Home Blog Page 1850

“Città e Imprese nella Società digitale”, il confronto nel polo universitario di San Giovanni

“Questo nuovo modo di fare industria 4.0 non è solo un’opportunità, ma un’esigenza che va perseguita, sfruttando le tecnologie digitali e un modo di pensare completamente differente. L’obiettivo è coinvolgere tutti gli attori: imprese, giovani, cittadini e anche istituzioni. Una grande opportunità, ma per un futuro che va talmente veloce per cui non c’è tempo da perdere. L’iniziativa è volta a spingere gli imprenditori e tutti i potenziali competitor a fare il più presto possibile”.

Così Maurizio Manfellotto, vicepresidente Unione industriali Napoli e amministratore delegato Hitachi Rail Italy, a margine della presentazione di “Meeting The Future. Città e Imprese nella Società digitale”, presso il Polo Universitario di San Giovanni a Teduccio. L’iniziativa rientra nel Progetto “Città e Imprese nella Società digitale”, avviato dal gruppo tecnico Innovazione e Trasformazione digitale dell’Unione industriali Napoli, coordinato da Manfellotto. Evento articolato in tre sessioni tematiche: E-Health, Sicurezza, Cultura e Turismo e Smart Mobility.

Tra i presenti il presidente degli industriali napoletani, Vito Grassi, e il rettore della Federico II di Napoli, Arturo De Vivo. In occasione dell’evento, Stmicroelectronics e la Federico II hanno presentato, rispettivamente, 3 progetti innovativi Scuola-Impresa e 3 progetti universitari distintisi nelle tre tematiche.

“Questo evento – commenta Grassi – è un bellissimo segnale, un format di alto livello organizzato nel tempio dell’innovazione delle Academy di San Giovanni, con un partner di relatori di assoluto rilievo per analizzare non solo l’industria manifatturiera, ma tutto l’habitat esterno di cui hanno bisogno l’industria e la produzione per poter consentire ai propri attori di vivere bene il territorio.

La tecnologia è fondamentale, la società digitale è alle porte e la formazione è un fattore produttivo essenziale per affrontare e mettere al centro il fattore umano”.

“Giornata del malato”, la visita del cardinale Sepe al Cto

Gesù Cristo, a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice.

Le parole di Papa Francesco evidenziano al meglio il valore spirituale della giornata del Malato. Anche la Chiesa di Napoli ha celebrato oggi la ricorrenza voluta da Papa Giovanni Paolo II e nata l’ 11 febbraio1993,nel giorno in cui cade anche la memoria liturgica della Madonna di Lourdes.

Un momento speciale di preghiera e di condivisione, di offerta della sofferenza. Il Cardinale Crescenzio Sepe ha scelto il CTO per far visita ai malati e consegnare loro dei rosari benedetti.

Dopo la benedizione solenne seguita alla preghiera del malato il cardinale accompagnato da Maurizio di Mauro direttore generale Azienda Ospedaliera dei Colli e Cosimo Maiorino direttore medico CTO Napoli ha visitato gli ambulatori, il pronto soccorso e i reparti di ortopedia e neurochirurgia.

Accogliere il malato, questa la mission del personale del nosocomio.

Rogiosi Editore presenta “MafiaEuropa” di Amalia De Simone: dal 13 febbraio nelle migliori librerie

Amalia De Simone, watchdog napoletana, giornalista, videoreporter pubblica con Rogiosi Editore, “MafiEuropa”, libro in cui ha raccolto le inchieste realizzate per Corriere.TV, dal 13 febbraio nelle migliori librerie, su Amazon e sugli store on line.
La copertina è stata disegnata dall’artista MoraleS.

In linea con la globalizzazione dei traffici, da anni, le mafie italiane si sono internazionalizzate. L’Europa, in particolare, e altri continenti, sono diventati un unico campo d’azione e di interazione con le altre criminalità mondiali. Paesi come la Germania, la Spagna, la Gran Bretagna, l’Olanda, il Lussemburgo e intere aree dell’Est Europa sono diventate, nel corso del tempo, centrali di riciclaggio, basi per traffici illegali e aree di transito, luoghi di protezione per latitanze, territorio di conquista per investimenti immobiliari e commerciali. Nella geografia degli interessi criminali dei clan, alcuni paesi europei sono diventati fondamentali, quanto e più dell’Italia dove invece si percepisce di più il sottoproletariato mafioso. Le mafie vanno dove incontrano meno resistenza: la lotta alle mafie in Europa è resa molto fragile dalla disarmonia legislativa: il reato di associazione mafiosa, non è infatti contemplato da quasi nessun altro ordinamento nazionale europeo. I fatti che creano allarme sociale sono rari, i mafiosi portano ricchezza e qualche volta tutto questo diventa un alibi per voltarsi dall’altra parte. Amalia De Simone ha realizzato le sue inchieste sul campo, girando tra i paesi europei, incontrando i protagonisti delle scottanti vicende, uomini di legge e uomini del “sistema”, tracciando un quadro sugli affari di ‘ndrangheta, camorra e mafia in Europa.

L’autrice
Amalia De Simone, watchdog napoletana. Giornalista professionista, laureata in giurisprudenza. Videoreporter d’inchiesta del Corriere.it, attualmente collabora anche con Rai e Reuters. Nel 2017 è stata nominata cavaliere al merito delle Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella con una motivazione attinente al suo lavoro di giornalista: “Per il suo coraggioso impegno di denuncia di attività criminali attraverso complesse indagini giornalistiche”. Lavora come reporter da più di vent’anni e da circa dieci anni ha cominciato a occuparsi prevalentemente di giornalismo investigativo. Ha dedicato molte inchieste agli intrecci tra clan, politica e mondo economico, occupandosi spesso di rifiuti, appalti e riciclaggio, con focus sulle infiltrazioni internazionali delle mafie e delle connessioni con il terrorismo. Indaga procurandosi e consultando atti e documenti ma soprattutto andando sui posti e partecipando ai fatti. Al suo lavoro è stata dedicata una puntata del programma di Rai1 “Cose nostre” e di Rai3 “Nuovi eroi”. Nel 2016 ha lavorato nel programma d’inchiesta di Rai tre, “Rec”, e sempre per la Rai ha realizzato reportage per i programmi “Crash”, “La storia siamo noi” e “Linea Notte”.
Ha vinto molti premi giornalistici tra cui il “Mariagrazia Cutuli”, “Wangari Maathai”, “Giornalismo d’inchiesta” e per 3 volte riconoscimenti nel “Cronista dell’anno”. È tra gli autori dei volumi “Dem – Dizionario enciclopedico sulle mafie”, “Novantadue, l’anno che cambiò l’Italia”, “L’Italia dei veleni”, “Under – giovani, mafie e periferie”, e della serie di inchieste televisive sulla crisi dei rifiuti “Nella terra di Gomorra”, realizzata per Current. Da anni è impegnata in battaglie per la libertà di stampa e di espressione. Per volontariato è direttore di Radio Siani, radio anticamorra con sede a Ercolano in un bene confiscato a un boss.

Sant’Antimo, i carabinieri sequestrano arsenale: tra le armi anche razzi jugoslavi da guerra

Maxi sequestro dei Carabinieri della tenenza di Sant’Antimo. In un vano contatori di una palazzina in fase di ristrutturazione di Via Solimena i militari hanno rinvenuto 2 rivoltelle – una 357 magnum e una Colt 38 – una semiautomatica calibro 8mm, 2 fucili da caccia Beretta cal. 12 e 106 proiettili di vario calibro.

Tra le armi anche 5 razzi di fabbricazione jugoslava, largamente utilizzati durante la guerra dei Balcani.

In un borsone anche una giubba, un berretto e una paletta della polizia municipale del Comune di Dragoni (CE) e ben 820 grammi di marijuana suddivisi in 9 confezioni.
Il sequestro è stato operato a carico di ignoti.

Le armi saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare se siano state utilizzate in fatti di sangue.

Le mani del clan Cesarano sul mercato dei fiori di Pompei

Da cinque anni, cioè dal 2015, anno della costituzione, imponeva la sua “mediazione” agli storici operatori del “Mercato dei Fiori”, zona commerciale florovivaistica più importante del Sud Italia, che si estende tra Castellammare di Stabia e Pompei, costringendoli a non affidare più il trasporto e il facchinaggio ai singoli autotrasportatori.

La società di intermediazione “Engy Service”, ritenuta dalla DDA di Napoli appartenente al clan Cesarano, è stata sequestrata oggi dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata in collaborazione con i carabinieri.

Definita dal gip una “impresa di camorra”, era amministrata da Antonio Martone e Giovanni Esposito, cognati di Luigi Di Martino, detto “o’ profeta”.
Il sodalizio camorristico stabiese ha imposto la sua opera di “mediazione” tra i diversi operatori economici, costringendo i commercianti ad affidare il servizio di trasporto non più ai singoli autotrasportatori ma alla “Engy Service”, che provvedeva a distribuire le commesse.

In questo modo, è stato realizzato un vero e proprio monopolio sulla spedizione di fiori, bulbi e vasellame nonché sullo scarico delle merci giunte al mercato a bordo degli autoarticolati, ottenendo un immediato exploit del fatturato.

E questo, avvalendosi della forza dell’intimidazione, attraverso minacce e pestaggi punitivi.
Il sequestro preventivo ha riguardato le quote societarie, l’azienda e tutti i beni riconducibili alla “Engy Service”, che nel 2018 aveva raggiunto un volume d’affari di quasi 2 milioni di euro.

Al Consiglio regionale seduta monotematica sulle borse di studio campane

Una seduta monotematica straordinaria del consiglio regionale della Campania si è tenuta ieri mattina, e ha visto un confronto sulla questione delle borse di studio per gli studenti universitari campani.

Ci sono decine di migliaia di studenti in attesa da molto tempo dell’erogazione della borsa di studio perché ad espletare le pratiche è una sola persona, ha denunciato il consigliere regionale della Campania, Luigi Cirillo del Movimento 5 Stelle.

Cirillo ha evidenziato anche l’emergenza relativa alle residenze universitarie che non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno soprattutto a Napoli.

L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Lucia Fortini, ha sottolineato invece il lavoro fatto dalla Giunta in questi anni.

Intervenuto sull’argomento anche il consigliere Stefano Caldoro.

Allerta meteo in Campania per venti forti e mare agitato

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un’allerta meteo per venti forti e mare agitato valevole a partire dalle 16 di oggi e fino alle 22 di domani.

L’avviso riguarda le zone 1,2,3,4,5 (Zona 1: Piana campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Zona 2: Alto Volturno e Matese; Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e
Monti Picentini; Zona 4: Alta Irpinia e Sannio; Zona 5: Tusciano e Alto Sele) con qualche differenza.

I venti saranno generalmente forti dai quadranti occidentali. Le aree maggiormente interessate saranno quelle appenniniche della Campania centro-settemtrionale dove si prevedono “Venti forti da Ovest-Sud-Ovest con locali raffiche, in attenuazione dal pomeriggio di domani, 11 febbraio”.

Sulla fascia costiera, con particolare riferimento alle Isole del Golfo e alle coste esposte “Possibili forti raffiche dai quadranti occidentali, a partire dalla serata. Mare agitato con possibili mareggiate”.

La Protezione civile della Regione Campania raccomanda alle autorità competenti di attivare il monitoraggio del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso”.

Napoli e Milano nel segno di Jorit, alla Bit presentato il Maggio dei Monumenti dedicato a Giordano Bruno

Napoli e Milano nel segno di Jorit.

L’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Eleonora De Majo, ha incontrato nello stand alla Bit di Milano la sua collega, della capitale meneghina, l’assessore al Turismo Roberta Guaineri.

L’occasione è stata data dalla realizzazione della tela su Giordano Bruno, realizzata dallo street artist Jorit e che Napoli ha consegnato proprio al Comune di Milano.

Il volto è quello di Gian Maria Volonté, che interpretò il ruolo dell’eretico morto sul rogo, in un film molto famoso.

Una sorta di gemellaggio culturale, quello sancito a Milano e che fa da preludio a una collaborazione fattiva tra le due grandi città in vista del Maggio dei Monumenti.

Nella stand, grazie a un lavoro di programmazione avanzata, presente L’Agenda della Città con gli eventi fino a settembre.

Una svolta realizzata dall’assessorato alla cultura e Turismo che va incontro alle esigenze agli operatori turistici e culturali della città.

Quarto, rubano 70 smartphone da un negozio: due arresti

I Carabinieri della Compagnia CC di Pozzuoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti di 2 soggetti italiani, pregiudicati, gravemente indiziati, in concorso tra loro, di furto aggravato in concorso di telefoni cellulari di varie marche e la somma in contanti di euro mille, avvenuto in un negozio di telefonia di Quarto (NA) nel giugno 2019.

Il provvedimento scaturisce da indagini coordinate dalla VII Sezione della Procura della Repubblica di Napoli e svolte dai militari della Tenenza carabinieri di Quarto Flegreo, nel periodo compreso tra i mesi di giugno e ottobre 2019, con modalità tecniche (analisi di tabulati telefonici e visione di immagini dei sistemi di videosorveglianza privata) e tradizionale (attività di osservazione, pedinamento e controllo) che hanno consentito di raccogliere plurimi e concordanti indizi di reità nei confronti degli arrestati.

In particolare, durante la chiusura per pausa pranzo del negozio di telefonia, erano riusciti ad introdursi nel negozio di telefonia previa effrazione della porta principale e asportare 70 smartphones di varie marche e il fondo cassa quantificato in mille euro, per poi uscire con dei borsoni a tracolla e confondersi tra le persone del posto.

Le mani dei Casalesi sugli appalti in ospedale: confiscati beni per oltre 6 milioni a 5 imprenditori

La DIA di Napoli ha notificato tre decreti di confisca, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di Raffaele Donciglio (classe 1967), Vincenzo Cangiano (classe 1982), Orlando Cesarini (classe 1946), Domenico Ferraiuolo (classe 1951) e Luigi Iannone (classe 1977), imprenditori casertani attivi in diversi settori economici (edile e tecnologico).

Le indagini svolte dalla DIA sui destinatari dell’odierna misura, delegate dalla Procura della Repubblica di Napoli, hanno consentito non solo di ricostruire il loro assetto patrimoniale, ma anche di delineare la loro “pericolosità qualificata”, derivante dai rapporti emersi con il clan dei casalesi, fazione Zagaria, nel delicato e strategico settore della gestione degli appalti all’interno dell’Azienda Ospedaliera “S. Anna e S. Sebastiano” di Caserta. La relativa inchiesta giudiziaria, per la quale sono stati già condannati – nel marzo scorso – dalla Corte di Appello di Napoli a pene che vanno dai sette agli otto anni di reclusione, aveva accertato la piena operatività del citato clan all’interno della struttura sanitaria, facendo emergere una pervasiva e consolidata rete di connivenze e collusioni venutasi a creare con appartenenti al mondo della pubblica amministrazione, della politica e dell’imprenditoria, che garantiva il controllo e la gestione, in regime di assoluto monopolio, degli appalti e degli affidamenti diretti di lavori all’interno dell’ospedale casertano.

I decreti di confisca, che seguono quelli di sequestro eseguiti tra il 2015 ed il 2016 su proposta del Procuratore della Repubblica di Napoli, hanno interessato beni risultati nella disponibilità diretta ed indiretta dei suddetti imprenditori e riguardano quote societarie (imprese operanti nel settore edile e delle forniture sanitarie) ed immobili aventi sede, ovvero ubicati, nella provincia di Caserta, nonché numerosi rapporti finanziari per un valore complessivo stimato in oltre 6,5 milioni di euro.