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Piazza del Plebiscito si rifà il look: quando l’inizio dei lavori e bandi per botteghe artigiane

Piazza del Plebiscito si rifà il look: quando l’inizio dei lavori e bandi per botteghe artigiane

Si comincia ad aprile con la trasformazione del colonnato e l’assegnazione dei bandi delle botteghe artigiane. Dureranno circa un anno e mezzo i lavori di restyling dell’agorà più iconica di Napoli, piazza del plebiscito. A dare la scadenza sull’avvio del cantiere il prefetto di Napoli, Michele di Bari durante un vertice con i rappresentanti delle istituzioni cittadine.

Nel mese di aprile partiranno i lavori sul perimetro, per un importo di 4 milioni e trecentomila euro, poi più in là cominceranno quelli sull’impianto di illuminazione e gli edifici che affacciano sulla piazza compreso palazzo Reale, per ulteriori 7 milioni di euro già finanziati. Nel frattempo partiranno le procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione delle botteghe artigiane.

(Intervista al prefetto nel video allegato)

Collusione con i clan, assolto definitivamente ex sindaco Fabozzi

CASERTA – Dopo oltre 15 anni la Corte di Cassazione scrive la parola fine su una vicenda giudiziaria che aveva travolto l’ex sindaco di Villa Literno (in provincia di Caserta), Enrico Fabozzi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto dalla procura generale di Napoli contro le assoluzioni dell’ex esponente politico dell’allora DS nonché ex consigliere regionale e dei fratelli imprenditori Mastrominico (nel collegio difensivo gli avvocati Mario Griffo, Francesco Picca ed Umberto Del Basso De Caro).

FABOZZI FU ARRESTATO NEL 2011

La decisione della Suprema Corte chiude dunque definitivamente a favore di Fabozzi e degli altri due indagati il procedimento giudiziario in cui erano rimasti coinvolti, tutti accusati dalla Dda di Napoli di aver stretto un patto con il clan dei Casalesi e di essere dunque collusi. Una vicenda iniziata nel 2011, quando Fabozzi, allora consigliere regionale, fu arrestato e per lui partì un lungo percorso giudiziario.

LA CONDANNA DEL 2015 A 10 ANNI

Nel 2015 la prima sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che condannò Fabozzi a 10 anni di carcere per concorso esterno in camorra. Dopo la condanna sono poi arrivate unicamente assoluzioni; la Corte di Appello Napoli lo assolse una prima volta nel 2021, ma la decisione fu annullata dalla Corte di Cassazione con rinvio ad un’altra sezione della Corte di Appello partenopea. Nel marzo 2025 arriva così una seconda assoluzione in Appello, confermata definitivamente dalla Cassazione nella sentenza di rigetto del ricorso presentato dalla Procura generale di Napoli.

All’Accademia di Belle Arti mostra dedicata a Servillo, l’attore: “Napoli mi ha formato”

All’Accademia di Belle Arti mostra dedicata a Servillo, l’attore: “Napoli mi ha formato”

Quarantotto immagini, alcune inedite, per ripercorrere teatro e cinema di Toni Servillo. È la mostra curata da Antonio Maraldi e allestita all’Accademia di Belle Arti di Napoli, con l’attore che ha preso parte di persona alla presentazione e ha incontrato gli studenti, annunciando a breve l’inizio delle riprese di un nuovo film con Mario Martone. E chi gli ha chiesto del suo legame con la città Servillo ha risposto così: (Intervista nel video allegato).

L’esposizione raccoglie gli scatti di sedici fotografi di scena che hanno immortalato Servillo ritratto sul palco e sui set, dagli esordi ai più celebri successi con Sorrentino come la Grande bellezza.

A partecipare ai lavori anche Rosita Marchese, presidente dell’accademia e il direttore, Giuseppe Gaeta: (Intervista nel video allegato).

Banda di albanesi rubava in appartamenti nel casertano: sgominata la banda

Una banda composta prevalentemente da cittadini albanesi seminava il terrore nel casertano compiendo numerose rapine e furti in appartamenti. Dopo indagini accurate la banda è stata sgominata. Operazione all’alba della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. L’organizzazione criminale organizzava anche la ricettazione degli oggetti trafugati, alimentando un traffico illecito parallelo.

LE INDAGINI

Le indagini effettuate dalla Squadra Mobile di Caserta sono partite da un furto avvenuto nella casa di in professionista di Caserta nel novembre scorso. È così emersa l’esistenza di un gruppo, composto dai cinque cittadini albanesi, responsabile di numerosi furti in abitazione degenerati, in alcuni casi, in rapine ai danni delle vittime presenti all’interno delle proprie abitazioni. Sono decine gli avvenimenti criminosi che, dagli elementi raccolti, sono stati attribuiti al gruppo, autore di reati in tutte le province della Campania.

Omicidio di Arzano, la vittima uccisa per uno scambio di persona

Uno scambio di persona. Vittima di una tragica sequenza di morte provocata dalla somiglianza con un boss. E’ questa l’ipotesi che gli inquirenti hanno formulato all’indomani dell’omicidio di Rosario Coppola. 51 anni, imbianchino e del ferimento di un amico, il 25enne Antonio Persico che di mestiere fa il barbiere.

I killer entrati in azione nella notte tra mercoledì e giovedì in via Sette Re ad Arzano avevano l’indicazione di uccidere il nuovo reggente del clan Amato-Pagano. Un uomo, la cui identità è coperta da riserbo, che evidentemente somiglia a Coppola.

Istanti di morte preceduti, probabilmente, dall’esaltazione di questi assassini che entrano in azione imbottiti di cocaina, esaltati dalla furia omicida, in una logica criminale che insanguina le strade della provincia partenopea.

Coppola e Persico, secondo la ricostruzione, erano in auto per parlare di lavoro. La vittima indossava ancora l a tuta sporca di pittura, mentre Persico gli stava illustrando le attività da avviare per la ristrutturazione del suo locale. Ma all’improvviso sono stati travolti da una pioggia di proiettilii, cinque dei quali hanno colpito a morte il malcapitato imbianchino.

I carabinieri, giunti sul posto, avevano immediatamente evidenziato la matrice camorristica dell’agguato ma le due vittime sembravano assolutamente fuori dal contesto criminale (nonostante un piccolo precedente di oltre vent’anni prima di Coppola). Una convinzione che è andata via via maturando fino all’ipotesi più accreditata, ovvero quella di un tragico scambio di persona.

Quello che non ho visto arrivare, presentato a Napoli libro di Giorgio Perinetti

Non parla di calcio nel suo libro l’ex dirigente del Napoli, Giorgio Perinetti, oggi direttore sportivo dell’Athletic Palermo. Ha deciso di affrontare un dramma personale, la morte della figlia Emanuela avvenuta nel 2023 per una forma acuta di anoressia e in collaborazione con il giornalista Michele Pennetti ha scritto “Quello che non ho visto arrivare”, presentato a Napoli nei saloni del circolo del tennis durante un dibattito a cui ha assistito, nascosta nel pubblico, la moglie di mister Antonio Conte, Elisabetta Muscarello. Con gli autori hanno partecipato il giornalista del quotidiano Il mattino, Francesco de luca e il presidente del circolo del Tennis, Riccardo Villari

Comune di Napoli bocciato su movida: Tar accoglie ricorso dei residenti di Piazza Bellini

Comune di Napoli bocciato su movida: Tar accoglie ricorso dei residenti di Piazza Bellini

Sono di nuovo i giudici a provare a mettere un punto fermo sul tema dell’inquinamento acustico a Napoli, bocciando il Comune sul fronte della “mala movida”. Dopo le polemiche relative a Via Quercia e via Cisterna dell’Olio, dove pure le toghe hanno imposto di regolare il fenomeno, il Tribunale amministrativo della Campania, ha condannato Palazzo San Giacomo anche per il caso di Piazza Bellini.

L’amministrazione, si legge nella sentenza, non può restare in silenzio davanti alle segnalazioni dei residenti. A maggio 2025 gli abitanti della zona avevano chiesto provvedimenti urgenti per ridurre schiamazzi e immissioni sonore. Una situazione che, secondo i ricorrenti, compromette salute e vivibilità. Per il TAR, però, la risposta arrivata dal Comune, fatta di richieste di dati e attività preparatorie, non basta. I giudici sottolineano che il fenomeno è noto e documentato e che, anche se le misure da adottare sono discrezionali, l’amministrazione ha comunque il dovere di decidere e intervenire.

Così il Tribunale ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il “silenzio” di Palazzo San Giacomo e imponendo al Comune di pronunciarsi con un atto scritto e motivato entro 30 giorni. In caso contrario, potrà essere nominato un commissario ad acta. Palazzo san giacomo è stato inoltre condannato al pagamento delle spese. Così il consigliere comunale Gennaro Esposito, presidente del comitato vivibilità cittadina: (Intervista nel video allegato).

Aree protette, oltre 1.200 studenti “Guardiani della biodiversità”

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Aree protette, oltre 1.200 studenti “Guardiani della biodiversità”

Dieci aree protette della Campania, trenta scuole e oltre 1.200 alunni: si chiude dopo un anno il progetto di Legambiente I Guardiani della Biodiversità con più di 300 alberi messi a dimora e 60 iniziative tra piantumazioni e biotrekking, passeggiate dedicate alla scoperta patrimonio naturale.

I risultati sono stati presentati al Parco Borbonico del Fusaro di Bacoli, area naturale protetta del Parco Regionale dei Campi Flegrei, con la partecipazione degli studenti e di rappresentanti delle istituzioni, tra cui l’assessore regionale alla protezione civile e tutela degli animali e della biodiversità Fiorella Zabatta, e il sindaco Josi Gerardo Della Ragione: (interviste nel video allegato).

Così la presidente di Legamabiente Campania, Mariateresa Imparato: (intervista nel video allegato).

Restyling Corto Umberto: pista ciclabile sul “Rettifilo”

Restyling Corto Umberto: ci sarà una pista ciclabile sul “Rettifilo”: ecco l’opinione dei commercianti

Dureranno almeno 1 anno e mezzo i lavori che sono partiti ufficialmente per il restyling del Corso Umberto I di Napoli. Il cantiere è stato aperto all’altezza di Piazza Garibaldi e nei mesi arriverà fino a piazza Borsa. I lavori prevedono la rimozione dopo oltre 15 anni della barriera di new jersey gialli al centro della carreggiata.

La strada sarà rifatta con la nuova pista ciclabile e gli attraversamenti rialzati che erano già stati messi a dimora nei mesi scorsi L’opera finanziata con 1600mila euro fondi di Città Metropolitana servirà a restaurare totalmente la grande arteria cittadina coprendo 1.3km di rettifilo con cantieri di volta in volta lunghi 150m per evitare grosse ripercussioni sul traffico. In queste ore, complice anche il maltempo si sono avuti i primi disagi nella zona dove il limite di velocità è stato abbassato da 30 a 10km/h.

Traffico intenso in alcune ore specie quelle di punta non solo a causa del flusso di auto ma anche per le auto in sosta. L’ordinanza valida fino al 14 maggio del prossimo anno vieta la sosta nei tratti in corrispondenza del cantiere e in più in altri venti metri da lasciare liberi sia all’inizio che alla fine della zona dei lavori. La sospensione vale anche per i posti dei disabili, le fermate dei bus e le strisce pedonali che saranno sostituite con quelle provvisorie.

I commercianti non sono felicissimi ma auspicano in lavori rapidi e funzionali: (Interviste nel video allegato).

Vergara: “Conte all’inizio mi ha detto una cosa. Il gol con la Fiorentina più bello di quello con il Chelsea, perché abbiamo vinto”

Antonio Vergara, trequartista del Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio Crc:

“Dedicare il primo gol? Non ci ho pensato, ero solo felice. Il primo gol con il Chelsea è stato inaspettato anche per me, dalle foto si vede che la mia faccia era incredula. Il secondo gol, quello con la Fiorentina, invece lo dedico a tutto lo stadio e a coloro che erano lì ad esultare con me: è stato più bello anche perché abbiamo vinto. 

Il mio idolo è sempre stato Messi, ma quando mi sono fatto più grande ed andavo a fare gli allenamenti in prima squadra con il Napoli mi è sempre piaciuto Piotr Zielinski. Era bello da vedere: faceva uno stop di tacco a seguire che si conosceva a memoria, ma riusciva comunque a sfuggire agli avversari. Un giocatore molto forte. 

In questi anni ho sempre giocato sulla trequarti, mi sono sempre trovato bene ed è dove riesco, secondo me, ad esprimermi al meglio: poi ho giocato mezzala, quinto, esterno, ho fatto un po’ tutto. 

Mi sento sicuramente migliorato allenandomi con Conte, ma ho sempre giocato dando una mano tatticamente alla squadra. Noi lavoriamo tanto su quello che dobbiamo fare sotto il punto di vista tattico, davvero tanto. Il mister ci chiede di aiutarci l’uno con l’altro ed io cerco di farlo: se il mister mi chiede di raddoppiare, ci provo. 

Fuori dal campo mi frequentavo molto con Marianucci, Ambrosino, con cui sono cresciuto, ci conosciamo da 15 anni, e Lucca. Ho un ottimo rapporto anche con Mazzocchi, Spinazzola, Contini, Savic, Di Lorenzo… siamo un ottimo gruppo. Dal punto di vista tattico ho più affinità con il capitano: per fortuna l’infortunio non è così grave come pensavamo. 

Il peso della maglia azzurra? Io non lo sento, perché è come se ogni volta che indossassi questa maglia, la indossassero con me altre migliaia di persone: quindi il peso si divide. È come se giocassi per la mia gente, quindi non lo sento. 

Insigne? Siamo compaesani, ma l’ho incontrato poche volte. La prima volta è stato quando giocava ancora a Pescara, era finito il campionato ed io andai a casa sua per farmi una foto. Poi sono andato a fare qualche allenamento in prima squadra. 

Come parliamo nello spogliatoio? In realtà i ragazzi stranieri capiscono l’italiano: anche Scott, ad esempio, che non parla la nostra lingua, la capisce abbastanza bene. Io parlo italiano e lui mi capisce, lui parla in inglese ed io lo capisco. 

Non è nelle mie corde battere le punizioni dal limite, però a fine allenamento mi metto: ne provo a volte 10, a volte 15. Non sarà ora, a 23 anni, ma magari a 29 anni le saprò battere. 

Questo momento della mia carriera lo vivo molto serenamente, non percepisco il peso di un “treno della svolta”. È una fase della mia crescita e del mio percorso. 

Ad un bambino che ama il calcio e vuole fare questo percorso consiglio di divertirsi sempre e di viverla in maniera spensierata: se basa il suo calcio sul divertimento, già è a metà dell’opera. 

Per me essere in questa squadra con giocatori di grande talento, allenato da Conte, è come essere al banco a scuola. Loro mi insegnano e io cerco di apprendere il più possibile. 

Un consiglio di Conte? All’inizio dell’anno mi disse “Antò sei bravo, ma devi restare sempre con la testa attaccata, perché ogni tanto la stacchi”. Mi aiuta soprattutto per quanto riguarda l’aspetto mentale e di concentrazione e a migliorare negli aspetti che ci sono da migliorare.  La famiglia per me è importantissima: puoi essere forte quanto vuoi, ma devi avere una persona di cui fidarti e che ti vuole bene. 

Napoli penso che sia la città più bella del mondo. Il calore del tifo è un aspetto bellissimo per chi vive di calcio: spesso ne parlo con Scott, che non era abituato, e ricorda quando è arrivato a Capodichino. Il Maradona è veramente il 12esimo in campo per noi: si sente, davvero. Un messaggio ai tifosi? Veniteci a supportare soprattutto allo stadio, perché fate la differenza”.