martedì, Marzo 3, 2026
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Sfida tra minori a colpi di pistola in centro Napoli, on line il video shock

Gli spari a bordo degli scooter, le persone che fuggono. Oramai non ci si sorprende neanche più davanti a scene simili, soprattutto se si verificano a Napoli: spari con inseguimenti tra bande rivali di giovani. Le immagini del video, diffuso dalla procura e veicolato questa mattina dai siti online dei quotidiani Repubblica e Il Mattino, sono relative a fatti avvenuti lo scorso 12 dicembre e per i quali la procura di Napoli indaga per tentato omicidio aggravato in concorso, porto e detenzione illegale di arma entrambi aggravati dalla modalità mafiosa. sette ragazzi, di cui quattro sono minorenni e che oggi sono tutti detenuti. Uno dei minorenni, che non venne subito rintracciato dalle forze dell’ordine durante l’esecuzione delle misure cautelari emesse da dda e procura minorile, venne fermato dalla polizia appena atterrato dalla Spagna all’aeroporto di Capodichino circa un mese dopo la vicenda. I fatti avvenuti in piazza Carolina, a pochi passi dalla sede della Prefettura di Napoli, zona tenuta sotto controllo da decine di telecamere della videosorveglianza. Un’aggravante dell’episodio se si pensa all’impegno profuso dal prefetto attraverso continui tavoli su ordine pubblico e sicurezza con i rappresentanti delle forze dell’ordine. La sparatoria avvenne nell’ambito di una guerra tra giovanissimi delle zone Quartieri spagnoli, Santa Lucia e Montesanto. Il video in possesso degli inquirenti mostra tutta la sequenza di quei quindici minuti di fuoco, durante i quali solo per puro caso non si è trovato nessuno sulla traiettoria dei proiettili. Si vede anche come uno dei protagonisti scenda dal proprio due ruote per puntare due pistole contro un’auto e uno scooter in arrivo. Non spara, ma subito dopo riparte. Lo si rivedrà nella sequenza successiva impegnato ad affrontare la banda rivale nei pressi di Piazza del Plebiscito.

 

Mal di trasferta per il Napoli, contro il Genoa per invertire il trend: solo 6 vittorie su 16 partite

C’è un Napoli in casa e un altro in trasferta. I risultati e le prestazioni dicono questo. La squadra di Antonio Conte fuori casa, in questa stagione, ha giocato 16 partite tra Serie A e Champions League, vincendone soltanto 6, tutte in campionato. Già, perché se i partenopei hanno terminato anzitempo il loro percorso europeo è anche per il deludente cammino in trasferta con 3 sconfitte e 1 pareggio.

L’ultima vittoria fuori casa è datata al 4 gennaio, 0-2 sul campo della Lazio. Poi il pareggio contro l’Inter e quello con il Copenhagen, con la pesante sconfitta allo Stadium contro la Juventus. Il Napoli, in totale, ha perso 8 partite fuori casa. Contro il Genoa servirà una vittoria per aggiustare un po’ il trend e magari trovare quella continuità anche nelle prossime che è mancata.

Candy Edokpaigbe, nata e cresciuta a Napoli ora sogna di imporsi nella WNBA

Candy Edokpaigbe è nata a Napoli da genitori nigeriani e viveva nel Borgo Sant’Antonio Abate. Ha sempre amato lo sport, frequentava la scuola Sogliano al corso Garibaldi e la voglia di far felice la mamma era tanta.

Le scorse settimane ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Mattino: “La mia infanzia in fondo è stata felice, giocavo per strada con gli amichetti fuori al Vasto, nascondino, un-due-tre stella, e avevamo le signore che ci urlavano dai balconi. Ma non sono mica stata solo con i figli di immigrati, tantissimi amici erano e sono napoletani, sono nata qui, ho fatto elementari, medie e superiori qui, io mi sento napoletana e quindi italiana al 100% anche perché in Nigeria non sono mai andata“.

Il percorso nel mondo del basket ha dell’incredibile. Candy parte da Cercola allenata da coach Cavaliere. Inizialmente aveva un carattere difficile, ma col tempo è cresciuta e ha fatto sempre più salti di qualità. Dopo le giovanili, ha gioca in A2 a Vigarano e poi in Serie A1 a Faenza. Poi, la svolta con la Seattle University prima e a San Francisco poi, dove riceve una borsa di studio di quattro anni. Ed è tra le migliori realizzatrici e viene anche nominata come miglior debuttante in campionato.

La voglia di rappresentare l’Italia è tanta. Ha vinto il bronzo Europeo Under 20 con la Nazionale e si è distinta in tutte le sue esperienze. Dal “Buvero” e la crescita con i bambini del quartiere agli Stati Uniti e il sogno di giocare nella WNBA.

Tra le sue dichiarazioni, figura anche un pensiero verso i politici che non la ritengono italiana: “Alla gente, ai politici che fanno battute razziste sugli italiani di seconda generazione dico che sono patetici“.

Piazza del Plebiscito si rifà il look: quando l’inizio dei lavori e bandi per botteghe artigiane

Piazza del Plebiscito si rifà il look: quando l’inizio dei lavori e bandi per botteghe artigiane

Si comincia ad aprile con la trasformazione del colonnato e l’assegnazione dei bandi delle botteghe artigiane. Dureranno circa un anno e mezzo i lavori di restyling dell’agorà più iconica di Napoli, piazza del plebiscito. A dare la scadenza sull’avvio del cantiere il prefetto di Napoli, Michele di Bari durante un vertice con i rappresentanti delle istituzioni cittadine.

Nel mese di aprile partiranno i lavori sul perimetro, per un importo di 4 milioni e trecentomila euro, poi più in là cominceranno quelli sull’impianto di illuminazione e gli edifici che affacciano sulla piazza compreso palazzo Reale, per ulteriori 7 milioni di euro già finanziati. Nel frattempo partiranno le procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione delle botteghe artigiane.

(Intervista al prefetto nel video allegato)

Collusione con i clan, assolto definitivamente ex sindaco Fabozzi

CASERTA – Dopo oltre 15 anni la Corte di Cassazione scrive la parola fine su una vicenda giudiziaria che aveva travolto l’ex sindaco di Villa Literno (in provincia di Caserta), Enrico Fabozzi. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto dalla procura generale di Napoli contro le assoluzioni dell’ex esponente politico dell’allora DS nonché ex consigliere regionale e dei fratelli imprenditori Mastrominico (nel collegio difensivo gli avvocati Mario Griffo, Francesco Picca ed Umberto Del Basso De Caro).

FABOZZI FU ARRESTATO NEL 2011

La decisione della Suprema Corte chiude dunque definitivamente a favore di Fabozzi e degli altri due indagati il procedimento giudiziario in cui erano rimasti coinvolti, tutti accusati dalla Dda di Napoli di aver stretto un patto con il clan dei Casalesi e di essere dunque collusi. Una vicenda iniziata nel 2011, quando Fabozzi, allora consigliere regionale, fu arrestato e per lui partì un lungo percorso giudiziario.

LA CONDANNA DEL 2015 A 10 ANNI

Nel 2015 la prima sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che condannò Fabozzi a 10 anni di carcere per concorso esterno in camorra. Dopo la condanna sono poi arrivate unicamente assoluzioni; la Corte di Appello Napoli lo assolse una prima volta nel 2021, ma la decisione fu annullata dalla Corte di Cassazione con rinvio ad un’altra sezione della Corte di Appello partenopea. Nel marzo 2025 arriva così una seconda assoluzione in Appello, confermata definitivamente dalla Cassazione nella sentenza di rigetto del ricorso presentato dalla Procura generale di Napoli.

All’Accademia di Belle Arti mostra dedicata a Servillo, l’attore: “Napoli mi ha formato”

All’Accademia di Belle Arti mostra dedicata a Servillo, l’attore: “Napoli mi ha formato”

Quarantotto immagini, alcune inedite, per ripercorrere teatro e cinema di Toni Servillo. È la mostra curata da Antonio Maraldi e allestita all’Accademia di Belle Arti di Napoli, con l’attore che ha preso parte di persona alla presentazione e ha incontrato gli studenti, annunciando a breve l’inizio delle riprese di un nuovo film con Mario Martone. E chi gli ha chiesto del suo legame con la città Servillo ha risposto così: (Intervista nel video allegato).

L’esposizione raccoglie gli scatti di sedici fotografi di scena che hanno immortalato Servillo ritratto sul palco e sui set, dagli esordi ai più celebri successi con Sorrentino come la Grande bellezza.

A partecipare ai lavori anche Rosita Marchese, presidente dell’accademia e il direttore, Giuseppe Gaeta: (Intervista nel video allegato).

Banda di albanesi rubava in appartamenti nel casertano: sgominata la banda

Una banda composta prevalentemente da cittadini albanesi seminava il terrore nel casertano compiendo numerose rapine e furti in appartamenti. Dopo indagini accurate la banda è stata sgominata. Operazione all’alba della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. L’organizzazione criminale organizzava anche la ricettazione degli oggetti trafugati, alimentando un traffico illecito parallelo.

LE INDAGINI

Le indagini effettuate dalla Squadra Mobile di Caserta sono partite da un furto avvenuto nella casa di in professionista di Caserta nel novembre scorso. È così emersa l’esistenza di un gruppo, composto dai cinque cittadini albanesi, responsabile di numerosi furti in abitazione degenerati, in alcuni casi, in rapine ai danni delle vittime presenti all’interno delle proprie abitazioni. Sono decine gli avvenimenti criminosi che, dagli elementi raccolti, sono stati attribuiti al gruppo, autore di reati in tutte le province della Campania.

Omicidio di Arzano, la vittima uccisa per uno scambio di persona

Uno scambio di persona. Vittima di una tragica sequenza di morte provocata dalla somiglianza con un boss. E’ questa l’ipotesi che gli inquirenti hanno formulato all’indomani dell’omicidio di Rosario Coppola. 51 anni, imbianchino e del ferimento di un amico, il 25enne Antonio Persico che di mestiere fa il barbiere.

I killer entrati in azione nella notte tra mercoledì e giovedì in via Sette Re ad Arzano avevano l’indicazione di uccidere il nuovo reggente del clan Amato-Pagano. Un uomo, la cui identità è coperta da riserbo, che evidentemente somiglia a Coppola.

Istanti di morte preceduti, probabilmente, dall’esaltazione di questi assassini che entrano in azione imbottiti di cocaina, esaltati dalla furia omicida, in una logica criminale che insanguina le strade della provincia partenopea.

Coppola e Persico, secondo la ricostruzione, erano in auto per parlare di lavoro. La vittima indossava ancora l a tuta sporca di pittura, mentre Persico gli stava illustrando le attività da avviare per la ristrutturazione del suo locale. Ma all’improvviso sono stati travolti da una pioggia di proiettilii, cinque dei quali hanno colpito a morte il malcapitato imbianchino.

I carabinieri, giunti sul posto, avevano immediatamente evidenziato la matrice camorristica dell’agguato ma le due vittime sembravano assolutamente fuori dal contesto criminale (nonostante un piccolo precedente di oltre vent’anni prima di Coppola). Una convinzione che è andata via via maturando fino all’ipotesi più accreditata, ovvero quella di un tragico scambio di persona.

Quello che non ho visto arrivare, presentato a Napoli libro di Giorgio Perinetti

Non parla di calcio nel suo libro l’ex dirigente del Napoli, Giorgio Perinetti, oggi direttore sportivo dell’Athletic Palermo. Ha deciso di affrontare un dramma personale, la morte della figlia Emanuela avvenuta nel 2023 per una forma acuta di anoressia e in collaborazione con il giornalista Michele Pennetti ha scritto “Quello che non ho visto arrivare”, presentato a Napoli nei saloni del circolo del tennis durante un dibattito a cui ha assistito, nascosta nel pubblico, la moglie di mister Antonio Conte, Elisabetta Muscarello. Con gli autori hanno partecipato il giornalista del quotidiano Il mattino, Francesco de luca e il presidente del circolo del Tennis, Riccardo Villari

Comune di Napoli bocciato su movida: Tar accoglie ricorso dei residenti di Piazza Bellini

Comune di Napoli bocciato su movida: Tar accoglie ricorso dei residenti di Piazza Bellini

Sono di nuovo i giudici a provare a mettere un punto fermo sul tema dell’inquinamento acustico a Napoli, bocciando il Comune sul fronte della “mala movida”. Dopo le polemiche relative a Via Quercia e via Cisterna dell’Olio, dove pure le toghe hanno imposto di regolare il fenomeno, il Tribunale amministrativo della Campania, ha condannato Palazzo San Giacomo anche per il caso di Piazza Bellini.

L’amministrazione, si legge nella sentenza, non può restare in silenzio davanti alle segnalazioni dei residenti. A maggio 2025 gli abitanti della zona avevano chiesto provvedimenti urgenti per ridurre schiamazzi e immissioni sonore. Una situazione che, secondo i ricorrenti, compromette salute e vivibilità. Per il TAR, però, la risposta arrivata dal Comune, fatta di richieste di dati e attività preparatorie, non basta. I giudici sottolineano che il fenomeno è noto e documentato e che, anche se le misure da adottare sono discrezionali, l’amministrazione ha comunque il dovere di decidere e intervenire.

Così il Tribunale ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il “silenzio” di Palazzo San Giacomo e imponendo al Comune di pronunciarsi con un atto scritto e motivato entro 30 giorni. In caso contrario, potrà essere nominato un commissario ad acta. Palazzo san giacomo è stato inoltre condannato al pagamento delle spese. Così il consigliere comunale Gennaro Esposito, presidente del comitato vivibilità cittadina: (Intervista nel video allegato).