Domani il Belgio esordirà ai Mondiali 2026 contro l’Egitto. La partita è alle 21:00 ora italiana e il Napoli sarà spettatore interessato visto che scenderanno in campo Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne. Proprio KDB ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match, esprimendo tutta la sua soddisfazione e concentrazione per quella che sarà la quarta Coppa del Mondo della sua carriera:
“Credo di trovarmi in un momento della mia carriera in cui forse riesco a godermi di più la nazionale. Quando sei più giovane l’unica cosa che vuoi fare è giocare a calcio e non preoccuparti troppo di ciò che succede fuori dal campo, ma credo che ora riesca a comprendere meglio cosa significhi rappresentare il proprio Paese per la quarta volta a un Mondiale. È un onore per me essere ancora qui dopo aver giocato in Nazionale per circa 16 anni, il che significa che ho fatto qualcosa di buono”.
De Bruyne si è soffermato sulla sua ultima stagione al Napoli, condizionata da un grave infortunio al bicipite femorale: “Sono stato fuori per quattro o cinque mesi, ma mi sentivo bene all’inizio della stagione e mi sento abbastanza bene anche ora. Penso di aver trovato uno stile di gioco molto diverso in Italia da quello a cui ero abituato in Inghilterra. Nonostante sia stato mesi fuori, ho comunque imparato alcune cose, come difendere in maniera profonda, ad esempio”.
Anche Lukaku sarà a disposizione di Rudi Garcia, che lo ha convocato dopo i pochissimi minuti giocati in stagione con il Napoli. De Bruyne su Big Rom ha detto: “Penso che Romelu abbia aumentato il suo livello. Ovviamente, ho parlato con lui anche prima della Coppa del Mondo e sapeva di doversi allenare al massimo per essere il più vicino possibile al suo livello di forma. Certo, giocare 90 minuti è molto, ma sta bene e nelle amichevoli ha dimostrato che ha il talento necessario per segnare anche in pochi minuti di gioco”.
Al centrocampista è stato anche chiesto se avesse parlato di Massimiliano Allegri, prossimo allenatore del Napoli, con Alexis Saelemaekers, che lo ha avuto al Milan nell’ultima stagione: “Poco, non molto. Non ci penso per il momento, faccio di tutto per essere pronto qui e per il Mondiale”.

«L’idea del libro “Eva e Maria – Un corpo solo, due anime opposte” nasce del tutto casualmente, grazie all’incoraggiamento di Armando De Nigris e di Maria Antonietta Mormile della De Nigris Editore, ai quali, mesi fa, avevo raccontato che in quel periodo ero concentrato sulla stesura di un nuovo soggetto destinato al mercato dell’audiovisivo, incentrato su due gemelle siamesi – racconta Tommaso Martinelli –. Le storie dei siamesi, infatti, mi avevano sempre incuriosito e allo stesso tempo affascinato. Ma tutte quelle che mi erano state raccontate o che semplicemente avevo appreso attraverso interviste o documentari, fino ad allora, erano perennemente incentrate su siamesi sempre in simbiosi e totale sintonia tra di loro. A quel punto mi sono chiesto: e se tentassi di raccontare la storia di due gemelle siamesi che siano tra loro così diverse, a livello interiore, da non trovare mai un punto d’incontro, pur costrette a condividere quotidianamente e da sempre un unico corpo? Da lì sono nate Eva e Maria, che per il momento racconto in questo libro e che in futuro potrebbero trasformarsi anche in altro».
Stand By Me non è soltanto il racconto di quattro ragazzi in cammino lungo i binari, alla ricerca del corpo di un coetaneo scomparso. È il ritratto di un’età irripetibile, quella in cui l’amicizia sembra poter salvare tutto e in cui, quasi senza accorgersene, si lascia per sempre l’infanzia. Un film piccolo solo in apparenza, capace di attraversare il tempo e di parlare ancora oggi a spettatori di età diverse.