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L’Orchestra Filarmonica di Benevento omaggia De Andrè

L’Orchestra Filarmonica di Benevento ricorda il grande cantautore e poeta genovese a 25 anni dalla scomparsa con “Fabrizio De Andrè Concerto Sinfonico”, che lunedì 5 febbraio, alle 21.00, arriva al Teatro Bellini, in via Conte di Ruvo 14.

 Ricorda De Andrè ma celebra anche il suo decimo anno di vita, l’Orchestra Filarmonica di Benevento, che ha ideato e propone un progetto importante e straordinario realizzato con la collaborazione dell’arrangiatore Alessandro Verrillo e del cantante Leonardo De Stasio, voce protagonista del concerto sinfonico. Diretta da Letizia Vennarini, l’orchestra composta da 35 elementi, coinvolge il pubblico con ritmi e melodie incalzanti.

LEONARDO DE STASIO – Voce

«Abbiamo cercato di lavorare con grande rispetto e cura, riarrangiando in chiave sinfonica le musiche e interpretando, senza cercare di emulare, i brani di Fabrizio De André, che ha lasciato un’eredità immensa nella storia della musica italiana – racconta Leonardo De Stasio –. Ci siamo posti l’obiettivo di rievocare le emozioni, suggestioni, riflessioni che Faber ci ha saputo regalare, cercando di dare un nostro contributo personale, rispettoso del suo repertorio. La scelta dei brani da eseguire è stata ardua. Abbiamo inserito almeno un brano per ogni album della sua discografia e abbiamo composto una scaletta di circa venti brani. Ogni volta abbiamo provato un piccolo dolore nella scelta tra un brano e un altro, in quanto per un legame animico avremmo voluto eseguirne idealmente molti di più ma è necessario rispettare i tempi della scena e dello spettacolo, trovando un compromesso tra durata e numero dei brani. Un’altra difficoltà sicuramente è stata gestire la potenza evocativa dei testi e delle musiche di Faber, per quello che rappresentano nella vita di tutti noi: è stato importante trovare un giusto equilibrio tra il coinvolgimento emotivo che suscitano in noi questi brani e la lucidità che serve mantenere ai musicisti e al cantante per l’esecuzione. De Andrè ci ha insegnato che “le canzoni, una volta scritte, non vanno troppo spiegate, ma vissute”, e noi abbiamo una grande voglia di riviverle e rievocare un mondo di emozioni senza tempo, insieme al pubblico che vorrà venire ad ascoltarci».

FABRIZIO DE ANDRÈ Concerto Sinfonico

In questo omaggio, la declinazione sinfonica non impedisce la riconoscibilità immediata dei brani che risultano, anche al pubblico meno fanatico, immediatamente orecchiabili e identificabili con quelli della PFM. Gli arrangiamenti, infatti, si ispirano alle sonorità dell’album realizzato dal sodalizio tra la band e De Andrè.

Il coinvolgimento è l’obiettivo fondamentale del progetto che unisce alla musica anche un salto negli anni ’70 invitando il pubblico a indossare un dress code a tema, così come proposto dall’abbigliamento degli stessi musicisti. Le canzoni sono intervallate da audio di interviste di De Andrè e da brevi introduzioni di De Stasio che rivelano aneddoti e chicche rare.

Applaudito in tre sold out consecutivi nella sua terra di origine, al Teatro Romano di Benevento (una data a luglio) e al Teatro comunale di Benevento (due date a dicembre), “Fabrizio De Andrè – Concerto Sinfonico” arriva così a Napoli, con una prossima data già programmata per l’11 febbraio al Teatro Savoia di Campobasso e una tournée in costruzione.

FABRIZIO DE ANDRÈ Concerto Sinfonico
Teatro Bellini
Via Conte di Ruvo 14
5 febbraio – ore 21.00
Biglietti: palchetti 20 euro / platea 25 euro (+ costi di prevendita)
https://teatrobellini.it/spettacoli/fabrizio-de-andre/

 

Anno Giudiziario, Gratteri: “Attrezzarsi per contrastare nuove camorre”

Anno Giudiziario, Gratteri: “Attrezzarsi per contrastare nuove camorre”

“Da quanto visto qui a Napoli ho avuto la conferma che ci sono vari livelli di camorra: c’è quella che si ammazza per controllare 200 metri quadri, la camorra del mondo dell’imprenditoria e la camorra molto avanti del dark web” Lo ha detto il Procuratore della Repubblica, Nicola Gratteri, intervistato a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, in corso a Castel Capuano. “Se abbiamo tre livelli di camorra occorrono tre livelli di specializzazione delle forze dell’ordine per rispondere a queste varie camorre – ha continuato Gratteri- Per quanto la prima non mi pare che stiano vincendo e queste guerre significano debolezza e non forze delle mafie”.

La riforma della giustizia

Poi il passaggio sulla riforma della giustizia. Il Procuratore ha analizzato lo stato del sistema giuridico: “Occorre una visione organica del codice penale, del codice di procedura penale dell’ordinamento giudiziario – ha spiegato il capo della procura – Con questi interventi spot che certe volte sembrano contraddittori non andiamo da nessuna parte”.  Per Gratteri, allora, è necessario: “Sedersi attorno ad un tavolo con tutti gli addetti ai lavori, magistrati, avvocati e tutti quelli che vanno ogni giorno in udienza e che sanno veramente di cosa c’è bisogno per far funzionare il processo penale”. Poi la stoccata alle precedenti riforme e a quella firmata dal ministro Nordio: “Con gente calata dall’alto, luminari di dottrina che non sono mai stati un giorno in udienza, abbiamo visto quali sono stati i risultati e cioè la riforma Cartabia. Queste piccole riforme, cosiddette riforme Nordio, sono la conseguenza, la prosecuzione della Cartabia”.

 

Omicidio Bergamo, Pisani: nascerà il 1523 per uomini maltrattati

Omicidio Bergamo, Pisani: nascerà il 1523 per uomini maltrattati

Pisani-Noi consumatori: allarme inascoltato , stamane un altro uomo ucciso a coltellate (Bergamo) da una donna in carenza di prevenzione e tutela per tutti

Difendiamo i diritti di tutti e diciamo Basta demagogia e discriminazioni , la violenza e lo sfruttamento non hanno colori e sono crimini illeciti da contrastare e da cui difendersi senza eccezioni, con misure nuove ed idonee come sarà il 1523 assistence.

Alla luce dell’ultimo episodio di violenza , meno commentato e amplificato, in cui la vittima è un uomo, diventa assolutamente necessario allineare ogni possibile sforzo nel contrastare ogni possibile violenza che avviene all’interno delle relazioni, delle famiglie e nella società .
Superando ogni possibile pregiudizio in materia ed evitando speculazioni e demagogia causa di danni.

E qui è importante purtroppo sottolineare una mostruosa incongruenza operata oltre che da mode di comodo e politiche sbagliate proprio da chi dovrebbe per nome il difensore istituzionale di simili principi che è il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri per la tutela di tutti : donne, uomini , adolescenti , anziani Bambini etc.

Se è vero, infatti, che è stato istituito nell’anno 2006 come strumento di contrasto del fenomeno della violenza intra ed extra familiare, è altrettanto vero che in realtà si parla solo di donne e la gestione è stata affidata ad una associazione, “Differenza Donna”, dichiaratamente di genere e tutt’altro che di ispirazione paritaria, e discriminatorio anche rispetto all’universo LGTBI+ .

Non solo violenza sulle donne

Il fenomeno però, ad ogni evidenza è tutt’altro che limitato alla violenza sulle donne, come facilmente documentabile.
Oltre a non aver mai sentito parlare nessun professore della necessità di difendere e tutelare alla pari anche gli uomini , con un conseguente vantaggio anche per le stesse donne, molti uomini che per necessità hanno cominciato a chiamare il 1522 a causa di una serie di violenze subite, da quelle fisiche e quelle ancor più gravi e frequenti le psicologiche, comprese le violazioni di diritti in generale e delle frequentazioni con i figli in particolare, troppo spesso non hanno trovato alcuna tutela.

Basta affacciarsi sul web per ritrovare simili testimonianze: “Qualcuno ha chiamato per chiedere un aiuto concreto, qualcuno per ricevere suggerimenti su come comportarsi, qualcuno solo per chiedere informazioni, qualcuno pensava di poter chiedere giustizia ma purtroppo il pregiudizio e slogan prefatti sono difficili da superare .

Violenze subite dagli uomini

La gamma delle violenze subite anche dagli uomini e delle situazioni descritte è ampia, va da chi ha ricevuto schiaffi e calci a chi è stato minacciato con forbici e coltelli, e poi capelli strappati, unghiate sul viso, lancio di oggetti, insulti ed umiliazioni, violazioni psicologiche , impedimenti nel vedere i figli e riduzione alla sottomissione.

Abbiamo raccolto diverse testimonianze di questi uomini che hanno chiamato il 1522, tutti concordano sul fatto di aver ricevuto risposte sempre deludenti, in alcuni casi irridenti. Mauro di Ladispoli (RM), Mauro di Roma, Sergio di Taranto, Mauro Carlo di Aosta, Aurelio di Roma, Luciano di Pescara e Francesco di Tuturano (BR) riferiscono che le operatrici del 1522 in alcuni casi si sono mostrate dispiaciute per non poter fornire aiuto: “mi dispiace, questo è un Numero Rosa dedicato alle donne”.

C’è poi la risposta arrogante della tizia che mostra fastidio nel dover rispondere alle domande di un uomo: “senta, che ci posso fare se la rete è antiviolenza donne? Voi maschi potevate organizzarvi”. L’inaccettabilità, al di là delle macroscopiche violazioni costituzionali, è che uno strumento di tutela diventa invece strumento evocatore di sessismo e anacronistica divisione di genere, con la benedizione addirittura delle istituzioni. Infatti, è possibile, per chi è vittima di violenza o stalking, avere assistenza in italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo ucraino, portoghese, polacco. Ma, attenzione, solo da operatrici donne, ed a tutela solo delle donne. E la violenza sugli uomini? Non esiste? Non è violenza? Se è accettato che esiste il femminicidio e quindi l’omicidio non casualmente di una donna, ma di una persona in quanto donna, come è possibile non garantire giuridicamente la reciprocità dello stesso principio?

Questione fondi pubblici

Ad approfondire tutto questo si aggiunge l’erogazione di fondi pubblici da ogni ente nazionale e territoriale alle solite associazioni, il finanziamento di centri antiviolenza e case di fuga solo per donne, il finanziamento di studi e ricerche istituzionali esclusivamente sulle criticità femminili, ma anche e soprattutto una copertura mediatica incessante con dibattiti ed approfondimenti sulla discriminazione dell’universo femminile e la conseguente censura di quello maschile forse al solo scopo della vecchia politica di intercettare un elettorato femminile che viene comunque manipolato e disinformato infiammando le criticità all’interno delle relazioni, con una rovina e fallimento evidente della famiglia e della società in danno delle future generazioni.

Un nuovo servizio: il 1523

Ciò che risulta a questo punto improrogabile, e su cui non ci si deve fermare ai comunicati stampa, ma investire il nuovo Governo anche con interrogazioni parlamentari o azioni giudiziarie, che mi impegno a portare avanti, è una nuova discussione sul tema e contrasto alla violenza che ha nessun colore e così urge l’apertura del servizio 1522 ad un gestore paritario per la quota maschile, anche per il mondo degli adolescenti , o, meglio, all’istituzione di un analogo servizio, il 1523, riservato, con pari potenzialità, ai cittadini di sesso maschile, rispettando appunto il principio costituzionalmente protetto della non discriminazione di genere.

D’ora in poi per tutelare i valori di tutti organizziamo il 1523 , un numero e servizio , con voce maschile e orecchie azzurre, contro la violenza sugli uomini per la tutela di tutti.

Giornata della Memoria, consegna medaglie al merito in Prefettura

Giornata della Memoria, consegna medaglie al merito in Prefettura

Nell’ambito delle celebrazioni della Giornata della memoria, che il 27 gennaio punta a ricordare al mondo intero gli orrori dell’olocausto, il prefetto di Napoli Michele di Bari, ha consegnato le medaglie d’onore alla memoria ai familiari di tre cittadini della provincia di Napoli, deportati ed internati nei lager nazisti.

“Un antidoto dell’indifferenza perché credo che oggi debba essere una giornata non uguale a quella degli altri anni, non sarà uguale rispetto a quelle future, perché ogni giornata deve essere carica, intrisa, di significati nuovi e oggi il significato che mi sento di dire più importante è quello di non essere indifferente. Mai girarsi all’altra parte. Scrutare il pensiero degli uomini perché l’uguaglianza e la centralità dell’uomo restano importanti in questa giornata”.

Le tre medaglie

Gaetano Greco, della Marina Militare, internato nella regione della Sassonia dal 24 settembre del ’43 all’1 settembre del1945, Luigi Mantile, aviere Scelto deportato nel campo di concentramento Stalag  dal 9 settembre del ‘43 all’8 maggio del 1945, Francesco Scarpati, militare internato in Germania dal 9 settembre del’43 al 14 settembre del’45, i tre insigniti.

Al ritiro della medaglia, la figlia del signor Scarpati, Virginia, ha voluto leggere alcuni passaggi del diario del padre:

“I giovani devono capire l’importanza, quando oggi purtroppo si sente per televisione tanta violenza, tanta guerra, non è mai finito questo lager, penso che non finirà mai, perché l’uomo purtroppo vuole il potere, ognuno vuole il suo potere, non si riesce più a vivere con umiltà, con amore”.

Gennaro De Crescenzo ricanta Luna Rossa

E’ una canzone che ha un sapore familiare. La celebre “Luna Rossa”, scritta nel 1950 da Vincenzo De Crescenzo con le musiche di Antonio Viscione, è da sempre parte del dna dei napoletani. Portata a rinnovato successo dall’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, rivive nell’interpretazione inedita di Gennaro De Crescenzo. Che dell’autore è il nipote. Un patrimonio familiare, condiviso con il più noto Eduardo De Crescenzo ed Eddy Napoli, musicisti protagonisti indiscussi della sena nazionale. Il brano è stato presentato nella sede dell’Ordine dei Giornalisti della Campania alla presenza del vicepresidente, Mimmo Falco.

 

De Laurentiis: “Osimhen va via? Lo sapevamo da quest’estate”

“Sapevamo che Osimhen sarebbe andato via dalla scorsa estate, quando abbiamo avviato una trattativa lunga e amichevole. Andrà al Real, al Psg o in Inghilterra”. Parla a briglie sciolte, come sempre, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Lo fa all’esterno della sede della Lega Calcio dove i club hanno incontrato il presidente Gravina.

“MOURINHO MAI A NAPOLI”

Il patron del Napoli si sbilancia al sul futuro dell’allenatore, facendo un riferimento a Josè Mourinho, ex tecnico della Roma: “Il suo futuro non sarò sicuramente a Napoli. Non fa parte dei nostri piani e non gli abbiamo mai parlato”.

 

I postini di Napoli hanno le divise nuove, sul lungomare la presentazione ufficiale

I postini di Napoli hanno le divise nuove, sul lungomare la presentazione ufficiale.

Nuovo design, tessuti riciclabili e colori d’ordinanza: cambio d’abito per i 1261 portalettere partenopei. I postini si proteggeranno così dal freddo d’inverno e potranno contare su tessuti traspiranti d’estate. Dopo cinque anni, dunque, cambiano le divise di chi ogni giorno lavora nel circuito del recapito consegnando ai cittadini pacchi e servizi a domicilio. Le divise, realizzate tenendo conto dei suggerimenti raccolti con un sondaggio interno realizzato in fase di progettazione, si aggiungono ad altre dotazioni fornite ai postini del Napoletano: tra queste ci sono i nuovi palmari che permettono di offrire a domicilio servizi come il pagamento dei bollettini di conto corrente o l’invio di una raccomandata.

PRESENTAZIONE UFFICIALE SUL LUNGOMARE

Sul lungomare di Napoli la presentazione ufficiale, tra la curiosità dei presenti e un pizzico di malcelato orgoglio da parte dei vertici di Poste Italiane. presenta anche Lucio Micillo, responsabile Qualità del recapito per la città di Napoli. “Le divise invernali e estive fornite ai portalettere di Napoli e provincia sono ispirate ai valori di sostenibilità ambientale e sicurezza, fondamentali per Poste Italiane – dice Micillo -. In questo senso, sia i materiali utilizzati che i fornitori sono certificati. Le nuove tenute dei postini, facilmente individuabili dalla popolazione, si possono considerare a tutti gli effetti dei dispositivi di protezione individuale”.

NUOVI VEICOLI ELETTRICI

Poste rilancia l’impegno sul piano dell’efficienza ecologica anche con una flotta di mezzi “green” in costante incremento. “Oggi viaggiano a Napoli e provincia circa 200 tra veicoli ibridi e elettrici. Sono mezzi orientati in particolare all’e-commerce con tre e quattro ruote, attrezzati con vani di carico che consentono di trasportare volumi maggiori”, aggiunge Micillo.

Presentata a Napoli la guida per vivere in condominio

Una guida con i casi e le risposte pratiche per vivere, e sopravvivere, in un condominio. E’ stata realizzata dal Consiglio nazionale del Notariato insieme ad Anaci e a 14 associazioni di consumatori. La presentazione oggi a Napoli, nel corso di un evento sul tema “Vivere in condominio: istruzioni per l’uso”. Un incontro per offrire “un orientamento e un’informazione sicura e completa”, organizzato dal Consiglio Notarile dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola, presieduto da Giovanni Vitolo.

UNA GUIDA PER VIVERE IN CONDOMINIO

La guida è stata realizzata a dieci anni dall’entrata in vigore della legge che ha profondamente riformato la disciplina condominiale, per fare il punto sulla situazione attuale e sulla giurisprudenza che si è sviluppata nel tempo, nel tentativo di offrire una informazione completa, ma anche risposte ai casi pratici più diffusi. La Guida contiene una serie di capitoli dedicati ai principi generali, ognuno dei quali è corredato da una serie di domande su casi comuni alle quali si è cercato di dare risposta in modo concreto. In occasione della presentazione della pubblicazione si è tenuto anche un incontro di esperti tra i quali Antonio Carofano, presidente Anaci Napoli e da Patrizio Barbieri, legale dell’Adoc, l’Associazione difesa orientamento consumatori.

 

La Giustizia a Napoli, tra gangsterismo e i soliti problemi

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Gli omicidi nell’ultimo anno a Napoli sono diminuiti. Ma è quello che il presidente della Corte d’appello, Eugenio Forgillo, definisce “gangsterismo urbano”, che preoccupa il mondo della Giustizia partenopea che si appresta a partecipare all’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Tradizionale liturgia che avrà luogo domani nel salone dei Busti di Castel Capuano e che come ogni anno viene preceduta dalla presentazione, da parte del presidente della Corte d’appello e del procuratore generale, dei dati relativi all’attività della magistratura del distretto di Napoli nell’anno appena concluso.

LA SPARATORIA NELLA ZONA DELLE “CASE NUOVE”

Gli 80 proiettili sparati poche sere fa nei pressi di via Marina, agguato in cui è rimasta ferita anche una passante, il caso citato dal presidente Forgillo per sottolineare come la vecchia camorra abbia lasciato le strade a clan e gruppi minori della criminalità che “manifestano una elevata propensione al conflitto” creando scenari da “paesi sudamericani”. Tra le ataviche difficoltà della magistratura poi, le carenze d’organico.

500 GIUDICI PER COLMARE CARENZE D’ORGANICO

Mille i giudici in servizio nel distretto napoletano. Per smaltire i procedimenti in giacenza (130mila nel penale, 150mila nel civile) che ingolfano la macchina giudiziaria, servirebbe almeno il 50% dei magistrati in più

L’allarme di D’Amato: “Curo ancora troppe polmoniti e bronchiti”

Troppe polmoniti e bronchiti. Superata l’onda del Covid, che secondo recenti dati ha un’incidenza molto bassa, resistono le patologie respiratorie. Lo denuncia, a margine dell’inaugurazione del 26esimo meeting in corso di svolgimento all’hotel Ramada, il professor Gennaro D’Amato. ex primario del Cardarelli, promotore della pagina Respiro Italia, D’Amato ha dedicato la sua vita allo studio e alle cure di patologie come l’asma bronchiale.

STRATEGIE TERAPEUTICHE

Il tema della due giorni, organizzata e coordinata da Mariella D’Amato, è “Il paziente respiratorio: dalla clinica alle strategie terapeutiche”. Nella relazione di apertura, D’amato ha evidenziato quanto il clima e l’inquinamento ambientale incidano. E anche la tragica situazione che stanno vivendo le popolazioni in zona di guerra. Le terribili ricadute sulla salute, addirittura con un aumento esponenziale delle tubercolosi.

BOOM DI POLMONITI

“Non vedevo tante polmoniti dal 2010 – spiega D’Amato -. All’epoca il Cardarelli era pieno, eravamo stati investiti dalla “suina”. Io consiglio ai soggetti che hanno tosse e febbre di farsi vistare e stare attenti, perché è opportuna una cura corretta. Quando la febbre continua allora usare gli antibiotici, prima è inutile. Anche perché contro i virus gli antibiotici non sono efficaci. E’ opportuno essere prudenti, usare terapia antinfiammatoria, evitare di raffreddarsi e i contatti con persone presumibilmente infette”.

NOVITA’ NELLA CURA DELL’ASMA

“Nell’asma ci sono terapie biologiche che aiutano moltissimo i pazienti – aggiunge D’Amato. Ma bisogna diagnosticarle per bene. Soprattutto nei soggetti che sono costretti a utilizzare moli cortisonici, quelli possono essere aiutati in altro modo. Ne parlano i maggiori esperti nazionali proprio durante questo congresso”.