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Mazzarri e Di Lorenzo: “Vogliamo la Supercoppa”

RIYAD – L’allenatore del Napoli, Walter Mazzarri e il capitano, Giovanni Di Lorenzo, hanno presentato la finale di Supercoppa di domani sera contro l’Inter. Entrambi hanno chiarito che il Napoli ha voglia di conquistare il trofeo, nonostante i nerazzurri partano favoriti.

“Non capita tante volte a un allenatore come me venuto dal nulla – ha spiegato Mazzarri – di avere la possibilità di disputare due finali di Supercoppa. Quindi per me è una partita importante ma lo è ancora di più per la squadra. Una vittoria contro l’Inter darebbe a tutti ancora più morale anche per il campionato”.

“Con Nonge ho parlato 5 minuti – ha aggiunto Mazzarri -, mi ha detto di essere pronto e disponibile a giocare qualche minuto. Io valuto però se far giocare un calciatore che arriva in squadra da due giorni e non conosce poco dei nostri automatismi”.

Non sarà disponibile invece Hamed Traoré: “deve fare un mini preparazione per la seconda fase della stagione, lo aspettiamo. Gli altri stanno bene anche se abbiamo fatto pochi allenamenti tra la semifinale e la finale. Domani mattina faremo anche un altro piccolo allenamento e vediamo. Cajuste lo recuperiamo, Zielinslki sta bene dal punto di vista fisico, vediamo, mentre per Demme vediamo se può andare in panchina”.

Mazzarri ha risposto anche rispetto all’ipotesi di un maggior tifo arabo per l’Inter: “il Napoli ha vinto il campionato l’anno scorso ma era già conosciuto nel mondo, già quando fui qui la prima volta si parlava di Champions e il Napoli ha sempre giocato nelle coppe. E’ un club che esiste in modo tangibile da anni, ormai conosciuto a livello mondiale. Il trofeo per me? In 23 anni di carriera sono alla seconda finale e spero di poter alzare la coppa, ma da allenatore ho fatto tante cose e se vinciamo questo trofeo sono ben felice, altrimenti sono felice lo stesso perché non tutti partono come me a fare l’allenatore e si giocano le finali”.

Napoli, sabato di sangue: si lancia da balcone e muore per sfuggire a killer

Sabato di sangue a Napoli, questa notte un uomo è morto in via dello Scirocco, quartiere Poggioreale. Gli agenti del Commissariato di Secondigliano  sono intervenuti, allertati da una segnalazione al 113. Una voce dall’altro capo del telefono parlava dell’esplosione di colpi di arma, chiedendo l’intervento delle volanti. Una volta giunti sul posto i poliziotti hanno trovato il cadavere di uomo, classe 1973, Raffaele Cinque, pregiudicato per furti e rapine, nell’orbita del clan Contini. Il corpo senza vita è stato rinvenuto nel cortile dell’edificio al civico 56 di via dello Scirocco. Sul posto sono stati ritrovati 9 bossoli 7.65. La vittiima probabilmente ha aperto all’assassino. Gli spari tutti all’interno dell’ambiente. Nel tentativo di fuga, Cinque è caduto dal balcone finendo poi nel cortile battendo mortalmente la testa.

Omicidio Sesso, gli orologi rubati il movente del delitto

Omicidio Sesso, gli orologi rubati il movente del delitto

Si rifiutò di pagare al Clan Elia la tangente per un orologio rubato. Per questo Pasquale Sesso fu ucciso a colpi di pistola esplosi da un balcone, mentre si trovava in via Solitaria, il 5 luglio scorso.

A dirlo le indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, secondo cui l’omicidio Sesso sarebbe da ricondurre alle tensioni tra gruppi criminali che si contendono la zona.
La famiglia Sesso, legata al Clan Mazzarella, era in larga ascesa nel rione Pallonetto a Santa Lucia, dove i numerosi arresti avevano indebolito l’egemonia degli Elia.

La vittima e i fratelli, infatti, sono ritenuti rapinatori professionisti, il cui giro d’affari travalica i confini nazionali. A quanto emerge però non volevano più pagare la quota sugli orologi rubati. Uno scenario che non sarebbe andato giù agli ambienti criminali del quartiere. Infatti pochi minuti prima dell’agguato, il killer aveva tentato di ammazzare anche il fratello di Sesso, Luigi.

Dovrà infatti rispondere di tentato omicidio e di omicidio, aggravati dal metodo mafioso per aver favorito il clan Elia, Gennaro Belaeff, arrestato dagli inquirenti lo scorso giovedì.

Dopo gli spari la vittima fu portata all’Ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove è poi deceduta a seguito delle ferite riportate. I proiettili gli trapassarono l’arteria femorale e un polmone.

40 rom del campo di Giugliano in stabile sequestrato alla criminalità

40 rom del campo di Giugliano in stabile sequestrato alla criminalità

Decongestionare il campo rom di via Carrafiello, dove è morta folgorata una bambina di appena 7 anni: è il principale obbiettivo emerso durante il Comitato per l’Ordine e Sicurezza svoltosi a Giugliano e presieduto dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari.

Tra le soluzioni paventate anche quella di sfruttare un immobile confiscato alla criminalità organizzata attualmente assegnato alla Città metropolitana. La struttura potrebbe ospitare 40 persone andando a ridurre il numero di ospiti dell’accampamento. Il Prefetto ha disposto anche un rafforzamento delle misure di vigilanza svolte da parte delle Forze dell’ordine presso il sito, al fine di evitare lo sversamento illecito di rifiuti ed episodi di criminalità.

Sul versante dell’azione sociale si è stabilito di portare avanti il “progetto Adamo”, che mira al raggiungimento di una maggiore scolarizzazione delle fasce giovanili. L’iniziativa, attualmente finanziata con i fondi dell’Assessorato alla sicurezza, legalità e immigrazione della Regione Campania, potrebbe ricevere anche ulteriori finanziamenti.

Inoltre, andrà avanti la campagna vaccinale mirata per la popolazione infantile rom a cui seguiranno screening sanitari mirati per le donne. Lo stato di attuazione delle misure concordate sarà verificato nel corso di successive, periodiche riunioni.

I partecipanti al Comitato

Al vertice hanno partecipato, oltre al Sindaco di Giugliano, il Procuratore
della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, il
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, i rappresentanti della Regione Campania e della Città Metropolitana,
l’Assessore alla Sicurezza del Comune di Napoli, i vertici provinciali delle Forze dell’ordine,
il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, l’Incaricato per il contrasto del fenomeno
degli incendi dolosi di rifiuti nella regione Campania, il Comandante dell’Esercito Italiano
Raggruppamento Campania Strade Sicure -Terra dei fuochi, i rappresentanti della Curia
Arcivescovile di Napoli e di Aversa, il Vescovo Delegato per la Conferenza Episcopale
Campania per la questione rom e migrantes, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale e il
Direttore dell’ASL NA 2 Nord.

Movida fracassona, controlli e multe nel centro storico di Napoli

La Polizia Locale di Napoli ha intensificato i controlli nelle zone della movida cittadina. Si è concentrata in particolare sulle violazioni amministrative e sulle infrazioni al Codice della Strada. Nello specifico, gli agenti della Unità Operativa Avvocata hanno accertato irregolarità per un importo complessivo di circa 25mila euro. Sono stati sanzionati 7 esercizi commerciali in Via San Sebastiano, Calata Trinità Maggiore, Via Mezzocannone e Quartieri Spagnoli. Molte le infrazioni legate alla diffusione di musica senza rispettare le prescrizioni del nulla osta di impatto acustico in possesso. La mancata interruzione della vendita di bevande alcoliche tra le ore 03:00 e le ore 06:00. La produzione di esalazioni moleste verso luoghi pubblici e privati. L’occupazione di suolo pubblico è l’installazione di tende e insegne pubblicitarie senza autorizzazione. Infine anche la mancata esposizione di prezzi.

Per uno dei locali si è provveduto, inoltre, a redigere verbale di accertamento all’inottemperanza della ordinanza di chiusura del SUAP n. 1 del 4 luglio 2023, con conseguenziale invito a presentarsi presso gli uffici della  Avvocata all’amministratore unico della società. In Piazza Sanità e in Via Foria/Duomo, gli agenti della U.O. Stella sono stati impegnati sul fronte del Codice della Strada, elevando numerosi verbali all’art. 158 per sosta vietata e alla rimozione di 2 autoveicoli. Le attività di controllo della Polizia Locale continueranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e il rispetto delle regole nelle zone della movida cittadina.

Capri isolata per mare grosso, fermi aliscafi, traghetti a singhiozzo

L’isola di Capri è quasi irraggiungibile oggi a causa del mare grosso. Sono stati interrotti tutti i collegamenti con gli aliscafi e i traghetti faticano a navigare ed attraccare nel porto. In un’isola già resa spettrale per l’assenza dei turisti e del maltempo, si aggiunge la condizione marina avversa.

Le compagnia di navigazione, dunque, a causa del forte mare di grecale gli aliscafi hanno annullato tutte le partenze da Napoli e Sorrento. Il forte vento che ha iniziato a spirare dalla tarda serata ha portato alla sospensione quasi totale dei collegamenti marittimi con la terraferma. Da questa mattina sono ferme tutte le linee veloci che collegano l’isola azzurra sia con Napoli che con la penisola sorrentina e Castellammare di Stabia, mentre dopo le prime partenze dei traghetti Caremar sulla tratta Capri-Napoli, dal tardo pomeriggio sono in forse anche le altre corse, e a questo punto si paventa l’isolamento completo tra la terra dei Faraglioni e la terraferma. A condizionare l’andamento dei viaggi sia le onde alte oltre un metro che le forti raffiche di vento sino a trenta nodi che rendono difficoltose le manovre in entrata e in uscita nei porti. Oggi temperature in calo, da domani dovrebbe migliorare e stabilizzarsi il clima.

 

 

 

Napoli, la piscina Scandone diventa Centro Federale di alto livello

Napoli, capitale italiana del nuoto. La piscina “Scandone”, grazie a un accordo tra Comune e FIN, diventa sede di un Centro Federale di alto livello. L’impianto di Fuorigrotta, che negli anni ha vissuto alterne fortune e necessita di una costante e dispndiosa manutenzione, tornerà allo splendore che merita. L’operazione rientra in un progetto più ampio di gestione condivisa di tutte le piscine della città nell’ambito, denominato “Nuota Napoli”.

MANFREDI: “PROGETTI CON FONDI COMUNALI E PNRR”

“Napoli, il mondo natatorio napoletano e soprattutto i nostri ragazzi credo che meritassero questo sforzo – ha spiegato il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi -. Vogliamo rimettere a posto tutte le nostre piscine con una gestione agonistica e anche sociale garantendo la partecipazione delle associazioni, l’accesso alle fasce deboli e dei più fragili”. Alcuni progetti di riqualificazione sono finanziati con fondi del bilancio comunale e altri con risorse del Pnrr per un valore complessivo oltre 15 milioni di euro. “Vogliamo che questo modello di gestione – ha aggiunto Manfredi – diventi un esempio a livello nazionale di efficienza, di qualità e di manutenzione dopo tanti anni di estrema difficoltà, di abbandono e di vandalizzazione delle nostre piscine. Napoli è la prima città d’Italia ad adottare un simile modello gestionale e tanti ci stanno copiando. Da parte dell’amministrazione c’è un grande sacrificio sia di investimento che si spesa corrente”.

IMPIANTI CONSEGNATI ENTRO LA FINE DEL 2025

Secondo il cronoprogramma, tutti gli impianti saranno consegnati entro la fine del 2025 e man mano che i lavori saranno conclusi si procederà alla consegna. Un progetto che consentirà alla città di presentarsi al 2026, anno in cui Napoli sarà Capitale europea dello sport, con tutte le piscine “riqualificate, modernizzate e con una gestione efficiente e partecipata”. Il Centro federale presso la piscina Scandone costituirà un polo territoriale d’eccellenza per la formazione tecnico-sportiva dei giovani che praticano le discipline acquatiche e avrà il compito di formare e supportare la crescita dei campioni del domani.

LE PISCINE COINVOLTE

Le piscine coinvolte sono: ‘Carlo Poerio’ (315mila euro da fondi di bilancio, consegna settembre 2024); ‘Marco Rocco di Torrepadula’ (560mila euro fondi comunali, consegna novembre 2024); ‘Ulisse Prota Giurleo’ (3 milioni 755mila euro Pnrr, consegna agosto 2025); ‘Massimo Galante’ (3milioni 725mila euro fondi Pnrr, consegna ottobre 2025); ‘Corso Secondigliano’ (4milioni 250mila euro fondi comunali, consegna luglio 2025). Le piscine ‘Fritz Dennerlein’ e ‘Emilio Bulgarelli’, oggi non in esercizio, necessitano invece di interventi di ristrutturazione e di messa a norma e al momento non ci sono ancora i finanziamenti.

TRAPANESE: “SCUOLA DI LIVELLO OLIMPICO”

“Il Centro sarà punto di riferimento per tutti i giovani di Napoli e del territorio – ha concluso Paolo Trapanese, presidente Fin Campania – sarà una scuola di avviamento alle discipline acquatiche e di agonismo di livello olimpico. Educheremo i ragazzi all’impegno alla solidarietà e alimenteremo occasioni di aggregazione e integrazione. Questo progetto di collaborazione si pone obiettivi sia sportivi che sociali”. Il Centro sarà anche sede in cui si svolgeranno corsi di legalità con il supporto del Gruppo sportivo delle Fiamme oro della Polizia di Stato.

ROSOLINO: “UNA INIZIATIVA STORICA”

“E’ un’iniziativa storica, era ora che una piscina così bella non solo per il nostro territorio regionale ma per l’Italia e per la realtà nazionale del nuoto e dello sport, venisse messa a disposizione dai più piccoli ai più grandi”. Così Massimiliano Rosolino, oro olimpico a Sidney 2000. “Sarà un Centro federale dove chi verrà potrà sognare – ha aggiunto – e trovare una struttura moderna. Per fortuna in questi anni lo sport campano ha investito molto: dalle Universiadi fino a oggi, ma ciò che è importante è soprattutto l’accordo sulla gestione perché non è importante solo raggiungere un obiettivo ma anche salvaguardalo. Adesso – ha concluso Rosolino – per fortuna ci sono gli strumenti grazie alla Fin, al Comune e alla Polizia di Stato e ci saranno tantissime realtà quotidiane e speriamo anche di grandi eventi”.

LA PRESENTAZIONE DELL’EVENTO

L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa moderata dal presidente di Ussi Campania, Mario Zaccaria. Presenti anche l’assessora allo Sport Emanuela Ferrante, il presidente eletto della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli.

 

 

Concessioni balneari, i collettivi diffidano Comune e Regione

Concessioni balneari, i collettivi diffidano Comune e Regione

Gli attivisti di “Mare Libero Napoli” diffidano Comune e Regione a prorogare le concessioni balneari per il 2024. Il tema è noto: in Campania il mare sta diventando sempre di più un bene esclusivo ed elitario, come spiega Mario Avoletto, esponente del collettivo: (Intervista in video allegato).

Tra caro lidi, spiagge pubbliche con accesso limitato e tratti interdetti, la possibilità di trascorrere una giornata al mare è sempre più complicata. Durante la scorsa estate, a causa del rincaro dei prezzi, cresciuti anche del 20%, il costo complessivo di una mattinata al lido è arrivato a superare i 100 euro per una famiglia.

A questo si è sommato il fatto che sempre più spesso l’ingresso alle spiagge pubbliche era contingentato. Tutto ciò si è tradotto nelle scene paradossali di intere comitive respinte agli ingressi. Una situazione che già in agosto generò non poche polemiche.

A rilanciare la vertenza il presidio convocato dal collettivo all’esterno del Varco Pisacane. Occasione per gli attivisti di consegnare formale diffida all’Autorità Portuale nel prorogare ancora le concessioni balneari, oltre alla richiesta di sgombero immediato e demolizione di tutte le opere di facile rimozione a spese del concessionario uscente. Spazio pure alla querelle sul cancello del bagno Elena, sulla quale il 24 gennaio si esprimeranno i giudici: (Intervista in video allegato)

 

Duplice tentato omicidio alla Case Nuove, un arresto: è il ferito dell’ultimo agguato

Duplice tentato omicidio alla Case Nuove, un arresto

Duplice tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. È l’accusa di cui dovrà rispondere Giuseppe Nicola Moffa, 18 anni, ritenuto dagli inquirenti il responsabile del agguato dell’11 dicembre scorso nei confronti di due ragazzi, un uomo ed un donna, alle Case Nuove di Napoli. Il ragazzo è la vittima dell’agguato di mercoledì, nella stessa zona, quando furono esplosi oltre 70 colpi e venne ferita anche una donna.

L’uomo, secondo quando ricostruito dalle indagini condotte dalla squadra Mobile avrebbe affiancato l’auto su cui viaggiavano le due vittime. Bloccata la vettura avrebbe esploso numerosi colpi d’arma da fuoco, colpendo entrambi i passeggeri. Il ragazzo fu ferito al bacino, mentre la ragazza all’addome.

Riconosciuta pure l’aggravante del metodo mafioso.  Il raid, infatti, secondo quanto ricostruiscono le accuse, si inserisce nella scia delle preoccupanti tensioni in corso tra il clan Contini e il gruppo criminale della Sanità. Schieramenti a cui rispettivamente sarebbero legati l’autore dell’agguato e la vittima.

Frizioni che sono alla base della sparatoria della notte tra il 16 ed il 17 gennaio, sempre nei pressi delle Case Nuove. Sono 5 le persone fermate dagli inquirenti.  Al gruppo vengono contestate  sia la detenzione illegale di arma da guerra, sia la ricettazione. Le armi ritrovate nelle loro abitazioni sarebbero, infatti, compatibili con i bossoli rinvenuti.

“L’icona di San Pietroburgo”, presentato il nuovo libro di Bettanini

“L’icona di San Pietroburgo”, presentato il nuovo libro di Bettanini

Presentato all’Ordine dei Giornalisti della Campania, il nuovo libro di Tonino Bettanini “L’icona di San Pietroburgo”. Un giallo che si inserisce nel solco dei due testi precedenti dell’autore. Sempre lo stesso infatti il protagonista: il portavoce ministeriale Brando Costa, non più alle prese con le stragi di mafia e il terrorismo, ma proiettato sullo sfondo della crisi georgiana.

In questo contesto storico tra, intrighi e complotti, sarà la scomparsa di una insegnante italiana a Mosca, colpevole di aver scoperto un mercato illegale di icone, a dare il via all’intreccio. Saranno poi incidenti, colpi di scena, incontri istituzionali e segreti a tracciare la missione di Brando, costretto, per risolvere il caso, a volare in una Russia non priva di richiami storici e simbolici.

Un libro dove finzione, realtà e riferimenti autobiografici si mescolano e si sovrappongono.

Queste le anticipazioni dell’autore: “Il libro celebra il coraggio e la dedizione di una professoressa. Mandata dal ministro degli esteri italiano a San Pietroburgo scopre un traffico di icone. Nascono così forti tensioni tra Italia e Russia. Siamo nel 2008 quando la Russia ha invaso la Georgia ed è quindi finita la luna di miele con l’Occidente. Nasce così un giallo che solo il lettore potrà scoprire”.