giovedì, Maggio 7, 2026
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Napoli, chiarimento con Lukaku a Castel Volturno: ritorno in Belgio per completare la riabilitazione

Lukaku torna e riparte. Il centravanti del Napoli si è recato al centro sportivo di Castel Volturno per chiarire la situazione che era diventata molto tesa. Il rifiuto di tornare e di restare in Belgio per completare la riabilitazione aveva portato a un caso difficile da risolvere. Ma il tutto sembra rientrato, racconta Sky Sport:

È stato un confronto costruttivo e positivo per cercare di appianare le frizioni delle scorse settimane, quando Lukaku non era rientrato dopo l’impegno con la sua Nazionale. L’ipotesi di un’esclusione dalla rosa e di altri provvedimenti disciplinari si allontana. L’attaccante è già di ritorno verso il Belgio dove completerà la riabilitazione“.

L’incontro è avvenuto anche con il ds Giovanni Manna e il tecnico Antonio Conte e il suo agente Pastorello. Un incontro definito costruttivo per risolvere la situazione. Lukaku tornerà in Belgio per completare la riabilitazione.

I Marlene Kuntz tornano a Napoli, sold out alla Casa della musica

I Marlene Kuntz tornano a Napoli, sold out alla Casa della musica

Un concerto intenso, carico di memoria quello andato in scena alla Casa della Musica di Napoli. I Marlene Kuntz sono tornati in città portando in scena il tour celebrativo “Il Vile”. Lo spettacolo è stato costruito attorno al loro album forse più iconico, pubblicato nel 1996 e ancora oggi centrale nel rock alternativo italiano. Sul palco un’atmosfera densa, tra chitarre abrasive e testi profondi. Il pubblico, fatto per lo più di fans e appassionati del rock ha partecipato come ad un rito collettivo, cantando e lasciandosi attraversare dall’energia del live. Il concerto ha alternato momenti di grande potenza sonora a passaggi più intimi e riflessivi. Brani storici hanno riportato indietro nel tempo molti spettatori, legati a quella stagione musicale. Allo stesso tempo, il suono è apparso attuale, capace di dialogare con il presente. La voce di Cristiano Godano ha guidato lo spettacolo con intensità e controllo. L’esecuzione è stata fedele allo spirito originale, ma arricchita da nuove sfumature. L’evento ha confermato la forza espressiva della band anche a distanza di trent’anni. Non è stato solo un concerto, ma una celebrazione condivisa di un disco generazionale. Un viaggio tra rabbia, poesia e introspezione. Napoli ha risposto con calore, rendendo la serata vibrante e partecipata.

Papa Leone XIV a Napoli l’8 maggio, attesi oltre 30 mila fedeli

Papa Leone XIV a Napoli l’8 maggio, attesi oltre 30 mila fedeli

Arriverà in elicottero da Pompei alla rotonda Diaz, poi la visita in Cattedrale per l’incontro con il clero e infine raggiungerà piazza del Plebiscito: ad un anno dalla sua elezione a Pontefice, Leone XIV sarà a Napoli l’8 maggio per una visita pastorale che richiamerà migliaia di fedeli in città. Attese oltre 30 mila persone. L’itinerario è stato presentato oggi in conferenza stampa al palazzo arcivescovile dal cardinale, don Mimmo Battaglia. (Intervista in video allegato).

Ad accogliere il Santo Padre oltre al vescovo metropolita ci saranno anche il sindaco Gaetano Manfredi, il presidente della regione Campania, Roberto Fico e il prefetto Michele di Bari. (Interviste in video allegato).

Per partecipare all’appuntamento in piazza del Plebiscito i varchi saranno aperti dalle 10 alle 14.30 e l’accesso sarà consentito solo con pass. La Curia invita inoltre a non portare borse o zaini per velocizzare i controlli.

Crisi in Medio Oriente e ripercussioni sul Sud, appuntamento al Circolo dell’Unione

Crisi in Medio Oriente e ripercussioni sul Sud, appuntamento al Circolo dell’Unione

È uno sguardo a 360 gradi sul mondo che cambia, la conversazione di Vincenzo di Vincenzo, direttore del quotidiano “Il Mattino”,  su “La situazione geopolitica e militare in Medio Oriente. Ripercussioni sull’economia italiana, in particolare nel Mezzogiorno”. Un tema di urgente attualità che il Circolo Nazionale dell’Unione propone alla riflessione dei soci e dei loro ospiti. Appuntamento martedì 21 aprile alle 19,15 nella  sede del Circolo, in via San Carlo 99.

«Siamo onorati di ospitare Vincenzo Di Vincenzo che da quattro mesi è il direttore del quotidiano cittadino – dichiara il presidente Giuliano Buccino Grimaldi – Il nostro Circolo, che ha una tradizione di ospitalità nei confronti dei direttori della storica testata napoletana, ha così l’occasione di ricevere notizie di prima mano sulla situazione internazionale e sulle sue ripercussioni in ambito locale».

«L’organizzazione di questa serata – sostiene  Emanuele de Montemayor, consigliere delegato agli eventi culturali – nasce proprio dal bisogno di consolidare la missione culturale del Circolo offrendo ai soci e a tutti i napoletani la possibilità di incontrare il neodirettore del Mattino e di confrontarsi con lui sui temi geopolitici più scottanti».

 

Protesta contro caro carburante, morto camionista investito da auto

Luigi Nappo, residente a Marano di Napoli, 55 anni, è il camionista investito e ucciso da un’auto mentre stava partecipando a una protesta per il caro carburante. Il fatto è avvenuto poco dopo la mezzanotte nel tratto casertano dell’A1.  Una protesta improvvisa  quella realizzata dai camionisti che si erano radunati in circa 200 allo svincolo di Caserta Sud. Ad organizzare le proteste l’associazione datoriale di Trasporto Unito. Sull’A1 la protesta è iniziata verso la mezzanotte, quando i primi camion hanno iniziato ad incolonnarsi lungo le due corsie verso il margine destro della carreggiata autostradale, ovvero la corsia centrale e quella di destra, lasciando invece libera la prima corsia solitamente usata per i sorpassi. Il 55enne è arrivato con il proprio camion e si è fermato, scendendo dal mezzo probabilmente anche per aiutare i colleghi a far rallentare i mezzi pesanti che via via stavano arrivando. A investirlo è stata una Mini Cooper, il cui conducente, un 23enne incensurato residente a Caserta, si è fermato. Nappo è morto sul colpo.

Cnpr forum, famiglie e imprese sotto pressione per i costi energetici

Cnpr forum, famiglie e imprese sotto pressione per i costi energetici

Pella (FI): “Occorre diversificare le fonti”

Simiani (PD): “Lavorare su extraprofitti”

Barabotti (Lega): “In bilancio 10 mld in più in tre anni”

Pavanelli (M5s): “Basta con gli ‘stop and go’ del governo”

“Intervenire sull’emergenza non rappresenta mai una soluzione definitiva, ma solo una risposta temporanea. È necessario adottare una visione di lungo periodo, come insegnava Alcide De Gasperi, orientata alle esigenze delle future generazioni e capace di superare la contingenza. Dobbiamo essere consapevoli che il costo dell’energia è destinato a crescere nel tempo e, per questo, è indispensabile rafforzare una strategia condivisa a livello internazionale, coinvolgendo non solo i Paesi del Mediterraneo, ma anche il Nord Europa e le realtà del Golfo.

Occorre diversificare le fonti e individuare soluzioni alternative ai modelli tradizionali, investendo su innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica. In questa direzione, il Governo sta operando con attenzione, anche in un quadro di collaborazione con l’Unione europea. Ridurre il costo dell’energia è fondamentale per sostenere famiglie e imprese, oggi fortemente penalizzate. In questo contesto, anche il nucleare può rappresentare una possibile leva per rafforzare la competitività del sistema produttivo e garantire stabilità nel lungo periodo”.

Lo ha dichiarato Roberto Pella, deputato di Forza Italia in Commissione Bilancio della Camera, nel corso del Cnpr forum “Instabilità e caro energia: priorità imprese e famiglie per tutelare la crescita”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Lavorare in sinergia con l’UE è prioritario per Marco Simiani, parlamentare del Partito Democratico in Commissione Ambiente a Montecitorio: “Per affrontare l’attuale fase di instabilità è necessario agire su due livelli: quello strategico di lungo periodo e quello immediato. Sul piano strutturale, occorre definire una visione chiara e stabile del rapporto con l’Europa: non possiamo restare in una posizione intermedia né immaginare un ritorno alle fonti fossili. La vera indipendenza energetica nasce dalla pianificazione condivisa, con l’obiettivo di costruire una sovranità energetica sempre più europea e integrata. Nel breve periodo, è fondamentale rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri per attivare misure concrete, come incentivi fiscali e strumenti a sostegno dell’efficientamento energetico e della diffusione delle fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, è opportuno affrontare il tema degli extraprofitti, valutando, anche nel confronto con l’Europa, la possibilità di destinare tali risorse a investimenti strategici per la transizione energetica. Un approccio integrato tra visione europea e interventi nazionali può contribuire a ridurre i costi per famiglie e imprese, garantendo stabilità e sostenibilità al sistema economico”.

Secondo Andrea Barabotti, esponente della Lega in Commissione Attività produttive della Camera: “L’attuale instabilità impone di adottare strategie diversificate per garantire al Paese un approvvigionamento energetico a costi sostenibili. È necessario intervenire nell’immediato per fronteggiare le emergenze, come nel caso delle tensioni legate allo stretto di Hormuz.

Allo stesso tempo, è fondamentale agire sui fattori strutturali che incidono sul prezzo dell’energia, a partire dal differenziale tra il mercato italiano ed europeo del gas e dal funzionamento del sistema ETS, affinché non contribuisca alla formazione dei prezzi.

In questa prospettiva con il recente decreto bollette abbiamo messo in campo sia interventi di tipo strutturale che norme di carattere più emergenziale che sono intervenute con un approccio redistributivo della ricchezza a vantaggio di famiglie più fragili e delle imprese più esposte.

È necessario procedere con l’approvazione del ddl sul nucleare e con il rafforzamento delle infrastrutture strategiche, riducendo la dipendenza esterna e aumentando l’autonomia energetica nazionale, così da garantire stabilità nel lungo periodo e maggiore competitività al sistema produttivo”.

Critica la deputata pentastellata Emma Pavanelli: “In materia di politica energetica è necessario continuare a puntare con decisione sulle fonti rinnovabili, superando le criticità normative che negli ultimi anni hanno rallentato gli investimenti e generato incertezza tra le imprese. Occorre inoltre individuare risorse adeguate a rispondere alle esigenze reali del sistema produttivo. Oggi, più che sulle rinnovabili in sé, la sfida si concentra sulle tecnologie di accumulo, in particolare sulle batterie, che rappresentano un elemento strategico per garantire stabilità ed efficienza.

È fondamentale sostenere concretamente le imprese, anche attraverso strumenti come Transizione 5.0, atteso da tempo e capace di dare impulso alla crescita se reso realmente efficace. Tuttavia, l’attuale andamento a intermittenza delle politiche industriali rischia di penalizzare il tessuto produttivo.

Serve quindi un’azione coordinata: da un lato lo sviluppo delle rinnovabili, dall’altro misure di supporto alle imprese. In questo contesto, anche il sistema bancario è chiamato a fare la propria parte, offrendo un sostegno alle Pmi, motore dell’economia nazionale”.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “In uno scenario internazionale instabile, caratterizzato da costi energetici elevati e margini sempre più ridotti, è necessario adottare strategie efficaci per sostenere il sistema produttivo, intervenendo sia sull’emergenza sia sul rafforzamento degli strumenti per la crescita e la competitività nel medio periodo.

Si tratta di una responsabilità condivisa che coinvolge istituzioni, sistema bancario e operatori di mercato. Sostenere le imprese è fondamentale per preservarne la competitività e favorire lo sviluppo economico, mentre il supporto alle famiglie è essenziale per contrastare il calo demografico, ridurre le disuguaglianze e sostenere la domanda interna”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Questa rappresenta la sfida centrale della politica economica contemporanea. Non si tratta di scegliere tra due opzioni, ma di gestire un equilibrio tra interventi immediati e strategie di medio periodo. Da un lato è necessario contenere gli effetti della crescita dei costi energetici, dall’altro bisogna preservare la capacità delle imprese di competere in un contesto sempre più orientato alla transizione digitale e alla decarbonizzazione. Limitarsi a interventi emergenziali può attenuare le difficoltà, ma non risolve il problema strutturale; allo stesso tempo, puntare esclusivamente sugli investimenti di lungo periodo rischia di sostenere realtà che potrebbero non superare la fase attuale. Per questo è fondamentale adottare un approccio integrato e condizionato, capace di trasformare il sostegno immediato in un volano per la crescita, incentivando al tempo stesso efficienza, innovazione e sostenibilità”.

 Cosmetica, Napoli tiene a battesimo la nuova linea skincare di Giorgia Palmas: “I miei consigli alle donne in vista dell’estate”

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 Cosmetica, Napoli tiene a battesimo la nuova linea skincare di Giorgia Palmas: “I miei consigli alle donne in vista dell’estate”

Al Magnolia la presentazione di “Jolie Soin”, brand ispirato alla Sardegna e ai principi della longevity skincare, sviluppato con Arval

NAPOLI. È stata Napoli a tenere a battesimo Jolie Soin by Giorgia Palmas, la nuova linea skincare sviluppata con Arval Cosmetici e presentata presso il giardino coperto del Magnolia. L’evento ha segnato il debutto pubblico di un progetto che intreccia radici mediterranee, ricerca formulativa e una visione contemporanea della cura della pelle.

Nel corso della serata, Giorgia Palmas ha raccontato l’origine del brand, nato da un richiamo diretto alla sua terra. “Parte di questo progetto prende ispirazione proprio dalle mie origini, visto che due dei principi fondamentali che abbiamo utilizzato, come mirto e lentisco iperfermentati, sono caratteristici della mia terra – ha affermato -. Jolie Soin vuole essere una linea totalmente made in Italy, nata nel cuore del Mediterraneo, e Napoli è il luogo migliore per tenere a battesimo questo progetto”.

Uno dei passaggi centrali dell’evento ha riguardato i consigli dedicati alle donne in vista dell’estate e dell’esposizione al sole. Palmas ha richiamato l’attenzione sull’importanza di preparare la pelle nella maniera corretta, puntando su una buona detersione e su una cura quotidiana costante: “Il consiglio che mi sento di dare alle donne è di preparare la pelle nel modo giusto e detergerla al meglio. E anche di fare attenzione al sole che è bello, ci piace tanto, però va “dosato” con cautela”.

Jolie Soin si inserisce nel filone della longevity skincare ed è il risultato di un percorso sviluppato in tutte le sue fasi insieme ad Arval, dalla selezione degli attivi alla formulazione, fino ai test e all’industrializzazione: “Per me è una nuova avventura anche a livello personale. Ci lavoriamo da quasi due anni: è stato un lavoro lungo, ma volevamo qualcosa che mantenesse davvero le promesse fatte a chi lo acquista”.

Jolie Soin è distribuito in esclusiva da Idea Bellezza. La presentazione napoletana ha avuto anche un valore simbolico personale. Palmas ha infatti richiamato il legame che la unisce alla città, sottolineando come Napoli rappresenti per lei un luogo familiare e speciale. “Ho un legame molto forte con Napoli: ogni volta che ho l’occasione di tornare penso che sia una città che ha davvero tutto per essere meravigliosa”.

Minaccia di morte la moglie con una bottiglia di vetro, poi le percosse. Scatta il Codice Rosso

Aggredisce la moglie con una bottiglia di vetro e la minaccia di morte. I carabinieri lo arrestano in flagranza differita. A finire in manette, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, è un 62enne residente a Pastorano in provincia di Caserta.

L’intervento dei carabinieri parte a seguito di una denuncia. La coniuge dell’uomo la presenta in mattinata di ieri presso il comando locale dell’Arma. La donna riferisce ai militari quanto accaduto nella giornata precedente. Secondo le sue dichiarazioni, il marito l’avrebbe aggredita al culmine di una lite. Prima l’avrebbe insultata con espressioni offensive. Poi sarebbe passato alle percosse. Infine l’avrebbe minacciata di morte utilizzando una bottiglia di vetro.

I militari intervengono subito dopo la segnalazione. Effettuano gli accertamenti del caso, valutano la gravità del caso. Procedono quindi al ritiro cautelare delle armi legalmente detenute dall’indagato. Si tratta di due armi regolarmente denunciate: una pistola semiautomatica e un fucile da caccia.

Al termine delle formalità di rito, i carabinieri trasferiscono l’uomo presso il carcere di Poggioreale su disposizione dell’autorità giudiziaria, da loro precedentemente informata. I militari hanno operato nell’ambito delle procedure previste dal cosiddetto “Codice Rosso”, la normativa che tutela le vittime di violenza domestica e di genere.

Rapina Credit Agricole, lo speleologo Minin: “Colpo preparato da settimane”

Rapina Credit Agricole, lo speleologo Minin: “Colpo preparato da settimane”

Napoletani, professionisti ed esperti del sottosuolo: si va delineando l’identikit dei componenti della banda del buco (almeno cinque quelli che hanno partecipato alla fase finale del colpo) che giovedì scorso ha ripulito le cassette di sicurezza della filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli. Grazie ai video interni della banca, che mostrano l’ingresso di tre rapinatori con maschera e cappello in testa e le ricostruzioni di esperti del sottosuolo come Gianluca Minin si sa molto di più sul fronte delle indagini: Intervista nel video allegato.

Un piano di cui continua ad emergere l’accuratezza, anche nei dettagli: come l’aver sigillato i tombini vicini alla filiale in modo da rallentare un eventuale accesso delle forze dell’ordine e usato un’auto risultata rubata due anni fa a Caserta. Chi indaga sta anche passando al setaccio i nomi degli ‘esperti’ già noti alle cronache giudiziarie, campani e non. Si attendono, inoltre, gli esiti dei rilievi sul mini-generatore e sugli attrezzi da scasso recuperati nel sottosuolo. E tiene banco ai fini delle indagini il nodo della diversa protezione delle cassette di sicurezza che ha reso più facile il colpo. Oltre mille quelle custodite nel caveau. Sarebbero circa 120 alla fine – secondo indiscrezioni che non trovano conferme ufficiali – le cassette scardinate dai banditi. Di queste una quarantina quelle i cui titolari hanno denunciato la razzia del contenuto. oggi intanto riapre la filiale

De Laurentiis su Malagò: “L’ho chiamato e gli ho detto di prendere in mano la situazione del calcio italiano. Abete non è adatto”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato ai giornalisti presenti all’Assemblea di Lega. E si è soffermato sulla situazione del calcio italiano, in particolare ciò che servirebbe alla FIGC per risorgere:

“Stavo partendo per Los Angeles, ho chiamato Malagò e gli ho detto che doveva prendere in mano la situazione del calcio italiano. Gli ho detto ‘Sei un imprenditore, sei stato al Coni, hai cercato il circolo più importante d’Europa, nessuno meglio te che sei anche un grande sportivo. Unico difetto è che sei innamorato della Roma, sopporteremo anche questo’. La verità è che siamo stanchi di persone che interpretano ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio, questo non va bene.

Nella vita la cosa più importante è lavorare, ma per farlo bene bisogna sapere. Nessuno meglio di lui, Malagò, può aggiustare una cosa che non funziona. Si dice di una battaglia con Abete, lui è un bravissimo signore ma non è una persona adatta a fare questo lavoro, magari lui si risentirà di queste mie affermazioni. Ma siamo abituati a dire il nostro pensiero, anche se in Italia non siamo abituati e di questo me ne vergogno a volte quando sono all’estero. Avremo questo incontro con Malagò e vedremo come fare, il calcio va rifondato. Sono arrivato dal cinema, ma dal 2004 ho sempre rotto le scatole a tutti, ho detto che era tutto vecchio, ma nessuno ascolta perché sono attaccati col culo alla poltrona”. 

Menomale che siete amici lei e Malagò, così non le chiede Conte come Ct…

“Ho già espresso il mio pensiero da Los Angeles su questo…” ha concluso De Laurentiis.