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Napoli e gli eletti del popolo “distratti”, de Magistris: “Consiglio comunale ha perso slancio”

C’è la scuola da monitorare in base alle proprie pertinenze, il crollo della galleria Vittoria, ci sono i debiti da pagare nei confronti dei librai, molti cittadini che lamentano problemi alle isole ecologiche, i ritardi nel prelievo di rifiuti ingombranti, il disastro isola pedonale nel centro storico.

Di problemi, Napoli se ne cade.

Sebbene alcuni consiglieri comunali, come Brambilla del M5S, annoverino tra le annose questioni l’eccessiva presenza del sindaco in televisione, altri invece, come Carmine Sgambati di Italia Viva, lamentino azioni persecutorie verso i propri collaboratori, il Consiglio comunale, tornato a riunirsi questa mattina nella sala dei Baroni al maschio angioino, avrebbe ancora il tempo per provare a migliorare i servizi pubblici resi al cittadino.

Sei mesi e poco più per provare a fare qualcosa a partire dal bilancio di previsione, oggi all’esame dell’Aula.

E invece si naviga a vista tra pause e sospensioni, come questa mattina.

La campagna elettorale per le regionali sembra abbia accelerato il clima da fine mandato e il dibattito tutto interno ai gruppi politici, sulle future alleanze che serviranno a raccogliere l’eredità di consensi della giunta de magistris. Il sindaco, che non nasconde i problemi della sua maggioranza, prende atto dello stallo di tutto il parlamentino cittadino

Coronavirus, De Luca: stretta sulla movida

E’ in pubblicazione l’ordinanza n.75 firmata dal Presidente Vincenzo De Luca, che contiene ulteriori misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19.

Si anticipa la parte ordinativa del testo:

  1. ​Con decorrenza immediata e fino al 7 ottobre 2020, salvo ulteriori modifiche in conseguenza dell’andamento della situazione epidemiologica quotidianamente rilevata:

      1.1.l’esercizio e la fruizione delle attività connesse a Cinema, Teatri e Spettacoli dal vivo, Ristorazione e Bar, Wedding e Cerimonie, sono subordinati alla  stretta osservanza dei protocolli;

1.2.lo svolgimento di feste e di ricevimenti è consentito esclusivamente nel rispetto del limite massimo di n. 20 partecipanti per ciascun evento e nell’osservanza delle ulteriori misure previste dai protocolli;

1.3.a tutti gli esercizi commerciali (ivi compresi bar, chioschi, pizzerie, ristoranti, pub, vinerie, supermercati),dalle ore 22,00 è fatto divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nonché di tenere in funzione distributori automatici. Resta consentita la somministrazione al banco, nel rispetto del distanziamento obbligatorio, nonché ai tavoli, purché nel rispetto dei Protocolli vigenti. Agli esercizi che non possano garantire dette misure è fatto obbligo di chiusura alle ore 22,00;

1.4.dalle ore 22,00 alle ore 06, 00 è fatto divieto di consumo di bevande alcoliche, di qualsiasi gradazione, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali, nonché nelle aree prospicienti bar ed altri locali pubblici;

1.5.resta sospesa l’attività di sagre e fiere e, in generale, ogni attività o evento il cui svolgimento o fruizione non si svolga in forma statica e con postazioni fisse.

1.6.è fatto divieto di salire a bordo dei mezzi di trasporto ai passeggeri che non indossino la mascherina. Eventuali passeggeri sprovvisti di mascherina devono, in ogni caso, essere sanzionati in conformità a quanto previsto ed essere invitati a scendere immediatamente e comunque appena possibile dal mezzo, al fine di evitare ogni ulteriore rischio connesso alla permanenza a bordo in assenza di dispositivi di protezione. In caso di rifiuto, deve essere disposto il blocco del bus o del treno e richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine.

  1. Per quanto non previsto dal presente provvedimento, restano confermate e prorogate fino al 7 ottobre 2020 le disposizioni di cui all’Ordinanza n.72 del 24 settembre 2020, pubblicata sul BURC in pari data. Restano altresì confermate le disposizioni di cui alle Ordinanze n.73 del 25 settembre 2020 e n.74 del 27 settembre 2020, pubblicate sul BURC nella data di adozione.

  2. Si rammenta che ai sensi delle ordinanze, è fatto obbligo, tra l’altro:

–        di rilevare la temperatura corporea dei dipendenti ed utenti degli uffici pubblici ed aperti al pubblico e di impedire l’ingresso, contattando il Dipartimento di prevenzione della ASL competente, laddove venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 °C;

–        per i gestori di ristoranti ed altri esercizi analoghi  della identificazione di almeno un soggetto per tavolo o per gruppo di avventori, della rilevazione e conservazione dei dati di idoneo documento di identità al fine di metterla a disposizione dell’Autorità Sanitaria, ove richiesto;

–        di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale, fatte salve le previsioni degli specifici protocolli di settore vigenti (ad esempio per le attività di ristorazione, bar, sport all’aperto), approvati o prorogati con le ordinanze o riportati in allegato al DPCM 7 settembre 2020. L’obbligo rimane escluso per i bambini al di sotto dei sei anni,  per i portatori di patologie incompatibili con l’uso della mascherina  e durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva;  

–        ai titolari di esercizi commerciali, pubblici o aperti al pubblico, anche in deroga ai protocolli  allegati alle ordinanze di effettuare la misurazione della temperatura corporea all’ingresso dei locali di esercizio,  e di assicurare la presenza di dispenser di gel e/o soluzioni igienizzanti, subordinando l’accesso ai locali al chiuso alla previa igienizzazione delle mani e al riscontro di temperatura inferiore a 37,5 °C;

  1. E’ fatta raccomandazione a tutti i  soggetti appartenenti alle categorie fragili di non esporsi a rischi sanitari collegati ad eventi o situazioni climatiche e ad adottare una linea di massima prudenza nelle relazioni interpersonali.

  2. E’ fatta raccomandazione alle Forze dell’Ordine di assicurare i necessari controlli sull’osservanza del presente provvedimento.

Luminarie di Natale, la Camera di Commercio pubblica bando da 1,5 milioni di euro

Illuminare a festa 100 chilometri di strade e 20 piazze di Napoli, partendo dalle periferie per poi arrivare al centro della città.

E’ questo l’obiettivo del Bando pubblicato dalla Camera di Commercio di Napoli con un investimento da 1,5 milioni di euro.

Le Luminarie di Napoli potranno diventare realtà quando le imprese, chiamata a partecipare, presenteranno i progetti e li realizzeranno in maniera fattiva.

Dopo avere illuminato per il secondo anno la zona a ridosso del Duomo di Napoli, in concomitanza con le festività di San Gennaro, l’Ente presieduto da Ciro Fiola, punta ora a dare un contributo fattivo alla rinascita del tessuto commerciale cittadino, immaginando una nuova illuminazione natalizia.

Nuova giunta, dal direttivo del Pd analisi in chiaroscuro: le aspirazioni dei nei eletti

Come al solito De Luca ha preso a tutti in contropiede, varando la nuova Giunta Regionale a tempo di record. E lo ha fatto distribuendo con una logica politica ben precisa, confermando 6 assessori (Bonavitacola, Cinque, Marchiello, Fortini, Fascione e Discepolo) e lanciando nell’agone Nicola Caputo (all’Agricoltura), Armida Filippelli (alla Formazione Professionale), Mario Morcone (alle Politiche della Sicurezza) e Felice Casucci (neo assessore alla semplificazione amministrativa e al Turismo).
E l’evidenza che, specialmente nell’area del Pd, questa scelta non sia stata ben digerita, erano i volti e il clima che si respirava nel direttivo del Partito Democratico organizzato poche ore dopo all’Hotel Ramada. Attorno ai vertici locali, candidati che hanno avuto conferme, su tutti il supervotato Mario Casillo e alcuni che pur rimanendo nei vertici ed avendo conquistato un ampio consenso non sono riusciti a conquistare la riconferma, come Antonio Marciano. Tra le conferme anche Bruna Fiola, che al secondo mandato aspira ad avere un ruolo strategico nel nuovo esecutivo regionale.

Turismo enologico: alla scoperta del Nero di Troia

C’è chi lo paragona ad una “prima donna” dell’enologia. Bizzoso, ma carico di personalità e capace di stupire ad ogni assaggio. La sua uva potrebbe essere originaria dell’Asia Minore e la leggenda vuole che la coltivazione si deve a Diòmede, figlio di Tideo e re di Argo.

Si chiama Nero di Troia, proprio come la cittadina della Daunia che dà il nome al vitigno della Puglia settentrionale.

Un vitigno tannico che produce un rosso – ma può essere vinificato anche in rosato e in bianco – complesso da lavorare ma che regala emozioni forti al palato.

Oggi questo vino è soprattutto sinonimo di sviluppo territoriale. Intorno al Nero di Troia, le comunità locali stanno costruendo anche percorsi enogastronomici realizzati intorno ai prodotti della terra e alle coltivazioni bio, tra le quali spicca proprio questo rosso dal carattere non proprio facile e volubile.

Con la riscoperta del turismo di prossimità, agevolato anche dalle restrizioni imposte dalle limitazioni da Covid-19, Troia, ma anche Orsara di Puglia, Ascoli Satriano e le più gettonate Bovino e Lucera, hanno aumentato i visitatori e anche i giorni di permanenza nei borghi, alla scoperta delle cantine e delle tecniche di vinificazione. Nei giorni scorsi, grazie all’intuizione dell’amministrazione comunale di Troia, è stato organizzato un press tour con giornalisti, instagrammer e influencer per far conoscere il nero e non solo. Anche l’olio, l’oro verde di Puglia e le bellezze dei paesaggi e i tesori d’arte e i monumenti, a partire dalla cattedrale di Troia con il rosone più grande del mondo.

Urbano Di Pierro, fondatore dell’azienda vinicola Decanto di Troia e consigliere comunale con delega all’Agricoltura non ha dubbi: oggi per attrarre visitatori devi prima raccontare il vino e poi far vivere l’esperienza diretta nella vigna e far sentire l’odore della terra

Coronavirus, nel Genoa 14 positivi: ora si teme per il Napoli

Genoa choc: 14 tesserati della squadra rossoblù sono infatti positivi al Coronavirus. Lo dice, al telefono con l’ANSA, il presidente del club Enrico Preziosi.

“Si tratta di 14 persone – aggiunge Preziosi – tra calciatori, staff e medici. A breve una nota della società chiarirà tutti i dettagli”.

E infatti poi il Genoa ha diffuso un comunicato in cui specifica che “dopo gli accertamenti odierni il numero di tesserati positivi a Covid-19 è salito a quattordici tesserati tra componenti team e staff. La Società ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo in vigore e informato le Autorità per le procedure correlate. Il Club fornirà prossimi aggiornamenti dettati dall’evoluzione”.

Viene anche precisato che tra i 14 casi segnalati ci sono quelli già noti di Mattia Perin e Lasse Schone. Gli altri nomi non sono stati resi noti. Ieri il Genoa ha perso 6-0 al San Paolo contro il Napoli, mentre il suo prossimo impegno sarebbe (ora il condizionale è d’obbligo) quello di sabato al Ferraris contro il Torino.

La voglia di salute è più forte del meteo. Grande partecipazione in piazza Dante per i test congiunti e gratuiti Epatite C e Covid-19

Una lunga coda fin dall’avvio dei test, alle 9,30 del mattino, in piazza Dante a Napoli. per lo screening gratuito che gioca d’anticipo contro due grandi nemici della nostra salute: Covid-19 ed Epatite C. È stata massiccia e ordinata, nonostante la pioggia – circa 200 le persone registrate a metà giornata, eguagliando il risultato della tappa inaugurale a Roma – la partecipazione alla “prima” campana del roadshow, organizzato dalla società di consulenza manageriale in ambito healthcare, MA Provider, con il contributo non condizionato di Abbvie. Con tre tappe fra Lazio e Campania e le ulteriori due previste in Lombardia, si realizza il primo “progetto pilota” interregionale di screening congiunto Covid-19/HCV,. L’esame diagnostico abbinato sui 2 virus. consentirà di raccogliere i primi dati statistici di riferimento e di individuare, così, ulteriori sacche di sommerso del virus HCV in Italia: passi avanti importanti verso l’obiettivo OMS di eliminazione – entro il 2030 – del virus Epatite C nel nostro Paese.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato – AISF e dalla Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT, con il patrocinio dell’Associazione dei Pazienti EpaC Onlus e del Comune di Napoli.

L’idea del doppio test nasce dalle attività che le Società scientifiche AISF e SIMIT e l’Associazione pazienti EpaC Onlus, già svolgono insieme da diversi anni riunite sotto la sigla di ACE – Alleanza contro le Epatiti – Ha preso vigore negli ultimi mesi, dopo che diversi studi hanno rilevato una riduzione di oltre il 90% dei trattamenti durante il lockdown. Il test congiunto è esplicitamente indicato come opportuno anche nel documento conclusivo dell’“Indagine conoscitiva in materia di politiche di prevenzione ed eliminazione dell’epatite C”, approvato all’unanimità in XII Commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati, lo scorso 11 giugno: può infatti costituire un primo step per ampliare gli screening e far emergere il “sommerso”, al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato dall’OMS di eradicare la patologia entro il 2030. Questo risultato si potrà raggiungere al salto di qualità terapeutica permesso dai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) per il trattamento dell’Epatite C, grazie ai quali il virus viene eradicato in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali.

“I target 2030 fissati dall’OMS sono alla portata dell’Italia, ma occorre lavorare su due fronti: con le campagne di sensibilizzazione e di screening, e con l’avvio di un’indagine epidemiologica in grado di mappare l’intero territorio nazionale – conferma l’On. Michela Rostan, vicepresidente della XII Commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati, presente in piazza Dante, a Napoli -. In Commissione abbiamo già ottenuto l’approvazione all’unanimità di un’indagine conoscitiva, che prevede l’istituzione di un fondo e di una cabina di regia che coinvolge tutti gli attori protagonisti di questa vicenda. Abbiamo a disposizione 71,5 milioni di euro per le campagne di screening e altri 150 milioni di euro che derivano dall’avanzo del fondo per i farmaci innovativi. Il nostro impegno dovrà svolgersi proprio su questi due fronti: campagne di sensibilizzazione e di screening e soprattutto un fondo nazionale che metta le Regioni nelle condizioni di poter configurare e attuare il piano di eradicazione”.

“Una così grande affluenza in piazza Dante a Napoli al test-screening Covid-19 e HCV nonostante le condizioni meteo poco favorevoli conferma la sensibilità delle persone e l’utilità di un’iniziativa che è assolutamente da estendere – è il commento dell’On. Paolo Siani, componente della XII Commissione “Affari Sociali” della Camera -. Rappresenta una risposta partecipata e intelligente al bisogno di tenere alta la guardia non solo contro il coronavirus, ma nei confronti di patologie insidiose e subdole come l’Epatite C che possono essere debellate proprio attraverso la prevenzione”.

“Con questa iniziativa possiamo dare soluzione alla necessità di affrontare l’emergenza Covid, la cui recrudescenza, soprattutto in Europa, impone di elevare il livello di attenzione e prevenzione, senza trascurare le altre malattie – spiega, il prof. Nicola Coppola, Ordinario di Malattie Infettive presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”: fra queste emerge l’epatite C, che storicamente ha un’incidenza elevata nella nostra area geografica e contro la quale oggi abbiamo una validissima arma, una terapia sicura e ad elevatissima efficacia. Un approccio strutturato e un’opportuna gestione integrata del paziente affetto da HCV sono di importanza cruciale per procedere alla effettiva eradicazione della patologia sul territorio”.

“Il test congiunto si rivela ancora più efficace se rapportato all’emergenza legata al Covid-19, che ha determinato anche rischi secondari legati all’abbandono di altre patologie: un problema importante, soprattutto ove è possibile gestirle in maniera vincente. “Questo è particolarmente vero per l’epatite C – evidenzia il dott. Mario Masarone, dell’Unità di Medicina Interna ed Epatologia – AOU San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona dell’Università di Salerno – per la quale l’Italia, grazie alla disponibilità di cure efficaci e sicure, insieme ad un’ottima governance sanitaria che ha visto attori compartecipi le Società Scientifiche epatologiche, l’associazione di pazienti EpaC e le Istituzioni, è stata giudicata nel 2019 dall’OMS una delle 11 nazioni mondiali ‘sul binario giusto’ verso l’eliminazione del virus C dalla sua popolazione entro il 2030”.

“L’infezione da SARS Cov2 impone per la gestione dell’epidemia e in particolare dei focolai d’infezione la continua esecuzione di test sierologici per identificare possibili soggetti infetti – precisa, prof. Marcello Persico, Ordinario di Medicina Interna presso l’Università di Salerno. La straordinaria opportunità di uno screening congiunto di anticorpi anti-HCV consente di rilevare anche portatori di HCV con due grandi vantaggi. Il primo, fornire i dati di prevalenza attuali di HCV positivi, dato di straordinaria importanza e finora ottenuto solo con metodi surrogati; secondo, di trattare i soggetti con gli antivirali diretti, pangenotipici di nuova generazione, data la ormai nota, straordinaria efficacia e tollerabilità in tutti gli stadi di malattia”.

“Questa attività di screening congiunto gratuito con test rapidi incontra il gradimento della popolazione. Parliamo di cittadini che, pazientemente, si mettono in fila per poter effettuare i test ed aspettarne l’esito. Una volta ricevuti i risultati, se ne vanno ringraziando per l’iniziativa – afferma Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus –. Iniziative come questa sono l’esempio concreto di come si debba operare per mettere in atto quanto previsto dalle raccomandazioni dell’Indagine conoscitiva della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sul piano di eliminazione dell’epatite C in Italia. Il nostro auspicio è che da qui parta un progetto nazionale di prevenzione, che includa anche attività di screening congiunti, parallelamente a una rapida emanazione del Decreto attuativo per l’impiego dei fondi”.

Procura chiude Galleria Vittoria, caos viabilità a Napoli

Gli inglesi la chiamano marmellata di traffico. Non conosciamo l’esatta traduzione napoletana di traffic jam, ma un’idea ce la siamo fatta questa mattina percorrendo le strade alternative scelte dal comune di Napoli per ovviare alla chiusura totale della Galleria Vittoria di via Acton, dopo il sequestro da parte della Procura partenopea.

Dopo l’ennesimo crollo, con chiusura parziale disposta dall’amministrazione comunale, un perito della procura ha giudicato rischioso il passaggio delle auto disponendone l’inibizione totale al traffico.

In soldoni, il caos viabilità del week end appena terminato proseguirà fino a quando non sarà messa in sicurezza la galleria che collega via acton con piazza Vittoria.

Le auto in direzione lungomare vengono deviate su via Chiatamone, a cui è stato cambiato il senso di marcia.

L’imbuto che si crea sta provocando code chilometriche fino al molo beverello e di conseguenza ripercussioni su tutta la circolazione nel centro cittadino.

Da palazzo san giacomo è stata disposta la riapertura del cosiddetto lungomare liberato, da piazza vittoria fino al molosiglio, ma è nel senso opposto che si sono verificati i maggiori disagi.

Disagi soprattutto negli stretti vicoli dei quartieri, dove si stanno riversando tutte le auto che cercano di evitare il percorso verso la Galleria Vittoria, come detto, sequestrata dalla Procura per l’esistenza del rischio fondato di crollo

Scuole riaperte a Napoli, incubo distanziamento per i più piccoli

Vista la seconda ondata della pandemia, in Campania pochi credevano che oggi sarebbe ripartita la scuola.

E invece, questa mattina gli studenti di Napoli e delle altre province della regione, al netto di alcuni comuni che hanno preferito rinviare la riapertura al 1 ottobre, sono rientrati in classe.

Il rientro in aula è avvenuto non senza disagi, tra quelli endemici e quelli derivanti dall’adozione dei dispositivi per il contrasto del contagio.

Non tutte gli istituti hanno ricevuto i banchi monoposto, a Napoli non sono poche le scuole che attendono le strutture prefabbricate per realizzare nuove aule per garantire il distanziamento.

L’unica cosa sicura, che accomuna tutti gli studenti di ordine e grado, è l’obbligo di mascherina e la felicità per un semi ritorno alla normalità

De Luca vara nuova Giunta Regionale: 6 conferme e 4 new entry

Il neoeletto Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha designato componenti della prossima Giunta Regionale. Sono 6 le conferme e 4 le new entry.
Questo l’elenco completo:
Vicepresidente Fulvio Bonavitacola (Ambiente)
Ettore Cinque (Bilancio)
Antonio Marchiello (Attività Produttive e Lavoro)
Lucia Fortini (Scuola e Politiche sociali)
Valeria Fascione (Ricerca e Internazionalizzazione)
Bruno Discepolo (Urbanistica)
Nicola Caputo (Agricoltura)
Armida Filippelli (Formazione professionale)
Mario Morcone (Politiche della Sicurezza)
Felice Casucci (Semplificazione amministrativa e Turismo).​