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Napoli, il messaggio di De Laurentiis è forte: Conte non gradisce

L’edizione di oggi del Corriere della Sera ha fatto il punto della situazione tra Aurelio De Laurentiis e Antonio Conte dopo l’intervista rilasciata ieri dal presidente del Napoli. C’è un appuntamento fissato per quando finirà la stagione, in cui le parti faranno un punto della situazione e decideranno se continuare insieme. Ma dopo una stagione di silenzio, De Laurentiis è tornato a essere vulcanico:

“De Laurentiis è chiarissimo, Conte resta spiazzato, s’irrigidisce. Il messaggio è forte. L’allenatore del Napoli legge e rilegge, intuisce che il ‘patto’ del silenzio è stato violato. Ed è una mossa che non gradisce“.

Una sorta di chiamata allo scoperto da parte del presidente del club azzurro. Succede anche perché ad aver fatto la prima mossa è stato Conte sulla Nazionale italiana: “Se fossi un presidente federale mi prenderei in considerazione“. Frasi poi chiarite: “Nessuno mi ha chiamato, né mi sono proposto“. Sta di fatto che il ruolo da ct lo lusingherebbe.

Maltrattamenti in famiglia: 37enne arrestato e posto ai domiciliari

Arrestato un uomo per una condanna definitiva per reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni personali. I fatti sono stati commessi nei confronti della ex moglie tra il 2023 e il 2025 nel territorio di San Marco Evangelista. L’uomo dovrà espiare una pena complessiva di 2 anni e 8 mesi di reclusione.

L’arresto è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri a San Nicola la Strada. I carabinieri hanno dato esecuzione a un provvedimento dell’autorità giudiziaria, arrestando l’uomo destinatario dell’ordinanza di detenzione domiciliare.

Si tratta di un 37enne, residente a San Marco Evangelista e già noto alle forze dell’ordine, nei cui confronti l’ufficio di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere aveva emesso un ordine di esecuzione pena.

I militari hanno rintracciato il 37enne e, al termine delle formalità di rito, lo hanno sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione, come disposto dall’autorità giudiziaria mandante.

Maxi sequestro a imprenditori vicini ai “casalesi”

Sequestrati oltre 2 milioni di euro, 4 società, 5 immobili, 2 auto e 24 rapporti finanziari. Tutto riconducibile a due uomini vicini al clan dei Casalesi. I provvedimenti nascono da tre proposte di misura di prevenzione – patrimoniali e personali – presentate dalla procura di Napoli e dal direttore della DIA. I destinatari sono soggetti di elevato spessore criminale che hanno storicamente garantito un contributo stabile e rilevante al clan dei Casalesi, nelle sue diverse articolazioni.

Un primo provvedimento colpisce un importante affilato del clan, un imprenditore edile. Lavorava soprattutto su appalti privati e pubblici. Di fatto, un monopolista nel settore dei marmi, dei porfidi e dei materiali per la cantieristica stradale. L’uomo è risultato legato alla famiglia Schiavone. Gestiva aziende. Ma si occupava anche di riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti: cambiava assegni, intestava beni a prestanome. Il suo legame storico con i Casalesi era già emerso con la condanna definitiva nel processo “Spartacus”. Poi c’era stato un nuovo coinvolgimento nel 2022.

Le indagini della DIA di Napoli (coordinate dalla DDA di Napoli) e i successivi sviluppi patrimoniali ne hanno messo in luce il doppio volto. Da un lato, gestiva floride attività commerciali tramite altre imprese, con il sistema delle cosiddette “scatole cinesi”. Dall’altro, si occupava del reimpiego dei capitali illeciti del clan attraverso gli appalti pubblici.

Con lui, un complice: uno stretto congiunto, anch’egli colpito oggi da misura di prevenzione con sequestro dei beni. Il parente forniva ausilio nella gestione di aziende edili. Alcune riconducibili a lui, altre a terzi.

Contemporaneamente è stata eseguita un’altra ordinanza, destinatario un altro storico affiliato al clan dei Casalesi, anch’egli con condanne definitive. Aveva compiti strategici: estorsioni e reinvestimento di proventi illeciti. Eseguiva ordini dai congiunti dei detenuti. Era anche il tramite con il mondo politico. All’epoca dei fatti a lui contestati, era considerato uno dei più attivi collaboratori di un politico di grosso spessore negli affari pubblici locali. Quel politico era già stato assessore a Casal di Principe. Spesso risultava il candidato più votato alle amministrative. Fungeva da collante tra il candidato e il clan.
Le indagini patrimoniali hanno infine ricostruito e riportato nel provvedimento di sequestro disponibilità patrimoniali e finanziarie sproporzionate: sia dei proposti, sia dei titolari formali delle attività imprenditoriali.

Maxi operazione contro il clan Contini: 13 arresti

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare contro 13 indagati, tutti riconducibili al clan “Contini” a Napoli e tutti italiani. Il tribunale ha disposto 6 arresti in carcere e 7 ai domiciliari.

Il clan “Contini” opera nell’area est di Napoli; ma subisce l’influenza e il controllo del cartello camorristico “dell’Alleanza di Secondigliano”. Gli indagati risultano gravemente indiziati, a vario titolo, del reato di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti.

L’inchiesta parte tra il 2022 e il 2023. I carabinieri hanno condotto le indagini sotto la direzione della DDA. Tutto è nato da una perquisizione eseguita contro uno storico affiliato del clan “Contini”. I militari acquisirono numerosi manoscritti. Quei fogli contenevano indicazioni su attività criminali del clan. In particolare, riferimenti al traffico di droga.

Le indagini, condotte con attività tecniche e dinamiche, hanno permesso di:  risalire la “piramide dello spaccio”; di individuare un contesto più ampio e strutturato di soggetti dediti al traffico illecito di cocaina e marijuana nell’area est di Napoli e di documentare il progredire del fenomeno.

A livelli apicali dalle indagini sono emersi personaggi attigui al clan “Contini”. Ognuno con un incarico ben delineato: chi come “promotore” dell’associazione, chi come “procacciatore” e “corriere” di stupefacenti, chi come destinatario della sostanza per lo smercio al dettaglio. Le figure femminili si dedicavano invece all’occultamento e alla detenzione delle sostanze.

Nel corso delle indagini sono state individuate due piazze di spaccio autonome; ma entrambe riconducibili al medesimo gruppo criminale. Una piazza gestiva il traffico di cocaina. L’altra quello di marijuana. E’ stato inoltre individuato chi consegnava “porta a porta” in motorino.

Le piazze operavano nei quartieri di Napoli “San Carlo all’Arena”, “Vasto”, “Arenaccia”, “Poggioreale”, “Mercato” e “Rione Amicizia”.

La gestione era “dinamica”, ossia consegna “porta a porta” della droga su richiesta dell’acquirente. Gli spacciatori usavano utenze dedicate e diversi pusher per il servizio “delivery”. I pusher effettuavano le consegne rapidamente in motorino durante tutto l’arco della giornata. Si alternavano in veri e propri turni di lavoro e percepivano uno stipendio giornaliero.

Parma-Napoli, Open VAR chiarisce su Buongiorno: “Mai punibile!”

Open VAR ritorna chiarendo le interpretazioni arbitrali sugli episodi della 32^ giornata di Serie A. Durante Parma-Napoli, ci sono state proteste da parte del Parma per un presunto fallo di mano di Alessandro Buongiorno, che ha colpito il pallone con il braccio dopo un rinvio di Spinazzola.

Di seguito, il dialogo tra l’arbitro e il VAR.

Arbitro Di Bello: “L’ha toccata il compagno”.

Assistente: “Niente, niente!”.

Arbitro Di Bello: “Gliel’ha calciata il compagno, gliel’ha calciata assolutamente il compagno”.

La sala VAR intanto analizza tutte le immagini a disposizione: “Check completati, ragazzi è come avete visto voi. Glielo calcia Spinazzola su Buongiorno”.

Arbitro Di Bello: “Esatto, esatto”.

L’arbitro Di Bello spiega poi la decisione a Delprato: “Gliela calcia il compagno e lui è già così, non fa movimento. Mai punibile, mai punibile!”.

A parlare nel corso della trasmissione in onda su DAZN è stato Dino Tommasi, componente della CAN, che ha spiegato a livello tecnico la situazione: “C’è un’interpretazione di casistica a livello internazionale che viene recepita da tutte le Federazioni. Di Bello oltre ad essere un gran bravo arbitro è anche un ottimo varista, la vede e la valuta perfettamente in campo. La decisione è corretta e la spiega perfettamente. Viene avallata da Abisso che è un altro ottimo VAR, in pochissimi secondi gli viene risolta una situazione tecnica di facile lettura a livello arbitrale. Se fosse stato un giocatore del Parma a calciare il pallone il braccio sarebbe stato in posizione punibile. Sarebbe stato sicuramente calcio di rigore, ma in questo caso Buongiorno allarga le braccia solamente per impedire a Mikolajewski di arrivare sul pallone e Spinazzola prova il passaggio al portiere e accidentalmente e in maniera inaspettata il pallone sbatte sul braccio di Buongiorno”.

Guasti alla Tav, ritardi treni su Napoli Roma fino a 3 ore

Guasti alla Tav, ritardi treni su Napoli Roma fino a 3 ore

Ritardi fino a tre ore, cancellazioni e percorsi alternativi: mattinata difficile per il trasporto ferroviario a Napoli a causa di un guasto tecnico che ha colpito la linea alta velocità verso Roma. Il malfunzionamento si è verificato intorno alle 6 e ha riguardato i sistemi di comunicazione della rete, con effetti sulla gestione della circolazione nel nodo partenopeo. Alcuni convogli sono stati deviati su itinerari alternativi, ma i disagi si sono estesi lungo tutta la tratta tra Napoli e Roma. Nella stazione di piazza Garibaldi si sono formate file agli sportelli di assistenza e alle biglietterie, mentre molti viaggiatori sono rimasti in attesa di notizie sulle partenze. (Interviste in video allegato). 

Solo nel corso della mattinata la circolazione ha cominciato gradualmente a migliorare, anche se i disagi si sono protratti per diverse ore.

FOTO – Napoli, vicino il recupero di Rrahmani: lavoro in palestra per rientrare con la Lazio

Rrahmani lavora al rientro. Il difensore kosovaro è out dal 15 febbraio scorso per una lesione muscolare subita contro la Roma. Ma il Napoli potrebbe riaverlo a disposizione per la sfida di sabato 18 aprile contro la Lazio. Il rientro tra i convocati sarebbe importantissimo per Conte in vista del rush finale visto c’è un secondo posto da archiviare. Al centro sportivo di Castel Volturno, Rrahmani ha lavorato in palestra e postato qualche scatto su Instagram.

 

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Fabio Ascione, nuova vittima innocente della camorra: 23enne in carcere per omicidio

Mostra la pistola agli amici come un trofeo, poi inizia l’inseguimento. Pochi minuti dopo, una sparatoria a Ponticelli. Poi, pare, un proiettile vagante uccide Fabio Ascione, un ragazzo che tornava a casa, completamente estraneo alla vicenda.
Ne dà notizia oggi il quotidiano “Il Mattino” che anticipa la notizia dell’arresto. In carcere finisce un giovane di 23 anni, Francesco Pio Autiero, nipote di un boss dei De Micco. La accusa è omicidio.

Secondo le prime ricostruzioni, il 23enne arrestato quella tragica notte del 7 aprile scorso mostra poco prima dello sparo mortale una pistola agli amici. La nasconde sotto la cintura dei pantaloni. Un’esibizione di forza. Poi sale su uno scooter. Insegue un suv Volkswagen Tiguan. A bordo dell’auto viaggiano soggetti riconducibili a un clan attivo nell’area di Volla, legato ai Rea-Veneruso. Ne nasce un conflitto a fuoco. Dura alcuni minuti. I colpi esplodono tra le strade sonnolente del quartiere. Il panico si diffonde tra i residenti ancora in giro.

Dopo la sparatoria, il 23enne si rifugia sotto l’androne di un palazzo con alcuni amici. In quel momento, il destino della vittima incrocia quello dell’indagato. Fabio Ascione sta tornando a casa dopo il lavoro. Ha appena fatto una sosta al bar. Ignora tutto tutto quello che è accaduto fino a quel momento, è completamente estraneo alla vicenda.

Secondo gli inquirenti, il colpo che lo uccide parte accidentalmente e una resa dei conti tra gruppi criminali si trasforma in tragedia.
Subito dopo le forze dell’ordine raccolgono testimonianze ed elementi utili. Le indagini portano all’arresto del giovane e il fermo di un minore di 17 anni. L’accusa resta omicidio.

Proseguono gli accertamenti su eventuali responsabilità di altre persone. Gli inquirenti stanno approfondendo anche i rapporti tra il 23enne e gli ambienti criminali locali. Vogliono comprendere il contesto dell’episodio.

Intanto oggi si svolgono i funerali della vittima; un nuovo innocente ucciso della camorra. La cerimonia funebre si terrà nella chiesa di San Pietro e Paolo e ad officiare sarà il cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia.

Botta e risposta tra De Laurentiis e l’Assoagenti: “Accuse infamanti, se sa qualcosa denunci”

Duro attacco di De Laurentiis ai procuratori di calcio. Il presidente del Napoli nel corso di un’intervista alla CBS ha detto: “In Nazionale si convocano i giocatori prendendo sottobanco soldi dagli agenti”.

Il comunicato dell’AIACS in risposta alle parole di De Laurentiis

Non si è fatta attendere la replica da parte dell’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società (AIACS), che ha diffuso un comunicato durissimo nei confronti del presidente De Laurentiis:

“Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, e riportate dalla stampa – si legge nel comunicato stampa diramato dall’AIACS in mattinata -, pur essendo dirette in prima battuta contro la categoria degli agenti sportivi, producono un effetto lesivo diretto e di eccezionale gravità anche nei confronti dei vertici istituzionali e tecnici della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) e, in particolare, delle figure preposte alla gestione delle Squadre Nazionali. L’affermazione secondo cui vi sarebbero soggetti che «ricevono soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale» e che ciò «sta accadendo in Italia» costituisce un attacco diretto alla governance della F.I.G.C. e alle sue massime espressioni, sportive ed istituzionali ma anche ai responsabili tecnici, il Commissario Tecnico e lo staff unici deputati alle convocazioni dei calciatori.

La dichiarazione insinua l’esistenza di un sistema corruttivo radicato all’interno delle strutture federali che gestiscono le Nazionali. Tale accusa lede la reputazione dei dirigenti federali sotto un duplice profilo di complicità o connivenza nonché di incompetenza ed omesso controllo. Lanciare un’accusa così infamante senza fornire elementi probatori equivale a gettare un’ombra di sospetto che non colpisce solo gli agenti, ma anche e soprattutto coloro che, secondo De Laurentiis, sarebbero i destinatari del denaro, ovvero figure interne alla Federazione. Questo delegittima l’intera istituzione agli occhi dell’opinione pubblica, degli sponsor e delle altre componenti del mondo sportivo. L’AIACS desidera sottolineare come tali esternazioni risultino ancora più gravi e inopportune se contestualizzate nel presente momento storico, caratterizzato da note criticità e difficoltà per l’intero movimento calcistico italiano. In una fase in cui tutte le componenti del sistema dovrebbero collaborare per individuare soluzioni costruttive e rilanciare il settore, accuse generiche e distruttive non fanno altro che aggravare il clima di sfiducia e di tensione, minando ulteriormente la credibilità del calcio italiano nel suo complesso e allontanando ogni possibilità di risanamento. Se il Presidente De Laurentiis è a conoscenza di fatti penalmente o sportivamente rilevanti, ha il dovere morale e giuridico di denunciarli immediatamente alle autorità competenti, presentando nomi e prove.

In caso contrario, le sue parole si qualificano come mere insinuazioni diffamatorie, finalizzate unicamente a delegittimare una componente fondamentale del sistema calcio, forse per mascherare altre problematiche o per perseguire personali battaglie contro le istituzioni sportive. L’AIACS, in qualità di Associazione professionale, non può accettare che l’intera categoria diventi il capro espiatorio di un malcontento generico. La professionalità di centinaia di agenti non può essere macchiata da accuse vaghe e sensazionalistiche.

Pertanto, a tutela della reputazione e della dignità di tutti i propri associati e dell’intera categoria, l’AIACS ha già provveduto a sottoporre la questione all’attenzione della Procura Federale della F.I.G.C. e si riserva di adire le vie legali presso la giustizia ordinaria, affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e siano accertate le eventuali responsabilità per le dichiarazioni diffamatorie. L’AIACS ribadisce il proprio impegno costante per la legalità e la trasparenza nel mondo del calcio e continuerà a vigilare e ad agire in tutte le sedi opportune per difendere l’integrità e la professionalità dei propri iscritti da attacchi ingiustificati e dannosi”.

 

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De Laurentiis sui calciatori: “I tifosi credono che onorano la maglia, ma pensano solo ai soldi. Hamsik è diverso”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato nel corso di un’intervista realizzata a The Athletic. E si è soffermato sui tifosi e su come percepiscono i calciatori, che secondo il presidente del club azzurro pensano soltanto ai soldi. E poi, l’elogio a Marek Hamsik, che nel corso della carriera ha rifiutato le offerte di tanti top club per vestire la maglia del Napoli:

“I tifosi vogliono vincere e pensano che i calciatori onoreranno la loro maglia per sempre. Ma non è vero! Onorano solo i soldi. Ci sono solo pochi casi (di lealtà). Ho avuto un ragazzo fantastico, Marek Hamsik, che è stato il capitano della nostra squadra. È rimasto con noi per sempre. Ma quello è solo un caso”.