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Sciame sismico a Pozzuoli, il pericolo viene dal gas nel sottosuolo

Sciame sismico a Pozzuoli, il pericolo viene dal gas nel sottosuolo. Secondo un recente studio ha evidenziato la presenza di una colonna di gas incandescente che preme dal sottosuolo a una profondità di 2000 metri. Una vera e propria bomba, con il conseguente movimento continuo della crosta terrestre. Da stanotte in tutta l’area si sono percepite scosse di terremoto.

L’INTERVENTO DEL COMUNE
L’amministrazione comunale di Pozzuoli, a seguito dello sciame sismico che da ieri sera sta interessando l’area flegrea, in una nota, rinnova le raccomandazioni alla cittadinanza circa il divieto di avvicinarsi alle aree di emissione di fluidi per il pericolo di emissioni di fango ad alta temperatura nell’area idrotermale di Pisciarelli, sulle falde esterne del vulcano Solfatara. Inoltre viene ricordato che dal 2012 il Dipartimento Nazionale di Protezione ha elevato il livello di allerta vulcanica dei Campi Flegrei da verde (base) a gialla (attenzione). “L’innalzamento del livello di allerta – si sottolinea – ha comportato il rafforzamento del monitoraggio scientifico e delle attività di pianificazione e prevenzione”. In considerazione di quanto sopra esposto si assicura che l’amministrazione comunale, insieme alla Protezione Civile del comune di Pozzuoli, segue da vicino l’evolversi dello sciame sismico e fornirà successivi aggiornamenti fino a conclusione del fenomeno in atto.

Napoli, scontro tra moto dei “Falchi” e auto: un poliziotto in coma

Due poliziotti sono rimasti coinvolti, a Napoli, in un incidente stradale. Si tratta di due agenti del Commissariato San Ferdinando, della sezione “Falchi”, uno dei due è ricoverato in codice rosso all’ospedale Cardarelli. E’ attualmente in coma. Occorre ricordare che i falchi, un corpo speciale nato per essere immediatamente operativo e contrastare i reati predatori di microcriminalità, non indossano il casco. L’incidente si è verificato in via Giordano Bruno e la dinamica è tutta da ricostruire: i due agenti erano a bordo di una moto. Anche per l’altro poliziotto è stato necessario il ricovero in ospedale, è stato trasportato all’ospedale del Mare. L’auto con la quale si sono scontrati era guidata da una donna che si è fermata subito dopo l’accaduto.

 

Lite in strada, uomo ucciso a coltellate a San Giovanni a Teduccio

E’ un cittadino romeno di 51 anni anni la vittima dell’omicidio che si è verificato nel tardo pomeriggio alla periferia di Napoli. L’uomo è stato accoltellato in strada: la polizia sta verificando se avesse o meno dei precedenti. Si sta, dunque, cercando di ricostruire la dinamica. Tra le diverse ipotesi, al vaglio anche una lite tra connazionali.

Nas su bus e treni a Napoli: tracce covid assenti

Sono durati circa una settimana e hanno dato esito negativo i controlli eseguiti dai carabinieri del Nas e dal personale dell’Asl finalizzati a individuare tracce del virus Sars-Cov-2 a bordo dei mezzi pubblici napoletani. Le sei squadre di militari impiegate, 12 uomini in tutto, sono state coordinate sul campo direttamente dal neo comandante del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità Alessandro Cisternino.

Alla fine sono state comminate complessivamente duemila euro di sanzioni per segnaletica assente e per la mancanza, in alcune stazioni, di un numero sufficiente di erogatori di disinfettante. Dalle fine di marzo, e fino a qualche giorno fa, i militari e il personale dell’Asl hanno eseguito dei tamponi sulle superfici presenti a bordo dei mezzi pubblici per rilevare eventuali tracce del virus. Oltre un centinaio i test praticati, che hanno dato tutti esito negativo.

Il Nas ha controllato complessivamente una trentina di bus, sette treni, un convoglio della funicolare, un traghetto, due stazioni ferroviarie e quattro stazioni della Circumvesuviana.

L’attività ha interessato le aziende di trasporto ANM, Trenitalia, Eav, Ctp, cooperativa di trasporti, Air Mobilità, l’Autoservizi Meridionali e la compagnia di navigazione Caremar.

I controlli sono stati eseguiti anche per accertare la presenza dei percorsi obbligati, la presenza dei dispenser di gel disinfettante e della segnaletica anti covid.

Uccelli “protetti” uccisi e il video della strage pubblicato sul web: presi

Si sarebbero resi responsabili della morte di almeno 70 uccelli di specie protetta, promuovendo questa attività crudele e illegale anche su internet, attraverso la pubblicazione su Facebook e WhatsApp di un video poi diventato virale tra i cacciatori, alcuni dei quali hanno però denunciato. E’ l’accusa a carico di due bracconieri di 39 e 49 anni, residenti nei comuni di Teverola e Villa Literno (Caserta), a cui i carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Caserta ( N.I.P.A.A.F.) hanno notificato le misure cautelari del divieto di dimora nella provincia di Caserta emesso dal Gip del Tribunale di Napoli Nord.

Dall’indagine, coordinata dalla Procura di Napoli Nord guidata da Carmine Renzulli, è emerso che i due bracconieri avrebbero ucciso oltre 70 uccelli di cui otto esemplari di Volpoche, nome scientifico “Tadorna Tadorna”; si tratta di una specie protetta dalla Legge 157/1992, in quanto considerata in pericolo di estinzione. Gli indagati – è emerso – hanno immortalato la strage mediante un video, pubblicato su Facebook e numerosi gruppi WhatsApp di cacciatori in cui si vantavano di ciò che avevano fatto, e promuovevano la loro attività. Nel video si fa riferimento a battute di caccia che gli indagati propongono di fare insieme ad altri cacciatori, ai saluti agli “amici” e alla facilità con cui era stato possibile uccidere tanti uccelli in una sola notte; “non è andato niente storto… è andato tutto perfetto”, questa la frase choc dei due bracconieri.

Nel filmato, girato nel cortile di casa di uno dei due bracconieri, oltre ad una cinquantina di esemplari appartenenti a specie cacciabili, venivano posti in primo piano gli otto esemplari di Volpoche abbattuti. Il video ha però suscitato lo sdegno degli stessi cacciatori, nonché delle associazioni ambientaliste attive sul territorio, in particolare della LIPU- Lega Italiana Protezione Uccelli, ed è stato così segnalato ai carabinieri forestali. In breve i carabinieri forestali del Nipaaf, con il supporto dei militari della stazione Forestale di Marcianise e del Raggruppamento Biodiversità di Caserta, sono riusciti ad identificare i due bracconieri; già nel gennaio scorso gli investigatori, su ordine della Procura, hanno rinvenuto s casa dei due indagati i fucili usati per uccidere gli uccelli, le munizioni, un richiamo acustico, cellulari e un computer. Gli uccelli sono stati uccisi a Villa Literno, in località Sossio, dove c’era un “bunker” in cui i bracconieri si nascondevano e uccidevano gli uccelli attirato con richiami acustici.

Vaccini, al Policlinico una giornata dedicata ai pazienti con fibrosi cistica

Prosegue la vaccinazione dei pazienti fragili già in carico presso le unità operative e i centri di riferimento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II . Giovedì 8 aprile a partire dalle ore 8:30 al Centro Vaccinale aziendale dell’edificio 15, sarà il turno dei pazienti con fibrosi cistica seguiti dal Centro Regionale di Riferimento dell’Azienda.

“Come Centro di riferimento regionale, sia pediatrico che adulti, il nostro Policlinico tiene in cura più di 200 giovani pazienti presso il centro pediatrico e quasi 330 in carico presso il centro adulti – spiega il direttore generale Anna Iervolino – Una platea di pazienti molto ampia ai quali ci dedichiamo con grande attenzione, garantendo una presa in carico globale che comprende anche la difficile fase della transizione dalla giovinezza all’età adulta. Vaccinare in tempi brevi questi pazienti era una nostra priorità.

Non è stato semplice, perché persone affette da fibrosi cistica sono costrette a restare a distanza gli uni dagli altri, per non rischiare di trasmettersi batteri pericolosi; tutto il nostro personale ha fatto ancora una volta un lavoro straordinario consentendoci di raggiungere gli obiettivi regionali del Piano vaccinale”.

Affinché tutto si svolga nella massima sicurezza, allo scopo di evitare una trasmissione batterica tra questi pazienti estremamente fragili ed esposti ad infezioni, i vaccinandi, adulti e giovanissimi, nella fascia di età 16 -18 anni, sono stati convocati direttamente dall’equipe di riferimento della Federico II che supervisionerà l’intera procedura vaccinale.

Covid, in Campania 846 nuovi casi su 6.505 tamponi. 62 morti

Questo il bollettino di oggi:
Positivi del giorno: 846 (*) 
di cui
Asintomatici: 523 (*)
Sintomatici: 323 (*)
* Positivi, Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai tamponi molecolari
Tamponi molecolari del giorno: 6.505
Tamponi antigenici del giorno: 872
​Deceduti: 62 (**)​
Totale deceduti: 5.587
 
Guariti: 1.380
Totale guariti: 250.112
** 41 deceduti nelle ultime 48 ore, 21 deceduti in precedenza ma registrati ieri.​
​Report posti letto su base regionale:
 
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 160
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (***)
Posti letto di degenza occupati: 1.603
 
*** Posti letto Covid e Offerta privata.

Droga, vasta operazione tra Napoli e Benevento: 14 arresti

Vasta operazione antidroga sull’asse Napoli-Benevento della Guardia di Finanza di Benevento che, coordinata dalla DDA di Napoli, hanno eseguito 14 arresti e notificato cinque obblighi di dimora per il reato di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico, hanno consentito di fare luce su due distinti gruppi criminali, in stretto contatto tra loro, attivi nei territori di Napoli e Benevento, che si occupavano del traffico di droga e della cessione di considerevoli quantitativi di cocaina e marijuana.

Nello specifico, le indagini hanno evidenziato l’operatività criminale di un primo gruppo di soggetti operante sul territorio di Napoli, in particolare nei quartieri Vasto – San Lorenzo – Mercato – Case Nuove, organizzato secondo un modello piramidale che vede al vertice un napoletano di 29 anni quale principale fornitore della sostanza stupefacente, rivenduta rispettivamente nel territorio partenopeo da due fratelli, anch’essi di origini napoletane, e nell’area beneventana da un pregiudicato locale per reati specifici, referente del secondo gruppo operante nel territorio sannita, attraverso l’intermediazione dei citati germani, sia in prima persona che con l’ausilio di pusher assunti alle proprie dipendenze.

I restanti indagati fornivano il proprio costante contributo all’associazione occupandosi della custodia (spesso presso abitazioni di soggetti insospettabili e/o parenti) e della rivendita dello stupefacente, nonché della riscossione dei relativi proventi che poi consegnavano ai vertici del gruppo criminale.

Le indagini hanno inoltre evidenziato come le cessioni di stupefacente ai consumatori avvenivano principalmente in modo “itinerante”, cioè previo contatto telefonico da parte degli acquirenti al loro pusher di riferimento mediante l’utilizzo di linguaggio “criptico”, nonché l’uso di auto a noleggio e/o intestate a terze persone soprattutto da parte degli esponenti del gruppo beneventano, i quali avevano necessità di muoversi sulla tratta Benevento/Napoli e ritorno per rifornirsi dello stupefacente da cedere nel capoluogo sannita, soprattutto nel quartiere Capodimonte e nei Rioni Libertà e Ferrovia.

AstraZeneca, l’appello di De Luca: “Governo chiarisca e Aifa acceleri su Sputnik”

“E’ urgente che il Governo chiarisca ad horas la utilizzabilità del vaccino AstraZeneca. Il disastro comunicativo e le decisioni di altri Paesi stanno determinando una situazione di crollo nelle somministrazioni di tale vaccino. Invitiamo il Governo a decidere subito sulla utilizzabilità di AstraZeneca per evitare blocchi drammatici nelle somministrazioni.

Così, in una nota, il governatore Vincenzo De Luca.

Questa situazione rende ancora più urgente un pronunciamento dell’autorità di controllo Aifa sul vaccino Sputnik. E’ interesse dell’Italia non perdere un minuto di tempo. Ogni giorno perduto nella valutazione di questo vaccino è un atto di irresponsabilità verso il Paese”.

Mutande in vetrina per aggirare zona rossa, a Napoli protesta il settore della moda

Inutile paralizzare il traffico con cortei e blocchi stradali quando per riaprire basta vendere mutande e reggiseni.

Basta cambiare l’Ateco, ovvero il codice relativo al tipo di attività economica e il gioco è fatto.

Un escamotage per non morire di chiusure da zona rossa, proposto da Federmoda Campania e adottato da commercianti e imprenditori del settore moda, abbigliamento e delle altre categorie merceologiche penalizzate dalle restrizioni.

Questa mattina in via Carlo Poerio, cuore dello shopping di lusso del quartiere napoletano di Chiaia, non erano pochi quelli che stavano rialzando le saracinesche dopo il lungo periodo di chiusura, esponendo mutande invece che capi d’alta moda.

800 per ora hanno aderito, ha spiegato Roberta Bacarelli, presidente di Federmoda Campania