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Trascinata in strada nel tentativo di evitare furto, fermato 19enne

Trascinata in strada nel tentativo di evitare furto, fermato 19enne

Due rapinatori a bordo di uno scooter hanno trascinato per diversi metri una donna che cercava di opporsi al furto del proprio cellulare. A tradire il conducente di 19 anni l’impronta digitale.

La fuga

I due dopo essere riusciti a strappare via lo smartphone a piazza Garibaldi ad una  trentenne si sono dati alla fuga sfruttando anche aree pedonali.

I militari, che erano in transito con un’auto civetta, hanno inseguito la coppia di malviventi fino al quartiere Forcella. Luogo in cui i due fuggitivi sono stati costretti ad abbandonare lo scooter.

Ma un’impronta lasciata sul contachilometri e l’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona, ha permesso l’identificazione del 19enne che è stato sottoposto a fermo in attesa dell’udienza di convalida.

Indagini ancora in corso per rintracciare il complice.

Poggioreale, dall’inizio del 2024 già tre suicidi e un omicidio

Poggioreale, dall’inizio del 2024 già tre suicidi e un omicidio

Cresce drammaticamente il numero di suicidi nel carcere di Poggioreale: dall’inizio dell’anno, sono già tre i detenuti che si sono tolti la vita nelle celle della casa circondariale napoletana . A quanto si apprende il 36enne aveva quasi finito di scontare la sua pena, un mesetto circa e sarebbe uscito. Alla base dell’estremo gesto allora, ci potrebbe essere, anche in questo caso, una condizione di fragilità psicologica.

Situazione nella struttura che sembra diventare sempre più allarmante. Quattro infatti i decessi totali se si considera pure il probabile omicidio di un 32enne di Secondigliano, avvenuto il 5 gennaio, sul quale la Procura ha aperto un’indagine.

Sulla vicenda si è espresso Don Tonino Palmese, Garante dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale del Comune di Napoli: “In pochi giorni, all’interno della Casa Circondariale di Poggioreale, sono già morte quattro persone, di cui tre sicuramente suicide. Credo che al di là delle analisi, che trovano in accordo tutte le realtà che agiscono nel mondo carcerario, dobbiamo adesso chiedere, prima di tutto alla politica, e alla comunità tutta, intesa come società civile, di farsi carico di ciò che sta accadendo, senza limitarsi a chiedere perché è accaduto, ma cosa si può fare perché non accada mai più”.

A fargli eco Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone private della libertà personale: “Il fenomeno non è facile affrontarlo, la complessità del suicidio rende necessario un lavoro di gruppo, perché è necessario agire sull’organizzazione delle carceri, sulle figure professionali che mancano, come quelle di ascolto che fanno da ponte tra l’interno e la famiglia, l’interno e la magistratura, l’interno e l’esterno della società civile. Bisogna intervenire sui programmi di trattamento nelle carceri”.

Quasi 300 suicidi di padri separati nel 2023: l’altra faccia del “patriarcato”

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E’ tempo di bilanci quando gli anni si avvicendano. Si ripercorrono gli eventi principali trascorsi negli ultimi 12 mesi, ma ci sono tragedie silenziose che non rimbalzano sugli schermi e che si consumano negli angoli bui delle strade, magari in un’auto divenuta giaciglio o fuori dalle aule dei tribunali. Anche nel 2023 si sono susseguite tragedie che ormai hanno raggiunto la terza cifra: quelle dei padri separati. Uomini senza peccato che si vedono improvvisamente privati del loro mondo. L’affetto dei figli prima di tutto, del tetto conquistato con anni di sudore e dei mezzi di sostentamento procurati col duro lavoro. Uomini onesti penalizzati da una legislazione – e probabilmente da una giurisprudenza – improntata, si, alla bigenitorialità, ma che di fatto fa pendere la bilancia della giustizia a sfavore dei padri separati. I cosiddetti “nuovi poveri” ben noti alla Caritas, cui vengono tolte anche le risorse per far valere i diritti di padre in sede legale. La conseguenza: la perdita della dignità, l’isolamento, l’esclusione dal calore familiare e nei casi peggiori… i cattivi propositi diventano suicidi.

UN SISTEMA GIURIDICO CHE ALLONTANA

Un sistema giuridico che allontana sempre più due parti che invece dovrebbero costituire una cellula fondamentale della nostra società sempre più in crisi: la famiglia. Uomini e donne sempre più contrapposti a discapito del benessere dei figli, desiderosi dell’affetto paterno come di quello materno. La crisi della famiglia e il rispetto dei ruoli dei suoi fondatori è il vero leit motiv. Contrapposizioni che sfociano in tragedie familiari, in femminicidi quanto in suicidi dei padri separati. Con un rapporto – per questi ultimi – di uno a tre, sconosciuto all’opinione pubblica. E con una dilagante disinformazione strumentalizzata che, secondo i dati minuziosamente descritti dal Prefetto di Padova,  confonde i “femminicidi” (circa 40 nel 2023 e comunque in diminuzione) rispetto agli omicidi di donne o per motivi di genere (circa 105), che rischia di essere discriminatoria nei confronti degli omicidi degli uomini, o peggio, delle morti dei padri separati senza un apparente colpevole. Un grido di dolore che non trova risonanza ma che si solleva dirompente dalle pagine social che riuniscono i padri separati.

QUALE SOLUZIONE?

Eppure la soluzione sarebbe a portata di mano. Il classico uovo di Colombo: l’affido condiviso dei figli senza dimora prevalente, una bigenitorialità reale e non solo virtualmente annotata sulle sentenze, un diritto di visita e un collocamento paritario e di conseguenza un mantenimento diretto dei figli, un esercizio altrettanto paritario della patria potestà, specie nelle decisioni che riguardano la tutela ed il futuro dei minori. Una presenza più assidua e competente degli assistenti sociali e del garante appositamente nominato secondo la recente normativa. Una vigilanza sull’effettiva “par condicio” tra mamma e papà. Una necessaria prevenzione rispetto all’alienazione parentale tanto strumentalizzata. Un’uguaglianza reddituale anche in termini di capacità lavorativa, tanto agognata in anni di dure conquiste delle donne. Un concetto totalmente opposto al “patriarcato”, tanto sbandierato da una parte sociale che tende sempre più a condizionare l’opinione pubblica perfino nelle aule dei tribunali, ma che probabilmente trova poco riscontro nei fatti di cronaca. Un “codice azzurro” alternativo ai troppi codici rosso strumentali (il 70% annullati in sede giudiziaria ed il 20% posti in essere con intento criminale) che ancora non è stato istituito ma di cui se ne ravvisa la massima urgenza. Con inevitabili ricadute positive anche nei rapporti tra ex coniugi, senza determinare esasperazioni a discapito di una delle due parti che possano sfociare addirittura in veri e propri raptus dettati dalla disperazione, tanto cari alla cronaca.

V.R./G.M.

Truffa delle targhe, le vittime in presidio a via Argine

Truffa delle targhe, le vittime in presidio a via Argine

Una delegazione delle oltre 1500 vittime di quella che è stata definita la “Targa-truffa” si è riunita in presidio in via Argine. Al centro della protesta un cospicuo numero di targhe risultate inesistenti e rilasciate senza che fosse presentata la corretta documentazione. Ciò ha portato al sequestro ostativo delle vetture, che adesso rischiano di non poter tornare su strada.

I sospetti sarebbero ricaduti su un’agenzia di pratiche automobilistiche di Volla alla quale si erano rivolti gli acquirenti e che dopo aver realizzato i fascicoli ha chiuso i battenti. Sulla vicenda vuole vederci chiaro il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha presentato un’interrogazione parlamentare: ” Per quanto sto riscontando non c’è stata alcuna collaborazione per venire incontro alle esigenze dei truffati, che sono singoli cittadini e concessionarie. La magistratura sta indagando, ma nel mentre non si fanno passi avanti e queste persone non possono né utilizzare la macchina né avere indietro i soldi. La strafottenza rispetto ai problemi di tutte queste persone è un segnale di grande degrado burocratico”.

A portare avanti la battaglia in tribunale, il legale del comitato vittime delle “Targhe Wanted” Angelo Pisani: “La motorizzazione di Napoli ha deciso di bloccare un’ipotesi di truffa chiedendo alla polizia stradale di prelevare dai veicoli, pagati regolarmente e a caro prezzo, le targhe. Ogni acquirente in buona fede si è ritrovato con una vettura inutilizzabile e non c’è nessuna risposta”.

Destinatario della protesta anche la motorizzazione civile come spiega Giovanni Legnini, una delle vittime della truffa delle targhe: “La cosa che mi ha dato più fastidio è che ho chiesto l’autorizzazione per il presidio sia alla questura di Napoli sia alla motorizzazione, che ha larghi spazzi all’interno. Permesso negato dalla motorizzazione. Forse hanno paura di qualcosa …”.

E’ la notte della Supercoppa, il Napoli prova l’impresa contro l’Inter

RIYAD – E’ la notte della Supercoppa Italiana a Riyad (partita alle ore 20, diretta su Canale 5), il Napoli prova l’impresa contro l’Inter. E’ la sfida dei campioni d’Italia contro i vincitori dell’ultima Coppa Italia. Le due squadre ci arrivano avendo superato per 3-0 rispettivamente la Fiorentina e la Lazio ma la partita avrebbe avuto gli stessi protagonisti anche col vecchio regolamento. Lo stadio dell’Università Re Sa’ud (Al-Awwal) sarà gremito in ogni ordine di posto, la capienza è di 25mila spettatori. In massima parte saranno tifosi dell’Inter. In tribuna anche il Ct dela Nazionale, Luciano Spalletti, che ha allenato entrambe le squadre. Per chi batterà il suo cuore? I tifosi del Napoli sono certo che tiferà per i colori azzurri.

POSSIBILI FORMAZIONI

Il Napoli di Mazzarri, che sta cambiando pelle, potrebbe schierare un 3-4-3 che in fase di non possesso diventerebbe 5-3-2. In porta confermato Gollini. I tre difensori centrali sono Juan Jesus, Rrahmani e Di Lorenzo. La linea mediana composta da Mario Ruj, Cajuste, Lobotka e Mazzocchi. I tre a cui è affidato l’attacco, salvo le rotazioni previste in un possibile schieramento a specchio, sono Kvarqatskhelia, Simeone e Politano. Per l’Inter di Inzaghi in campo va Sommer tra i pali, il miglio r portiere del campionato fino ad oggi. I tre difensori centrali sono Pavard, De Vrij e Acerbi (Bastoni non gioca per un risentimento muscolare). Il centrocampo è formato da Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e Dimarco. Il temibilissimo attacco è composto da Lautaro e Thuram.

LA PARTITA ARBITRATA DA RAPUANO

la finale di Supercoppa tra Napoli e Inter sarà arbitrata da Antonio Rapuano, 38enne della sezione di Rimini. Il fischietto scelto dall’Aia per la gara sarà coadiuvato da Di Paolo (VAR) e Aureliano (AVAR). Come assistenti sono stati invece designati Colarossi e Tolfo, con Di Bello quarto ufficiale di gara.

 

Secondo round De Luca vs Fitto: “Lo invito a dibattito pubblico”

Qualche giorno fa l’annuncio della denuncia nei confronti del ministro per le Politiche di Coesione, Raffale Fitto, per i ritardi nel trasferimento dei Fondi per il sud: “Lunedì mattina mattina quereliamo il ministro Fitto, presentiamo un esposto alla magistratura civile, contabile e panale, perché leggo l’idea di esercitare un ricatto politico”. Con il lunedì è arrivato puntuale l’annuncio del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “Abbiamo appena presentato la denuncia alla Corte dei Conti, alla magistratura penale e al Tar Campania per la decorrenza dei 30 giorni che avevamo fissato per completare l’iter per il riparto di Fondi Sviluppo e Coesione”.

IL GUANTO DI SFIDA

“Ne ho approfittato – ha detto – per rinnovare anche l’invito a un confronto per un dibattito pubblico su questi fondi. Vedo che continuano a proporre dati falsi come quello sulla spesa dei Fondi Europei del sud, ormai sono ridotti alla falsificazione per cercare di dare qualche modifica. Lo sfido sul dibattito pubblico sui fondi di coesione, lui o altri ministri che continuano a raccontare stupidaggini”

Marito e moglie trovati morti in casa ad Agropoli, ipotesi omicidio suicidio

Marito e moglie trovati morti in casa ad Agropoli, l’ipotesi è quella di omicidio suicidio. Vincenzo Carnicelli, che aveva 63 anni, pizzaiolo, avrebbe ucciso a coltellate la moglie, Annalisa Rizzo, 43 anni, impiegata di banca. Il fatto è accaduto nell’abitazione di via Doninzetti, ad Agropoli. In casa, c’era la figlia di 13 anni che però, a quanto si apprende, stava dormendo. A far scattare l’allarme è stata la mamma della donna che si è rivolta ai Carabinieri dopo aver visto che la figlia non rispondeva alle telefonate.

Secondo le prime indagini i vicini avrebbero sentito alcune urla provenire all’interno dell’abitazione. Probabilmente si è trattato del tragico epilogo di una lite familiare. Sul corpo della donna, infatti, sono stati rinvenuti i segni di una colluttazione, probabilmente avvenuta nei momenti prima della tragedia.

I Carabinieri della compagnia di Agropoli, intervenuti sul posto al comando del capitano Giuseppe Colella, hanno ritrovato un coltello con una lunga lama insanguinato. Dovrebbe trattarsi dell’arma del delitto, con il quale Carnicelli avrebbe prima ucciso la moglie per poi togliersi la vita.

 

 

Base per Altezza, “Brew 4et: a jazz event” inaugura la kermesse musicale

Base per Altezza, “Brew 4et: a jazz event” inaugura la kermesse musicale

Col concerto dei “Brew 4et: a jazz event” ha preso il via la kermess musicale Base per Altezza. All’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli il primo di 5 eventi che porteranno in città grandi artisti internazionali del panorama musicale.

“Base per Altezza” realizzata con il contributo del Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica” e organizzata dalla digital radio AudioLive FM – musica e cultura ha visto sul palco per la prima serata il quartetto composto da Giuseppe Giroffi (sassofoni) Gianluca Manfredonia (vibrafono), Luca Varavallo (contrabbasso), Alex Perrone (batteria).

Un concerto che ha mescolato timbriche e strumenti differenti. Dieci brani inediti in cui tradizione e contemporaneità si sono mescolati vivacemente grazie alla notevole esperienza nazionale e internazionale della formazione.

Prossimi appuntamenti

Il prossimo spettacolo il 24 gennaio. Sul palco di Bagnoli il concerto “Johann Sebastian Bach: Variazioni Goldberg” che vedrà protagonista il pianista Andrea Bacchetti. A parlarci del programma che si concluderà il 27 febbraio il direttore Artistico Valerio Granato:

“I prossimi appuntamenti sono: uno vicinissimo mercoledì 24 abbiamo il maestro Bacchetti pianista di fama internazionale che ci suonerà le variazioni Goldberg. Il primo febbraio Belladdio, il 7 febbraio c’è Erica Piccotti e infine il 27 febbraio Father & Son inseguendo Chet Baker, è un recital su testo di Stefano Valanzuolo che ripercorre le musiche più belle di uno degli eroi della tromba, Chet Baker”

Dalle Maldive ai domiciliari, preso narcos sfuggito alla cattura

E’ considerato uno dei narcos protagonisti dell’importazione di droga da Olanda e Spagna, per le piazze di spaccio attive nel napoletano. Tra queste anche quella di Caivano, operativa all’interno del “Parco Verde”. Antonio Pinto, 29 anni, è stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino. E’ tornato in Italia dalle Maldive dove si era rifugiato per una breve vacanza, pagata presumibilmente con i proventi del narcotraffico. L’uomo è stato preso in custodia dai Carabinieri e poi portato nella sua abitazione dove resterà agli arresti domiciliari.
Pinto, dunque, è tra i 29 indagati coinvolti nell’importazione su larga scala di stupefacenti in Italia. Una gestione del narcotraffico passata attraversi chat e telefoni criptati, inizialmente ritenuti “inattaccabili”.
I carabinieri hanno monitorato gli spostamenti del 29enne e scoperto che era in vacanza alle Maldive. Hanno atteso il suo rientro nello scalo romano e lo hanno catturato. Durante le indagini fu anche catturato a Dubai il latitante Bruno Carbone.

 

Rischio nuova emergenza rifiuti nel Napoletano, camion ancora in fila allo Stir

Una scena che i cittadini campani hanno già visto in passato. Anche oggi infatti lunghe code di camion di rifiuti davanti all’impianto di trattamento dei comuni di Tufino e Giugliano, in provincia di Napoli. Il motivo, lo stato di agitazione dei lavoratori della Sapna, la società che gestisce i siti di trattamento rifiuti, che si oppongono al possibile ingresso di privati nella società. In attesa dell’incontro tra sindacati e azienda per la risoluzione della vertenza, terzo giorno di file per il conferimento dei rifiuti. Il rischio igienico-sanitario riguarda i comuni che ricardono nell’Ato (Ambito territoriale ottimale) Napoli3, tra questi anche Pomigliano d’arco e Sant’Anastasia. Gli autisti dei camion sono stati costretti ad attese di molte per ore, anche di notte. Qualcuno, arriva anche dalle isole.