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Il libro di Guerrini spopola in rete. Amazon promuove “C’era una (prima) volta”

A un mese di distanza dalla pubblicazione è già un caso letterario “C’era una (prima) volta” scritto da Claudio Guerrini. Conduttore radiotelevisivo, firma del settimanale Vero, doppiatore e deejay Guerrini pubblica, con Rogiosi Editore, il suo libro di esordio. Che, ad esempio su Amazon, sta raccogliendo giudizi molto lusinghieri.
Il lavoro editoriale di Guerrini trascina il lettore in una girandola di emozioni che solo le favole più belle possono trasmettere: incontri (e lunghe chiacchierate) con Enrico Mentana, Giuliano Sangiorgi, Noemi, Paolo Genovese, Virginia Raggi, Paolo Rossi, Dario Ballantini, Ludovica Pagani, Michele Guardì, Giovanni Malagò, Sandra Milo, Eduardo Montefusco, Francesca Stella.
Dopo aver trascorso una vita in radio, aver vissuto molteplici esperienze televisive e aver frequentato stadi, piazze e palchi per tanti eventi ‘live’, Claudio Guerrini ha deciso, quindi,  di raccontare e di raccontarsi con un linguaggio diverso.

 

 

Coronavirus, a Napoli nessuna psicosi. Tifosi azzurri: “abbracci al gol”

Farmacie sprovviste di amuchina e mascherine ma in giro sono pochissime le persone che lavorano e passeggiano indossando la protezione per il pericolocontagio da coronavirus.

Stamane Napoli si presentava così stracolma di tifosi del Barcellona e turisti che a quanto pare poco si preoccupano della cosiddetta pandemia cinese. Nei bar, nei negozi e nei ristoranti ma anche tra le bancarelle la prudenza c’è ma di sicuro nessuno si sente in pericolo.

Anche la Chiesa di Napoli non crea allarmismi ma chiede prudenza ai fedeli così il cardinale Crescenzio Sepe.

Anche i tifosi del Napoli snobbano il coronavirus e stasera al San Paolo sono pronti a festeggiare nel caso di vittoria degli azzurri con il loro vicino di posto.

Afragola, una donna incinta segregata in casa con la figlia di un anno

Una donna segregata in casa con la figlia di un anno, rinchiusa dal compagno ogni volta che si allontanava dall’abitazione.

Questa la segnalazione giunta ai Carabinieri della stazione di Afragola che hanno raggiunto un appartamento di Via San Giorgio e tentato di entrare in contatto con la donna.

Questa, parlando dalle grate di una persiana, ha risposto di essere stata chiusa in casa e di non avere le chiavi per uscire.

Il compagno – 29enne incensurato del posto – è stato contattato telefonicamente: era a Secondigliano e impossibilitato a raggiungere Afragola in tempi brevi.

Considerate le scuse banali e poco credibili, i carabinieri – insieme ai vigili del fuoco – hanno forzato la porta e liberato la donna.

Le condizioni igieniche dell’appartamento erano pessime e non vi erano prodotti alimentari o prodotti specifici per la piccola di 1 anno.

Al 5° mese di gravidanza, la donna ha confessato ai carabinieri di non aver mai sostenuto alcuna visita medica ginecologica e di non uscire di casa da tempo perché era il compagno a provvedere alla spesa e alle altre esigenze familiari.

Rientrato a casa dopo più di un’ora dalla chiamata dei militari, l’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e sequestro di persona.

In attesa di giudizio è stato sottoposto ai domiciliari.
La donna e la bambina sono state affidate ad una struttura protetta.

“Quartieri di Vita”, la storia di Annalisa Durante in scena al Teatro Nuovo

Prosegue al Teatro Nuovo Quartieri di vita, il Festival – diretto da Ruggero Cappuccio e realizzato dalla Fondazione Campania dei Festival – che dà sostegno alle realtà che operano principalmente in aree a rischio e a favore delle fasce deboli.

In scena Quattro+, il nuovo progetto che la Compagnia Nest ha realizzato per la prima volta con i giovani del quartiere del gruppo #GiovaniO’Nest, impostando le basi per una messa in scena sul testo Quattro, scritto nel 2004 da Giuseppe Miale di Mauro e Mario Gelardi dopo la morte di Annalisa Durante, uccisa dalla camorra a soli quattordici anni, a Forcella.

Dopo l’episodio di cronaca che ha interessato la piccola Noemi, rimasta ferita a soli 4 anni in piazza Nazionale durante una sparatoria, la Compagnia ha sentito la necessità di riaprire una riflessione sulla paura che si prova a vivere in quartieri difficili, dove si rischia di essere vittime innocenti di guerre di camorra.

Così, Quattro+ è esito del laboratorio a cura di Giuseppe Miale di Mauro, con la collaborazione di Andrea Vellotti con il gruppo #GiovaniO’Nest, coinvolti su un tema purtroppo a loro molto vicino.

Coronavirus, Verdoliva: “Nessuno è a mani nude contro il virus in Campania”

Dopo la lettera dei sanitari dell’Ospedale “San Giovanni Bosco” che hanno denunciato la mancanza di camici monouso, guanti e mascherine al pronto Soccorso, è intervenuto Ciro Verdoliva, direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro.
“Nessuno è “a mani nude contro il virus”, né al P.O. San Giovanni Bosco, né in nessun altro presidio sanitario o ospedaliero – ha spiegato VErdoliva -. Dichiarare una cosa simile non solo significa mentire, ma è anche da irresponsabili perché si genera solo allarmismo e psicosi e si distrugge il lavoro di centinaia di professionisti che, unitamente alla
direzione strategica aziendale, lavorano senza sosta per affrontare l’attuale scenario conseguenziale al COVID-19”.
Ciro Verdoliva, direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro, stigmatizza le dichiarazioni rese in una lettera indirizzata ai media da alcuni medici, dalle quali emerge una rappresentazione della realtà che non può che generare allarmismo e alimentare la psicosi. “Il P.O. San Giovanni Bosco – sottolinea Verdoliva – ha in dotazione presidi di protezione individuale come tutte le altre strutture di competenza di quest’Azienda, anche prima dell’allarme COVID-19. Si può immaginare una carenza solo se si pretende che tutti, sempre ed indistintamente, debbano indossare mascherine e camici monouso o altri dispositivi. Nel caso del COVID-19 questi presidi di protezione individuale devono essere invece indossati dagli operatori sanitari che lavorano in aree “a rischio” e non indistintamente da tutto il personale, e comunque, nel rispetto delle Ordinanze già
emanate dal Ministero della Salute e dell’Ordinanza n°1 del 25.02.2020 a firma del Presidente Giunta Regione Campania ed in coerenza a quanto dettato dalle “linee guida operative per l’identificazione/gestione dei casi sospetti e accertati di infezione da coronavirus (2019-nCoV)” allegate alla citata Ordinanza n°1/2020”.

 

“Più scherma, meno schermi”, un progetto di integrazione sociale sportiva

Più tempo in pedana e meno attaccamento al computer.

Parte «Più Scherma meno schermi», il progetto ideato dal Club Schermistico Partenopeo, diretto da Lorena De Felicis con il sostegno della Fondazione Banco di Napoli, presieduta da Rossella Paliotto.

Ad illustrare l’iniziativa Sandro Cuomo, ct della Nazionale italiana di spada.

Due le fasi del rivoluzionario progetto: la realizzazione di una sede stabile e permanente, dove tali attività possano essere promosse in maniera totalmente inclusiva e una competizione integrata tra atleti normodotati, in carrozzina, e non vedenti, l’ambizioso punto di arrivo.

Alla presentazione del progetto anche l’assessore allo sport del Comune di Napoli Ciro Borriello e la campionessa del mondo Rossana Pasquino.

Nasce a Napoli un progetto per il reinserimento di detenuti ed ex detenuti

Parte da Napoli “Accogliere per ricominciare”, un progetto in grado di sistematizzare un modello di intervento complesso e multidimensionale a favore dei detenuti ed ex detenuti, offrendo un’opportunità di integrazione con il tessuto sociale che si fonda sul reinserimento lavorativo delle persone con problemi di detenzione in area penale, sulla ricostruzione dei legami familiari e sul soddisfacimento dei bisogni contingenti, come quello abitativo e lavorativo.

Nella sede della Pastorale Carceraria la presentazione del progetto alla presenza dell’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe.

Intervenuto il Garante delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello.

“Back to the Future”, la personale dell’artista Sergio Goglia: opening sabato 29 febbraio

Un percorso composto da diciannove fotografie, realizzate dall’artista Sergio Goglia ed esposte nelle sale dello storico e prestigioso Palazzo Albertini di Cimitile. “Back To The Future”, che arriva a Palazzo grazie all’ospitalità di Sergio Cappelli, si presenta al pubblico e alla stampa sabato 29 febbraio, alle 11.30, proponendo un viaggio che incrocia il fascino di corpi e sete alle opere d’arte di cui il Palazzo è scrigno e custode. La mostra potrà essere visitata, gratuitamente, da martedì 3 a sabato 9 marzo (dalle 10 alle 13) e i visitatori potranno acquistare le fotografie. Per ogni opera è prevista una tiratura limitata di cinque pezzi, più una prova d’autore, con dimensioni da 70cmx70 cm a 90cmx100cm, stampa di ultima generazione con tecnologia led 7 colori. Parte del ricavato sarò devoluto alla Fondazione Comunità di San Gennaro.

All’opening, saranno presenti, insieme a Sergio Goglia e Sergio Cappelli, il parroco del Rione Sanità Padre Antonio Loffredo, il collezionista d’arte contemporanea e stilista di fama internazionale Ernesto Esposito.

“Back To The Future – Ritorno al futuro è un recupero dell’antico in chiave moderna, seguendo la teoria di Leon Battista Alberti – racconta Sergio Goglia –. L’arte classica, l’arte antica, all’epoca in cui è stata realizzata, era moderna. Ho immaginato, in modo fantastico, questi corpi, custoditi dagli affreschi e dalle statue, ricatturati fotograficamente e riposti in chiave contemporanea sulle pareti e negli spazi del Palazzo. Un gioco, un intreccio di restituzione di un tempo senza tempo, in cui ieri diventa oggi e anche domani. La magia dell’arte, l’armonia dei corpi si incrociano nel luogo che li ospita da sempre e diventa tutto vivo e affascinante”.

L’essenza di “Back To The Furture” ben si coglie nello scritto con cui Ernesto Esposito introduce il catalogo. “In questa mostra la correlazione fra il luogo e le immagini è più forte che mai, rivelandosi fondamentale per la comprensione del viaggio che Sergio Goglia ci fa compiere. L’idea nasce dal fascino potente di un luogo, che ha pareti e soffitti che dichiarano la storia dei secoli trascorsi, mostrando, quasi ostentando, i segni e le ferite del tempo. In ogni creatura di Sergio, e non a caso dico creatura, e non creazione , intravedo una doppia anima. La prima più antica, che si nutre dei bisbigli delle stanze che la contengono e la trattengono; e l’altra, un’anima nuova che chiede di respirare e ha un cuore rosso che esce dal petto e vorrebbe battersi. Personaggi non in cerca di autore, ché il loro autore è Goglia, ma alla ricerca di un tempo ‘acronico’. Che riconosca loro la dignità per ciò che furono, prima di incontrare il deus ex machina che potrà salvarli. Sergio, usando con sapienza i ferri del suo mestiere, non come una fotocamera di ultima generazione, ma come un prezioso defibrillatore che riaccende la scintilla della vita in cuori fermi da troppi anni, riesce a donare loro l’opportunità del ‘dopo’, che sarà egualmente nobile, se le ferite del tempo diventeranno feritoie aperte verso il tempo”.

Coronavirus: i giovani commercialisti chiedono a Mef la sospensione degli adempimenti

ROMA – “La Giunta esecutiva dell’Unione Nazionale Giovani dottori Commercialisti ed Esperti Contabili chiede al Ministero dell’Economia e delle Finanze un provvedimento urgente, che, sospendendo versamenti ed altri obblighi fiscali (compresi gli invii telematici), disponga la remissione in termini per i contribuenti e gli studi professionali interessati dalle misure di quarantena contro il c.d. Coronavirus, rappresentando l’attuale situazione un oggettivo impedimento per cause di forza maggiore, come evidente dalla chiusura di attività pubbliche e private disposte ai fini sanitari per scongiurare il diffondersi del nuovo coronavirus”.

Lo rende noto Deborah Righetti, vicepresidente dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed esperti contabili annunciando che l’Ungdcec si unisce alla richiesta del Cndcec e si schiera a difesa dei colleghi, dei professionisti in genere e delle imprese rivolgendo un appello al MEF affinché, a norma dell’art. 9 dello Statuto dei contribuenti, stante l’evidente impedimento per causa di forza maggiore, assuma in tempi rapidi un provvedimento che disponga la sospensione degli adempimenti fiscali, ivi compresi i versamenti, a favore dei Commercialisti e di tutti i professionisti, nonché di tutti i contribuenti con sede dell’attività oppure la residenza di titolari, soci, amministratori, collaboratori o dipendenti nelle aree interessate dalle misure di quarantena introdotte per contrastare la diffusione del coronavirus.

“Lapalissiani sono l’importanza e l’interesse pubblico di tale provvedimento, che, supportando concretamente colleghi, nonché tutte le categorie professionali ed imprenditoriali, consentirebbe inutili esposizioni a rischio sanitario – ha aggiunto -, evitando le sanzioni per inadempimento o mancato rispetto dei termini normativi”.

L’Ungdcec non limita le proprie richieste ai soli obblighi tributari e di invio telematico, chiedendo, parimenti, di estendere tale deroga per gli stessi motivi, a tutte le attività in genere dei colleghi commercialisti, qualora impossibilitati da oggettivi impedimenti legati alle misure di quarantena localmente adottate.

“Oltre a questo – ha rimarcato la vicepresidente della Giunta esecutiva – stante lo ‘spirito Unione’ che da sempre ci caratterizza, vogliamo schierarci in prima linea nel supporto concreto a tutti quei colleghi che, vista la eccezionalità della situazione, potrebbero trovarsi in difficoltà anche nella gestione ordinaria del proprio studio professionale.

Per questo motivo, intendiamo raccogliere le segnalazioni di criticità degli associati, al fine di poter fornire il più concreto sostegno possibile attraverso la nostra rete di iscritti. A titolo esemplificativo, ci riferiamo a circostanze per le quali l’attività possa risultare pregiudicata per assenza o grave mancanza di dipendenti o di collaboratori ovvero l’attività ordinaria possa venire compromessa dalla limitazione alla circolazione ovvero dall’impossibilità della clientela di adempiere alle richieste necessarie per l’adempimento dell’incarico professionale. A tale scopo verranno fornite, a stretto giro, indicazioni sulle modalità di segnalazione”.

“Si rimette – ha concluso l’esponente dell’Ungdcec – alle Unioni locali e ai coordinamenti regionali la valutazione sulle singole attività convegnistiche ed istituzionali in luoghi interessati da provvedimenti di quarantena e più in generale anche in quelle regioni oggetto di ordinanze di chiusura temporanea di luoghi di aggregazione”.

“Più Regionalismo, più Mezzogiorno, più Italia, più Europa” al Consiglio regionale

“Più regionalismo, più Mezzogiorno, più Italia, più Europa” è il tema su cui presso la sala Nassiriya del Consiglio regionale della Campania, si è tenuto il convegno promosso dall’Arec.

In merito il presidente Enzo Cappello ha spiegato: “Vogliamo riflettere su un punto di rilevante interesse per il futuro del Sud e per il Paese che connette il ” local” con la dimensione nazionale e europea e su cui è urgente una svolta culturale, politica, programmatica e una capacità di governo più avanzata e efficiente a livello nazionale e nelle regioni meridionali, per garantire uno sviluppo del Mezzogiorno e una coesione dell’Italia” .

“In particolare – ha sottolineato Cappello – il Sud non può fondare il futuro su risorse e piani annunciati e mai realizzati.

E’ necessario definire progetti esecutivi, soggetti operativi, tempi di realizzazione con strumenti ad ” hoc ” che superino le paludi burocratiche del sistema amministrativo italiano”.