giovedì, Marzo 5, 2026
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La lettera di Natale dell’Arcivescovo di Napoli, Card. Domenico Battaglia

L’Arcivescovo di Napoli, Cardinale Domenico Battaglia, ha inviato una Lettera di Natale che pubblichiamo di seguito.

Lettera di Natale 2025

Fratelli e sorelle miei,
ci sono notti in cui il silenzio parla più di mille discorsi, notti in cui Dio sceglie la via più umile e sorprendente per farsi capire: quella di un Bambino che nasce senza rumore, nell’angolo più dimenticato del mondo. E mentre ci avviciniamo a questo Natale che chiude anche il Giubileo della Speranza, sento nel cuore il bisogno di condividere con voi una storia. Come quelle che i nostri nonni ci raccontavano quando eravamo piccoli, quelle storie frutto di fantasia e sogno, che però contenevano messaggi carichi di verità senza tempo.

Si racconta che, nella notte di Natale, mentre tutti nel presepe dormivano – i pastori stretti alle loro coperte, Giuseppe seduto con la testa tra le mani stanche, Maria finalmente assopita – il Bambino aprì gli occhi. Non come chi si sveglia, ma come chi sente una chiamata a cui non può sottrarsi. Una luce, più viva di quella della lampada a olio, pareva sussurrargli qualcosa. Era la luce interiore del Padre che lo aveva inviato per salvare il mondo.

Il Bambino conosceva bene quella voce. E non si tirò indietro. Così, accanto alla grotta, appeso alla cintura di un pastore, c’era un mazzo di chiavi: alcune lucide, altre storte, certe pesanti come un destino, altre piccole come un fiore. Il Bambino, senza che nessuno se ne accorgesse, allungò la mano e le prese. Le chiavi tintinnarono piano, come se lo riconoscessero. Poi si alzò. E con passi leggeri come un respiro abbandonò il presepe e si mise in cammino con quel mazzo di chiavi, con l’unico desiderio di aprire le porte che l’egoismo, il peccato, l’indifferenza avevano chiuso.

La prima porta che incontrò non era visibile a tutti, ma il Cielo la vedeva benissimo: era la porta delle relazioni ferite, quelle fatte di parole non dette, di orgogli che non si piegano, di abbracci negati. Il Bambino scelse una chiave curva, fatta apposta per aprire ciò che è storto. La porta si sciolse come neve al primo sole, e dietro si affacciarono mani che tornavano a cercarsi, volti che si riconoscevano, cuori che ricevevano un’altra possibilità.

Più avanti trovò le porte chiuse delle fabbriche dismesse, quelle spente dalla fretta dell’economia che scarta. Le porte erano alte, arrugginite, mute. Lui prese una chiave pesante, di ferro vivo, e la girò nella serratura. La ruggine cadde a terra come pioggia, e da dentro uscì un vento tiepido: dignità che rinasce, lavoro che torna ad avere un volto umano, futuro che si riapre.

Proseguendo, il Bambino si fermò davanti ai cancelli sigillati dei porti chiusi, quelli serrati dalla paura di accogliere. Le loro porte erano fatte di timori, non di legno. Le aprì con una chiave di luce quasi trasparente. E il mare sembrò tirare un sospiro. Le onde tornarono ad accompagnare chi cerca una riva, una casa, un respiro nuovo.

Infine arrivò alle porte più difficili: quelle dei cuori senza speranza. Erano serrature fragili, custodite da buio e stanchezza. Il Bambino trovò nel mazzo una chiave minuscola, quasi invisibile, ma calda come una mano amica. Bastò sfiorare le serrature, e ogni porta iniziò a cedere. Non a spalancarsi: cedere. Come fa la speranza quando inizia a tornare. Una scintilla, una fessura, un inizio. E la vita fiorisce.

E poi, come se niente fosse, tornò alla grotta. Nessuno si era accorto della sua assenza. Depose le chiavi accanto al pastore, si sdraiò nella mangiatoia, guardo gli occhi teneri di sua madre, e chiuse gli occhi tornando a dormire.

E da quella notte, dicono, ogni volta che una porta si apre contro ogni logica – una riconciliazione insperata, un lavoro che riparte, un approdo che salva, un cuore che ricomincia a respirare – è perché quel Bambino continua a camminare nel mondo con il suo mazzo di chiavi. Perché è l’Emmanuele, ed è sempre con noi. Anche quando non lo vediamo. Anche quando non ci crediamo più. Perché Lui vuole che nessuna porta resti chiusa.

Amiche, amici, questa storia ci raggiunge mentre il Giubileo della Speranza giunge alla sua conclusione. Tra poco la Porta Santa si chiuderà, come accade alla fine di ogni Anno Santo. Ma se la porta si chiude, la speranza no. Non si chiude perché non è fatta di pietra. Non si chiude perché non dipende dai nostri meriti. Non si chiude perché ha un nome: Gesù. Che nella sua mano tiene sempre una chiave pronta ad aprire anche ciò che noi ormai diamo per perduto. Si, Cristo è la Porta viva. È la chiave della misericordia. È l’unica soglia che resta aperta, sempre. È il Bambino che, nella notte, cerca ciò che è chiuso e lo apre per farvi entrare la luce.

Sorelle e fratelli miei, buon Natale: che possiate lasciarvi sorprendere dalla vita, anche se oggi vi sembra di non avere più spazio per la fiducia. La speranza non è un fuoco d’artificio che scoppia nelle grandi occasioni, non è una grazia che si accende solo nei tempi giubilari o nei momenti solenni. La speranza è una compagna discreta: cammina accanto a noi nella ferialità dei giorni, si siede alla nostra tavola, cresce con noi quando abbiamo il coraggio di ripartire.

È il Bambino di Betlemme a ricordarcelo: non viene tra i potenti, non sceglie le luci né i palcoscenici. Viene nella nostra quotidianità, nei nostri silenzi, nelle notti in cui facciamo fatica a credere ancora. E dona la pace non come un premio, ma come una strada possibile: perché anche la porta della pace può essere aperta se accogliamo il Signore nella nostra vita.

Allora coraggio, mettiamoci in cammino, lasciamo che sia Lui ad aprire le nostre porte chiuse e fidiamoci della Sua Parola:

Dio Bambino,
tu che non smetti di aprire le porte chiuse della storia, le serrature più indurite dall’egoismo e dall’indifferenza, i nostri cuori troppo spesso chiusi alla fiducia e alla pace.
Tu che sei la Chiave di Davide, vieni e apri alla speranza le nostre relazioni ferite, le nostre città stanche, le fabbriche e i luoghi di lavoro che vengono meno, i porti che temono di accogliere, le case che esitano a vivere in pace, i cuori che si sono arresi dinanzi al futuro.
Apri le prigioni interiori, ciò che noi non riusciamo più ad aprire.
Apri dove le nostre chiusure hanno sbattuto le porte in faccia alla vita.
E insegnaci che nessuna ruggine è per sempre, nessun blocco è definitivo, e che per ogni porta santa che si chiude ve n’è una che rimane spalancata in eterno: quella dell’amore.
Tu – Porta viva, chiave sempre pronta – continua ad aprire varchi proprio lì dove noi,
ostinati e impauriti, continuiamo a costruire muri.
Spalanca ancora le porte della speranza a questo mondo che mendica luce, e fai passare con noi, uno ad uno, i fratelli e le sorelle che attendono un varco.
Resta accanto al nostro passo incerto,
e soffia ancora, oggi e sempre, il coraggio di ricominciare.
Amen.

2500 anni di Napoli, la maglia celebrativa della Guerri Napoli Basket

2500 anni di Napoli, la maglia celebrativa della Guerri Napoli Basket

Una maglia speciale per i 2500 anni della città: la Guerri Napoli Basket presenta la sua “Special Edition” tra identità sportiva e impegno solidale. Un tributo pensato per rendere omaggio alla storia millenaria del capoluogo campano, unendo il linguaggio dello sport ai simboli della cultura partenopea.

La divisa celebrativa verrà utilizzata per il prossimo match casalingo, ma l’iniziativa ha anche un importante scopo benefico: il progetto sostiene infatti la Fondazione Santobono-Pausilipon Onlus. Alla conferenza stampa di lancio nella sala della Loggia del Maschio Angioino hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore allo Sport del comune di Napoli, Emanuela Ferrante e il coach Alessandro Magro: Interviste nel video allegato.

Parata di stelle per la chiusura di “Surriento Gentile”

Parata di stelle per la chiusura di “Surriento Gentile”

Dopo un fine settimana fitto di eventi, si annuncia una nuova parata di stelle per gli ultimi appuntamenti di “Surriento Gentile”, la manifestazione diretta da Marisa Laurito, promossa da Fondazione Sorrento, Federalberghi Penisola Sorrentina, Confcommercio Sorrento, Associazione Agenti di Viaggio Penisola Sorrentina e Associazione Ristoratori Sorrentini. Nel fine settimana appena trascorso, successo per il concerto itinerante di Marco Zurzolo & Street Jazz Banda M.V.M. di venerdì 19 dicembre, seguito dall’esibizione di Giovanni Block. E ancora per l’affollatissima performance del coro gospel The Voices of Victory”, diretto da Nicole Ingram Taylor, di domenica 21 dicembre nella Cattedrale di Sorrento e per il concerto in ricordo di Mariano Russo del Mario Rosini Trio di lunedì 22 dicembre.

La programmazione finale si annuncia scoppiettante. Sabato 27 dicembre, Sorrento ospiterà Noa, con Gil Dor e i Solis String Quartet, con un concerto in programma alle ore 21 al teatro Tasso.
Nata a Tel Aviv il 23 giugno 1969, Noa, è una delle cantanti israeliane più apprezzate a livello internazionale. Ha trascorso parte della sua giovinezza a New York, dove ha sviluppato il suo eclettico stile musicale, influenzato da artisti come Paul Simon e Joni Mitchell. Noa è anche un’attivista per la pace e la coesistenza, utilizzando la sua voce per promuovere messaggi di speranza e unità. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, continua a essere una figura di riferimento nella musica mondiale e un simbolo di impegno sociale.

Il 28-29-30 dicembre dalle ore 17.30 alle ore 20.30, è in programma l’iniziativa “Araprit’ ‘e purtune… ce sta ‘o Presepio’’, con scene viventi del Presepe del ’700 Napoletano nel centro storico di Sorrento.
Martedì 30 dicembre alle ore 21 a piazza Tasso, si chiude con Raiz che si esibirà nel concerto “Si ll’ammore è ’o cuntrario d’a ‘ morte”, rendendo omaggio alla tradizione musicale napoletana e a Sergio Bruni. Con il suo stile unico che fonde reggae e musica partenopea, l’artista napoletano promette di offrire un’esperienza memorabile e coinvolgente per tutti i presenti.

Natale 2025 a Napoli, ecco il piano traffico del comune

Natale 2025 a Napoli, ecco il piano traffico del comune

Il Natale è alle porte e anche il tradizionale brindisi di auguri nelle piazze di Napoli. Un appuntamento che ogni anno coinvolge migliaia di persone e genera però non poche polemiche tra i residenti, che lamentano condizioni di scarsa sicurezza, disturbo acustico e l’impossibilità di vivere le strade.

A palazzo San Giacomo, come spiega l’assessore alla legalità Antonio De Iesu, l’idea è quella di riproporre l’impianto dell’anno scorso e quindi di contingentare gli ingressi alle zone dove è previsto il maggior afflusso di persone e di impedire la vendita di bevande in vetro.

Sotto i riflettori allora non solo le zone dei baretti, ma anche le altre aree della movida. Sono infatti, previsti varchi presidiati sia al Vomero e che al centro storico in piazza Bellini.

(Intervista nel video allegato)

Napoli vince Supercoppa, pochi a festeggiare in strada. Tifosi: “Ci siamo imborghesiti”

Napoli vince Supercoppa, pochi a festeggiare in strada. Tifosi: “Ci siamo imborghesiti”

Dopo 11 anni il Napoli torna a vincere la Supercoppa. I due gol di David Neres stendono il Bologna di Italiano consentono agli azzurri di alzare un secondo trofeo nel 2025. Era dai tempi di Maradona che gli azzurri non riuscivano in questa impresa. L’ultima Supercoppa è data 2014 in quell’occasione il Napoli batté ai rigori la Juventus.

Una vittoria fortemente voluta da Conte e dal Napoli che dalla debacle di Bologna ha cambiato faccia e iniziato a macinare risultati importanti.

Un trofeo che però in città si è festeggiato poco rispetto a come si era abituati fare.

In Piazza del Plebiscito pochissimi tifosi e bandiere. Segno di una tifoseria oramai abituata a vincere o di un pubblico che si è imborghesito? Ecco cosa ne pensano i supporter presenti in piazza

Napoli Supercampione, battuto il Bologna in finale a Riad

RIAD – Due gol capolavoro di David Neres, al termine di una prestazione sontuosa, regalano al Napoli la Supercoppa Italiana, dopo aver battuto in finale il Bologna. Vendicata anche la sconfitta in campionato, gli uomini di Antonio Conte hanno ferocemente voluto questa vittoria che è tornata all’ombra del Vesuvio dopo 11 anni. La squadra ha fatto rientro a casa questa mattina alle 8.

CONTE: “CONTANO SOLO I TROFEI IN BACHECA”

“Veniamo da uno Scudetto e adesso una Supercoppa italiana, vinta contro squadre molto forti. E’ stato un bellissimo percorso”. Antonio Conte si gode la Supercoppa italiana, consapevole che ci si ricorda solo di chi vince “perché chi vince alla fine rimane”, ha detto il tecnico a Italia 1. “Due anni fa il Napoli aveva perso in finale di Supercoppa contro l’Inter ed in pochi se ne ricordano. Oggi era lo stesso. Era già stato un bel percorso, ma sappiamo tutti benissimo che nel calcio conta chi vince, chi mette i trofei in bacheca. Nessuno va a guardare chi era l’altra finalista – ha aggiunto -. Lo dice uno che ne ha perse tante di finali e quelle sicuramente mi hanno reso molto cattivo da questo punto di vista. Quando perdi la cattiveria aumenta e cerchi di non rivivere quel momento perché sono momenti brutti, la ciliegina la devi mettere sulla torta”.

DE LAURENTIIS: “PAREGGIATI I CONTI COL BOLOGNA”

“Abbiamo perso 2-0 a Bologna, qui abbiamo pareggiato i conti, ma questa partita valeva una Coppa. Ora li aspettiamo a Napoli per il gioco della verità”. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha commentato così a Italia 1, il successo nella finale della Supercoppa italiana.
“L’anno scorso avevamo solo il campionato e la Coppa Italia, ma con tanti infortuni. Quest’anno la stessa cosa, ma l’abbiamo affrontato con una rosa molto più larga – ha aggiunto -. Questo successo ci riempie di gioia e deve far gioire anche i tifosi. A loro dico sognate e nei sogni pensate ‘forza Napoli’ “. Il presidente ha anche ricordato che “era dall’epoca di Maradona che non si vincevano due trofei nello stesso anno”.

America’s Cup, cinque team stipulano alleanza e sono pronti per Napoli

L’America’s Cup Partnership (ACP) annuncia oggi la formazione di un’alleanza storica tra i team fondatori dell’evento più importante della vela. Un momento di trasformazione chiave nei 174 anni di storia della competizione, perché costituisce un’entità unificata dedicata alla stabilità e alla crescita a lungo termine dell’America’s Cup. I cinque team fondatori, Emirates Team New Zealand (NZL), Athena Racing (GBR), Luna Rossa (ITA), Tudor Team Alinghi (SUI), e K-Challenge (FRA), si sono uniti per creare un futuro entusiasmante per la più antica competizione sportiva al mondo. Come annunciato nell’agosto 2025, questa intesa segue l’accordo sul Protocollo tra il Defender Emirates Team New Zealand e il Challenger of Record Athena Racing, che ha stabilito le condizioni per la Louis Vuitton 38ª America’s Cup di Napoli e ha aperto la strada all’America’s Cup Partnership.
“Si tratta di preservare ciò che rende straordinaria l’America’s Cup, costruendo al contempo un modello sostenibile che avvantaggi tutti coloro che condividono la nostra passione per questa grande competizione”, ha dichiarato Grant Dalton, CEO del Defender Emirates Team New Zealand. “Stiamo assicurando all’America’s Cup di essere all’apice dell’innovazione e dello sport professionistico per decenni a venire.”

UNA NUOVA ERA PER LA VECCHIA BROCCA
Disputata per la prima volta con una regata intorno all’Isola di Wight nel 1851, l’America’s Cup, affettuosamente chiamata “Auld Mug” (Vecchia Brocca), precede i moderni Giochi Olimpici e la Coppa del Mondo FIFA. È riconosciuta come il trofeo più antico nello sport mondiale.
Nonostante ciò, la competizione non è mai stata intrappolata nel passato ed è stata fondata sull’incessante ricerca dell’impossibile. Il primo yacht a vincere la competizione, lo Schooner America, rivoluzionò l’architettura navale con la sua prua affilata e le vele piatte, raggiungendo velocità massime di circa 14 nodi. Da allora, l’innovazione, dalla “chiglia alata” del 1983 all’introduzione dei foil da parte di Emirates Team New Zealand nelle regate del 2013, ha spostato i confini di ciò che è raggiungibile in acqua.
L’America’s Cup rappresenta una delle sfide tecniche più impegnative dello sport, con solo quattro nazioni a essere riuscite a sollevare il trofeo in 174 anni di storia. Gli yacht AC75 con cui si regata lo dimostrano: raggiungono velocità di 55,6 nodi (102,9 km/h), hanno a bordo un sistema elettronico con potenza di calcolo equivalente a cinque vetture di Formula 1, monitorano oltre 30.000 canali dati e richiedono più di 1 trilione di ore di simulazione durante la progettazione e lo sviluppo. Pertanto, la nuova Partnership garantirà che la tecnologia rimanga all’avanguardia nella Coppa.
“L’ACP garantirà che l’America’s Cup rimanga il campo di prova definitivo per i migliori velisti al mondo e per i progressi tecnologici “, ha dichiarato Sir Ben Ainslie, Team Principal di Athena Racing. “Ci permette di continuare a spingere i confini dell’architettura navale e della tecnologia velica, mantenendo la tradizione della Coppa come catalizzatore per l’innovazione, fornendo al contempo la stabilità necessaria per far crescere il nostro pubblico.”

Le caratteristiche principali della nuova Partnership includono:
CICLO BIENNALE – L’impegno per un calendario di regate regolare e fisso, con un’America’s Cup ogni due anni, crea un evento stabile che i fan possono aspettare con ansia, aumentando il pubblico e la base di fan globali della competizione e permettendo a team, sponsor e broadcaster di pianificare in anticipo e investire a lungo termine.
GESTIONE INDIPENDENTE – Un team di gestione indipendente e di prim’ordine, concentrato esclusivamente sull’eccellenza sportiva e sulle opportunità commerciali per l’America’s Cup, garantirà operazioni continue da un evento all’altro.

SOSTENIBILITÀ ECONOMICA – Ricavi condivisi e nuove misure di controllo dei costi creeranno livelli di competizione più elevati e condizioni di gara più eque, garantendo al contempo che l’America’s Cup rimanga all’avanguardia nell’innovazione velica.

ORIENTAMENTO AL FUTURO – Un impegno continuo per la Women’s e Youth America’s Cup creerà percorsi accessibili e diversificati verso lo sport, inclusa almeno una donna a bordo della barca da regata AC75 alla Louis Vuitton 38ª America’s Cup.

“La nascita dell’America’s Cup Partnership segna un momento storico per la competizione più antica dello sport internazionale. Luna Rossa ha scelto di unirsi a un progetto volto a garantire stabilità, sostenibilità e continuità per l’America’s Cup, rispettandone i valori e la capacità di innovare. Una scelta responsabile verso lo sport, i nostri tifosi e le future generazioni di velisti italiani.” ha detto Max Sirena, CEO Luna Rossa.
“Questa Partnership è l’incarnazione di un impegno collettivo a sollevare ulteriormente la vela sulla scena sportiva globale, rimanendo fedele alle tradizioni, ai valori e allo spirito competitivo dell’America’s Cup”, ha dichiarato Ernesto Bertarelli, proprietario del Tudor Team Alinghi. “Lavorando insieme per creare una struttura più trasparente e collaborativa, assicuriamo che questa competizione iconica prosperi per le generazioni future. Siamo orgogliosi di far parte della sua fondazione, rinnovando e rafforzando al contempo la nostra partnership a lungo termine con Tudor.”
Stephan Kandler, co-CEO di K-Challenge, ha dichiarato: “La Francia è un paese storico per la vela e per l’America’s Cup. K-Challenge è coinvolto dal 2001 in varie sfide francesi, è stata quindi una missione essere coinvolti nel futuro dell’America’s Cup come uno dei membri fondatori della nuova Partnership, insieme a team leggendari come Emirates Team New Zealand, Athena Racing, Luna Rossa e Tudor Team Alinghi. La Partnership rafforzerà l’esposizione e l’immagine dell’America’s Cup. È un’opportunità fantastica per l’evento e i team di far crescere la competizione allo stesso livello di altre principali proprietà sportive.”
I cinque team fondatori presenteranno insieme ulteriori dettagli sulla Partnership il 21 gennaio 2026 a Napoli e, con l’occasione, saranno rese pubbliche anche le date dell’America’s Cup Match.
Il periodo di iscrizione alla Louis Vuitton 38a America’s Cup rimane aperto fino al 31 gennaio 2026. Fino ad allora, eventuali nuovi team potranno aggiungersi all’ACP e partecipare alle regate di Napoli nel 2027.

INFORMAZIONI SULL’AMERICA’S CUP PARTNERSHIP
L’America’s Cup Partnership riunisce tutti i team e i club nautici in gara per plasmare, in modo collettivo, il futuro della competizione più iconica della vela. Fondata da Emirates Team New Zealand, Athena Racing, Luna Rossa, Tudor Team Alinghi e K-Challenge, la Partnership onora le tradizioni dell’America’s Cup evolvendo l’evento per garantirne la rilevanza e la sostenibilità per le generazioni future.

INFORMAZIONI SULL’AMERICA’S CUP
Disputata per la prima volta nel 1851, l’America’s Cup è il trofeo più antico nello sport mondiale. La competizione iniziò con una regata intorno all’Isola di Wight, in cui lo yacht America sconfisse una flotta di 15 imbarcazioni britanniche. La regata fu seguita dalla regina Vittoria e dal duca di Wellington. Quando la Regina chiese chi fosse in testa, le fu risposto “America”. Quando chiese chi fosse secondo, fu data la famosa risposta, che divenne il motto della Coppa:

Strage del Rapido 904, presentata la “Figurina della Memoria”

Strage del Rapido 904, presentata la “Figurina della Memoria”

“Una Figurina della Memoria”, dedicata alle vittime della strage del treno Rapido 904, avvenuta il 23 dicembre del 1984. E’ stata presenta a a Napoli, nella sala convegni della Regione Campania al Centro Direzionale, alla vigilia del 41esimo anniversario della terribile tragedia. Realizzata da “Figurine Forever”, la testimonianza è stata illustrata da Rosaria Manzo, presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage. Con lei anche Antonio De Jesu, assessore alla Legalità del Comune di Napoli.

All’incontro che si è concluso con un intervento di don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania ha partecipato anche il fotografo Luciano Nadalini che era presente quel giorno sul luogo della tragedia.

(interviste nel video allegato)

Ultrà in piazza a Napoli per il “no al divieto di trasferta”

Circa cinquecento tifosi del Napoli, rappresentanti delle due curve dello stadio Maradona, stanno manifestando per le strade della città contro il divieto per i residenti di seguire la squadra in diverse trasferte.
Il corteo, partito da piazza Berlinguer, è aperto dallo striscione ‘Trasferte libere’ e ha invaso via Toledo, in pieno centro della città. Ogni tifoso ha in mano un volantino che è un fac simile di una richiesta per il cambio di residenza, con scritto ‘approvato’, firmato dalla Curve A e B.

Carabinieri, ecco il bilancio di un anno di attività

Carabinieri, ecco il bilancio di un anno di attività

Il Comando provinciale Carabinieri di Napoli ha presentato il bilancio dell’attività svolta nel 2025, un anno segnato da un’intensa azione di contrasto alla criminalità e da un impegno continuo per il ripristino della legalità e la tutela del territorio.
Nel corso dei dodici mesi appena trascorsi, i reparti del Comando partenopeo hanno arrestato 3495 persone e ne hanno denunciate 13295.

21 i latitanti catturati, molti di questi nell’elenco ministeriale e rintracciati all’estero.
Sul versante della lotta al traffico illecito di stupefacenti i risultati sono importanti: centinaia gli arresti e diverse le tonnellate di droga sequestrate in un anno. Il generale Biagio Storniolo: (Intervista nel video allegato).

Aumentano anche i reati contro le donne a parlarne il Capitano Valentina Bianchi: (Intervista nel video allegato).

A pochi giorni dal Capodanno si intensificano anche i sequestri di botti. Molti quest’anno sono costruiti non più con la carta ma con la plastica come spiega il tenete Gaetano Savarese: (Intervista nel video allegato).