Home Blog Page 2005

“Papà fa caldo”: lo spot contro l’abbandono dei bambini in auto scritto da Gigi & Ross

Da Napoli parte lo spot di sensibilizzazione contro l’abbandono dei bambini in auto “Papà fa caldo”, scritto da Gigi & Ross e Oreste Ciccariello, diretto da Gigi & Ross, che lo interpretano insieme a Cristiano Di Maio. Lo spot è prodotto dalla casa editrice Rogiosi ed è promosso dall’Associazione Arti e Mestieri, con il contributo e il patrocinio di Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, Università Telematica Pegaso, Fadep Costruzioni, Associazione Liber@Arte.

Lo spot è stato presentato in anteprima nazionale alla stampa, nella sede dell’Università Telematica Pegaso a Palazzo Zapata, in piazza Trieste e Trento, da Patrizia Stasi, presidente Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia; Rosario Bianco, patron di Rogiosi editore e fondatore, con il magistrato Catello Maresca, dell’Associazione Arti e Mestieri; Luisa Tornitore, Università Telematica Pegaso; Simone Pisano, psicoterapeuta; Gigi & Ross; Alessandro Polidoro, presidente Associazione Liber@Arte. Ha moderato l’incontro il giornalista Pier Paolo Petino, founder e direttore responsabile dell’agenzia Videoinformazioni.

Il tragico fenomeno dei bambini dimenticati in auto è legato a episodi di momentanea amnesia dissociativa e ha scosso molto l’opinione pubblica spingendo le istituzioni ad agire concretamente. Ma slitta, probabilmente a fine novembre, l’obbligo dell’utilizzo di speciali dispositivi d’allarme, che sarebbe dovuto entrare in vigore a partire dall’1 luglio, in base al disegno di legge 766, approvato dalla Camera il 25 settembre 2018 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Anno 159° – Numero 238). La casistica, non elevata, ma comunque registrata, in Italia, assume dimensioni allarmanti sul piano internazionale, dove sono addirittura 830 i bambini (l’87% dei quali aveva meno di 3 anni) deceduti dal 1990 ad oggi.

Appena due giorni fa, nel parcheggio dell’aeroporto di Catania, è stata sfiorata la tragedia: un bambino di 4 anni lasciato chiuso in auto sotto il sole, con una temperatura che sfiorava i 40 gradi all’ombra, è stato salvato da un poliziotto che, con il calcio della pistola di ordinanza, ha mandato in frantumi il finestrino e soccorso il piccolo.

L’Italia è il primo paese europeo a varare una legge anti-abbandono, in risposta alla tragedia dei bambini che hanno perso la vita perché dimenticati in auto. E Napoli è la prima città italiana a mobilitarsi per aumentare l’attenzione sul terrificante fenomeno.

Nonostante la legge non sia ancora entrata in vigore hanno già iniziato a circolare sul mercato alcuni dispositivi da aggiungere ai seggiolini. Si tratta di sensori di calore, cuscini bluetooth o sistemi ausiliari collegati tramite app a uno o più smartphone, che rilevano la presenza del bambino in auto e inviano automaticamente un messaggio in caso di abbandono. Oppure di telecamere che rilevano il movimento all’interno dell’auto spenta, come accade per i sensori degli antifurti casalinghi. Contemporaneamente stanno iniziando ad arrivare in commercio anche i primi seggiolini con dispositivi anti-abbandono integrati e già omologati.

Con portiere e finestrini chiusi, in appena 20 minuti la temperatura interna schizza trasformando l’auto in un forno. È indispensabile che i genitori si dotino di questi dispositivi. Può succedere a chiunque, purtroppo.

I CASI ITALIANI DAL 1998 A OGGI (fonte Lapresse)

Luglio 1998, Catania – Un ingegnere di 37 anni va a lavoro e si dimentica del figlio, che dorme nel seggiolino sul sedile posteriore dell’auto. L’uomo capisce di aver lasciato il bambino in macchina dopo aver ricevuto una telefonata della moglie. A 2 anni il piccolo muore per asfissia.

30 maggio 2008, Lecco – Una maestra è convinta di avere accompagnato la figlia di 2 anni dalla baby sitter, ma quando dopo il lavoro raggiunge l’auto si rende conto di averla dimenticata lì. La piccola muore poco dopo in ospedale.

18 maggio 2011, Teramo – Dopo tre giorni di agonia una bambina di soli 22 mesi muore all’ospedale di Ancona. Sono 5 le ore che trascorre in macchina sotto al sole. Dopo la morte cerebrale, il decesso.

27 maggio 2011, Perugia – A Passignano sul Trasimeno un padre accompagna la moglie a lavoro e si reca al club velico del paese. Solo dopo qualche ora si rende conto di aver lasciato il figlio in macchina. Inutile l’intervento del 118. Il bambino muore a soli 11 mesi.

4 giugno 2013, Piacenza – Un padre va a lavoro e dimentica il figlio di 2 anni in auto per 8 ore. A lanciare l’allarme il nonno del bambino, che non lo trova all’uscita dall’asilo. Poco dopo la tragica scoperta.

1 giugno 2015, Vicenza – Una bambina di un anno e mezzo viene lasciata per 3 ore in macchina dai genitori. La piccola muore per asfissia.

27 luglio 2016, Firenze – Una madre di Vada (Livorno) lascia la figlia di 18 mesi in auto, dimenticandosi di lei. La bambina viene trasportata in condizioni critiche all’ospedale Meyer di Firenze. Lì muore dopo un giorno.

7 giugno 2017, Arezzo – A Castelfranco di Sopra una madre va a lavoro e dimentica la figlia di 18 mesi in macchina. Quando torna e si gira verso il sedile posteriore per fare retromarcia si accorge della piccola, morta ormai per arresto cardiaco.

18 maggio 2018, Pisa – Una bambina di un anno è stata trovata senza vita a Pisa in un parcheggio nei pressi dello stabilimento dove lavora il padre. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, insieme al personale del 118 e ai vigili del fuoco.

ALCUNI CASI IN ALTRI PAESI (fonte LA REPUBBLICA.IT)

STATI UNITI. Dal 1998 al 2017 (fonte noheatstroke.org)
Negli Stati Uniti sono 711 i bambini morti dentro l’abitacolo dell’auto di famiglia. Per ipertermia, arresto cardiaco, asfissia. Intrappolati. Sotto il sole. Una media di 37 l’anno. Uno ogni 10 giorni, dal 1998 a oggi.

BRASILE. 45 casi e 24 decessi accertati dal 2006 al 2016.

FRANCIA. La Commissione per la sicurezza dei consumatori ha riportato 24 casi tra il 2007 e il 2009, a cui si aggiungono tre episodi di cronaca più recenti: a Montpellier nel maggio 2014, a Dieppe (giugno 2015), e a Saint-Jerome ad agosto 2016.

Ntf19, Mohamed El Kathib mette in scena il suo lutto in “Finir en beautè”

Dopo la rivelazione al Festival di Avignone nel 2015 arriva al Napoli Teatro Festival di quest’anno Mohamed El Khatib con lo spettacolo Finir en beauté: un lavoro che prende spunto da interviste, email, sms, documenti amministrativi e altre fonti reali, attraverso cui (ri)costruisce in scena, il racconto di un lutto: la morte di sua madre.

Dopo gli studi dedicati al teatro e alla sociologia, l’artista francese di origini marocchine Mohamed El Khatib fonda, nel 2006, il collettivo Zirlib, luogo di incontro di performer, danzatori, cineasti e musicisti di formazione e orizzonti diversi.

Durante una sua ricerca, originariamente intitolata Conversazione, in cui doveva indagare il passaggio dalla lingua madre (l’arabo) alla lingua teatrale, a partire da interviste realizzate con sua madre, viene sconvolto dal suo decesso, il 20 febbraio 2012, creando un corto-circuito nel lavoro artistico, fino a confondere vita e opera.

Finir en beauté tenta di esplorare le modalità di dialogo, a partire dalla nozione di maceria. Macerie della lingua madre, macerie del linguaggio teatrale, macerie della scrittura.

Ntf19, l’omaggio a Rino Mele con Aldo Masullo e Mario Martone

Poliedrico, eclettico, anticipatore di temi e motivi, capace di mettere in contatto mondi diversi, e che ha da sempre fatto della poesia il perno attorno al quale far ruotare ogni altra cosa.

Il filosofo Aldo Masullo e il regista Mario Martone omaggiano il poeta Rino Mele per la sezione Letteratura del Napoli Teatro Festival nello spazio Made in Cloister.
L’ appuntamento del progetto SE a cura di Silvio Perrella si intitola Festeggiando Rino Mele con Mario Martone e Aldo Masullo.

Un incontro che è non solo l’omaggio al poeta originario della provincia di Salerno ma anche un’occasione di dialogo e di confronto tra linguaggi diversi, che i tre ospiti trattano e intersecano nelle loro opere.

Napoli, palazzi pericolanti nel Rione dell’Amica geniale: la denuncia del consigliere De Pascale

Uno stato di abbandono che già da tempo i residenti e i comitati di quartiere denunciano alle autorità competenti.

Nel Rione Luzzatti, famoso ormai anche grazie al fenomeno letterario Elena Ferrante che ha ambientato i suoi romanzi nel quadrilatero di palazzoni popolari nel quartiere Poggioreale di Napoli, la situazione è difficile.

Soprattutto in un edificio in cui la priorità è mettere in sicurezza il palazzo e le famiglie che vivono qui, dove la situazione è diventata insostenibile.

L’appello arriva da Antonio Cardone, referente del comitato civico Luzzatti-Ascarelli che si è rivolto al consigliere della Regione Campania Carmine De Pascale.

Maxi operazione dei carabinieri, colpo all’Alleanza di Secondigliano: centinaia di arresti

Imponente operazione all’alba dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Napoli, con l’ esecuzione su tutto il territorio nazionale di oltre 100 provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Napoli su richiesta della Procura nei confronti di appartenenti ai clan Contini, Mallardo e Licciardi.

L’attività di indagine è stata condotta anche con l’apporto investigativo della Polizia di Stato e della Dia. Contestualmente, la GdF ha sequestrato un ingente patrimonio.

Vertenza Whirlpool, l’amministratore delegato: “Napoli non chiuderà”

Nessuna chiusura, nessun disimpegno e la piena occupazione dei lavoratori coinvolti in questa vicenda: questi sono i capisaldi che abbiamo ottenuto e sui quali possiamo ricostruire. Oggi abbiamo avuto delle conferme importanti che fanno segnare uno step decisivo per la situazione del sito di Napoli”.

Così il vicepremier Luigi Di Maio, dopo l’incontro al Mise del tavolo Whirlpool con l’azienda, le Regioni coinvolte, i rappresentanti sindacali e le figure apicali della multinazionale.

“Il risultato dell’incontro è positivo. Abbiamo ribadito la strategicità dell’Italia e che investiremo 250 milioni. Abbiamo confermato come richiesto dal ministro Di Maio lo scorso incontro che non chiudiamo il sito di Napoli e che garantiremo l’occupazione”.

E’ quanto ha affermato l’amministratore delegato di Whirlpool per l’Italia, Luigi La Morgia, al termine del tavolo. “Adesso grazie anche all’aiuto del ministro ci muoveremo su un tavolo di discussione di merito per andare a analizzare tutte le possibili soluzioni con il supporto delle parti sociali e le istituzioni”.

Al Procida Film Festival serate glamour di cinema, sport e grandi eventi

Si è conclusa con successo la settima edizione del Procida Film Festival, con al premiazione dei lavori che hanno convinto la giuria. L’evento si è aperto con una serata dedicata a cinema e sport.

A rompere il ghiaccio, sul red carpet dell’Hotel La Suite, sono stati il direttore artistico Francesco Bellofatto e la presentatrice Fiorella D’Antonio. Sul ledwall è stato proiettato il cartoon di Martina Lubrano, vincitrice della passata edizione del Festival, nonché sigla di quella in essere. Quindi è stato ricordato l’ideatore della rassegna, Fabrizio Borgogna. In apertura, quindi, focus puntato sul ProcidaLab, a cura di Anna Masecchia. La presentazione del tema della serata “cinema e sport” è stata a cura di Massimo Sparnelli e Gianfranco Coppola, i quali hanno accolto ed introdotto i volti dello sport Patrizio Oliva, Mauro Brancaccio, Fiammetta Miele ed Ignazio Senatore.

Napoli protagonista dei ben noti giochi isolimpici, elemento identitario di Partenope che è tornato alla vita grazie a Mauro Brancaccio e Fiammetta Miele e che sarà uno degli eventi collaterali dell’Universiade che si appresta a cominciare. Chiusura doverosa con il ricordo del collega Giovanni Battiloro, altra eccellenza del nostro territorio.

Nasce a Napoli il Dipartimento di Diritto Canonico

Nell’aula magna della sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (PftmI), a Napoli presentato il nuovo Dipartimento di Diritto Canonico, eretto con decreto della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

Per la prima volta nella storia della Facoltà teologica partenopea, sarà possibile conseguire a Napoli un titolo accademico in diritto canonico al termine di uno specifico percorso di studi.
A partire dall’anno accademico 2019-20, infatti, la Facoltà offrirà un percorso di studi finalizzato al conseguimento del Diploma in consulenza matrimoniale e familiare di II livello, per formare figure professionali coinvolte nella pastorale familiare pregiudiziale e figure ausiliarie nel processo di nullità matrimoniale.
Alla conferenza, organizzata in collaborazione con l’Ucsi, Unione cattolica della stampa italiana e l’Ordine dei giornalisti della Campania nell’ambito delle attività di formazione e aggiornamento professionale obbligatorie per gli iscritti all’albo, sono intervenuti l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, il decano della sezione san Tommaso della Pftim don Francesco Asti, il presidente dell’Ucsi Campania Giuseppe Blasi, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il direttore del quotidiano Avvenire Marco Tarquinio, la professoressa Francesca Galgano dell’università Federico II, il moderatore del Dipartimento di Diritto Canonico monsignor Antonio Foderaro.

«La nostra città – ha commentato il Cardinale Sepe – ha sempre donato alla Chiesa e al mondo illustri giuristi e canonisti di grande valore. La nascita di questo Dipartimento, dunque, avviene nel solco di una tradizione plurisecolare, garantendone la continuità, ma anche la necessaria e costante innovazione». Alle dichiarazioni del presule hanno fatto seguito quelle di don Francesco Asti, decano della Facoltà, che ha espresso «grande soddisfazione per la nascita di questo percorso formativo attuale e urgente, che affronta problematiche oggi emergenti, in particolare nelle regioni meridionali, di cui il Dipartimento vuol essere punto di riferimento».

“Ragazzi insieme”, il progetto della Fondazione Mario Lenci per i bambini dei quartieri popolari

XV edizione del progetto “Ragazzi Insieme” promosso dalla Fondazione Mario Lenci, presieduta da Piero Lenci. L’attività ha l’obiettivo di ricordare il giovanissimo centauro che perse la vita quindi anni fa per un incidente stradale e per dare ai bambini che si avvicinano al calcio nei quartieri popolari della città un’occasione di confronto e di partecipazione. Festa nella struttura alle spalle dello sferisterio, dove il direttore del quotidiano Roma, Antonio Sasso, che ha da anni “adottato” il progetto, ha fatto arrivare tanti amici. Tra gli altri l’ex presidente del Napoli, Corrado Ferlaino.

Sul campetto verde a incitare i ragazzi anche una stella del Napoli degli anni ’70, il brasiliano Faustino Cané e il vicepresidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Michele Cutolo. Ma anche il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, che ha voluto essere vicino agli organizzatori

Per Piero Lenci la vittoria è vedere tutti questi bambini giocare insieme.

 

 

Rapina in gioielleria, arrestata la banda del buco: così entravano dalle fogne

Questa mattina, nell’ambito dell’attività istituzionale di repressione dei reati predatori, personale della Squadra Mobile, Sezione Antirapina, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa in data 24.6.2019 dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di PANACCIO Gennaro, di 55 anni, CASO Ciro, di anni 39,CACCAVALLO Antonio, di anni 35, LUCENTE Rosario, di anni 58,PRINNO Salvatore, di anni 36,D’AMBROSIO Ciro, di anni 62, TROISE Salvatore, di anni 45, RAIOLA Franco, di anni 37 e RICCI Benedetto di anni 77, tutti con precedenti penali, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati contro il patrimonio con la tecnica del buco, rapina aggravata, furto aggravato, porto e detenzione di armi comuni da sparo.
Il 22 giugno ultimo scorso gli stessi soggetti sono stati destinatari di un provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Settima Sezione, ha avuto inizio a seguito di un tentativo di rapina commesso, il 27 febbraio 2019, in danno di un ufficio postale di questo Corso Vittorio Emanuele, con la cd.”tecnica del buco”.
Nell’occasione sono stati acquisiti importanti elementi investigativi che hanno consentito di individuare alcuni soggetti dediti stabilmente alla commissione di rapine in danno di istituti bancari ed attività commerciali, con la citata tecnica.
All’esito di un’intensa attività investigativa, è stata quindi accertata l’esistenza di una strutturata ed importante organizzazione criminale all’interno della quale sono stati individuati i ruoli ed i compiti assegnati ai vari sodali. Il citato gruppo criminale era organizzato e diretto da LUCENTE Rosario e da PANACCIO Gennaro, che avevano il compito di individuare gli obiettivi da colpire e gestire la fase operativa delle singole azioni criminali, impartendo disposizioni ed assegnando compiti ai diversi associati. Fondamentali sono state anche le figure criminali di PRINNO Salvatore, CASO Ciro, esecutori materiali degli eventi delittuosi. Gli altri soggetti invece avevano mansioni secondarie, ma pur sempre propedeutiche all’esecuzione dei diversi reati (scavatori dei cunicoli, “pali”, procacciatori di base logistiche). A tal riguardo importante, nonostante l’età, era il ruolo di RICCI Benedetto, soggetto molto esperto nell’esecuzione delle rapine con la cd. “tecnica del buco”, che aveva il ruolo di individuare gli obiettivi da colpire ed osservare, in occasione sia dei lavori propedeutici, che dell’esecuzione delle rapine, l’eventuale arrivo delle FF.OO..
Ai citati soggetti vengono contestati i seguenti episodi criminali:

tentata rapina commessa in data 27 febbraio 2019, consistita nell’eseguire lavori di scavo del sottosuolo in prossimità dell’ufficio postale sito in questo Corso Vittorio Emanuele, fino a giungere ad una distanza di poche decine di centimetri dai locali e nell’eseguire sopralluoghi finalizzati a verificare la presenza di eventuali telecamere di sorveglianza ovvero di altri ostacoli alla fuga, atti diretti in modo non equivoco ad impossessarsi, con minaccia e violenza, anche con l’uso di armi, del denaro e degli altri valori custoditi all’interno del predetto ufficio postale;

furto commesso in data 12 aprile 2019 in pregiudizio dell’esercizio commerciale di tabacchi sito in questa piazza Nicola Amore laddove, dopo avere eseguito lavori di scavo nel sottosuolo, si sono introdotti all’interno, impossessandosi della cassaforte a muro contenente valori bollati ed effetti cambiari in bianco del Poligrafico dello Stato;

tentata rapina commessa in data 15 maggio 2019 ai danni dell’Ufficio Postale sito in questa via Bellini, laddove erano stati eseguiti lavori di scavo nel sottosuolo in prossimità del predetto ufficio postale attestanti il compimento di atti diretti in modo non equivoco ad impossessarsi, con minaccia e violenza, anche con l’uso di armi, del denaro e degli altri valori custoditi all’interno del predetto ufficio postale;

rapina consumata il 4 giugno 2019 in danno di un ufficio postale di questa via Pontano, dove, mediante minaccia, consistita nel puntare una pistola all’indirizzo dei dipendenti e nell’intimare alla direttrice di aprire la cassaforte, si impossessavano della somma di 30.000,00 euro circa, allontanandosi poi attraverso un foro praticato nel pavimento;

rapina consumata l’11 giugno 2019 in danno della gioielleria “Trucchi” sita in questa via Santa Caterina a Chiaia laddove mediante minaccia, consistita nell’immobilizzare un dipendente dell’esercizio commerciale e nel puntare al suo indirizzo una pistola e mediante minaccia, consistita nel puntare la pistola all’indirizzo degli agenti di Polizia successivamente intervenuti, si impossessavano di numerosi orologi di valore ed oggetti preziosi custoditi all’interno della cassaforte, del valore di oltre 800.000,00 euro.

In questi due ultimi episodi è stata contestata agli indagati, in concorso tra loro, la detenzione e il porto di armi comuni da sparo.
L’11 giugno scorso, poche ore dopo la rapina consumata in danno della gioielleria Trucchi, presso un appartamento sito nel quartiere Ponticelli, all’esito di un rocambolesco inseguimento sui tetti degli stabili del cd. “Lotto 0”, è stata rinvenuta parte della refurtiva asportata dai rapinatori.