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Dilaga la protesta dei trattori, corteo degli agricoltori in Irpinia

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Dopo Germania, Paesi Bassi e Francia, dilaga anche in Italia il malcontento degli agricoltori e degli imprenditori del settore. Le politiche europee, con l’aggiunta della strada intrapresa dal nostro governo in materia di aliquote irpef e benefit sul gasolio, hanno spinto anche gli agricoltori irpini a manifestare, 24 ore dopo Torino e Udine, sfilando con i loro trattori nello stesso giorno in cui si sono svolte proteste analoghe anche in altre città italiane.

IN MARCIA CONTRO IL GREEN DEAL DELL’UE

In Campania quindi, raduno questa mattina nei comuni di Flumeri e Grottaminarda, in provincia di Avellino, con decine di trattori e altri veicoli che hanno raggiunto poi in corteo piazza Kennedy, nella città capoluogo di provincia, in segno di protesta. I lavoratori chiedono maggiori tutele per la filiera agricola italiana, messa a rischio dalla strada intrapresa dalle politiche europee che puntano a favorire il cosiddetto Green deal avviato nel 2023 da Bruxelles con un pacchetto di misure per un uso sostenibile delle risorse naturali. Una politica che sta portando alla promozione di alimenti alternativi, come carne coltivata e farina di insetti.

DESTINAZIONE ROMA

Obiettivo della protesta dei trattori, arrivare a Roma per una protesta nazionale in caso di mancate risposte per il sostegno della categoria. Nel frattempo, gli agricoltori hanno annunciato un altro presidio di protesta, domani, davanti alla sede della Regione Campania ad Avellino.

A Luciano Spalletti la “Panchina d’oro”

FIRENZE – E’ Luciano Spalletti il migliore allenatore d’Italia dello scorso campionato secondo i suoi colleghi. All’ex allenatore del Napoli e attuale CT della Nazionale è stata assegnata la Panchina d’oro per la stagione 2022-23, quella dello storico terzo scudetto del Napoli. Spalletti è stato il più votato dai colleghi presenti oggi a Coverciano per il consueto corso di aggiornamento e l’assegnazione del riconoscimento. Si tratta della seconda Panchina d’oro della carriera di Spalletti dopo quella vinta nel 2004-05 quando allenava l’Udinese. A consegnare il premio il presidente federale Gravina. 42 i voti ricevuti da Spalletti su 61 votanti che ha preceduto Simone Inzaghi (Inter) e Stefano Pioli (Milan).

“Questo premio assegnato dai colleghi che sono i migliori allenatori al mondo mi impone di essere un tecnico migliore per il futuro – ha detto Spalletti -. Ringrazio i miei giocatori, gli addetti e i dirigenti del club, il direttore Giuntoli, tutta la città che ha sentimento e passione e tutti voi colleghi da cui ho imparato tanto. Ho iniziato con mio fratello Marcello che mi portava la borsa, ora sono in paradiso ad allenare la nazionale anche se il momento del calcio italiano non è facile”.

 

Fondazione Ravello, Pietrantonio confermato Direttore Generale

“Questa riconferma mi gratifica perché riconosce e premia il lavoro fin qui svolto in maniera appassionata con il pieno supporto di tutti i collaboratori della fondazione e degli enti locali che ringrazio”. Le parole di Maurizio Pietrantonio, confermato Direttore Generale della Fondazione Ravello, evidenziano il tratto e la signorilità che ne hanno accompagnato l’azione fin dal suo insediamento. Non sorprende la riconferma, venuta al termine della procedura di selezione mediante avviso pubblico e che consente alla Fondazione di proseguire sulla strada della programmazione di qualità e del rilancio. Sono sotto gli occhi di tutti i successi di eventi attesissimi come il Festival di Ravello ma anche la rassegna del Natale, organizzata quest’anno con grande riscontro di pubblico e critica. Così come è evidente il rilancio di Villa Rufolo che l’ultimo anno ha stabilito il record di visitatori (303mila) con un incasso di oltre 2milioni di euro.

La Fondazione, presieduta dal notaio Dino Falconio (in scadenza a luglio di quest’anno), potrà dunque contare ancora sulle capacità organizzative e strategiche dimostrate da Pietrantonio. Violinista straordinario, titolare di cattedra per oltre 40 anni tra i conservatori di Napoli ed Avellino, di origini sannite, il direttore della Fondazione Ravello è stato anche Consigliere di amministrazione del Teatro San Carlo di Napoli dal 1998 al 2006 e sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari dal 2004 al 2011.

“Mi auguro per il prosieguo la stessa sinergia sociale e culturale con il territorio a cui sono legato – ha aggiunto Pietrantonio -. Qui sono stato ben accolto dalla comunità ravellese e il mio impegno sarà di continuare a lavorare in maniera determinata ed entusiasta“.

Pietrantonio, che abbina doti manageriali a una straordinaria cultura musicale, ha iniziato il suo incarico a Ravello nel dicembre del 2020. Dalla fine della scorsa estate è direttore artistico ad interim dopo il passaggio di Alessio Vlad al Teatro Regio di Parma, in attesa del nuovo bando di selezione. Ha curato la struttura di base del palinsesto della 72esima edizione del Festival di Ravello per l’ammissione alla contribuzione presso il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo).

Morta Sandra Milo, la musa di Fellini aveva 90 anni

E’ morta questa mattina, all’età di 90 anni, Sandra Milo, icona del cinema italiano, musa di Federico Fellini: aveva 90 anni.

In questo servizio una delle sue ultime apparizioni in provincia di Napoli, al Teatro Lendi, con lo spettacolo “Mamma ieri mi sposo”, in scena anche Gino Rivieccio. Si è spenta nella sua casa, circondata dall’affetto dei suoi cari, come aveva espressamente richiesto.

Sandra Milo, all’anagrafe  Salvatrice Elena Greco, era nata a Tunisi l’11 marzo 1933. Aveva una settantina di film all’attivo, nei quali ha collaborato con Roberto Rossellini ad Antonio Pietrangeli. Ma anche con Sergio Corbucci a Federico Fellini, Luigi Zampa a Dino Risi, e ancora Luciano Salce a Duccio Tessari. Solo per citarne alcuni si possono ricordare le sue collaborazioni con Pupi Avati a Gabriele Salvatores e anche Gabriele Muccino.

Omicidio Vellega, arrestati la ex moglie e il convivente

Lo avrebbero prima ucciso e poi dato alle fiamme nella sua auto. Per l’omicidio di Domenicantonio Vellega, avvenuto il 3 marzo del 2022, sono stati arrestati la ex moglie e il suo convivente la misura cautelare nei confronti di M.M. e F.M, rispettivamente 39 e 51 anni, è stata eseguita dai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna.

All’epoca del fatto, i carabinieri intervennero in via Torricelli, di Acerra, dove una Fiat 600 era in preda alle fiamme. All’interno dell’autovettura fu rinvenuto il cadavere carbonizzato della vittima. Grazie alle indagini e agli accertamenti tecnico-scientifici, condotti sotto il costante coordinamento della Procura di Nola, i militari sono stati in grado di escludere l’iniziale ipotesi del suicidio.
Le ricostruzioni degli inquirenti, nonostante alcuni tentativi degli indagati di sviare le indagini, hanno in definitiva consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti della ex moglie della vittima e del convivente di quest’ultima.

I due indagati, la sera del 3 marzo 2022, avrebbero gravemente ferito Vellega all’interno della loro abitazione, adoperandosi successivamente per sopprimerne il corpo, prima riponendolo all’interno del veicolo lui in uso e poi appiccando un incendio all’autovettura,
quando la vittima era ancora in fin di vita.

Il Vescovo Battaglia: “L’autonomia differenziata divide l’Italia”

Dura presa di posizione dell’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, sull’autonomia differenziata. In una riflessione inviata alla stampa, spiega che “l’autonomia differenziata contiene nel suo corpo la divisione, intesa come volontà egoistica e come perverso progetto politico. La volontà egoistica dei ricchi e dei territori ricchi, il progetto, antico di poco più di quarant’anni fa, di dividere l’Italia, separando il suo Nord, divenuto opulento con le braccia e l’intelligenza dei meridionali, da quel Sud impoverito dalla perdita di risorse, di forze fisiche e intellettuali, svuotato progressivamente di fondamentali ricchezze al posto delle quali sono arrivati a fiumi inganni e false promesse”.

IL TESTO INTEGRALE DELLA RIFLESSIONE

“Nell’aria incerta dell’atmosfera nuova c’è un cielo antico che vorrebbe piangere lacrime vere. Non lo fa ancora perché teme di non essere visto dagli occhi degli uomini che non sanno più guardarsi tra loro, abituati come sono stati portati a non guardare in alto. In quest’atmosfera sempre più pesante, in cui l’aria sta diventando un problema, si sente da un lontano sempre più che s’avvicina, un vento di tempesta e una pioggia torrenziale, che non spazzerà quell’aria ma distruggerà tutto ciò che vi troverà sotto. Questo vento di tempesta è l’egoismo, il male e la colpa tra le più gravi che può colpirci in qualsiasi momento. Tutti, nessuno escluso. Credevamo, e questo è il giorno che annualmente ce lo ricorda attraverso il calendario civile, che questo brutto sentire fosse stato una volta per tutte cancellato a metà del secolo scorso, quando l’Europa, e quasi l’intero mondo, giurarono che mai più vi sarebbero stati atti conseguenti a quel sentimento”.

“MAI PIU’ GUERRE”

“Mai più guerre. Mai più conflitti per la sfrenata voglia di prendersi ciò che è degli altri. Dei popoli, dei territori, altri. Mai più discriminazioni di alcun genere, perché oggi non serve richiamare quelle tragiche razziali essendosi, le discriminazioni, estese, come principio, a quelle nei confronti di chiunque sia considerato diverso o lontano fisicamente. Ovvero, diverso perché lontano e viceversa. L’egoismo contiene, in diverse forme, l’energia terribile che lo muove e sulla quale ci si sofferma assai poco, confondendola spesso con la “ necessità”, anche psicologica e morale, di prendere sempre più cose per sé stessi, per la propria parte, per la propria “ famiglia”, che è la classe, lo stato sociale, la collocazione di ciò( cultura e altro) cui si appartiene nella storia del mondo. C’è di più, invece. Di più grave e di più pericoloso”.

“RIAFFERMAZIONE DELLE DIVERSITA'”

C’è una sorta di riaffermazione della diversità come contrasto inevitabile tra la propria superiorità e l’altrui inferiorità. C’è non solo l’imposizione di un proprio diritto, ma la negazione di quelli degli altri. Non solo la volontà di far valere le proprie capacità, ma di impedire la valorizzazione di quelle altrui. C’è non solo la pur assurda pretesa di avere tutto per sé, ma quella di negare il necessario agli altri e, maggiormente, gli spazi e gli strumenti che consentano a chiunque di potersi esprimere per i loro talenti nella piena tutela della dignità di quanti non possiedono le condizioni e le forze per poterli praticare. L’egoismo è, quindi, imposizione e negazione. È cecità dell’Amore. L’egoismo è la cancellazione nella vita quotidiana del principio che tiene salde le società e consolida la forza della Democrazia. Quando, per una qualsiasi ragione, questo principio si rompe, il rischio non è solo per le persone che ne subiscono le conseguenze, non solo materiali, ma per la Democrazia, il luogo privilegiato, insieme a quello dello spirito, in cui dimora e agisce la Libertà.

“AIUTARE GLI UOMINI A LIBERARSI DALLE CATENE”

Io sono un prete, che per volontà del Santo Padre, indossa anche la veste di Vescovo, che è guida del suo gregge, testimone della verità del Vangelo e del tempo in cui comunicarlo, comprendendolo sempre di più nel profondo, per poterlo con coraggiosa coerenza dirlo a chi deve essere cercato nelle strade della vita, in quella Chiesa che deve uscire dalle sue sacrestie e farsi campo di lotta per la giustizia e la libertà degli esseri umani. Tutti. In particolare, coloro che soffrono l’ingiustizia e la mortificazione della libertà. Perché, come dice Francesco, gli uomini devono essere aiutati a liberarsi dalle catene anche qui, sulla terra, dono immenso di Dio. Come la vita che ha scolpito in tutto il Creato. Come prete e vescovo, pertanto, non posso tacere che quei venti del peggiore egoismo stanno soffiando sul nostro Paese. L’Italia è da tempo divisa in ogni campo. Il Covid, che sembrava, con la sua lunga scia di morti e le tante paure indotte, affratellarci, invece che più solidali e aperti ci ha fatti più individualisti e più chiusi. Siamo andati oltre gli spazi della nostra cultura. Stiamo andando oltre i confini del nostro duplice credo, quello cristiano, per i credenti, quello della Costituzione, per tutti”.

“LA POLITICA E’ LA PIU’ ALTA FORMA DI CARITA'”

“La Chiesa non può restare ferma. Non deve restare chiusa. Non deve accompagnarsi in questa divisione crescente. Preti e laici cristiani, religiosi e volenterosi, sono chiamati a fare ciò che ci si è preclusi nel timore di essere additata, la comunità dei credenti, come parte. Come forza politica, che si muove all’interno del recinto della politica, quale oggi viene concepita. Invece, devono, insieme e uniti, recuperare il coraggio della Politica secondo quella concezione del Santo Papa Paolo VI, che “ la Politica è la più alta forma di carità”.
Un’idea, questa, rafforzata dalla richiesta di Papa Francesco a impegnarci tutti, anche quali cristiani, all’impegno della Politica. Perché essa, mi permetto umilmente di aggiungere, non è, contrariamente a quanto avviene affermato, lo spazio delle divisioni e delle lotte cruente per la vittoria che registri la pesante sconfitta del nemico. Non è l’ambito nel quale prevale un interesse soltanto contro i molteplici, non è l’incontro di boxe in cui vince, non sempre lealmente, il più forte. La Politica è, attraverso le istituzioni, l’area aperta in cui si muove, sia pure nella dialettica accesa, tutto il contrario di questo, per realizzare il suo compito primario, la giustizia e il bene per tutti i cittadini”.

“NO ALLA LEGGE SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA”

Mi sono permesso di svolgere questo lungo pensiero, che spero non risulti contorto e complesso, per dire nuovamente il mio No alla legge della cosiddetta Autonomia Differenziata, approvata l’altro ieri dal Senato della Repubblica italiana. Lo sottolineo, oggi particolarmente, “Repubblica Democratica”, dove il sostantivo significa una cosa sola: unità del Paese nell’eguaglianza. Certamente non è il titolo formale della legge, quello assegnatole finora, ma “Autonomia Differenziata”, che sembra doversi leggere come intera parola e senza soluzione di fiato, per come ne sottende il significato, contiene nel suo corpo la divisione, intesa come volontà egoistica e come perverso progetto politico.
La volontà egoistica dei ricchi e dei territori ricchi, il progetto, antico di poco più di quarant’anni fa, di dividere l’Italia, separando il suo Nord, divenuto opulento con le braccia e l’intelligenza dei meridionali, da quel Sud impoverito dalla perdita di risorse, di forze fisiche e intellettuali, svuotato progressivamente di fondamentali sue ricchezze al posto delle quali sono arrivati a fiumi inganni e false promesse. I promotori e sostenitori di questa legge, incollano, con una certa superbia, questa “ vittoria” all’articolo della Costituzione, che attendeva dalla sua nascita di essere realizzato anche in quel punto in cui si dovrebbe completare l’assetto dello Stato, la promozione dell’autonomia dei territori.

“L’AUTONOMIA NON E’ UGUALE PER TUTTE LE REGIONI”

Mi permetto di eccepire, rinunciando ad entrare nel vivo di una polemica politica, che non mi piace tra l’altro in quanto duramente strumentale, che questa affermazione non è vera. Lo dice la stessa parola, “differenziata”. È evidente che essa significhi che l’autonomia non è uguale per tutte le regioni, che essa, appunto, si differenzia tra quelle forti, che con l’autonomia diventeranno più forti, dalle regioni deboli, che paradossalmente diventeranno più deboli. Insomma, si realizza, anche nelle istituzioni, quella dinamica apparentemente incontrollabile, che legittima l’ingiustizia più grave. Quella che fa i pochi ricchi nel mondo più ricchi e il novanta per cento degli esseri umani più poveri. C’è anche un fatto che rende più grave, la decisione del Senato e delle forze politiche che l’hanno determinata. Questa trasformazione nel Paese avviene quando due debolezze si intrecciano pericolosamente, quella della politica e quella del Meridione. Basterebbe solo questo per accendere le menti più attente e i cuori più sensibili. E per comprendere meglio che quella parola accompagnata dal più breve articolo, incomprensibile per la povera gente, i Led (anche questa a coprire la furbizia dei potenti), risulterà ingannevole anche quando lo Stato, che non ha più soldi, trovasse i tanti miliardi che servirebbero per attuarli.

“SI DIVENTI TUTTI INSIEME SUD”

Le leggi non si fanno per il tempo politico di chi le vara. Si fanno per tempi lunghi, quelli che vanno a incontrare la vita dei nostri ragazzi. Aprono il futuro più che gestire il presente. La preoccupazione, pertanto, e che nel domani del compiersi pienamente questo malinteso articolo della Costituzione, la logica della differenziata manterrà le differenze, mentre si allargherà la forbice della duale separatezza del territorio nazionale e del sentire stesso il Paese. Occorre, invece, cambiare il nostro sguardo e quello delle istituzioni, invertendo la sua direzione. Il vero inizio del buon cambiamento si avrà quando tutti partiremo dal Sud. È uno sguardo culturale prima che politico. Muove dal cuore. Per una sola volta almeno restiamo qui, quelli che ci siamo e gli altri , che sono “ lontani”, scendano qui. Idealmente si diventi tutti insieme Sud per coglierne tutto il dolore e insieme tutta la sua grandezza. Il dolore, che porti alla riparazione dei torti subiti, pur non senza nostre colpe.

“SONO DEL SUD PERCHE’ SONO DEL SUD”

La grandezza, per fare più ricca tutta l’Italia con il prezioso contributo, anche produttivamente economico, del Mezzogiorno. Io, prete, sono del Sud non solo perché sono nato in un piccolo paese che dalle sue colline guarda il mare e al mare nostro si porge con la generosità della nostra antica accoglienza. Sono del Sud, non solo perché ho lavorato sempre lì, studiato lì, servito il suo popolo lì. Sono del Sud, non solo perché, per volontà del Pontefice e per grazia di Dio, sono Vescovo nella più grande Città del Sud. Io sono del Sud perché sono Sud. E lo sono perché condivido tutto il suo palpitare d’anime, tutto il suo sentire umano, tutta la sua grande forza creativa. Tutta la sua tristezza e il suo dolore. E tutta la sua allegrezza nella gioia di vivere. Nell’Amore. Per tutto il mondo. Amore che si nutre anche della speranza, che questo mondo, così apparentemente difficile, potrà cambiare. A partire dal più nostro piccolo, che è il cortile della nostra vita. E dall’Italia, il giardino più bello.

“ORIENTARE LE RIFORME AL BENE DI TUTTI”

Che il Vangelo e la Costituzione, in questo tempo complesso e difficile, che chiede la generosità e l’impegno politico di tutti, ci tolgano il sonno. Che rendano inquieti i nostri riposi, divengano un peso sulla nostra coscienza. Fino a quando ogni riforma e ogni legge, anche la più piccola, non sia orientata al bene di tutti. Iniziando dai più fragili, che un giorno scopriremo essere la cosa più preziosa che ci era stata data in dono dalla vita. La culla più adatta a gestare la nascita di una comunità rinnovata, fondata sulla solidarietà, sulla giustizia, sulla pace.

Un Napoli incerottato conquista un punto con la Lazio (0-0)

ROMA – Un Napoli incerottato, privo di 9 titolari, conquista un punto a Roma contro la Lazio. La partita finisce zero a zero, senza particolari emozioni e con i portieri sostanzialmente inoperosi. Non è la stessa cosa per il centrocampo di entrambe le squadre. Per 95 minuti una lotta all’arma bianca che ha prodotto un risultato che si vede difficilmente nel calcio moderno.

Mazzarri decide di schierare la difesa a tre con Ostigard, Juan Jesus e Raahmani. Blinda il centrocampo con Demme, accanto a Lobotka e Zielinski, completandolo con Mario Rui e Di Lorenzo larghi a fare da cursori-incontristi. Poi schiera Politano in un insolito ruolo di sottopunta a fare da supporto a Raspadori. Tanta fatica chiesta dall’allenatore che sta ridisegnando la squadra ma eve fare sostanzialmente i conti con numerosissime assenze.

LE FORMAZIONI

Lazio (4-3-3): Provedel, Lazzari (26′ st Pellegrini), Gila, Romagnoli, Marusic, Guendouzi (32′ st Vecino), Cataldi (39′ st Rovella), Luis Alberto, Isaksen (39′ st Pedro), Castellanos, Felipe Anderson. (33 Sepe, 35 Mandas, 15 Casale, 46 Ruggeri, 23 Hysaj, 6 Kamada, 70 Fernandes). All: Sarri.
Napoli (3-5-2): Gollini, Ostigard, Rrahmani, Juan Jesus, Di Lorenzo, Demme (15′ st Gaetano), Lobotka, Zielinski (39′ st Dendoncker), Mario Rui (34′ st Mazzocchi), Politano (39′ st Lindstrom), Raspadori (34′ st Ngonge). (14 Contini, 16 Idasiak, 50 D’Avino, 60 Gioielli). All: Mazzarri.
Arbitro: Orsato di Schio Recupero: 0′ e 5′ Angoli: 4-3 per la Lazio Ammoniti: Demme, Romagnoli, Gila, Cataldi, Ostigard per gioco scorretto.
Spettatori: 35mila circa

 

 

Ennesima aggressione a minore, sit in per la sicurezza del parco Mascagna a Napoli

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Tornano a chiedere sicurezza dopo l’ennesima aggressione ai danni di un minore i fruitori del parco Mascagna, nel quartiere napoletano del Vomero. Luce contro la violenza, lo slogan del sit in organizzato da diversi comitati civici e associazioni in risposta all’ennesimo episodio di violenza contro un minore nella zona del parco. Non è la prima protesta quella organizzata questa sera. In precedenza c’era stata una reazione del quartiere quando lo scorso mese di giugno una baby gang aveva aggredito alcuni minori all’uscita di un pub. Gli organizzatori hanno invitato i partecipanti a portare da casa una torcia, al fine di organizzare un flash mob per chiedere alle istituzioni maggior sicurezza. In una zona dove a pochi passi c’è un commissariato di Polizia

Napoli, presidio pro Palestina: “Giornata della memoria tradita”

Piazza San Domenico, a Napoli, blindata con le forze dell’ordine in assetto antisommossa per un presidio contro il genocidio in Palestina. Gli attivisti del centro sociale Mezzocannone occupato, nonostante la richiesta di rinvio avanzata dal Viminale, hanno confermato la loro iniziativa. Manifestazione che si inquadra nelle controiniziative del “Giorno della memoria”. In piazza San Domenico ci sono decine di giovani e meno giovani, che manifestano contro quella che definiscono una “pulizia etnica” perpetrata in questi giorni da Israele contro il popolo palestinese.

I manifestanti definiscono  il 27 gennaio “Giornata della Memoria tradita”. Tra i presenti alcuni giovanissimi, che spiegano il loro punto di vista. “Innanzitutto questa memoria è tradita da Israele – dice uno di loro – e da chi è complice del suo progetto di apartheid e di pulizia etnica, come il nostro governo. La memoria dell’olocausto e il genocidio nazifascista di sei milioni di vittime ebree (insieme a oltre mezzo milioni di rom, testimoni di Geova, omosessuali, disabili, popolazioni dell’Est Europa, comunisti e altri dissidenti politici) deve essere d’aiuto a indagare e ricordare il passato per comprendere meglio il presente al fine di progettare un futuro che non ripeta gli orrori del passato”.

 

Insediata Consulta delle Professioni della Camera di Commercio di Napoli

La Camera di Commercio di Napoli, presieduta da Ciro Fiola, ha insediato la nuova Consulta Provinciale delle Professioni. Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, Gennaro Annunziata, è stato eletto presidente all’unanimità nel corso della riunione del 26 gennaio. Nel corso della stessa riunione, Teresa Rea, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Napoli, è stata designata all’unanimità rappresentante dei professionisti all’interno del prossimo Consiglio della Camera di Commercio.

SODDISFAZIONE DI FIOLA

“Sono soddisfatto che l’Ente che presiedo – ha affermato Fiola – sia riuscito, nuovamente, a costituire la Consulta delle Professioni. Auspico che possa continuare ad esserci, così come è stato fino ad oggi, una continuità ed una condivisione di idee ed obiettivi da raggiungere insieme al mondo dei professionisti”.

ANNUNZIATA PRESIDENTE CONSULTA

“La mia candidatura, proposta dai presidenti di Collegi e Ordini di area tecnica –  ha spiegato Annunziata -, ha trovato consenso unanime anche tra i presidenti dei professionisti delle altre aree, a partire da quelli dell’area sanitaria. Questo segnale di unità e collaborazione è motivo di grande soddisfazione e rappresenta una base solida su cui costruire il nostro impegno futuro”.

REA RAPPRESENTANTE NEL CONSIGLIO

“Ringrazio i presidenti per aver designato un rappresentante delle professioni sanitarie all’interno del prossimo Consiglio della Camera di Commercio – ha aggiunto Rea -. E’ un importante traguardo, segno di un grande spirito di innovazione e sensibilità da parte di tutta la Consulta. Un onore essere eletta in un così prestigioso consesso nel quale mi impegnerò a rappresentare con spirito unitario l’intero mondo delle professioni”.

COMPITI E COMPONENTI DELLA CONSULTA

La Consulta, composta dai Presidenti dei liberi professionisti del territorio, ha il compito di esercitare funzioni di tipo propulsivo, formulando proposte non vincolanti. Le proposte sono volte a promuovere una più stretta connessione tra impresa e mondo dei professionisti, con particolare riferimento agli obiettivi della Camera di Commercio di Napoli. Svolge, inoltre, funzioni consultive ove richiesti dalla Camera di Commercio.
Fanno parte della Consulta di Napoli: il Presidente del Collegio degli Agrotecnici, il Antonio Napolitano; la Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche, la Teresa Rea; il Presidente del Collegio dei Geometri, Maurizio Carlino; il Presidente dell’Ordine degli Architetti, Lorenzo Capobianco; il Presidente del Collegio dei Periti Agrari, Biagio Scognamiglio; il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, Gennaro Annunziata; il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Bruno Zuccarelli; il Presidente dell’Ordine dei Periti Industriali, il Maurizio Sansone; il Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Napoli, Bruno Striano; il Presidente dei Consulenti del Lavoro, Francesco Duraccio; il Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, Giovanni Vitolo; il Presidente dell’Ordine della Professione di Ostetrica, Giuseppina Piacente; il presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari; Luigi Navas; il Presidente dell’ordine dei Farmacisti, Vincenzo Santagada.