Come nel 2010, nell’anno del cosiddetto referendum Marchionne, torna a scioperare da sola la Fiom Cgil all’esterno dei cancelli dello stabilimento auto Stellantis di Pomigliano d’arco. Per 8 ore, i lavoratori hanno incrociato le braccia in tutti i turni per il mancato adeguamento economico previsto dal contratto applicato nella ex Fiat. Nicola Ricci, segretario della Cgil di Napoli e Campania: “Stellantis rifiuta di applicare la parte economica di un accordo che tra l’altro la Fiom, allora con Marchionne, non firmò. La fuoriuscita di Stellantis, all’epoca Fiat, dal contratto nazionale di lavoro è indice di quello che sta avvenendo oggi. Io vorrei far capire che questo di oggi è uno sciopero responsabile perché, a fronte dell’aumento del costo della vita, vi è una discussione in Italia legata ai salari e al potere d’acquisto. Stellantis nega a tutte le sigle sindacali il diritto ad avere un aumento economico: queste sono le ragioni dello sciopero che rimane l’unica arma democratica a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Elena Matteotti su polemiche 25 aprile: “No a ingerenze”
C’è molta attesa per le imminenti celebrazioni del 25 aprile. La concomitanza dell’80° anniversario della liberazione con le cinque giornate di lutto nazionale proclamate per la morte del Papa ha caricato di tensione il dibattito politico del Paese, soprattutto dopo gli inviti da parte di esponenti del governo ad annullare le iniziative programmate o a mantenere “sobrietà” nelle celebrazioni. La polemica tra destra e sinistra è servita e l’oggetto del contendere non poteva non essere argomento centrale all’iniziativa che i sindacati e l’Anpi, l’associazione nazionale partigiani italiani, hanno organizzato a Napoli con le scuole e a cui ha partecipato Elena, nipote di Giacomo Matteotti, deputato socialista ucciso dai fascisti nel 1924
Il presidente di ANPI: “A pensar male…”
Ad accogliere Elena Matteotti, il presidente di Anpi, Ciro Raia
Tante iniziative già annullate o rinviate dal comune di Napoli
Sulla sobrietà dei festeggiamenti della liberazione dal nazifascismo a Napoli il comune, ha detto l’assessore Teresa Armato, ha deciso di annullare diversi eventi ma non le iniziative simboliche
A Napoli si ferma funicolare centrale, gli utenti: “Bastava avvertire”
Non c’è mai pace per gli utenti del trasporto pubblico di Napoli. Che sia per napoletani o turisti, il disagio è dietro l’angolo. A fermarsi questa mattina la funicolare centrale e la nuovissima linea 6, servizio inaugurato solo lo scorso luglio ma che tra guasti e carenza di personale stenta ancora a decollare. Son rimasti invece spiazzati gli utenti della funicolare centrale, chiusa per manutenzione straordinaria fino a quando, non si sa. A complicare la giornata dei passeggeri, si è messa anche la pioggia. Le critiche all’amministrazione comunale e la mala gestione del trasporto pubblico locale erano quasi scontate
Tragedia crollo funivia Faito: oggi l’autopsia sulle salme delle vittime
Tragedia crollo funivia Faito: oggi l’autopsia sulle salme delle vittime
È durato praticamente tutta la giornata il sopralluogo disposto dalla Procura di Torre Annunziata sul monte Faito dove giovedì scorso quattro persone sono morte e una quinta è rimasta gravemente ferita. Sul luogo del disastro si sono recati i magistrati del pool appositamente costituito dal procuratore Nunzio Fragliasso e i tecnici delegati per gli accertamenti: gli inquirenti hanno effettuato una ispezione visiva delle due cabine – quella precipitata sul monte Faito e quella rimasta intatta a pochi metri dalla stazione di Castellammare di Stabia – con videoriprese effettuate dalla polizia scientifica, anche con l’ausilio di un drone, senza alterare lo stato dei luoghi.
Sul luogo della tragedia, particolarmente impervio, gli investigatori e i tecnici della Procura, e la Polizia di Stato (commissariato di Castellammare e Squadra Mobile), sono giunti grazie al supporto fornito dai vigili del fuoco, dai militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza e del soccorso alpino e speleologico di Castellammare di Stabia.
Oggi è prevista l’autopsia sulle salme delle vittime. Come atto dovuto, l’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati, tra dirigenti e funzionari dell’Eav, l’ente che gestisce l’impianto dove si è verificato il disastro. Nella tragedia hanno perso la vita il macchinista dell’Eav Carmine Parlato, la ragazza israeliana Janan Suliman, e i coniugi britannici Elaine Margaret Winn e suo marito Graeme Derek Winn. Gli avvocati delle famiglie delle vittime hanno deciso di nominare un singolo consulente. In ospedale versa ancora in gravissime condizioni di salute il fratello di Janan.
Processo pusher trovato carbonizzato in auto: condanne a 19 e 4 anni
Processo pusher trovato carbonizzato in auto: condanne a 19 e 4 anni
Si è concluso con due condanne, a 19 e 4 anni di carcere, il processo per l’omicidio di Vincenzo Iannone, il pusher di 43 anni ucciso e dato alle fiamme nell’estate del 2023 a Marano di Napoli. Per debiti di droga, secondo quanto emerso durante il processo. Diciannove anni di carcere sono stati inflitti dalla Corte di Assise di Napoli all’esecutore materiale dell’assassinio, Vittorio Principe, per il quale la Dda aveva chiesto 30 anni.
I giudici, che hanno deciso dopo aver accolto la richiesta di rito abbreviato, non hanno riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso. Tutto questo ha portato alla più lieve condanna a 19 anni. Durante il dibattimento è emerso che il movente dell’assassinio non era da ricondurre a un piccolo debito di una quarantina di euro ma al culmine di uno scontro risalente a diversi giorni prima dell’omicidio originato dal fatto che Iannone si sentisse preso in giro da Principe perché quale acquistava droga da lui senza pagarla. Quattro anni di carcere invece per Sabatino Sorrentino, che avrebbe aiutato l’autore materiale a dare fuoco e occultare il cadavere.
Giornata mondiale del libro, emergenza lettura: in Campania i giovani non leggono
Giornata mondiale del libro, emergenza lettura: in Campania i giovani non leggono
I giovani campani non leggono. Secondo i dati forniti da Palazzo San Giacomo, infatti, i ragazzi della nostra regione sono tra quelli che, nel paese, meno si sono avvicinati alla lettura. Secondo l’ISTAT, poi, il 77,4% dei minori figli di lettori legge. Se né il padre né la madre si dedicano a tale attività, la quota scende al 35,4%. In un territorio in cui in media circa una famiglia su dieci non possiede alcun libro, ciò chiama in causa anche la presenza di biblioteche. Altro fattore poi da tenere in considerazione è l’effettiva possibilità di fruizione dei testi da parte di bambini e ragazzi.
Proprio per avvicinarli alla lettura, in occasione della Giornata mondiale del libro, la Fondazione Giancarlo Siani ha voluto donare una copia del volume Favolette alle 48 scuole dell’infanzia comunali di Napoli. Il progetto è stato presentato in conferenza stampa dall’assessore Maura Striano e dal presidente della Fondazione, Paolo Siani. (Interviste nel video allegato)
Tra gli autori delle Favolette c’è anche lo scrittore Maurizio De Giovanni. (Interviste nel video allegato)
Papa Francesco, in Prefettura Napoli il registro delle condoglianze
Tutta Napoli ha un ricordo di Papa Francesco. Un’impronta nel tessuto sociale cittadino che il Pontefice è riuscito a lasciare in sole due sole visite, nel 2015 e nel 2017. Napoli ricambia partecipando a distanza alle celebrazioni organizzate per i 5 giorni di lutto nazionale anche solo riempiendo le strade di cartelli funebri e manifesti. Il prefetto, Michele di Bari, su decisione del Governo, ha invece disposto l’apertura di un registro di condoglianze all’ingresso del palazzo di Governo, in piazza del Plebiscito, per i cittadini desiderosi di manifestare in forma diretta il proprio cordoglio.
L’incontro con i detenuti del carcere di Poggioreale nel 2015
Il ricordo di Papa Francesco è vivo anche nei principali destinatari delle sue preghiere, come i carcerati a cui il Santo Padre fece visita il 21 marzo 2015. Un ricordo affidato a don Tonino Palmese, garante dei detenuti del comune di Napoli
A Voc do Papa
Poi c’è chi come don Luigi Merola con Papa Francesco ci parlava a telefono
Ucciso in bagagliaio auto a Scampia nel 2019, 8 arresti
C’era una folla di persone assiepate al varco laterale della Questura di Napoli, questa mattina. Aspettavano l’uscita delle volanti della polizia con a bordo i loro familiari arrestati all’alba per l’omicidio del 29enne Domenico Gargiulo, trovato nel bagagliaio di un’auto, rubata, in un parco del rione don Guanella a Scampia, l’8 settembre del 2019. Otto le persone finite in manette per effetto di altrettante misure cautelari, emesse dal gip su richiesta della Dda napoletana ed eseguite dalla squadra mobile, al termine di un’indagine che ha ricostruito le dinamiche camorristiche che determinarono l’assassinio di Gargiulo. Già noto alle cronache cittadine prima di essere ucciso nel 2019, era scampato a due precedenti agguati di camorra, in uno dei quali perse la vita nel 2013 l’innocente, Lino Romano. L’operaio venne scambiato dai sicari per il vero obiettivo del raid (Gargiulo), all’epoca legato prima da una parte e poi dall’altra ai clan che diedero vita alla seconda faida di Scampia tra il 2012 e il 2013. La nomenclatura criminale è più o meno la stessa della guerra tra i Di Lauro e gli scissionisti del 2004. Secondo gli inquirenti, la morte di Gargiulo venne infatti decisa dai vertici dei clan Licciardi e Sautto-Ciccarelli, organizzazioni criminali legate agli Abbinante e all’Alleanza di Secondigliano. Prima sodale degli Abbinante del rione Monterosa, poi dei Marino delle case celesti. Gli otto che secondo gli inquirenti hanno pianificato la sua morte sono accusati di associazione mafiosa, omicidio, occultamento di cadavere, traffico e spaccio di stupefacenti, estorsione e riciclaggio.
