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Favorivano latitanza reggente clan, 7 arresti nel napoletano

Favorivano latitanza reggente clan, 7 arresti nel napoletano

Avrebbero anche favorito la latitanza del reggente del clan le sette persone arrestate dai carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli) al termine di indagini coordinate dalla Dda.

I reati contestati sono, a vario titolo, associazione di tipo mafioso, detenzione e porto di armi, anche clandestine, detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti e di favoreggiamento personale in relazione alla latitanza del reggente del clan “Avventurato”, attivo ad Acerra, in provincia di Napoli, e anche in alcuni comuni limitrofi.

Le indagini hanno consentito di scoprire che, in quella zona del Napoletano, il gruppo criminale era egemone nel campo delle richieste estorsive e nello spaccio di sostanze stupefacenti.

Arrestato un uomo a Scisciano per usura ed estorsione

Per usura ed estorsione, i carabinieri hanno tratto in arresto nel Napoletano un uomo che Prestava denaro anche con tassi del 240 per cento. Le indagini sono partite dalla denuncia di una delle vittime, a Scisciano (Napoli) la quale, anche grazie al sostegno di una associazione di volontariato, si è rivolta ai carabinieri.

L’arresto dell’indagato è scattato nei primi giorni di ottobre 2023: durante una perquisizione nella sua abitazione sono state trovate ingenti somme di denaro e un “libro mastro” contenente la contabilità dell’attività usuraia, con annotazione dei nomi delle vittime e, a margine, le somme di danaro dovute.

All’indagato – che si trovava già nel carcere napoletano di Poggioreale – viene contestato anche il reato di estorsione: per costringere le sue vittime a pagare le teneva sotto pressione con le minacce. Grazie agli approfondimenti investigativi all’indagato sono state ora contestate altri prestiti usurai risalenti ai mesi di marzo 2021 e ottobre 2023.

Sanremo 2024 scopre il rap newpolitano di Geolier

È arrivato sul palco del Teatro Ariston in un completo nero brillante e finalmente ha fatto ascoltare a tutta Italia la sua “I p’ me, tu p’ te”. Per la prima volta a Sanremo, Geolier è stato l’artista di cui si è più parlato nei giorni precedenti la prima serata del festival per una tediante discussione sulla correttezza della scrittura del testo, accusato di essere lontano dal dialetto napoletano. Lontanissimo, in realtà, e pure volutamente, visto che i rapper usano un slang di strada che, giocoforza, chi frequenta i salotti culturali della città, non conosce. Infila un sold out dietro l’altro, si prepara ad affrontare le tre date al Maradona, ma anche Geolier ha subito il fascino e l’emozione del palco dell’Ariston. Con l’orchestra diretta dal maestro Francesco D’Alessio, “I p’ me, tu p’ te” non è il brano più bello scritto da Emanuele ma è quello che gli ha permesso di portate Napoli e, soprattutto, Secondigliano, sul palco più desiderato l’Italia. E lui, il giovane artista di soli 23 anni, è già storia… ben al di là di Sanremo.

Sanremo 2024, la mamma di GiòGiò legge una lettera al figlio

Una lettera straziante dedicata al figlio, Giovanbattista Cutolo, ucciso dopo una lite a Napoli. GiòGiò era un musicista, frequentava il conservatorio, suonava il corno e aveva il sogno di suonare a Sanremo. Daniela Maggio ha letto una lettera ideale al figlio scomparso sul palco dell’Ariston, invitata da Amadeus che ha raccontato la terribile tragedia. Al termine della sua lettura il pubblico in sala ha potuto ascoltare la registrazione di un brano dell’Orchestra Scarlatti Young in cui il giovane musicista ucciso suonava.

 

Sanremo 2024, irrompe Ibrahimovic sul palco dell’Ariston

Sanremo 2024, irrompe Ibrahimovic sul palco dell’Ariston. A sorpresa l’ex campione del Milan si riappropria del proscenio dopo l’esperienza di del 2020 in pieno periodo Covid. Un momento di grande simpatia con Ibra che ha chiesto ad Amadeus di accomodarsi sul palco del Presidente della Repubblica e al diniego di Ama ha detto: “Perché, lui quanti gol ha fatto”. Risata generale con il conduttore che però non ha perso l’occasione per lanciargli una stoccata: “Sul palco non puoi stare ma, nonostante tu non sia primo in classifica, ti ho riservato un posto in prima fila”.

 

Sanremo 2024, apertura con la fanfara dei Carabinieri: non c’è più la scala centrale

La fanfara dei Carabinieri apre la 74esima edizione del Festival di Sanremo. E’ il primo coconduttore, Marco Mengoni, ad assorbire l’emozione dell’applauso scrosciante per dare il via alla kermesse. Amadeus, con giacca smoking bianca, saluta il pubblico dopo il bacio di rito alla moglie, Giovanna Civitillo e al figlio Alberto José Sebastiani. Poi prende per mano Clara che si esibisce in “Diamanti grezzi”.

 

Sanremo 2024, ecco chi vincerà secondo i napoletani

Sanremo 2024, chi vincerà secondo i napoletani

Poche ore e si alzerà il sipario sulla settantaquattresima edizione del festival di Sanremo. La kermesse canora quest’anno vedrà in gara ben tre artisti campani Big Mama, Geolier e i The Kolors.

Due dei tre esponenti della musica leggera campana sono anche tra i favoriti secondo i bookmakers. Geolier e i The Kolors, infatti, sono distanziati da solo un due % di possibilità di alzare il trofeo finale con la band i Stash al 4% e il rapper di Secondigliano al 6%.

La giornata della vigilia per molti artisti è dedicata ai fan. Sui social miglia di video e dirette proprio per rispondere alle domande di tantissimi sostenitori che da stasera useranno il televoto per decretare la vittoria dei loro beniamini.

Tra gli ospiti della prima puntata del festival anche la mamma di Giogiò, Daniela di maggio che invitata da Amadeus salirà sul palco dell’Ariston per lanciare un potente messaggio anti violenza e anti camorra.

In tanti a Napoli stasera guarderanno il festival. Per chi faranno il tifo?

(Le risposte nel video allegato)

“‘A voce d”e creature” Onlus, futuro a rischio

“‘A voce d”e creature” Onlus, futuro a rischio

Sono circa1300 i ragazzi che la Fondazione “’A voce d’’e creature” ha aiutato nei suoi 17 anni di lavoro. Nell’ex villa di Bambù, sequestrata al boss Raffaele Brancaccio, ragioniere del clan Contini, l’obbiettivo è quello di contrastare la dispersione scolastica e di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani. Ciò grazie alla collaborazione di insegnati, studenti universitari, liberi professionisti e volontari. Eppure nonostante la fondazione sia riconosciuta come una realtà virtuosa da molti, ultimo il ministro Piantedosi, il presidente della Onlus Don Luigi Merola, teme di dover abbandonare la sede. Al centro delle preoccupazioni il regolamento relativo alla gestione dei Beni confiscati, che prevede dopo 20 anni la restituzione alle istituzioni della struttura, da mettere nuovamente a bando. Uno scenario che se si concretizzasse potrebbe portare anche al licenziamento dei 10 dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, della fondazione.

“Negli anni – spiega Don Merola – abbiamo salvato moltissimi ragazzi. Qui fanno attività come il doposcuola, teatro, musica e frequentano corsi corsi per pizzaioli o per estetista. Negli anni la fondazione è diventata la loro famiglia”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino Gaetano Manfredi, che già ieri aveva promesso una revisione delle norme ed oggi è tornato ad affrontare l’argomento: “Le attività continuano con grande qualità grazie all’impegno di Don Luigi. Esistono degli aspetti formali che si trascinano da anni, ma siamo al lavoro per superarli”.

Inclusione, a Napoli il progetto “Donne: una patente per l’accoglienza”

Inclusione, a Napoli il progetto “Donne: una patente per l’accoglienza”

Presentato il Protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Napoli, dalla Direzione Generale della DIREZIONE GENERALE TERRITORIALE del Sud del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasposti, da UNHCR Agenzia ONU per i Rifugiati e dalle associazioni di categoria UNASCA e CONFARCA, attraverso il quale si intende coniugare il concetto di solidarietà con quello di inclusione.

Il nuovo progetto ha l’obiettivo di formare, per il conseguimento di una patente di categoria A1 o B, 100 conducenti donne con status di rifugiato, o richiedenti asilo, in possesso di un permesso di soggiorno o permesso di soggiorno per motivi umanitari.

L’iniziativa

A presentare l’iniziativa Chiara Cardoletti rappresentante di UNHCE:

“Sono donne che hanno deciso di prendere in mano la propria vita e di farne qualcosa di utile e di conseguenza guidare è fondamentale ringrazio moltissimo tutti quelli che hanno contribuito a rendere questo possibile”.

Ha aggiunto Alfredo Boenzi di Unasca:

Oltre all’integrazione, quindi l’accoglienza all’interno del nostro Paese, anche dare lo strumento per poter circolare liberamente all’interno del territorio“.

Coniugare solidarietà e inclusione

L’iniziativa intende dare continuità ai diversi progetti che la Direzione Generale Territoriale del Sud del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già realizzato nel Comune di Napoli riguardanti, in particolare, contesti disagiati con l’obiettivo di diffondere la cultura della sicurezza stradale per recuperare e sviluppare le regole della cittadinanza e solidarietà. Soddisfazione nelle parole dell’assessore al Welfare Luca Trapanese:

“Le donne saranno scelte dalle associazioni del Terzo Settore, dall’UNHCR, ricordo che c’è questa funzione molto importante del nostro ufficio di posta One Shop Stop che abbiamo inaugurato tempo fa a Via Marina, dove ci sono una serie di attività legate all’immigrazione. C’è lo sportello della questura, della prefettura, dell’ASL, della consulta degli immigrati, c’è UNHCR che coordina le attività con un’associazione del terzo settore… E quindi è chiaro che le 100 donne arriveranno da richieste svariate di tutti gli enti che si occupano di immigrazione e di rifugiati”.

Vertenza Ipercoop, sos del Vescovo Battaglia alla Ministra Calderone

“Non c’è giustizia senza lavoro, ma non vi deve essere lavoro senza giustizia”. E’ l’inizio di una lettera aperta scritta dall’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, sulla vertenza Ipercoop di Afragola. La missiva è idealmente rivolta alla Ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone.

“Vi sono diritti – aggiunge Battaglia – che vengono prima del lavoro ma anche il lavoro non può essere privato dei diritti. Da qui credo che ci siano attenzioni quotidiane alla ferialità dei tanti volti che hanno perso la luce della speranza e delle tante storie che si lasciano prendere da una disperazione capace con facilità di tramutarsi in rabbia sociale. Penso, in particolare, alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ipercoop di Afragola. Continuo a stare accanto a loro e con loro affronto il buio che stanno attraversando. Ho ascoltato il tono pacato e fermo della loro voce, ho raccolto le loro lacrime, incrociato i loro sguardi e accolto le loro storie. Non è pensabile che in un tempo così complesso e rischioso a sofferenza si aggiunga
altra sofferenza e indifferenza. In gioco c'è la capacità di futuro, la capacità di superare la cultura dello scarto calcolato a scapito di gente troppo anziana per essere assunta con sgravi fiscali destinati ai giovani e gente troppo giovane per andare in pensione”.

L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI

“Faccio perciò un accorato appello alle Istituzioni di Governo – prosegue la lettera aperta – ad assumere pienamente il coraggio della Politica! Perché ogni persona abbia la dignità del lavoro e il pane necessario per sé e la propria famiglia. La Politica deve tornare ad accordarsi al bene del popolo che essa governa e guida! Non è simbolismo! È dovere! La Politica è la “terra benedetta” abitata dalla giustizia, dalla lungimiranza, dalla cura! Non ha il compito di indicare la strada, ma quello di realizzarla! Con scelte coraggiose e visionarie soprattutto davanti alle crisi ricorrenti delle nostre aziende. Questa è la sfida: educare alla speranza per educare al lavoro, nella risignificazione dell’azione politica. E allora, chiedo alla Politica di stare accanto alla gente, di ascoltarla, di seguirne i passi, di non tagliare la spesa sociale, non intervenendo adeguatamente nelle ferite aperte, esse non saranno feritoie di grazie ma cancrena sociale, che la camorra, astutamente e perfidamente, utilizzerà per i suoi iniqui scopi!”.

RAFFORZARE IMPEGNO A FAVORE DEI LAVORATORI

“Auspico, pertanto, che a rafforzare e consolidare l’impegno dell’Amministrazione regionale campana a favore delle lavoratrici e dei lavoratori ci possa essere l’impegno dello Stato. Solo se le Istituzioni creano una cornice favorevole tutti i 150 dipendenti di Ipercoop potranno essere assorbiti da un nuovo player. Solo garantendo un sussidio di transizione potremo evitare la fame e garantire la dignità a quanti hanno perso lavoro e retribuzione. Mi auguro che il Tavolo convocato per venerdì possa contrastare la conseguente crescita del numero dei disoccupati e, di conseguenza, la crescita delle disuguaglianze in Campania. La Politica ha l’occasione di dimostrare che solo favorendo investimenti e lavoro si potrà scongiurare che a troppe persone manchi il necessario e che non si mortifichi la loro dignità”.

 

De Luca a pranzo con Sallustri e Feltri: “Meglio con Monica Bellucci…”

Un scatto che immortala il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, a pranzo con i giornalisti Alessandro Sallustri e Vittorio Feltri suscita la curiosità del web. De Luca lo spiega così: “Eravamo a pranzo in un ristorante dove si mangia bene, gestito da napoletani e campani, e sono arrivati loro. Mi hanno chiesto se potevano accomodarsi temendo di mettermi in difficoltà. A me? Ma che me ne frega… certo sarebbe stato meglio pranzare con Monica Bellucci”.