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“Napoli Pizza Village d’Essai”,10 appuntamenti con gli esperti del food

Dieci giorni di incontri che hanno messo insieme grandi pizzaioli, grandi chef, grandi giornalisti del food e grandi attori del vino: è la D’Essai del Napoli Pizza Village dove si sono dati appuntamento i protagonisti del food, a sancire l’importanza che il Mondo Pizza ha assunto negli ultimi anni.

Tanti i temi delle serate, che si sono tenute alla terrazza Ferrari: dai maestri della margherita, al futuro della pizza, dalla nostalgia per il passato e le sue tradizioni alle autoctonie e ancora pizza donna, pizza in tour e pizza e cucina.
Intervenuti Nerina Di Nunzio, di Food Confidential, Federico De Cesare Viola e Luciana Squadrilli di Food & Wine Italia e il pizzaiolo Franco Pepe.

“Piano Napoli”, il servizio straordinario dei carabinieri per il controllo del territorio

Controlli del territorio straordinari da parte dei carabinieri della compagnia di Napoli centro col supporto di quelli del reggimento Campania, del nucleo radiomobile, del nucleo ispettorato del lavoro e con i rinforzi dall’alto del nucleo elicotteristi.
Il servizio, è stato improntato prevalentemente alla ricerca di pregiudicati.

E’ stato denunciato in stato di libertà per porto abusivo di armi un 24enne del quartiere San Carlo Arena che, durante un controllo in piazza San Giovanni Maggiore a Pignatelli, è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico.
Inoltre sono stati sanzionati 3 bar del centro storico per 56mila euro circa in totale: si tratta di Sanzioni amministrative per la mancata tracciabilità dei pagamenti delle retribuzioni o per impiego di personale “a nero”.

Segnalati poi alla Prefettura 4 assuntori di stupefacente: 2 i grammi di marijuana sequestrati.
Controllate 126 persone ed elevate 13 contravvenzioni al codice della strada per più di 9mila euro in tutto: i militari hanno fermato 3 veicoli senza copertura assicurativa e 2 senza revisione.

I commercialisti di Napoli Nord incrociano le braccia

I professionisti aderiscono allo sciopero del 30 settembre proclamato dalle organizzazioni sindacali di categoria  

AVERSA – Il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, Antonio Tuccillo, in vista del programmato sciopero dei commercialisti italiani, che si terrà il prossimo 30 settembre, ha incontrato le rappresentanze sindacali territoriali presso la sede di Aversa.

I rappresentanti territoriali hanno confermato l’adesione all’astensione collettiva proclamata dalle associazioni nazionali con l’astensione da parte gli iscritti all’Ordine: dall’invio dei propri modelli F24 dalle ore 24:00 del giorno 29.09.2019 alle ore 24:00 del giorno 01.10.2019;

dalla partecipazione alle udienze presso le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali dalle ore 24:00 del 29.09.2019 alle ore 24:00 del 07.10.2019.

L’Odcec Napoli Nord ha aderito all’iniziativa dei sindacati garantendo oltre al sostegno morale dell’iniziativa, anche la massima diffusione tra gli iscritti ed agli enti terzi. Si è provveduto alla necessaria comunicazione di astensione ai presidenti delle Commissioni tributarie territoriali ed a quella di II grado regionale.

L’Ordine di Napoli Nord oltre alla diffusione dell’informazione ha ipotizzato, con le rappresentanze sindacali territoriali, la programmazione di una serie di iniziative in cui coinvolgere tutti i colleghi campani, indirizzate a rivendicare la giusta dignità non solo alla professione ma a tutti i contribuenti che quotidianamente sono vessati da una continua produzione normativa e da prassi burocratiche in spregio delle più elementari tutele previste dallo Statuto del Contribuente.

All’incontro con il presidente Tuccillo ed i rappresentanti del Consiglio, erano presenti l’Anc, l’Adc, l’Aidc, Unico e l’Ugdcec.

Responsabilità sociale: Siani, Leosini ed Esposito La Rossa vincono VI Premio Amato Lamberti

Sono stati consegnati a Napoli, presso l’isituto minorile di Nisida, i premi Amato Lamberti per la responsabilità sociale’.

A ricevere il riconoscimento tra gli altri la giornalista Franca Leosini, l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, l’attore Alessandro Siani e il giovane scrittore Rosario Esposito la Rossa, fondatore della prima libreria di Scampia, la Scugnizzeria.

L’organizzazione del premio, assegnato a professionisti ed associazioni che svolgono la loro attività con particolare sensibilità ai temi del sociale, è della Gesco, organizzazione che unisce numerose imprese sociali, e della Jonathan l’ associazione Onlus è impegnata nel recupero dei giovani e che cura progetti anche per ragazzi ospiti a Nisida.

Tra i presenti il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha consegnato simbolicamente il premio a Mimmo Lucano, assente per assistere il padre, ricordandone il grande cuore e l’impegno civile. Tra gli altri vincitori Renzo Arbore, Laura Valente presidente della Fondazione Donnaregina Museo Madre. Al fotoreporter dell’agenzia ANSA Ciro Fusco , il riconoscimento ‘ Napoli città solidale’.

“Scuola di comunità entra in gioco”: Adoc Uil contro l’abbandono scolastico

Lotta all’abbandono scolastico, educazione dei giovani alla legalità. A questo mira il progetto “Scuola di comunità entra in gioco”, promosso dall’Adoc, l’associazione dei consumatori della UIL e presentato nella sede del sindacato dal presidente, Giuseppe Stellano e dal segretario generale della Uil Campania, Giovanni Sgambati.

Partner dell’iniziativa quattro scuole medie e superiori del comune vesuviano di Torre del Greco. L’Adoc insieme alle scuole e alle associazioni territoriali metteranno a disposizione spazi nuovi per i ragazzi dove poter svolger attività di laboratori teatrali, proiezioni cinematografiche, confronti sulla tutela dell’ambiente e sull’importanza della legalità in un territorio come quello torrese- stabiese con molti quartieri a rischio.

“Joan Mirò, il linguaggio dei segni”, per la prima volta a Napoli una mostra dedicata all’artista spagnolo

Il mondo fantastico, onirico, febbrilmente creativo di Joan Miró viene presentato al pubblico dal 25 settembre 2019 al 23 febbraio 2020, al PAN Palazzo delle Arti Napoli, con l’esposizione dal titolo “Joan Miró. Il linguaggio dei segni”.

La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con il supporto del Ministero della Cultura Portoghese e il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia, è organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia.

A cura di Robert Lubar Messeri, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la preziosa guida di Francesca Villanti, direttore scientifico C.O.R., il percorso espositivo riunisce ben ottanta opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito alla Fondazione Serralves di Porto.

La mostra
Le 80 opere esposte coprono il lungo arco della produzione artistica di Miró, dal 1924 al 1981; più di sei decenni di attività creativa in cui l’artista catalano sviluppa un linguaggio rivoluzionario che trasforma l’arte del XX secolo.
Attraverso la pittura, il disegno, la scultura, la ceramica, l’arazzo e l’incisione, Miró esplora il linguaggio dei segni, il rapporto tra le immagini e il loro significato.
Nell’estate del 1924 Miró mette a punto una svolta radicale nella sua indagine sulla formazione dei segni. Scrivendo a un amico, così descrive il suo recente lavoro: “Figurazione di una delle mie ultime x (non riesco a trovare la parola qui; non voglio dire tela o pittura.) […] Ritratto di un’affascinante amica parigina. […] Una linea verticale per i seni; uno è una pera che apre e sparge i suoi piccoli semi. […] Dall’altra lato, una mela beccata da un uccello. Scintille volano fuori dalla ferita causata da questo becco. […] Nell’angolo superiore della tela ci sono delle stelle. […] Si può a malapena definire un dipinto, ma non me ne frega un accidenti.”

Facendo l’inventario del mondo che lo circonda, Miró inizia a ridurre gli oggetti a semplici sagome e a elementi essenziali. Questo processo di riduzione e semplificazione elimina dal suo lavoro qualsiasi traccia di illusionismo rappresentativo e di spazio.
Comincia a pensare alla superficie pittorica come a uno spazio destinato a segni e iscrizioni piuttosto che come a finestre sul mondo.
Un rapporto misurato e geometrico tra la figura e lo sfondo, tra massa e spazio era stato una costante della tradizione pittorica occidentale per cinque secoli. Miró mina la logica stessa di quel codice visivo: il segno diventa un sostituto di qualcosa che non è più fisicamente presente.
Nel perfezionare e ampliare il suo vocabolario visivo, Miró sviluppa uno stile esclusivo e originale, inaugurando così un nuovo linguaggio dei segni, che modifica il corso dell’arte moderna.
A guidarci nel difficile e, allo stesso tempo, affascinante percorso dell’arte di Mirò, uno studioso di lunga consuetudine e profonda sensibilità: il professor Robert Lubar Messeri, che ne segue le impronte da anni, con eccellente competenza. Lo studioso ha individuato nove sezioni per spiegare i punti nodali dell’artista spagnolo:

IL LINGUAGGIO DEI SEGNI. A partire dalla Ballerina del 1924, viene messo in evidenza come Miró sfrutta le molteplici funzioni della linea come contorno, come scrittura e, nel caso dell’orizzonte, come indicatore dello spazio, consentendo scambi produttivi di significato.
LA FIGURA NELLA RAPPRESENTAZIONE. Dall’inizio degli anni Venti, la figura diventa il soggetto prediletto delle indagini di Miró. Se i cubisti hanno messo la figura sotto pressione nell’ambito dell’illusionismo occidentale, Miró ha minato la logica stessa di quel codice visivo. Sceglie proprio un soggetto famoso come La Fornarina di Raffaello per mettere in scena il suo attacco all’illusionismo occidentale.
LA FIGURA NELLO SFONDO. Miró dà vita a un universo di uccelli volteggianti, corpi astrali, figure gesticolanti e creature fantastiche che sembrano muoversi senza sforzo sulla superficie della tela. A volte la figura è “trovata” nel processo stesso della creazione – come evocata dai segni e dalle macchie presenti sulla tela grezza.
COLLAGE E L’OGGETTO. Miró è uno dei grandi artisti del collage del XX secolo. Già nel 1916 incorpora un frammento del quotidiano di Barcellona La Publicidad in uno dei suoi dipinti. Da quel momento in poi tornerà ripetutamente al collage nel corso della sua lunga carriera.
I DIPINTI SELVAGGI. I “dipinti selvaggi” sono l’espressione di rabbia verso un mondo impazzito, travolto dalla follia dell’odio che porterà inevitabilmente alla guerra. Un insieme di lavori, tra cui i Dipinti su Masonite, nettamente materici, del 1936 raccontano il suo stato d’animo.
L’ELASTICITÀ DEL SEGNO. Miró svuota finalmente i segni di riferimento, spogliando il linguaggio fino ai suoi componenti primari. Il segno e il gesto grafico hanno la precedenza sul significato.
CALLIGRAFIA E ASTRAZIONE GESTUALE. Sono diversi fattori che hanno influenzato il nuovo modo di lavorare di Miró, due in particolar modo: la calligrafia giapponese e il successo dell’Action Painting in America e in Europa.

LA MATERIALITÀ DEL SEGNO. Durante la primavera del 1973, Miró, collaborando con il tessitore Josep Royo, realizza una nuova serie di opere a metà strada tra pittura e scultura definite dal critico Alexandre Cirici Pellicer Sobreteixim. Nelle fitte trame di juta, lana, cotone, canapa e una miriade di altri materiali che Royo prepara, Miró incorpora oggetti comuni.
LE TELE BRUCIATE E LA MORTE DEL SEGNO. Miró esegue, sempre con Royo, nel dicembre 1973, cinque Tele bruciate. Dopo aver tagliato le superfici con un coltello, l’artista applica masse di pigmento su varie aree della tela, usando una torcia per stendere la vernice. Miró e Royo bruciano con cura le varie sezioni del supporto, redendo visibile la struttura del telaio carbonizzata. Poi aggiunge altra vernice e il processo ricomincia.

L’esposizione offre, quindi, al pubblico l’opportunità di ripercorrere, tappa per tappa, il cammino artistico dell’artista spagnolo, esplorando i momenti nodali del suo percorso, evidenziandone mutamenti ed elementi di continuità.
“Un quadro – diceva Miró – non si finisce mai, non si comincia nemmeno, un quadro è come il vento: qualcosa che cammina sempre senza posa”. Auspicava che le sue opere potessero essere un seme pronto a germogliare tra le mani delle future generazioni. I visitatori della mostra sapranno cogliere quel seme e farlo fiorire.

La storia delle opere
Tutte le 80 opere oggetto dell’esposizione sono sbalorditive, così come la storia che le ha condotte fino a Porto. Questo insieme di capolavori, appartenuti a uno dei più autorevoli e raffinati mercanti d’arte moderna, Pierre Matisse – figlio del più noto pittore Henri – rimane sconosciuta ai più per molti anni, finché il collezionista giapponese, che le aveva gelosamente custodite fino al 2005, decide di venderle al Banco Português de Negociós. Un semplice investimento per la banca portoghese, che preferisce non esporle e tenerle al sicuro all’interno di un caveau. Quando il Banco Português, in forti difficoltà economiche, stabilisce di mettere sul mercato l’eccezionale acquisizione, si solleva una protesta su scala nazionale, tanto da far intervenire lo Stato Portoghese, che sospende la vendita e incarica il Museo di Serralves di conservarle.
Tra ottobre 2016 e giugno 2017, le opere sono state presentate per la prima volta al Museo Serralves di Porto, in una esposizione che ha ottenuto oltre 300.000 visitatori.
Ora arriva a Napoli, dando a cittadini e turisti la grande opportunità di ammirare una collezione davvero unica al mondo.

Regionali in Campania, Sud protagonista convoca Stati generali della destra

Mentre la sinistra campana attende di capire le mosse dell’ex segretario del partito democratico, Matteo Renzi e della sua nuova formazione politica Italia Viva, a destra qualcosa si comincia a muovere.

Il movimento Sud protagonista, rappresentato sul territorio da Salvatore Ronghi e Gabriella Peluso, ha proposto a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia di definire un programma unico e convocare gli stati generali del centro destra per presentarsi uniti al voto di maggio per la Regione Campania.

Quello di Edmondo Cirielli, attuale questore della camera dei deputati, è il nome proposto dal partito di Giorgia Meloni per lanciare la sfida a Vincenzo De Luca. Ad esprimersi sulla proposta di un percorso condiviso di tutti i partiti di centro destra il deputato della Lega, Gianluca Cantalamessa.

Tutela e valorizzazione, da Agropoli e Castellabate lungo le rotte di Ulisse

Sono stati due giorni intensi ed emozionanti per i kayakers che hanno preso parte al raduno nazionale, ribattezzato “Il Raduno del Mito: Sulle Rotte di Ulisse”, svoltosi ieri e oggi nel Cilento, tra Agropoli e l’Area Marina Protetta di Santa Maria di Castellabate.

Un trekking marino di 25 miglia nautiche (46km) caratterizzato da tappe intermedie lungo tutto il percorso per i partecipanti . Dalla sosta nella baia del Vallone, costeggiando il promontorio di Agropoli, alla pausa presso la sede del Circolo Nautico Punta Tresino, a Castellabate. Dalla fermata al porticciolo de “Le Gatte” all’incantevole approdo presso l’isolotto di Punta Licosa, dove i kayakers hanno anche raccolto il materiale plastico spiaggiato, per poi arrivare nella baia di Ogliastro Marina, dopo aver costeggiato l’intera riserva marina di Santa Maria di Castellabate.

L’evento ha visto in prima linea ancora una volta il Circolo Canottieri Agropoli e l’Associazione Punta Tresino di Castellabate che hanno organizzato il raduno in collaborazione con l’associazione Sottocosta e con il patrocinio della Federazione Italiana Canoa Kayak.

“E’ sempre bello far vivere le emozioni che questo territorio regala a noi che lo viviamo quotidianamente – hanno evidenziato Enzo Mazza e Leopoldo Catena, rispettivamente presidente e direttore sportivo del Circolo Canottieri Agropoli, e Irene Maria Lanzaro, presidente dell’associazione Punta Tresino – a chi arriva da altri luoghi. Ascoltare le loro emozioni, le loro sensazioni, al termine del raduno, è stato gratificante perché significa che siamo stati bravi a fargli vivere il territorio”.

Agguato di camorra in ospedale, arrestato il commando che sparò al Pellegrini

Lo scorso 17 maggio, nel cuore di Napoli, “gambizzarono” un giovane, Vincenzo Rossi, e poi spararono nell’ospedale Vecchio Pellegrini contro i suoi soccorritori: i Carabinieri e la Polizia di Stato hanno arrestato oggi tre persone ritenute responsabili di quelle vicende, che suscitarono allarme in città.

Si tratta di Giuseppe Iaselli, 19 anni, il primo a sparare, di Vincenzo D’Avino, 22 anni, e di Arturo Picco, 30 anni. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, lesioni personali gravi e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso.

L’agguato è maturato, secondo gli inquirenti della Dda, in un contesto camorristico e specificatamente nell’ambito del traffico di droga. I carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche sono riusciti a ricostruire la scena del crimine in 3D. Determinanti si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite e le intercettazioni.

Addormentava vittime in stazione e le derubava, arrestata dalla Polizia

Una immigrata della Georgia avvicinava nella zona Stazione Centrale di Napoli altri immigrati e li derubava dopo avergli offerte bevande contenenti potenti sedativi.

La donna, avvenente, di 31 anni, approcciava cittadini stranieri chiedendo una sigaretta ed avviava la conversazione. Seguiva l’ offerta di un caffè oppure di un succo di frutta all’ interno dei quali aveva disciolto potenti psicofarmaci.

Quando le vittime si addormentavano, la 31 enne li derubava e poi si allontanava. La Polizia Ferroviaria, che ha ricevuto le denunce di alcuni immigrati, ha individuato la donna, che ha precedenti penali per gli stessi reati, grazie alle telecamere di videosorveglianza e ad appostamenti notturni.

La 31 enne è stata riconosciuta da alcune delle vittime e nella sua abitazione gli agenti della Polfer hanno trovato parte delle refurtiva. La georgiana è stata trasferita nel carcere femminile di Pozzuoli con l’ accusa di rapina aggravata.