Napoli Calcio femminile: vincere a Florentia per ripartire
A Napoli l’unica libreria che pubblica i testi del premio Nobel Glück
Esiste un solo volume attualmente disponibile in Italia della poetessa newyorchese Louise Glück vincitrice ieri del Premio Nobel per la Letteratura 2020, dal titolo “Averno” ed è pubblicato in Italia dalla piccola casa editrice napoletana Dante&Descartes, che conta due punti vendita nel capoluogo partenopeo.
In via Mezzocannone, nel cuore universitario di Napoli, dove c’è la libreria abbiamo incontrato il titolare Raimondo Di Maio.
Da quando è stata ufficializzata la vittoria della poetessa americana che dialoga con la morte il telefono della libreria squilla ininterrottamente.
“In poche ore, ha raccontato, abbiamo venduto 80 copie di ‘Averno’ qui e all’altra filiale, in piazza del Gesù: un piccolo miracolo napoletano.”
Covid-19, fiammata di positivi in Campania: non esclusa chiusura delle Regioni
La fiammata di nuovi positivi in Campania segue l’andamento nazionale. L’ultimo bollettino quasi raddoppia quello del giorno precedente, superando i 750 nuovi positivi ma con quasi 10mila tamponi processati. Per fortuna sempre molto contenuto il numero delle vittime mentre resta sotto controllo la situazione negli ospedali, dove non si registra alcuna pressione nelle terapie intensive.
Ma è il dato complessivo nazionale che spinge il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, nel corso di un intervista radiofonica, a non escludere “limitazioni negli spostamenti tra regioni”. “ Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi – ha detto. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire”.
In Campania è sempre Napoli l’epicentro del virus. Dopo essere stata risparmiata, con provvedimenti draconiani di chiusura totale precoci, oggi con l’apertura di frontiere e mobilità, la regione risulta “vergine” per un virus che ha senza dubbio un’incidenza meno violenta ma mantiene la sua carica infettiva.
Si moltiplicano i casi tra gli studenti che portano alla chiusura delle scuole. Casi di contagi, è bene specificare, originati in famiglia e che non hanno avuto impatto, almeno per ora, sulle classi.
Intanto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha inviato stamani al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca una lettera sulla situazione Covid in città. “Ritengo necessario, urgente ed indispensabile che tutti i dati, sull’andamento del virus, mi siano comunicati costantemente ed in modo dettagliato, perché rappresentano lo strumento principale che consente di poter analizzare il contagio sul territorio ed, in particolare, la sua diffusione all’interno di ogni Municipalità. Non solo, ma anche la relativa recrudescenza e penetrazione nel territorio e tra la comunità della Città Metropolitana – parte molto rilevante della Regione Campania – di cui, ricordo, sono il sindaco”. La nota è stata inviata per conoscenza anche al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro della salute Roberto Speranza ed al Prefetto di Napoli Marco Valentini.
Droga da Marano a Roma, cinque in manette: c’è anche il figlio di Nuvoletta
Trafficavano droga, in particolare hashish e cocaina, partendo dalla provincia di Napoli e arrivando fino a Roma. Sono cinque gli arresti operati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna nel clan di Marano, gli Orlando-Nuvoletta. Tra i destinatari dell’ordinanza, per altre accuse, anche Lorenzo Nuvoletta, figlio del boss Ciro Nuvoletta ucciso nel 1984. Provvedimenti eseguiti nel territorio di Marano di Napoli e presso le carceri di Nuoro e Tolmezzo due distinte ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 5 persone – indiziate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata del metodo e delle finalità mafiose e associazione di tipo mafioso – e di Lorenzo Nuvoletta, gravemente indiziato di trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio. Le indagini hanno appurato come alcuni elementi di spicco del clan si fossero recati in più di un’occasione nella capitale anche al fine di verificare il funzionamento e l’efficienza del sodalizio operante a Roma. Nonostante gli indagati avessero adoperato degli accorgimenti tecnologici finalizzati ad eludere le investigazioni, gli inquirenti hanno comunque raccolto significativi elementi necessari a documentare la gestione sul territorio romano del traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Altra attività investigativa ha inoltre consentito di verificare come Lorenzo Nuvoletta sia il reale proprietario di una concessionaria di auto con sede legale ed operativa nel comune di Villaricca (Napoli) fittiziamente intestata a due soggetti, uno dei quali legato all’indagato da vincoli di parentela; i carabinieri hanno dato esecuzione al sequestro preventivo del 100% delle quote sociali.
Arrestato per corruzione il sindaco di Eboli appena rieletto
I finanzieri del comando provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del sindaco di Eboli (Salerno), Massimo Cariello. Il primo cittadino, rieletto lo scorso 22 settembre con quasi l’80% dei voti, si trova agli arresti domiciliari.
Le ipotesi di reato nei suoi confronti sono di abuso d’ufficio e di corruzione. Nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, guidata dal procuratore capo Giuseppe Borrelli, è scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici per quattro funzionari dei Comuni di Eboli e Cava de’ Tirreni.
Maxi sequestro di 130 chili di hashish nel porto di Napoli, due arresti
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di
Napoli, in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle Dogane
e dei Monopoli in servizio presso lo scalo portuale partenopeo,
hanno sequestrato un ingente carico di hashish pari ad oltre 130
Kg., pronto per essere distribuito nelle diverse “piazze di spaccio”
del capoluogo e della provincia.
La sostanza era occultata a bordo di un autoarticolato che è stato
ispezionato, nel porto di Napoli, mediante l’impiego dei cani
antidroga “Cafor” e “Fagot” della Guardia di Finanza e l’utilizzo di
una sofisticata apparecchiatura scanner in dotazione all’Ufficio delle
Dogane di Napoli 1. All’esito delle attività, è stato individuato un
doppiofondo artigianale, ricavato nel rimorchio del mezzo pesante,
al cui interno erano stati nascosti gli involucri contenenti la droga.
I due responsabili, originari di Napoli, sono stati tratti in arresto e
associati presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.
La sostanza stupefacente, come rivelato dalle analisi svolte dal
Laboratorio Chimico dell’Agenzia delle Dogane di Napoli, è risultata
di ottima qualità e, a differenza delle partite di hashish
comunemente rinvenute sul territorio nazionale, presentava una
particolare consistenza, tipica della “resina di hashish”, considerata
prodotto di “nicchia” tra gli assuntori della sostanza.
Se immessa nel mercato, la droga avrebbe assicurato alla
Criminalità Organizzata un enorme profitto, pari a circa 3 milioni di
euro.
La Polizia confisca beni per quattro milioni di euro all’ex consigliere regionale Ferraro
La Polizia di Stato e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, in esecuzione di apposito decreto del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, emesso su proposta del Sig. Questore di Caserta, hanno sottoposto a confisca, in Campania e nel Lazio, i beni, le partecipazioni societarie, i rapporti finanziari e bancari, per un valore pari ad oltre 4 milioni di euro, riconducibili ad un imprenditore di Casal di Principe nel settore del trattamento dei rifiuti, già esponente politico di rilievo regionale quale Consigliere della Regione Campania, condannato dalla Corte di Appello di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, con sentenza passata in giudicato il 16.04.2015; tra gli oggetti di confisca le indennità ed il vitalizio consiliari.
Il provvedimento ablativo rappresenta l’epilogo della complessa ed articolata indagine svolta dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Caserta e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Caserta che ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari nella disponibilità diretta ed indiretta (tramite i suoi familiari) dell’imprenditore, acquisiti con i proventi delle attività illecite commesse nel tempo, attività che, compendiate in apposita proposta del Questore di Caserta, aveva condotto ad un iniziale sequestro di prevenzione.
L’uomo è stato riconosciuto dal Giudice Penale come imprenditore e politico colluso, almeno dal 2000 in poi e comunque già prima della sua elezione al Consiglio Regionale della Regione Campania, avvenuta nel 2005, con i reggenti del “clan dei casalesi – fazioni Schiavone e Bidognetti”, al raggiungimento dei cui scopi ha asservito sia la propria attività imprenditoriale, che quella politica, ricevendone in cambio sostegno elettorale ed un appoggio determinante per la sua stessa affermazione imprenditoriale.
Il ruolo di sodale dell’imprenditore emerge chiaramente dal compendio probatorio raccolto in sede penale e costituito da intercettazioni telefoniche, propalazioni accusatorie di molteplici collaboratori di giustizia e indagini di Polizia Giudiziaria eseguite per trovare riscontri alle predette dichiarazioni.
La pericolosità sociale è stata dimostrata dalla sua continuativa disponibilità a porsi come intermediario tra gli amministratori degli Enti locali e le organizzazioni criminali di riferimento, per drenare a favore di queste ultime appalti e contributi pubblici, riuscendo quasi a monopolizzare il redditizio settore economico della raccolta e smaltimento dei rifiuti, e non solo nel territorio casertano.
Al fine poi di disvelare l’origine del rilevante patrimonio dell’imprenditore e del suo nucleo familiare è stata acquisita, con riferimento all’ultimo ventennio, copiosa documentazione, tra cui i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie nonché numerosi altri atti pubblici che hanno interessato nel tempo l’intero nucleo familiare investigato, verificando poi, per ogni transazione, le connesse movimentazioni finanziarie sottostanti alla creazione della necessaria provvista economica. Il materiale così reperito è stato oggetto, pertanto, di circostanziati approfondimenti che hanno consentito di accertare che gran parte delle attività e dei beni entrati nella disponibilità del proposto e dei propri stretti congiunti sono stati acquisiti con proventi, ottenuti grazie alla stretta contiguità dell’ex Consigliere regionale al “clan dei casalesi”.
In esecuzione del decreto emesso dalla IV Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono stati, quindi, sottoposti a confisca n. 9 fabbricati, n. 1 terreno , le quote di n. 2 società, n. 1 autovettura, n.1 motoveicoli e le disponibilità finanziarie presenti in numerosi conti correnti, conti di deposito ed altri investimenti finanziari, per un valore stimati di oltre 4 milioni di euro; tra gli oggetti di confisca anche le indennità percepite dall’imprenditore per l’intero periodo di consiliatura alla Regione Campania, per un valore pari alla somma di euro 834.226,46 (ottocentotrentaquattromiladuecentoventisei//46) nonchè il vitalizio da corrispondere per la sua ex qualità di Consigliere regionale, maturando alla data del raggiungimento del sessantesimo anno di età.
Covid, in Campania oggi i positivi sono 757. Un morto e 149 guariti
Coronavirus, De Luca autorizza le strutture private a effettuare tamponi
Le strutture private della Campania sono state autorizzate ad effettuare tamponi a singoli privati cittadini, con obbligo di comunicare gli esiti, positivi e negativi, alla piattaforma sanitaria regionale “anche in considerazione del quadro epidemiologico e del massivo contact tracing in atto”.
E’ una delle decisioni prese oggi in Regione in una riunione convocata dal presidente Vincenzo De Luca, con i componenti dell’Unità di Crisi e i direttori generali delle Asl e delle Aziende ospedaliere di Napoli e provincia per una verifica complessiva sull’andamento del contagio. In particolare si è fatto il punto sulla disponibilità di posti letto e sul completamento della cosiddetta “Fase C”.
“Non vi è alcuna carenza di posti letto su scala regionale come paventato da notizie inesatte circolate nei giorni scorsi” si afferma in una nota.
Avellino, consegne di droga a domicilio durante il lockdown:19 arresti
Consegne di droga a domicilio durante il lockdown. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del Comando provinciale di Avellino che stanno eseguendo 19 misure coercitive emesse dal Gip del Tribunale di Avellino. Droga, quella consegnata ‘porta a porta’, che veniva pagata anche con il reddito di cittadinanza.
L’operazione, denominata “Delivery”, ha consentito di disarticolare una rete di spacciatori. Sono in atto perquisizioni anche con l’ausilio di unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno nonché di velivolo del 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano. Impegnati circa 150 militari.
