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Spaccio di droga in penisola sorrentina: 26 arresti

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Vasta operazione dei carabinieri del comando provinciale di napoli in corso tra area stabiese e penisola sorrentina dopo indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata.

I militari dell’Arma stanno dando esecuzione a 26 misure cautelari emesse dal locale Gip a carico di altrettanti soggetti, tra i quali vi sono esponenti di spicco della criminalità stabiese e spacciatori locali.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione a fini di spaccio e di coltivazione e produzione di stupefacenti ma anche di estorsione, danneggiamento, furto e minacce.

Nel corso dell’indagine sono stati effettuati decine di riscontri e intercettati e sequestrati carichi di cocaina, hashish e marijuana, individuate e distrutte migliaia di piante di cannabis indica coltivate nelle zone impervie del monte Faito, identificati mandanti e autori di spedizioni punitive contro spacciatori concorrenti.

Ricostruite centinaia di cessioni di droga, pagamenti in contanti a produttori e fornitori, aggressioni tra malavitosi per ottenere il controllo del territorio.

Fa tappa al Teatro Acacia “La maledizione dell’acciaio”, il libro da un’idea di Gigi & Ross

Una mattinata di riflessione al Teatro Acacia, organizzata da Rogiosi Editore, che ha coinvolto 800 studenti delle scuole di Napoli e provincia. Al centro del dibattito, Bagnoli e l’Italsider con “La maledizione dell’acciaio”, scritto da Oreste Ciccariello, da un’idea di Gigi & Ross, con prefazione del magistrato Catello Maresca.

Tutti presenti all’incontro con i ragazzi, che hanno assistito anche all’esibizione del collettivo freestyle Mart Groove, protagonista di una straordinaria esibizione sul palco dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent.

I Mart Groove hanno presentato una suggestiva coreografia, durante la quale tutti i ballerini indossano una fascia commemorativa nera sul volto, raccontando la tragica vicenda che ha colpito Bagnoli: dopo la chiusura di una fabbrica siderurgica sono stati gettati nel mare amianto e metalli pesanti causando la morte di molte persone.

Una storia che deve essere raccontata ai più giovani, ai quali viene data la possibilità di imparare che il proprio territorio va salvaguardato e difeso, e che nessun sistema industriale, anche se produttore di ricchezza, può valere la salute e la vita degli uomini.

Un tema che ha sollecitato tanto i ragazzi: sono state moltissime le domande arrivate dalla platea al magistrato Maresca e agli autori del libro.

L’evento rientra nell’ambito di un progetto più ampio con i ragazzi delle scuole medie e superiori di Napoli e provincia volto alla sensibilizzazione degli studenti su alcuni temi, per sviluppare il loro senso di appartenenza al territorio e stimolarli alla riflessione sulla legalità, il rispetto dell’ambiente, i loro diritti e doveri.

Al Teatro Acacia erano presenti gli studenti degli istituti professionali napoletani Mario PaganoIIS Giancarlo Siani, ISIS Enrico De Nicola, Giustino Fortunato, Ippolito Cavalcanti di San Giovanni a Teduccio, Vittorio Veneto di Scampia, del liceo Renato Cartesio di Villaricca e della scuola media Giancarlo Siani sempre di Villaricca.

“La maledizione dell’acciaio” narra la storia di un ragazzo, che potrebbe essere uno tra i tanti che leggeranno il libro, Massimo Mancini, promessa del calcio, innamorato della sua Bagnoli, dove il mare si respira nell’aria.

Ma Bagnoli ha una storia che forse i più giovani non conoscono, o che forse immaginano soltanto quando si trovano nel quartiere e vedono gli ‘scheletri’ dell’Italsider, la fabbrica siderurgica, oggi dismessa, che negli anni ha generato tanto lavoro, ma ha anche avvelenato tante persone, a causa dell’amianto a contatto con il quale lavoravano.

Massimo perde suo padre per una malattia procurata da questo materiale, e allora decide di provare a capire la verità, di studiare fino a riuscire ad entrare nel gruppo operativo che si occupa della bonifica di Bagnoli. Entrando nell’ecomostro d’acciaio, il giovane viene colpito dalla sua ‘maledizione’, e trova le armi giuste per combattere quel mostro.

La Polizia decapita la “Paranza dei Bambini”, 11 arresti nel clan Sibillo

La Polizia di Stato di Napoli coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 11 soggetti, gravemente indiziati dei delitti di associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto illegale di armi, comuni e da guerra, e ricettazione.

Il provvedimento cautelare prende in esame le condotte criminali di soggetti che, già pienamente organici al clan SIBILLO all’epoca della latitanza dei fratelli SIBILLO Emanuele e Pasquale (resisi latitanti dal 9.06.2015), sono poi assurti ad un rango apicale, quali referenti del clan, in seguito all’assassinio di SIBILLO Emanuele  (avvenuto il 2.7.2015) ed in seguito all’arresto di SIBILLO Pasquale (avvenuto il 4.11.2015).

In particolare le indagini degli agenti della Squadra Mobile hanno documentato la violenta contrapposizione sorta tra il clan Sibillo ed il clan Buonerba/Mazzarella per acquisire la supremazia ed il controllo degli affari illeciti sul territorio urbano di Forcella, della Maddalena, di via dei Tribunali e, più in generale, sull’area de I Decumani.

L’ordinanza cautelare in questione cristallizza, in particolare, le dinamiche associative che hanno condotto dapprima alla violenta aggressione del giovane incensurato GALLETTA Luigi[1] e, dopo appena tre giorni, al suo omicidio, avvenuto il 31 luglio 2015, all’interno dell’officina meccanica dove svolgeva l’ attività lavorativa.

Infatti, secondo la ricostruzione del giudice, operata soprattutto attraverso l’esame delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e delle risultanze di natura intercettiva, l’agguato  ai danni del GALLETTA è da collocarsi nel contesto del conflitto in atto tra il clan SIBILLO, nella sua nuova composizione apicale, ed il clan BUONERBA/MAZZARELLA.

Alla luce di tali evidenze probatorie, quindi, è acclarato che ad originare l’efferato delitto, commesso da esponenti del clan SIBILLO, è stato il rifiuto della vittima di fornire elementi utili al rintraccio del cugino, CRISCUOLO Luigi[2], schieratosi con il gruppo antagonista dei BUONERBA/MAZZARELLA.

Inoltre, l’ordinanza cautelare in esame consente di individuare anche i responsabili, appartenenti al clan BUONERBA/MAZZARELLA, dell’esplosione di un micidiale ordigno esplosivo, simile per caratteristiche alla bomba a mano denominata ananas MK2, avvenuta il 4 ottobre 2015 nei pressi dell’abitazione di un esponente di spicco del clan SIBILLO, che provocò il danneggiamento di alcune attività commerciali.

L’esplosione non ebbe ulteriori conseguenze perché le strade del centro cittadino erano deserte, essendo in pieno svolgimento un incontro di calcio del Napoli.

Racket alle pizzerie del centro, arrestati dai carabinieri 4 uomini dei Sibillo

All’alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di 4 soggetti ritenuti uomini del clan camorristico dei “Sibillo” a carico dei quali sono emersi gravi indizi di colpevolezza in merito all’estorsione, aggravata dal metodo mafioso, alla pizzeria “Di Matteo” del centro storico. Gli esercenti del locale di via dei Tribunali, recentemente bersaglio di colpi d’arma da fuoco, da due anni erano costretti a versare settimanalmente il “pizzo” a esponenti del clan “Sibillo”. La richiesta estorsiva, che aumentava in occasione delle principali festività, era funzionale, oltre che ad imporre la supremazia del clan sul territorio, a sostenere i detenuti affiliati al clan e le loro famiglie.

Torna in scena dopo 20 anni “Una tragedia reale” di Patroni Griffi su lady D

Romanziere, drammaturgo, regista teatrale, cinematografico e televisivo, a Patroni Griffi si devono alcune fra le più belle, intriganti e sensuali creazioni poetiche della seconda metà del secolo scorso (da Scende giù per Toledo a Persone naturali e strafottenti, a Metti, una sera a cena).

Nel 1999 Patroni Griffi scrive e mette in scena la sua ultima opera teatrale, una “tragedia reale”, ambientando l’intera azione nella camera da letto della Regina a Buckingham Palace, durante la notte della morte di Lady Diana Spencer, con la corte inglese che si esprime nel suo irresistibile napoletano.

La vicenda del tragico incidente stradale a Parigi della principessa di Galles, subito divenuta leggenda, mito, icona, continua ad aleggiare sulla famiglia reale britannica e resta materia di culto per il cinema e la televisione, tutti ricordiamo The Queen di Stephen Frears, con la pluripremiata Helen Mirren nei panni della regina Elisabetta II.

Mai più rappresentata da allora, la tragicommedia di Patroni Griffi è riproposta oggi, dopo 20 anni, da Francesco Saponaro, con un cast che unisce le vere sorelle Lara e Ingrid Sansone, nipoti della leggendaria Luisa Conte (nei ruoli della Regina e della Principessa sorella), Andrea Renzi (il Principe Carlo e Tony Blair) e Luciano Saltarelli (che, en travesti, sarà Molly, la dama di compagnia della Regina).

“Una tragedia reale, bizzarra e imprevedibile scrittura di Peppino Patroni Griffi – sottolinea il regista Francesco Saponaro – è un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento, che sembra risalire dal repertorio fiabesco del Basile condito da una buona dose di politically incorrect”.

La vicenda si ispira alla tragica fine della principessa Diana e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina che qui si esprime in un napoletano sguaiato e plebeotto. Nel cuore della notte il Palazzo è scosso dalla notizia della terribile disgrazia. Intorno al letto della Regina compaiono Molly, compassionevole dama di compagnia, il principe ereditario, ex marito della defunta, la principessa sorella della regina, ninfomane-alcolizzata e il Primo Ministro che cerca di convincere Sua Maestà a compiacere il popolo afflitto dalla perdita della sua beniamina e concordare il lutto di Stato.

Il Napoli travolge il Salisburgo (3-0), ma Ancelotti non sorride

https://it.uefa.com/uefaeuropaleague/video/highlights/videoid=2594966.html

Il risultato è sicuramente confortante eppure nonostante la vittoria per 3-0 contro il Salisburgo per gli ottavi di finale d’andata di Europa LEague, ma l’allenatore del Napoli non è del tutto convinto della prestazione della squadra. Soltanto il portiere Meret evita in almeno 3 occasioni la rete agli austriaci mentre gli azzurri continuano a sciupare la quantità impressionante di palle gol prodotte. A rete Milik, Fabian Ruiz e uno sfortunato difensore avversario, Onguene.

Pesanti le ammonizioni di Koulibaly e Maksimovich che priveranno la squadra dei due pilastri difensivi al ritorno.

 

Miano, uccide a botte la moglie e poi chiama il 118

A Miano un uomo avrebbe picchiato la moglie e poi avrebbe chiamato il 118 temendo di averla uccisa. La donna di 36 anni infatti non si sarebbe più rialzata dal pavimento.

Sul posto sono giunti i sanitari dell’ambulanza e volanti della Polizia. All’arrivo dei soccorsi la donna era in condizioni disperate ma respirava ancora. I sanitari hanno fatto il possibile ma è deceduta poco dopo.

Napoli, al via il Reddito di Cittadinanza senza file e caos

Tutti pensavano che il primo giorno per presentare le domande per il reddito di cittadinanza sarebbe stato caratterizzato da lunghe code agli Uffici Postali e caos nei Caf.

E invece, partenza a rilento senza turbolenza ma condita da un po’ di disinformazione, spiega Francesca Franco del Caf della Cgil campania di via Torino a Napoli.

Ambulante, lavoratore in nero, senza reddito il profilo di chi si è precipitato agli sportelli competenti per la misura che ha permesso al movimento cinque stelle di andare al governo.

Violentata nell’ascensore della Circumvesuviana, fermati tre giovani tra i 18 e i 20 anni

La Polizia di Stato ha fermato tre giovani, tra i 18 e i 20 anni in relazione agli abusi subiti ieri pomeriggio da una 24enne in un ascensore della locale stazione della Circumvesuviana.

I tre, italiani e residenti nell’area vesuviana, sono stati identificati anche grazie alla descrizione fornita dalla vittima, che nel frattempo è stata dimessa dalla clinica Villa Betania ed è tornata a casa. Ad indagare sulla violenza, gli agenti del commissariato di San Giorgio a Cremano della Polizia di Stato insieme alla squadra mobile.

L’episodio – avvenuto nell’ora di punta – riaccende i riflettori sulla questione sicurezza a bordo di una linea tra le più affollate e problematiche della Campania, dove nel 2013 furono addirittura utilizzate per alcuni giorni scorte armate a bordo dei convogli, dove spadroneggiavano vandali e baby gang. La giovane è stata notata intorno alle 18 mentre piangeva al cellulare raccontando alla madre l’accaduto.

La stazione di San Giorgio a Cremano è già finita più volte sotto i riflettori della cronaca: appena un mese fa sono stati ripristinati i murales di Massimo Troisi e Alighiero Noschese, entrambi nati qui, vandalizzati con vernice spray nell’ottobre scorso. E nel marzo scorso a San Giorgio fu bloccata una baby gang di ben 19 ragazzi, tra i 14 e i 16 anni, che si preparava a salire su un treno armata di coltelli, mazze e tirapugni. Ma è lungo l’elenco degli episodi di teppismo e violenza verificatisi lungo le linee della Circumvesuviana, che collega Napoli con alcune decine di comuni dell’hinterland.

Il ministro Lezzi incontra De Luca per bonifica Bagnoli

 

Edilizia scolastica, assetto fognario e dissesto idreologico.

Sono questi i temi sui quali punta il governatore della Campania Vincenzo De Luca nel raggiungimento degli obiettivi di spesa europei.

Obiettivi che secondo il ministro per il Mezzogiorno Barbara Lezzi, in visita ieri per verificare l’andamento dei fondi Ue in Campania, sono stati perseguiti senza particolari problemi.

Nel corso del tavolo tecnico che si è tenuto nella sede della Regione, il ministro ha anche commentato le critiche che il governatore De Luca ha mosso al commissario per Bagnoli Francesco Floro Flores.

L’unico ostacolo che resta da superare, ha sottolineato, è il sequestro dei suoli.

Il governatore ha infine lanciato una stoccata all’amministrazione de Magistris, puntando il dito contro la gestione dei soldi che arrivano da Bruxelles.

Due i punti critici individuati: linea 6 della metropolitana e via Marina, progetti che sono in netto ritardo rispetto alle previsioni.