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“Maratonina di Carnevale”, a Palma Campania vincono Piccolo e Janat

La settima edizione della Maratonina di Carnevale, la gara delle cosiddette maschere sulla distanza di 10 km, si è svolta domenica a Palma Campania, in provincia di Napoli.

Oltre 8oo i podisti in gara ,tutti mascherati, per sfidarsi nella competizione.
A vincere la settima edizione Marco Piccolo, atleta della International Security Service, con il tempo finale di 31’08’’ , secondo Lamghali Moamed e terzo Marco Vetrano.

Per le donne successo di Janat Hanane ,team Finanza Sport Campania, seconda e terza Giuseppina Lamula e Annamaria Battaglia.

Per il trofeo di prima della classe ,tra i team in gara è salita sul podio l’Opes Antoniana Run Atletica Scafati del presidente Luigi D’Aniello.

Taglio parlamentari, costituzionalisti napoletani a confronto

Scomparso dal dibattito politico, ci hanno pensato i costituzionalisti a rimettere al centro il tema del referendum sul taglio del numero dei parlamentari.

Nel corso di un incontro organizzato nella sala del consiglio comunale di Napoli da Centro democratico Campania, professori ed esperti della materia hanno dato vita a un confronto sulla consultazione popolare che il 29 marzo porterà gli italiani a confermare o meno il testo della legge costituzionale che riduce il numero di parlamentari.

Intervenuto il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Francesco Paolo Casavola.

A introdurre il dibattito il professore emerito dell’Università di Salerno e presidente del Consiglio Comunale di Napoli, Raimondo Pasquino.

Tumori del sangue, arriva in Campania il primo trattamento senza chemioterapia

Dopo l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), è ora prescrivibile in Campania una nuova combinazione di farmaci, senza chemioterapia, che per la prima volta può essere prescritta per una durata fissa nei pazienti con leucemia linfatica cronica, uno dei tumori del sangue più diffusi.

“Da oggi in Campania è disponibile un nuovo farmaco per la cura di pazienti con leucemia linfatica cronica, la combinazione di venetoclax e rituximab, recentemente approvato dall’Aifa – dichiara il Prof. Fabrizio Pane, Direttore UOC Ematologia e Trapianti di Midollo del Policlinico di Napoli – Si tratta di una nuova classe di farmaci che è in grado di aumentare il numero di remissioni complete e il tasso di risposta complessivo nei pazienti che non hanno risposto alle terapie precedenti. La nuova terapia, ora rimborsata dalla Regione Campania, per la prima volta può essere prescritta per una durata limitata e non a vita: ovvero dopo 24 mesi i pazienti potranno interrompere l’assunzione del farmaco”.

Ogni anno in Italia circa 1.200 persone ricevono una diagnosi di Leucemia linfatica cronica, la forma di leucemia dell’adulto più frequente nel modo occidentale.1 Si tratta di una malattia tumorale cronica del sistema linfatico che colpisce il midollo osseo, il sangue e le strutture linfatiche, caratterizzata da un’incidenza in ascesa vertiginosa nella terza età. In questi pazienti la prognosi è spesso particolarmente sfavorevole. L’ematologia italiana è fra le prime al mondo nella cura delle leucemie e linfomi con una rete di centri specializzati di eccellenza come l’UOC Ematologia e Trapianti di Midollo del Policlinico di Napoli, un esempio unico di integrazione tra Ricerca, Diagnostica Avanzata e Clinica.

“L’ematologia è una realtà di estrema complessità oltre che di alta specializzazione – afferma il prof. Pane – L’UOC Ematologia del Policlinico di Napoli dispone di ematologi specializzati nella diagnosi e nelle terapie avanzate delle malattie del sangue e della leucemia linfatica cronica ed è un centro di riferimento nazionale. Attualmente seguiamo annualmente presso la nostra struttura più di 300 pazienti, e per coloro che necessitano di trattamento, la nuova terapia garantirà una aspettativa di vita più lunga. Inoltre, poter contare su di un trattamento che produce il suo effetto sulla malattia entro un tempo di durata predefinita – due anni- in assenza di chemioterapia ha un impatto positivo sulla qualità di vita del paziente ed ha un costo definito, con il potenziale per generare risparmi per il Sistema sanitario regionale”.

La nuova combinazione di VENCLYXTO® (venetoclax compresse) e rituximab ha ottenuto la rimborsabilità come primo e unico trattamento a durata fissa di 24 mesi e senza chemioterapia per i pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante/refrattaria che hanno ricevuto almeno una terapia precedente. Venetoclax di AbbVie è il primo farmaco in grado di inibire in maniera selettiva la funzione della proteina BCL-2 e quindi attivare la morte programmata delle cellule tumorali (apoptosi), incluse le cellule cancerose nei pazienti affetti da leucemia linfatica cronica. Il farmaco va assunto per via orale ma comunque sempre somministrato da mani esperte e in centri ematologici di riferimento esperti in tali terapie per adattare la cura alle esigenze specifiche del singolo paziente, ottimizzandone l’efficacia e controllando gli eventuali effetti collaterali.

Ghalia Benali e Romina Lischka con “Call to prayer (Adhan)”, la prima italiana nella Chiesa di Santa Caterina da Siena

La stagione della Fondazione Pietà de’ Turchini di Napoli presenta, venerdì 21 febbraio, alle ore 20 nelle suggestive architetture della Chiesa di Santa Caterina da Siena, la prima italiana di “Call to prayer (Adhan)”.

Una chiamata alla preghiera, tradotta in musica e canto dalla vocalist di origine araba Ghalia Benali e dalla musicista austriaca Romina Lischka alla viola da gamba, accompagnate in scena da Vincent Noiret al contrabbasso.

“Nei Paesi arabi, l’adhan – sottolineano le due musiciste in una nota – è la chiamata che il muezzin rivolge ai fedeli, invitandoli al raccoglimento e alla preghiera. I melismi della sua voce interrompono le attività quotidiane per lasciare il posto a un momento di ascolto e spiritualità”. Una pratica che appartiene al percorso di ricerca musicale di Ghalia Benali, profonda conoscitrice della musica araba classica ma anche interprete accorta nella frequentazione di tradizioni musicali di altri Paesi. Questo è anche il caso di Romina Lischka, che al suo background di musica classica occidentale, unisce una singolare conoscenza dell’antichissimo canto dhrupad, lo stile più antico della tradizione musicale indiana.

Due mondi, diversi solo in apparenza, che si incontrano in scena in un programma che unisce i diversi esempi di queste pratiche melodiche ad un repertorio altro, frutto di un’ulteriore passione comune ad entrambe per la musica di Marin Marais (1656-1728). Del Maestro francese di viola da gamba saranno eseguite alcune composizioni (come “Le Moulinet”, “The Lament of the pigeon”, “Le Badinage”).

Uno scambio reciproco di conoscenze, stili, cadenze, che si trasforma in dialogo vitale tra culture che possono e vogliono convivere, catturando lo spirito comune del maqam arabo, del raga indiano, dell’impressionismo occidentale di Marais.

“Al posto giusto, al momento giusto”: al teatro Acacia un cortometraggio e un libro a cura di Gigi e Ross

Ottocento ragazzi delle scuole della Campania al Teatro Acacia di Napoli per una mattina dedicata alla legalità, con la presentazione, in anteprima nazionale, a cura di Rogiosi Editore, in collaborazione con l’Università Telematica Pegaso, del progetto ‘Al posto giusto, al momento giusto’: cortometraggio e libro a cura di Gigi & Ross e Oreste Ciccariello.

Sono state raccontate le storie di Annalisa Durante, Maurizio Estate, Silvia Ruotolo, Genny Cesarano e Gigi Sequino e Paolo Castaldi. In platea, Alessandra Clemente, nella doppia veste di assessore comunale e parente di una vittima bianca di camorra; il magistrato Catello Maresca, che ha firmato la prefazione del libro; il generale dell’Arma dei Carabinieri Maurizio Stefanizzi; Davide Estate, fratello di Maurizio e presidente dell’associazione antiracket Vomero/Arenella; Maria Rosaria Evangelista, mamma di Luigi Sequino, insieme ai genitori di Paolo Castaldi, i protagonisti del cortometraggio Rosaria De Cicco (Silvia Ruotolo), Cristiano Di Maio (Maurizio Estate), Mirko Ciccariello (Genny Cesarano), Elisabetta Mirra (Annalisa Durante), Gigi & Ross (Luigi Sequino e Paolo Castaldi).

Alla proiezione del cortometraggio, impreziosito dalla voce narrante di Francesco Pannofino, è seguito un dibattito moderato dal giornalista Leandro del Gaudio. Al centro della riflessione, il capovolgimento della visione secondo cui la vittima di camorra si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. La vittima era al posto giusto, nel momento giusto. Tutto quello che c’era attorno era sbagliato.

“Capovolgere la prospettiva è una necessità per creare quanto meno una ragione – affermano Gigi & Ross –. Ci sono avvenimenti che, se vengono razionalizzati, possono portare alla follia. Vederli da un altro punto di vista, cercare di creare un’alternativa immaginaria, ma forse molto più reale di quella che dovrebbe essere, è l’unica via di fuga per cercare di comprendere delle cose che non hanno una spiegazione. Queste persone meritano di vivere nella memoria: non bisogna mai dimenticare quello che è accaduto. La memoria rende immortali. La camorra può ammazzare chiunque, ma non i ricordi. Questo lavoro è nato nell’arco di un anno. Decidemmo di scrivere un pezzo su Gigi e Paolo, che oggi avrebbero la nostra età. Poi abbiamo messo insieme altri artisti ed è nato ‘Al posto giusto, al momento giusto’. Le storie sono state scelte per chiarire alcuni punti che probabilmente la superficialità di molti ha fatto passare in secondo piano: vite a cui è stato strappato un futuro meraviglioso, quasi colpevoli di essere, secondo l’immaginario collettivo, nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

“È fondamentale che tutte le componenti della società prendano una posizione chiara – dichiara il magistrato Catello Maresca –. Bisogna far capire che noi siamo al posto giusto e al momento giusto. Sono gli altri, quelli che non vogliamo neanche nominare, a essere nel posto sbagliato. Dobbiamo cercare di riportare anche loro dal lato giusto. Sarebbe facile e banale dire che stiamo messi meglio, perché non ci sono più tanti morti come quelli che siamo costretti a ricordare e a piangere. La battaglia è ancora lunga, complicata e costante. È una battaglia di civiltà, che passa attraverso la cultura, attraverso l’informazione, attraverso anche la persuasione di questi soggetti e delle persone che sono destinate a intraprendere, anche loro malgrado, questa strada. Non bisogna abbassare la guardia quando sembra che il fenomeno sia attenuato. Anzi, è quello il momento in cui tenere ancora più viva l’attenzione e in cui la battaglia deve continuare per essere definitivamente vinta”.

“Dobbiamo cercare di prevenire, educare, ricordare ai nostri ragazzi la retta via. Dobbiamo definire il confine tra il bene e il male – afferma Rosario Bianco, Rogiosi editore –. Ci proviamo da anni, con tantissimi progetti sulla legalità. A questo teniamo moltissimo, perché pone l’attenzione sulla libertà, dei nostri ragazzi e nostra, di vivere la nostra vita. Siamo sempre noi nel posto giusto al momento giusto. Abbiamo voluto dare un segnale con tutti coloro che hanno partecipato al progetto: abbiamo bisogno dei nostri spazi. Nessuno può violentarci in questa esigenza. Dobbiamo dare ai ragazzi segnali di libertà”.

“È giusto dire ai ragazzi che chi è stato ammazzato da una mano armata, criminale, camorrista nella nostra città era al posto giusto al momento giusto – afferma Alessandra Clemente –. Spesso si usano parole non corrette: ‘erano nel posto sbagliato, al momento sbagliato’, ‘uccisi per errore’. Io sono cresciuta sentendo dire che mia madre era stata uccisa per errore. E, poi, per errore erano stati uccisi Annalisa Durante, Maikol Russo, Ciro Colonna, per nominare pure chi in quest’opera non c’è… ma simbolicamente è anche loro. Per errore la mattina ci si alza, ci si arma, si prende un motorino, si spara, si scappa, ci si nasconde come dei vigliacchi? Queste sono frasi che hanno giustificato qualcosa di difficile da comprendere ma necessario da combattere. Noi siamo qui perché siamo dalla parte giusta. È la parte delle vittime, delle persone meravigliose che non ci sono più. Oggi, i loro sogni, i loro progetti camminano sulle nostre gambe. Nel nostro presente e nel nostro futuro abbiamo un diritto: essere la prima generazione a vivere senza camorra, corruzione, malaffare, prepotenza. Essere vittime vuol dire essere forti, reagire, non provare vergogna. Vuol dire essere insieme. Oggi, grazie a questo strepitoso progetto, siamo insieme tutti per essere nel posto giusto al momento giusto e fare noi le cose giuste”.

A Napoli il progetto “Frattura da fragilità”, prevenzione e gestione del paziente

Una patologia asintomatica, subdola e molto diffusa che genera gravi probolemi e in alcuni casi anche la morte. E’ la Frattura da fragilità.

Basta un colpo di tosse banale per generare rotture di coste, vertebre e in casi più gravi anche di ossa più grandi.

Da qui l’elaborazione dell’innovativo modello diagnostico, terapeutico ed assistenziale che, attraverso specifici indicatori di rischio, consente non solo di intercettare ma anche di prendere in carico e seguire in ogni fase, sul nostro territorio, i pazienti con fragilità ossea.

Se ne è discusso a Napoli all’auditorium della Regione Campania con un comitato multidisciplinare che vede tra i suoi esperti Giuseppe Bifulco, Annamaria Colao, Maria Triassi e Mario Delfino.

Vasto, carabinieri sgomberano il “suk”: sanzioni a market e ristoranti etnici

Un vero e proprio suq, un mercato domenicale improvvisato tra le vie Marvasi, Di Lorenzo e Conforti, nel quartiere Vasto di Napoli.

Decine di abusivi e ambulanti che, prelevati capi d’abbigliamento e oggetti di varia natura dai cassonetti dell’immondizia, rivendono quanto recuperato perlopiù a cittadini extracomunitari. Per sospendere il mercato non autorizzato sono intervenuti i carabinieri della compagnia Stella, insieme a quelli del Reggimento Campania e del Nas di Napoli.

Quando i militari sono arrivati, tuttavia, gli svariati venditori si sono dati alla macchia, lasciando in strada solo rifiuti.

Ultimato lo sgombero, i militari hanno controllato alcune attività commerciali “etniche” della zona.

Un ristorante indiano è stato sanzionato perché carente sotto il profilo igienico sanitario: molti alimenti conservati nei frigo erano in cattivo stato di conservazione e privi di indicazioni sulla tracciabilità. Il titolare – un 36enne di origini pakistane – è stato multato per complessivi 3000 euro.

Multa salata anche per un minimarket gestito da un uomo di origini singalesi. Alcuni alimenti in vendita non riportavano le previste indicazioni sull’origine e sulla filiera produttiva.

74 le persone complessivamente controllate, molte delle quali con precedenti di polizia.

Un marocchino di 31 anni è stato denunciato perché, già colpito da un provvedimento di espulsione, ha fornito false generalità ai militari.

Numerose anche le contravvenzioni al cds: 3 le autovetture e 3 i motocicli sottoposti a sequestro amministrativo.

16 gli automobilisti multati – 10 di questi erano “clienti” del mercato – per mancata copertura assicurativa e mancata revisione.

“A scuola senza bulli”, il Corecom Campania incontra gli studenti di Baiano

In Italia solo una famiglia su due è in grado di dettare regole comportamentali sull’utilizzo corretto delle tecnologie digitali e ciò comporta il disorientamento di migliaia di giovani.
“L’ascesa dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo in Italia e in Campania è allarmante.

Noi denunciamo da tempo questa situazione e con il Corecom stiamo intensificando la campagna capillare in tutte le scuole della nostra regione. Stiamo incontrando migliaia di studenti, bisogna informarli sui rischi che corrono sul web e nell’utilizzo delle nuove tecnologie. Un lavoro serio che va fatto sul terreno della prevenzione che deve coinvolgere anche i genitori”. Queste le parole di Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania, che ha partecipato alla terza tappa della campagna “@scuolasenzabulli” per la prevenzione dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, organizzata dal Corecom Campania, presieduto da Domenico Falco, che si è svolto all’istituto “Giovanni XXIII – G. Parini” di Baiano.

“Il nostro obiettivo è parlare con gli studenti – ha sottolineato Falco -, spiegare le insidie che si nascondono su internet e nei social media. Abbiamo riscontrato che è necessario un maggior controllo da parte delle famiglie sull’uso delle nuove tecnologie da parte delle nuove generazioni. E’ molto importante indicare ai giovanissimi la corretta gestione degli smartphone e dei tablet e aiutarli nelle relazioni interpersonali ”.

Per Ivana Nasti, direttore del servizio ispettivo dell’Autorità per le Comunicazioni, “Bisogna aumentare la prevenzione perché troppo spesso non si ha la consapevolezza di cosa si nasconde dietro la ‘rete’. E’ preoccupante anche il ruolo di ‘babysitteraggio’ che viene affidato agli smartphone che, sempre più spesso, fanno le veci dei genitori. Occorre aiutare le famiglie a riaggregarsi coinvolgendo anche il mondo dell’associazionismo, impegnando le scuole a promuovere seminari e incontri sul territorio”.

Sulla stessa linea Enrico Montanaro, primo cittadino di Baiano, che ha sottolineato “l’importanza di promuovere numerose iniziative di sensibilizzazione, come quella promossa dal Corecom della Campania. Abbiamo allertato i servizi sociali per aumentare il monitoraggio dei fenomeni di bullismo che riteniamo essere una delle emergenze a cui destinare maggiore attenzione”.

Un attivismo civico e istituzionale rilanciato anche da Vincenzo Serpico, dirigente scolastico dell’istituto “Giovanni XXIII – G. Parini”, che ha ribadito come “attraverso i ragazzi mandiamo un messaggio preciso: la scuola lancia una sfida a bullismo e cyberbullismo coinvolgendo famiglie e istituzioni per incentivare i rapporti personali, tentando di spiegare agli studenti i tranelli delle ‘amicizie virtuali’ e coinvolgendoli nelle attività corali”.

Marco Iannelli, capo segreteria della direzione del servizio ispettivo dell’Agcom ha rilanciato: “E’ molto importante essere nelle scuole dove i ragazzi si confrontano e portano avanti la loro fase evolutiva. I giovani devono essere affiancati da scuola, famiglia, istituzioni, per combattere il fenomeno e sconfiggerlo”. All’iniziativa hanno partecipato anche Umbertina Picano (Ispettore Superiore della Polizia Postale), Giampiero Esposito e Michele Cotogno (assistenti capo coordinatori della Ps), Luciano Fasolino (Comandante Tenenza Guardia di Finanza di Baiano), Salvatore Di Pietro (maresciallo maggiore della Stazione dell’Arma di Baiano), Valentina Guerriero (maresciallo capo della Stazione dei Carabinieri di Baiano), Anna Napolitano, (Referente Bullismo dell’Istituto “Giovanni XXIII – G. Parini”), Filomena Abate (responsabile plesso primaria Baiano)

I contributi musicali degli alunni sono stati coordinati dai docenti Octavian Cristea e Mariarosaria Fusco, con l’ausilio del tecnico audio e video Bruno Esposito.

Il cardinale Sepe al 50esimo anniversario della nascita della parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria

Per festeggiare i 50 anni dalla nascita della Parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria di Portici, l’arcivescovo metropolita di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe ha celebrato la Santa Messa e incontrato i tantissimi fedeli e il parroco Don Riccardo Coppola.

Nel 1893 monsignor Scuotto, nobile di famiglia napoletana lasciò al Pio Monte di Misericordia una Villa settecentesca di sua proprietà ed i terreni annessi, con il vincolo che la gestione fosse affidata ai “sacerdoti detti Salesiani che avrebbero aperto oratori e laboratori per i giovani.

Fondata l’8 dicembre 1903, la chiesa dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fu prima una scuola professionale, poi seminario. Verso gli anni ’50 divenne Oratorio e Polisportiva.
Fino ad allora la Chiesa era la cappellina della villa. Successivamente fu adibito a Chiesa lo spazio dove si trova attualmente il teatro.

La Parrocchia fu istituita nel 1970, negli anni ’80 fu costruita la Chiesa nuova con i fondi dell’8 per mille e l’aiuto dei parrocchiani e della Curia.

Il Napoli brutto e cattivo vince a Cagliari con una magia di Mertens

Brutti e cattivi. Insomma a immagine e somiglianza di Rino Gattuso. Li sta plasmando così l’allenatore azzurro i suoi calciatori. Si, perché è vero che si gioca di reparto, ma nel reparto ognuno ci deve metter del suo. E a ringhio piace il veleno. Non è un caso che le ultime due il Napoli le abbia vinte contro Inter e Cagliari per 1-0 (in terra sarda una magian di Mertens è decisiva), il risultato più difficile da ottenere, frutto di sacrificio e attenzione. Quel sacrificio che l’allenatore ha chiesto ai suoi, dicendo no alla richiesta di un giorno di riposo. Lasciando Allan a casa reo di non impegnarsi in allenamento e preferendo Elmas a Insigne. Vuole una squadra corta, aggressiva, che abbia un’idea precisa di cosa fare in entrambe le fasi. Ed ha dato le chiavi del centrocampo a Demme. Facendosi sorprendere dal carattere di Fabian Ruiz che a Milano ha fatto gol, ha stretto i denti ed ha capito che con la sofferenza si diventa più grandi. E quindi lo vuole sulla linea dei tre di centrocampo dove l’intoccabile oggi è Zielinsky. La notizia è che il Napoli, per 8/11esimi è definito. Da un anno e mezzo non era così. Il centravanti è Mertens, l’esterno a destra non prescinda da Callejon, Di Lorenzo per fortuna torna sull’out difensivo mentre Hisaj lo farebbe giocare anche in porta. Dove il secondo portiere della Nazionale non trova spazio. Brutti e cattivi, forti nella testa, determinati e senza fronzoli. Pura sostanza. Perché la bellezza è uscire dal campo a Cagliari con i tifosi partenopei impazziti di gioia e quelli di casa schiumanti di rabbia.