C’è un filo rosso che lega le grandi trasformazioni della medicina di oggi: passa dai bambini. È qui, infatti, che si leggono in anticipo gli effetti dei cambiamenti ambientali, delle innovazioni tecnologiche e delle nuove strategie di prevenzione. È da questa consapevolezza che è stato inaugurato, nella Sala Galatea della Stazione Marittima di Napoli, il Congresso Nazionale della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), che mette al centro una domanda chiave: come cambierà la salute dei bambini nei prossimi anni?
Ad aprire il confronto è stata la presenza dell’Onorevole Giorgio Mulè, promotore della Legge 130/2023 sullo screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia che vede l’Italia essere paese apripista nella prevenzione. Un test semplice, basato su una goccia di sangue, che consente di individuare precocemente i bambini a rischio, anche anni prima dei sintomi. I primi risultati del progetto pilota D1CeScreen, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute, la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) e la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) nella figura dei Presidenti Valentino Cherubini e Antonio d’Avino, parlano chiaro: positività allo screening pari allo 0,97% per il diabete di tipo 1 e al 2,8% per la celiachia, su oltre 5.000 bambini coinvolti. Per le famiglie significa una cosa molto concreta: evitare esordi improvvisi e pericolosi e avviare un monitoraggio precoce e sicuro.
MULE’: “EVENTI TRAGICI IMPONGONO
SALTO DI QUALITA’ DELLA PREVENZIONE”
“L’attenzione verso il diabete di tipo 1 e la celiachia nasce dall’ascolto delle famiglie e della comunità scientifica – Afferma l’On. Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera di Deputati – Troppi eventi tragici ci imponevano un salto di qualità nella prevenzione. Parliamo di patologie che spesso si manifestano improvvisamente nei bambini e negli adolescenti, talvolta con conseguenze molto gravi, proprio perché non diagnosticate in tempo. Da qui la necessità di una legge all’avanguardia che introducesse uno screening nazionale, sistematico e gratuito, capace di individuare precocemente i segnali della malattia. Con la legge 130 del 2023, abbiamo voluto colmare un vuoto e dare all’Italia uno strumento moderno di prevenzione, conferendo al nostro Paese il primato mondiale nell’avviare un programma strutturato di individuazione precoce del diabete di tipo 1 e della celiachia in età pediatrica».
Accanto alla prevenzione, è la tecnologia a ridisegnare in profondità il modo di fare diagnosi. L’intelligenza artificiale sta aprendo scenari che fino a pochi anni fa erano impensabili: non solo supportare il medico, ma ampliare la capacità stessa di osservare, interpretare e prevedere la malattia. Dalle radiografie analizzate con algoritmi avanzati all’interpretazione automatica della tosse e dei suoni respiratori, fino alla possibilità di prevedere le stagioni polliniche e anticipare i periodi di maggiore rischio, l’IA sta trasformando dati complessi in informazioni clinicamente utili.
MARSEGLIA: “L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AIUTA
A INDIVIDUARE PRECOCEMENTE MALATTIA”
“L’intelligenza artificiale rappresenta una delle innovazioni più promettenti perché può rendere più oggettivi alcuni aspetti della diagnosi che oggi dipendono molto dall’esperienza del singolo clinico. Può aiutarci a individuare precocemente segnali di malattia, a stratificare meglio il rischio e a monitorare nel tempo patologie croniche come l’asma. – Afferma il Prof. Gian Luigi Marseglia, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Pavia e Presidente SIAIP -. È importante però chiarire un punto: non sostituisce il medico, ma ne potenzia le capacità. L’obiettivo è integrare queste tecnologie nella pratica clinica per migliorare la qualità delle cure e arrivare prima alla diagnosi, soprattutto nei bambini, dove il tempo è un fattore decisivo”.
L’intelligenza artificiale amplia la capacità di leggere e interpretare i dati clinici, ma il cambiamento riguarda anche il livello di profondità con cui oggi è possibile definire la diagnosi. Accanto agli strumenti digitali, si sta infatti affermando un approccio sempre più preciso alla caratterizzazione della malattia, che supera i limiti dei test tradizionali basati su estratti allergenici complessi e spesso poco specifici. È in questo contesto che si inserisce la diagnostica molecolare, che consente di “entrare” nel dettaglio della risposta allergica e rappresenta oggi uno dei principali punti di svolta nella gestione delle malattie allergiche pediatriche.
MIRAGLIA DEL GIUDICE: “LA RIVOLUZIONE
DELLA DIAGNOSTICA MOLECOLARE”
“La diagnostica molecolare rappresenta una vera rivoluzione perché ci consente di superare i limiti dei test tradizionali. Non ci limitiamo più a identificare un allergene in modo generico, ma analizziamo le singole componenti molecolari che scatenano la risposta allergica. Questo ci permette di distinguere tra sensibilizzazioni realmente pericolose e fenomeni di cross-reattività che spesso portano a diagnosi fuorvianti. Il risultato è molto concreto: meno errori, meno restrizioni inutili – penso soprattutto alle diete nei bambini – e soprattutto la possibilità di costruire percorsi terapeutici personalizzati, più efficaci e più sicuri. È un passaggio fondamentale verso una medicina di precisione anche in allergologia pediatrica”, sottolinea il Prof. Michele Miraglia del Giudice, Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Presidente del 28° Congresso Nazionale SIAIP.
Ad una diagnosi più precisa, si affianca una cura che è cambiata e continua a cambiare profondamente. Negli ultimi anni, infatti, l’evoluzione delle conoscenze sui meccanismi alla base delle malattie allergiche ha aperto la strada a un nuovo modo di trattare i bambini, superando l’approccio tradizionale basato prevalentemente sul controllo dei sintomi. Oggi non si interviene più solo per “spegnere” l’infiammazione, ma per colpire in modo mirato i processi biologici che la determinano. È questo passaggio – dalla gestione dei sintomi alla comprensione dei meccanismi – che rende possibile una terapia più efficace, più personalizzata e, soprattutto, più sostenibile nel tempo.attenzione all’ambiente: quattro dimensioni che oggi si intrecciano e ridefiniscono la pediatria sul quale investire per difendere la salute dei bambini.