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Rimozione ecoballe Caivano, Vincenzo de Luca illustra il piano

Il dito nella piaga lo ha messo Stefano Caldoro, sfidante principale di Vincenzo de Luca alle elezioni regionali della Campania, che ieri durante un iniziativa politica aveva dichiarato che sulla mancata rimozione delle oltre 4 milioni di ecoballe l’attuale presidente della regione avrebbe dovuto essere preso a pedate.

Un caso o meno, Vincenzo De Luca ha presentato questa mattina il nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti stoccati in balle all’interno dello STIR di Caivano.

Ad aggiudicarsi l’impianto la solita A2A, la stessa che ha realizzato l’inceneritore di Acerra, che si è aggiudicata la gara per 212 milioni di euro, e che dovrà assicurare anche lo smaltimento dei residui di produzione. L’impianto permetterà di lavorare 2 milioni di tonnellate di ecoballe, ed andrà a regime nel 2021.

Per De Luca pare sia la volta buona per rimuovere la vergogna tutta campana delle eco balle e nega che la conferenza di questa mattina sia una risposta alle accuse dell’avversario, Stefano Caldoro

Ntf20, in a scena “Le Genoveffe”, “Cuore” e “Sulla morte senza esagerare”

In scena a Palazzo Reale per il Napoli Teatro Festival “Le Genoveffe”, lo spettacolo per la regia di Francesco Campanile ispirato alla fiaba di Cenerentola che parla di come le dinamiche nate tra le mura domestiche possono condizionarci e intrappolarci una vita intera.

Sul palco quattro uomini che interpretano quattro sorelle ancora nubili che vivono con la madre anziana, egoista e tiranna. Costrette a crescere in un clima familiare che castra sogni e desideri, le Genoveffe hanno ormai rinunciato a qualsiasi sogno di felicità, quando per loro arriva un invito inaspettato che potrebbe rimettere tutto in discussione.

A Capodimonte invece in scena Cuore di Sergio Casesi, diretto e interpretato da Fulvio Cauteruccio, con Flavia Pezzo.
Lo spettacolo è dedicato a Davide Astori, capitano della Fiorentina scomparso troppo presto, e non mette in scena la sua vita né narra le sue gesta, ma racconta di un uomo sulla soglia dell’eternità, sorpreso nell’attimo in cui il cuore smette di pulsare per varcare il tempo verso l’infinito.

Sempre a Capodimonte in scena “Sulla morte senza esagerare” prodotto dal TEATRO FRANCO PARENTI, e dal TEATRO DEI GORDI per la regia di Riccardo Pippa.
Lo spettacolo affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale di maschere contemporanee.

Confiscati i beni a Grassia, l’imprenditore al servizio dei casalesi

La DIA di Napoli ha notificato il decreto di confisca definitiva, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di S. Maria Capua Vetere (CE), nei confronti di Francesco Grassia, imprenditore edile aversano.
Le indagini hanno consentito non solo di ricostruire il suo reale assetto patrimoniale, ma anche di delineare la sua “pericolosità qualificata”, derivante dai rapporti avuti con il clan dei casalesi, fazione “Zagaria”, emersi non solo dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ma soprattutto dall’inchiesta giudiziaria del giugno 2000, nell’ambito della quale fu tratto in arresto per aver fornito appoggio logistico agli affiliati, nascosto armi, riscosso proventi di estorsioni e reinvestito illeciti profitti delle attività del clan.

In tal senso, significativi sono anche gli esiti di un’indagine risalente agli anni novanta da cui era emerso l’acquisto, da parte di una società facente capo al Grassia e ad altri soggetti, di un complesso immobiliare sito ad Aversa (CE) – ex “fabbrica Della Volpe” – ad un prezzo nettamente inferiore rispetto al valore di mercato, proprio a testimonianza della capacità di intimidazione derivante dalla loro appartenenza al clan dei casalesi.

Sempre in quegli anni, è rimasto coinvolto in attività che hanno acclarato l’importazione, per conto dell’organizzazione criminale di riferimento, di armi dalla ex Jugoslavia (tra cui fucili a pompa, bombe a mano e mitragliatori silenziati).

Nell’estate del 2018, è stato tratto in arresto a La Maddalena (SS) in esecuzione di un provvedimento di cattura internazionale, emesso dall’Autorità giudiziaria del Principato di Monaco, perché ritenuto responsabile di riciclaggio di denaro.

I decreti di sequestro e di confisca emessi dal Tribunale, a seguito della proposta del Direttore della DIA, eseguiti nel 2015 e nel 2016, sono stati in parte definitivamente confermati dalla Corte di Appello di Napoli.

I beni acquisiti al patrimonio dello Stato, per un valore di circa 4 milioni di euro, consistono in società e fabbricati, aventi sede o ubicati principalmente nella provincia di Caserta, nonché in diversi beni mobili e rapporti finanziari, tra cui un conto corrente cifrato presso una banca del Principato di Monaco (valore nel 2011 di circa 300 mila euro).

Confronto alla Camera di Commercio su ZES e sviluppo delle imprese

Le aree della Campania rientranti nella ZES, con gli opportuni incentivi, possono diventare attrattori di investimenti per le multinazionali italiane e straniere. Ne è convinto il parlamentare Piero De Luca che insieme con l’ex ministro, Pier Carlo Padoan, ha illustrato nel salone delle grida della Camera di Commercio di Napoli la proposta di legge di cui è estensore e firmatario. Il presidente dell’Ente camerale, Ciro Fiola, ha promosso l’iniziativa a cui hanno preso parte anche il presidente della Camera di Commercio di Salerno e presidente di Confindustria Salerno, Andrea Prete e il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone.
Sul tavolo dei relatori si sono susseguiti gli interventi di Pino Bruno, presidente Confindustria Avellino, Antonio Spuzzo, componente della Cabina di regia Zes-Assimprese Italia, Filippo Liverini, presidente Confindustria Benevento, Carlo De Matteis, rappresentante Aicast Imprese Italia, Gianluigi Traettino, presidente Confindustria Caserta, Alfonso Langella, segretario Generale Fit-Cisl Campania e Vito Grassi, vicepresidente Confindustria.
Da Roma in collegamento Skype apprezzato l’intervento di Pier Carlo Padoan, già ministro dell’Economia, mentre il ministro Vincenzo Amendola, non è riuscito a collegarsi in quanto impegnato a Bruxelles per la trattativa sul recovery fund.
Le conclusioni sono state affidate ad Antonio Marchiello, assessore alle Attività produttive della Regione Campania. Per il presidente Fiola occorre porre molta attenzione alle aree Asi: “Considerare anche le zone Asi nelle Zes – ha spiegato -. Abbiamo grandi aziende ma sono a Casandrino e non rientrano nelle Zes. Prevedere incentivazioni sarebbe molto utile. La legge e rimodulabile – ha sottolineato – e potrà essere allargata a zone dove insistono aziende per poter avere finanziamenti e decontribuzioni, comprese quelle sul costo del lavoro. Spero che le Zes possano partire quanto prima – ha concluso – Sono zone che godono di un speciale regime. E’ ecessario approvare la legge perché quando ci sono benefici per le imprese si avviano investimenti nuovi».

 

CoVfast, dalla Campania tampone in tre minuti

CoVFAST”, dalla Campania un tampone che in soli tre minuti è in grado di rivelare se si è positivi o no al virus SARS-Cov-2. Un’innovazione che potrebbe aprire scenari rivoluzionari, abbattendo i tempi ed i costi e permettendo di rilanciare settori come quello turistico e dell’istruzione messi in ginocchio dal virus.
A brevettarlo in Italia l’equipe  di un’azienda campana, la Cosvitec, Centro di ricerca di alta formazione, che in collaborazione con il Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” dell’Università di Napoli Federico II, ha messo a punto un kit per il rilevamento rapido del virus estremamente vantaggioso e innovativo. Alla base c’è infatti una metodologia decisamente più rapida ed economica di quelle attualmente in uso, attraverso la quale sarà possibile effettuare screening di massa.
Il test rapido è infatti altamente sensibile, specifico, ed accurato e ha la stessa affidabilità dell’attuale tampone.
COME FUNZIONA CoVFAST il tampone in tre minuti. Covfast è un tampone naso faringeo che viene eseguito sul soggetto esattamente come il tampone classico, poi viene immerso in una soluzione colloidale che cambia colore solo in caso di positività al virus.
DIFFERENZE CON L’ATTUALE TAMPONE. Innanzitutto il tempo. Non serviranno più le classiche 48 ore per avere dei risultati, ma saranno sufficienti solo tre minuti.
Questo metodo è in grado di stabilire anche la carica infettante del soggetto. Se la carica infettante è molto alta, il test darà un risultato positivo anche in un solo minuto.
Altro fattore innovativo che lo rende di semplice utilizzo è che non necessita di strumentazioni, laboratori certificati e personale specializzato. Può essere eseguito infatti con una semplice provetta. Si tratta di una svolta rivoluzionaria, grazie a CoVFAST si potranno condurre facilmente screening di massa. Fino ad oggi un grande limite è stato rappresentato proprio dalle costose apparecchiature e dalla necessità di impiegare personale specializzato.
CoVFAST non necessita di siero, sangue o plasma.
Altro fattore rilevante è il costo irrisorio del test, molto inferiore rispetto a quello del tampone classico.
Sergio Bolletti Censi, direttore generale Cosvitec. “In questo lockdown mentre il mondo si è dovuto fermare noi abbiamo lavorato per mettere a punto una tecnologia altamente innovativa. Il tampone CoVFAST, efficace in soli tre minuti, si presta allo screening di massa. Potrebbe essere una rivoluzione, pensiamo al settore turistico in grande difficoltà, la ripartenza delle scuole a settembre, ma anche luoghi dove si possono creare assembramenti, concerti, eventi pubblici o sportivi. In soli tre minuti si può avere un risultato affidabile. Oggi le sinergie sono fondamentali, proprio come dimostra la collaborazione con il team del professor Velotta della Federico II. Con le dovute modifiche questo metodo si presta a trovare anche altri tipi di virus”, dichiara Sergio Bolletti Censi, direttore generale della Cosvitec.
Raffaele Velotta, professore di Fisica applicata Federico II. “Ci occupiamo da diversi anni di biosensori e l’emergenza che stiamo vivendo ci ha spinto a tentare di mettere a punto un sistema veloce che riconoscesse la particella virale (virione). Abbiamo così realizzato una soluzione colloidale di nanoparticelle d’oro che cambia colore in presenza del virus, una variazione abbastanza netta che può essere vista anche ad occhio nudo in caso di alta carica virale. Dopo alcuni test preliminari effettuati all’Ospedale Cotugno di Napoli grazie alla disponibilità offerta dai dott. Luigi Atripaldi e Roberto Parrella, insieme al prof. Giuseppe Portella del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali della Federico II abbiamo confrontato il nostro metodo con quello “ufficiale” basato su tecniche di biologia molecolare (PCR). Analizzando circa 50 tamponi di pazienti positivi e altrettanti di pazienti negativi abbiamo potuto stimare sensibilità e specificità entrambe superiori al 95%. La lettura dei circa 100 tamponi con un semplice spettrofotometro ha richiesto meno di due minuti. Naturalmente il lavoro non è finito, ma questi risultati sono molto incoraggianti e ci spingono a continuare una ricerca che sta entusiasmando tutti i partecipanti”.

Policlinico Federico II, inaugurata la nuova Terapia Intensiva

Inaugurati alla presenza del ministro Gaetano Manfredi i nuovi posti di Terapia Intensiva al Policlinico Universitario Federico II.

Si tratta di un intervento finanziato dalla Regione Campania  per rafforzare e potenziare l’offerta del Sistema Sanitario Regionale  con l’obiettivo di ridurre la mobilità extra-regionale per interventi chirurgici particolarmente complessi e multimodali per i quali molti cittadini campani si rivolgono a centri privati  delle regioni del Nord.

Superata la fase emergenziale legata al  Covid-19, questi nuovi posti letto di terapia intensiva saranno destinati alla Terapia Intensiva Post Operatoria così il ministro Manfredi.

All’evento sono intervenuti il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II Anna Iervolino, il Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia Luigi Califano, il Rettore dell’Università Federico II Arturo De Vivo, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Sul Covid e sul vaccino abbiamo ascoltato la professoressa Maria Triassi.

Evasione fiscale, sequestrati beni per due milioni di euro a Torre del Greco

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un valore complessivo di 378 mila euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata nei confronti degli amministratori di una società di Torre del Greco (NA) operante nel settore della ristorazione e delle attività turistico–ricettive, resisi responsabili del reato fiscale di omessa dichiarazione dei redditi e, quindi, dell‘indebito conseguimento di profitti illeciti derivanti dal mancato versamento delle imposte dovute all’erario.

Il provvedimento cautelare reale costituisce l’esito di una più ampia indagine sviluppata – sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica – dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Torre del Greco, che ha preso le mosse da una verifica fiscale eseguita nel 2018, dalla quale è emerso che la citata impresa corallina, a partire dal 2012, aveva totalmente occultato al fisco una base imponibile di quasi 2 milioni di euro, ricorrendo, tra l’altro, anche all‘assunzione di 12 lavoratori dipendenti completamente “in nero“.

L‘attività investigativa ha consentito, altresì, di ricostruire un significativo quadro indiziario sulla base del quale è stato accertato che, a fronte della presenza di un formale amministratore al quale era stata conferita la rappresentanza legale della società, le redini della gestione aziendale erano di fatto nelle mani di uno dei soci dell’impresa.

Sulla scorta del provvedimento di sequestro eseguito, sono stati sottoposti a vincolo cautelare, oltre alle somme di denaro rinvenute sui conti correnti degli indagati, anche quote societarie, autovetture ed immobili (tra i quali un appartamento sito a Roccaraso e quote di proprietà di 7 appartamenti ubicati a Torre del Greco), per un valore complessivo di euro 378 mila, pari alle imposte illecitamente sottratte all’Amministrazione Finanziaria.

Lavoro: Farsi Impresa, 400 nuove attività avviate in Campania

Sono circa 400 i beneficiari di Farsi Impresa-Ricomincio da me, la misura per l’autoimprenditorialità messa in campo dalla Regione Campania e destinata agli ex percettori di ammortizzatori sociali, attualmente senza reddito.

Oltre 1.800 le domande pervenute per accedere all’iniziativa, che prevede un contributo di 25 mila euro a fondo perduto per avviare una nuova attività.

Dopo un primo colloquio di orientamento nei centri per l’impiego, gli aspiranti imprenditori possono contare sul supporto di Sviluppo Campania, che li accompagna nelle successive fasi del percorso.

Presentando a Caserta i primi risultati della misura, l’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmeri, ne ha evidenziato il valore e gli effetti già ottenuti in Terra di lavoro.

Il responsabile del centro per l’impiego di Caserta, Lorenzo Gentile, sottolinea le ricadute positive della misura.

Coronavirus in Campania, in un giorno 9 positivi su 1409 tamponi

Nove positivi su 1.409 tamponi effettuati, nessun decesso e due guariti: sono i dati contenuti nel bollettino quotidiano dell’Unità di crisi della Regione Campania.

Il totale dei positivi è di 4.827 mentre il totale dei tamponi effettuati si attesta 312.260. I guariti complessivamente sono 4.100.

I dati, rileva il bollettino, comprendono 5 casi derivanti da contact tracing (tracciature), ossia indagini epidemiologiche su precedenti positivi.

Ntf20, a Capodimonte “La nostra unica fede” con Lino Musella

Pier Paolo Pasolini scrisse: «Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro».
Eppure questa frase suggerisce un doppio fondo: la possibilità di adoperare il calcio per sondare il sacro che il teatro consente di resuscitare.

La nostra unica fede di Gennaro Ascione con Lino Musella e le musiche di Marco Vidino, in scena a Capodimonte per il Napoli Teatro Festival racconta la fervente passione dei napoletani per il mondo calcistico e la propria squadra.

L’attore in scena, interpretato da Lino Musella, officia un rituale, ispirato al Canto di Circe.
Il Cardinale di Napoli padroneggia uno scongiuro potente che interpella le divinità di quattro pantheon: maradoniano, cristiano, greco e satanista.

Lo scudetto si potrebbe perfino vincere, un giorno, purché i fedeli mostrino la propria natura profonda. Come di fronte alla vittoria o alla sconfitta, alla paura, al denaro, all’isolamento, alla crisi.