il mezzo miliardo di euro di donazioni con l’Art Bonus, un incentivo fiscale importante, il più forte che ci sia in Europa per favorire il mecenatismo culturale”. Così il Ministro della cultura, Dario Franceschini in un video messaggio trasmesso nel corso della premiazione del “Progetto Art Bonus dell’anno”, giunto alla sua 5^ edizione, che ha proclamato come migliore progetto di recupero e valorizzazione quello curato dal Comune di Perugia alla Fonte di San Francesco. Introdotta nel 2014, l’agevolazione fiscale del 65% ha finora favorito donazioni per 555.787.965€.

“Per molto tempo in Italia, le persone e le imprese – ha aggiunto Franceschini – dicevano che non esisteva una misura fiscale in grado di incentivare e facilitare le donazioni a favore della tutela del patrimonio culturale. Abbiamo per questo introdotto l’Art Bonus e con il tempo i risultati sono arrivati con fondi significativi che hanno prodotto interventi per cifre molto superiori. E’ importante – ha concluso il ministro – che, anno dopo anno, cresca questa volontà di contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale sia da parte di privati cittadini ma soprattutto da parte delle grandi imprese che per la loro competitività hanno il vantaggio nel mondo di avere l’Italia alle spalle e che in questo modo restituiscono al Paese”.

Sulla stessa lunghezza d’onda del ministro Dario Franceschini anche il presidente di MACS (Mecenati per le Arti la cultura e lo Sport) Roberto Dante Cogliandro: “Le parole del Ministro Franceschini in merito ai risultati ottenuti con l’incentivo fiscale dell’art bonus non possono che generare una riflessione amara. Trattasi, infatti, di uno strumento dalle enormi e straordinarie potenzialità, pensato bel 2014 per una migliore tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiao, che, purtroppo, stenta ancora a decollare in quanto poco noto a più, soprattutto per quanto concerne le relative modalità attuative. I risultati raggiunti in questi 7 anni appaiono importanti, ma non bastano, e sarebbe auspicabile pensare e costruire delle apposite strutture che fungano da ponte e collante tra i mecenati privati e gli enti pubblici per una più facile fruizione ed attuazione del bonus”.

La rivolta delle mutande, catena umana dei commercianti di Chiaia uniti dagli slip

Una mutanda per riaprire. Diventa simbolo della protesta delle poche categorie di commercianti ancora chiuse dalla zona rossa l’indumento intimo.

Protagonista questa mattina di un flashmob che ha visto tanti imprenditori del settore abbiagliamento sfilare in girotondo, nel quartiere napoletano di chiaia.

Una catena umana tenuta insieme dagli slip. Una forma di protesta pacifica, ma è anche una forma di resistenza alla zona rossa quella ideata da Federmoda Campania.

Al momento, le restrizioni prevedono chiusura dei negozi del settore abbigliamento, ma non per chi vende mutande e reggiseni.

E così anche le boutique di Chiaia hanno deciso di esporle in vetrina, insieme ai capi d’alta moda, aderendo all’invito di Federmoda.

In prima linea la presidente campana, Roberta Bacarelli, storica imprenditrice della moda che auspica l’adesione alla protesta delle altre regioni italiane

Maria Mazza, dalla Tv alla trincea della scuola “No Dad”

Dai programmi Tv alla trincea dei No Dad, con l’energia che solo una mamma partenopea può mettere in campo quando c’è di mezzo la salute psicologica e fisica dei figli. Maria Mazza, una delle fascinose protagoniste del programma di Mediaset, “Avanti un altro”,  dall’inizio della pandemia ha contestato la chiusura delle scuole in Campania, regione che più di tutte ha scelto la linea della chiusura totale. Ora che il Governo ha sottratto ai presidenti la possibilità di derogare e quindi imponendo la riapertura per le elementari e la prima media, spera che la situazione non cambi.
“Spero che si possa riaprire la scuola per tutti – racconta mentre attende l’uscita da un istituo del centro di Napoli della figlia -, è fondamentale per la salute psicologica e fisica dei nostri figli”.
Guida una nutrita pattuglie di mamme che sui social e in strada si fanno sentire e sono pronte a dare ancora battaglia. Non manca l’amarezza di essere completamente ignorati dal governo locale e dalle minacce, anche pesanti, subite sui social per questo suo impegno: “Naturalmente c’è di tutto, c’è chi ti sostiene, le mamme che ci seguono, ma ho anche ricevuto pesanti minacce sui social. Però non mi fermo, la salute dei nostri figli viene prima di tutto”.
Determinata e diretta, Maria Mazza alterna il lavoro a Roma con la battaglia per la scuola a Napoli. E’ una che non le manda a dire al governatore De Luca, divenuto oggetto di sue aspre critiche.
“Ora che Draghi ci ha dato ascolto, forse perché quando nel resto d’Italia hanno iniziato a sperimentare la Dad c’è stata una sorta di rivoluzione, dobbiamo proseguire su questa strada – conclude la showgirl -. I numeri della pandemia relativi ai contagi negli istituti scolastici non hanno giustificato questa chiusura così estrema e ora è il momento di tornare alla normalità, per quello che è possibile”.

 

 

 

Scomparsi in Messico, 50 anni di carcere a due agenti coinvolti

Il Tribunale dello stato messicano di Jalisco (sesto distretto giudiziario) ha inflitto a 50 anni di carcere a Salomon Adrian Ramos Silva ed Emilio Martines Garcia, i due poliziotti ritenuti colpevoli della “sparizione forzata” di Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, due dei tre italiani scomparsi in Messico il 31 gennaio 2018.

Per i giudici sono pienamente colpevoli del reato contestato in concorso con altri pubblici ufficiali tra i quali il comandate della polizia locale e il suo vice.

I due poliziotti sono stati anche interdetti dai pubblici uffici. La decisione giunge a distanza di una settimana dal riconoscimento di colpevolezza pronunciato lo scorso 3 aprile.

Nessuna notizia di Linda Guadalupe Arroyo, la poliziotta imputata fuggita durante la scorsa udienza, in occasione di una pausa. Gli inquirenti Sonia Alvarez Cisneros, Jaime Navarro Hernandez, Jorge Vejar Villa e Manuel Alejandro Gutierrez Banuelos della Fiscalia, la magistratura inquirente messicana, hanno chiesto al giudice di condannare i due agenti a 60 anni di carcere, a un risarcimento di un milione di peso e all’interdizione dei pubblici uffici. La difesa degli imputati invece ha chiesto pene più lievi per gli agenti che, è stato sottolineato, non facevano altro che eseguire ordini superiori.

I pm hanno sottolineato, durante la requisitoria, che la richiesta della pena massima è motivata dal fatto che gli agenti era pienamente consapevoli del crimine che stavano commettendo.

Per la Fiscalia, inoltre, Antonio e Vincenzo, così come anche Raffaele Russo (difesi dall’avvocato Claudio Falleti), di cui si persero le tracce diverse ore prima del figlio e del nipote, sono tuttora classificati come “desaparecidos” e per questo motivo le ricerche continueranno. Dopo la requisitoria ha preso la parola Francesco Russo (in video collegamento da Napoli, insieme con l’avvocato Luigi Ferrandino), il quale ha pregato gli inquirenti di chiedere un ultima volta agli agenti condannati di dire, qualora lo sapessero, dove si trovano Raffaele e Antonio Russo e Vincenzo Cimmino.

“Oggi 9 aprile 2021 per le famiglie e l’avvocato difensore le prime certezze: Un riconoscimento di responsabilità e una pena. Siamo soddisfatti per le decisioni prese dal Tribunale di Jalisco ma lo siamo soprattutto perché finalmente la verità su come si sono realmente svolti i fatti è venuta a galla”. Così l’avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, i tre italiani di cui si sono perse le tracce in Messico il 31 gennaio 2018, commenta le pene inflitte a due dei tre poliziotti coinvolti nella “sparizione forzata” dei tre connazionali. “E’ importante smentire – ha aggiunto Falleti – quanti in questi lunghi anni hanno imputato ai nostri tre poveri connazionali di trovarsi in Messico per commettere qualsivoglia tipo di reato. Le prove lo hanno confermato: Raffaele è stato portato solo per aver in auto due generatori, e nemmeno mentre li stava vendendo, Antonio e Vincenzo sono stati fatti sparire solo per essere andati a cercare il padre”, ha detto ancora il legale delle famiglie Russo e Cimmino. “Per rispetto di nostri tre connazionali – conclude Falleti – ci aspettiamo che i nostri rappresentanti politici si manifestino, dopo così tanto silenzio, affinché fatti come quelli accaduti a danno dei tre nostri concittadini non abbiano più a ripetersi”.

Vaccini, in Campania da oggi via alle adesioni degli “over 60”

Da questa mattina aperta in Campania la piattaforma per le adesioni al piano vaccinale della fascia di età 60-69 anni. Le convocazioni si attiveranno nei tempi più rapidi possibili, compatibilmente con l’arrivo dei vaccini, sottolinea l’Unità di Crisi.

Per l’adesione degli ultrasessantenni il link è: https://adesionevaccinazioni.soresa.it/adesione/cittadino

“Furbetti” del reddito di cittadinanza, 84 denunce nel Casertano

Ottantaquattro persone residenti nel Casertano sono state denunciate dai carabinieri perché avrebbero percepito il reddito di cittadinanza senza averne titolo; altri 18 percettori sono stati invece segnalati all’Inps per la sospensione del beneficio, avendone perso diritto in quanto destinatari di misure cautelari personali o scoperti mentre prestavano attività lavorativa. In totale l’importo non dovuto percepito è di 500mila euro.

Tra le posizioni emerse figurano 5 persone appartenenti o attigue alla criminalità organizzata e 52 con precedenti per reati comuni. Tra i percettori scoperti anche persone che avevano il coniuge con redditi molto alti, e che hanno dichiarato il falso.

In totale l’attività di verifica compiuta dai carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, che proseguirà nelle prossime settimane, ha riguardato una platea di 3300 beneficiari.

Grazie all’esame incrociato tra i dati documentali e le risultanze acquisite nel corso di specifici servizi, è stato così possibile fotografare varie irregolarità nelle procedure di dichiarazione del possesso dei requisiti. In particolare, sono state rilevate e contestate la ricezione del reddito di cittadinanza pur in presenza di sentenze definitive di condanna per reati per i quali è invece prevista la decadenza del beneficio, la presentazione di false dichiarazioni relative a residenze fittizie per nascondere gli altri componenti del nucleo familiare percettori di reddito o titolari di beni immobili.

Sono anche emerse irregolarità sul territorio nazionale da parte di cittadini stranieri o la mancanza del requisito dei 10 anni di residenza in Italia. Sono state così avviate le procedure per la sospensione e la revoca del reddito di cittadinanza.

Rissa tra baby gang, video diventa virale e scoppia polemica

Un’emergenza sociale a cui mettere subito un freno prima che sia troppo tardi.

Le baby gang continuano a fare sfaceli in città mettendo sotto scacco interi rioni e quartieri.

Da Piazza Mercato a Materdei, dai quartieri spagnoli a Fuorigrotta, da Ponticelli a Scampia è un susseguirsi di bravate, risse e episodi di violenza contro il patrimonio, messe a segno con lucida volontà di creare caos e poi postate sui social come vanto e auto celebrazione. Ieri sera a Materdei l’ultima vergogna.

In Piazza Scipione Ammirato, è andata in scena una violenta rissa senza esclusione di colpi tra ragazzini poco più che 15 enni a pochi passi dalla stazione Metro.

Sono partiti spintoni, schiaffi, pugni e calci tra le auto in sosta e le campane della raccolta differenziata davanti agli occhi increduli dei passanti e residenti, tra l’incitamento di alcuni ragazzini, ancora più giovani, che assistevano allo” spettacolo” in sella ai loro scooter, filmando tutto coi loro smartphone e mandandolo in rete.

Uno spettacolo indegno che testimonia il degrado sociale in cui vivono molti giovani, dove violenza, sopraffazione e prepotenza sembrano essere i punti cardini dell’educazione impartitagli.

Degrado sociale ma anche continue violazioni delle regole e delle leggi ed assoluta mancanza di senso civico acuita anche dalla assenza della scuola a causa della Pandemia.

E ancora trasferendosi in piazza mercato ennesimo carosello di motorini e mini car nella nuova piazza appena restaurata.

Una costante oramai da settimane.

Il consigliere dei Verdi Borrelli sulla deriva violenta della città si è così espresso

Ri-Parti con l’Export, presentato progetto per i giovani campani

Ri-Parti con l’Export, è il progetto presentato nella palazzina congressi del Cis Interporto Campano nell’ambito del quale è stato lanciato il Corso di Specializzazione Export & Comunicazione Digitale per l’Estero – Marketing Manager.

Un’iniziativa promossa da una partnership che vede coinvolti la Regione Campania, ICE – Agenzia Anpal Servizi, Consorzio ASI Napoli e CIS Interporto Campania.

L’intervento dell’Ad del Cis di Nola – Interporto Campani, Claudio Ricci, sulle tempistiche dell’iniziativa: “Forse dovevamo partire prima ma ora bisogna puntare su queste realtà”.

Gli ha fatto eco Michele Raccuglia, Responsabile Area Territoriale Campania – Calabria ANPAL Servizi che ha spiegato: “Il progetto è orientato ai talenti del reddito di cittadinanza che devono mettersi in gioco”.

Ha concluso l’assessore regionale al Lavoro e le Attività Produttive, Antonio Marchiello: “Stiamo studiando nuove piattaforme  nuove strategie di comunicazione per coinvolgere giovani e imprese”.