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Spettacoli viaggianti, a Napoli il primo congresso nazionale ANESV

Spettacoli viaggianti, a Napoli il primo congresso nazionale ANESV

Formazione, informazione, rapporti sempre più stretti con amministrazioni comunali e regionali, più fondi per l’acquisto di nuove giostre, tutela per i lavoratori del comparto.

Di questo e altro si è discusso alla Stazione Marittima di Napoli nel corso del 1° congresso Anesv. Sono 6.000 in Italia le imprese dello spettacolo viaggiante, tra parchi giochi, giostre e circhi, con l’impiego di decine di migliaia di lavoratori. Di queste 300 le aziende della Campania.

Ma qual è lo stato di salute del comparto regionale ce lo spiega Diego Guida segretario regionale ANESV:“Ci sono le attrazioni, ci sono gli esercenti, devono adesso le istituzioni venirci incontro con gli spazi, con gli spazi che dovrebbero essere centrati verso la città. Un altro argomento importante che verrà portato alle istituzioni nazionali sarà il fondo unico per lo spettacolo”

Nel corso del congresso sono state esaminate le criticità del mondo dello spettacolo viaggiante. Un settore che ha visto nel 2022 oltre 20 milioni di spettatori radunati con una crescita del 71,75% rispetto all’anno precedente ma che rischia di essere messo in ginocchio da una serie di ostacoli.
Maurizio Crisanti segretario Nazionale ANSEV: “Sono cambiate le competenze. digitali per esempio rispetto ai loro genitori. Oggi le relazioni con le amministrazioni comunali si fanno sul web, ci sono domande online, firme digitali, c’è da crescere molto per i giovani in queste competenze specifiche”.

POLEMICA TRA EDENLANDIA E ANESV

Nei giorni scorsi la polemica tra il patron di Edenlandia Gianluca Vorzillo e ANESV ha infuocato la viglia del congresso.

Ferdinando Uga presidente Nazionale di ANESV smorza i toni e spera in una massima collaborazione tra i parchi permanenti italiani e napoletani e il mondo degli spettacoli viaggianti che devono coesistere per il bene innanzitutto del pubblico: “Diciamo che sono i nostri compagni di viaggio è un valore aggiunto. Sono industrie diciamo loro e noi siamo cultura lo spettacolo itinerante di piazza, la giostra, le fiabe, Fellini è cultura di piazza. Loro sono industrie, ma siamo comunque lo stesso comparto. Gli stessi costruttori costruiscono attrazione per loro e anche per noi, quindi non c’è nessun tipo di diatriba con i parchi permanenti”.

Mazzarri imbriglia Italiano e il Napoli va in finale di Supercoppa

In una notte d’Arabia, il Napoli cancella l’epopea spallettiana e si affida alla solidità Mazzarriana. Il tecnico di San Vincenzo imbriglia Italiano, blinda la difesa e si affida al contropiede, trovando in Simeone e Zerbin le sue armi letali. Spazzata via la “Grande Bellezza”, adesso si punta a diventare brutti e cattivi. Ma efficaci e possibilmente vincenti. Troppi schiaffi, troppe imbarcate in questo girone d’andata di campionato per una squadra con il tricolore sulle maglie. L’abiura del 4-3-3 avviene in terra araba, ma si era già visto che qualcosa nella metamorfosi del Napoli stava andando in quella direzione. 5-4-1, difesa e contropiede, nello stile puramente italiano. Il possesso palla nei piedi dell’avversario, qualche asprezza in più, ma tutto votato al risultato finale.

DIFESA SOLIDA E CONTROPIEDE

Il calcio è ciclico, vive di mode e di momenti, ma quel che valgono sono gli interpreti. E stando alle parole di Mazzarri, questo Napoli non può giocare come l’anno scorso sostanzialmente a causa della sola assenza di Kim. Un difensore che consentiva alla difesa azzurra di stare altissima, perché capace di chiudere in velocità qualunque fuga tra le linee di un avversario. E allora Mazzarri, guardando l’attuale parco difensori, ha avuto l’idea che accarezza da tempo e che ha potuto sfruttare solo nel finale della gara di ieri compiutamente: in campo, insieme, Juan Jesus, Rrahmani e Ostigard. Un muro forte di testa, con il brasiliano che ha licenza di ripartire o di lanciare, grazie alla sua abilità con i piedi. Resta il tema della preparazione. Ieri si è fermato di nuovo Cajuste, unico incontrista vero, mentre Lobotka continua a sobbarcarsi gli straordinari. Fare di necessità virtù. Questo è l’imperativo. E guardare alla finale di lunedì prossimo come la una nuova rinascita, per ridisegnare il destino, quando sembrava ormai troppo tardi.

“Piedigrotta Bideri 2023” diventa un podcast in otto episodi

PIEDIGROTTA BIDERI 2023 DIVENTA UN PODCAST IN OTTO EPISODI

Sei giorni di eventi dedicati alla canzone napoletana riassunti in forma di audioracconti. Da sabato 20 gennaio sarà disponibile online “Piedigrotta Bideri 2023”, il podcast della manifestazione promossa dalla Fondazione Bideri svoltasi lo scorso dicembre a Napoli.

Composto da otto episodi, il podcast riproporrà i contenuti dell’iniziativa dando letteralmente voce a coloro che li hanno realizzati. Il primo degli audioracconti vede Eddy Napoli ripercorrere la sua carriera, parlando dell’esperienza con l’Orchestra Italiana di Renzo Arbore ma anche di ciò che si dovrebbe fare per avvicinare i giovani alla tradizione musicale partenopea.

VALORIZZAZIONE DELLA CANZONE NAPOLETANA

Il tema della valorizzazione della canzone napoletana ricorre pure nelle parole dei giovani cantanti che hanno partecipato a Piedigrotta Bideri 2023. Roberta Minieri, Francesca Fedeli, Fabrizio Mandara, Cristina Cafiero e Veronica Simioli esprimono originali punti di vista, raccontando poi qual è il loro approccio all’interpretazione dei grandi classici.

LE FIGURE DI CARUSO, MUROLO E BRUNI

Il critico musicale analizza il profilo artistico dei tre interpreti, evidenziando le peculiarità stilistiche di ognuno e lanciando un monito affinché la città ne coltivi adeguatamente la memoria.

A Sergio Bruni è dedicato anche l’episodio che vede protagonista sua figlia Adriana: ‘A voce ‘e Napule viene ricordato con aneddoti di grande interesse che rivelano quanto la sua dimensione artistica fosse ancorata a saldi principi morali.

LEZIONI- CONCERTO SUGLI STRUMENTI

La scaletta del podcast “Piedigrotta Bideri 2023” si completa con quattro episodi che consentono di rivivere le lezioni-concerto sugli strumenti della canzone napoletana proposte dalla manifestazione. Ai vari tipi di accompagnamento chitarristico è dedicato quello di Ernesto Nobili, che richiama Eduardo Caliendo e Mario Gangi ma anche Fausto Mesolella, mentre alla storia del mandolino è dedicato quello di Mauro Squillante.

Dal canto suo, Mimmo Matania si sofferma sulla fisarmonica, proponendo un dettagliato elenco dei principali fisarmonicisti partenopei. Infine, Pasquale Cirillo racconta il pianismo nella canzone napoletana, tra similitudini con lamusica classica e contaminazioni con altri generi. Curata dalla Fondazione Bideri, Piedigrotta Bideri 2023 è stata promossa e
finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto Napoli città della Musica.
Link podcast Spotify: https://open.spotify.com/show/00mPz3YYKu7ZgiVXhysy87

Caivano, operazione “Alto Impatto” nel “Parco Verde”

RITORNO AL PARCO VERDE

Ritorno al parco Verde. Ancora un’operazione Alto Impatto a Caivano questa mattina, con 250 tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Con l’ausilio dei cani, il gruppo interforze ha effettuato come nelle precedenti occasioni controlli e perquisizioni nelle abitazioni di esponenti dei clan. Nel mirino delle forze dell’ordine soprattutto il traffico di sostanze stupefacenti. E’ da diversi mesi, da quando è emersa la storia delle violenze ai danni delle due cuginette minorenni avvenute nell’ex centro sportivo abbandonato, che lo Stato ha deciso di usare il pugno duro in quell’area.

UN ARRESTO, DIVERSE DENUNCE E DUE FUCILI SEQUESTRATI

Il bilancio dell’intervento di questa mattina: una persona arrestata per spaccio di droga e altre denunciate, due fucili da caccia sequestrati, 91 veicoli controllati, di cui sedici sono stati posti sotto sequestro.106 persone identificate dagli uomini del corpo di polizia metropolitana.

L’INVIO DEI MILITARI NELLE GRANDI CITTA’

Il blitz di questa mattina avviene nello stesso giorno in cui il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha annunciato il piano di rafforzamento delle presenze di militari nelle grandi città. 6.800 militari, 800 saranno destinati a presidiare le stazioni ferroviarie di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Bari e dei maggiori capoluoghi del Paese. A Napoli sono destinati 774 donne e uomini dell’Esercito, 125 in più rispetto allo scorso anno.

 

Passeggiata della legalità a Napoli est, flop presenze nonostante il sindaco

Ad ogni agguato o rapina, hanno sempre lamentato l’assenza delle istituzioni cittadine nei quartieri della periferia orientale di Napoli. Questa mattina però, in occasione di una marcia per la legalità a cui era prevista la presenza del sindaco Manfredi, erano loro gli unici assenti: residenti e commercianti. E così ad attendere il primo cittadino per chiedere un po’ di attenzione per Barra, a parte qualche giornalista e consigliere di municipalità, un esiguo numero di persone.

IN PRIMA FILA IL TITOLARE DI UN BAR VITTIMA DI RAPINA A MANO ARMATA

In pochi, a rispondere all’appello di Gianni Forte, titolare del bar di via Repubbliche marinare che, lo scorso settembre, ha subito una rapina a mano armata.

AD ATTENDERE IL SINDACO I RESIDENTI DI VIA MASTELLONE

Tra i pochi, le donne del comitato civico Via Mastellone dove, preoccupano i miasmi provenienti da un ex campo rom distrutto da un incendio un anno fa

Tommaso De Filippo ai puristi del teatro: “Eduardo arrivi ai giovani”

I settant’anni del teatro San Ferdinando, i 40 dalla morte di Eduardo de Filippo. Non sono ancora terminate le polemiche social sui remake televisivi delle vecchie commedie del grande drammaturgo, che Napoli si prepara a a celebrare il “padre” di Luca Cupiello ed il suo lascito alla città, il teatro san Ferdinando.

IL 22 GENNAIO DEL 1954 LA RIAPERTURA DEL SAN FERDINANDO

In occasione dei settant’anni della sua riapertura, il 22 gennaio, partirà una serie di eventi organizzati nell’ambito del progetto San Ferdinando 70, a cura della Fondazione Eduardo de Filippo, diretta da Francesco Somma e presieduta da Tommaso de Filippo, figlio di luca e nipote di Eduardo.

EDUARDO ARRIVI AI GIOVANI

E l’erede della dinastia ha accettato di commentare le critiche dei puristi “eduardiani” rivolte alle varie rivisitazioni televisive delle commedie teatrali, ultima Napoli milionaria

Operazione “Stazioni sicure”, 1 arresto e 1271 persone controllate

Operazione “Stazioni sicure”, 1 arresto e 1271 persone controllate

1 arrestato, 1271 persone controllate, 400 bagagli controllati, 7 contravvenzioni elevate: questi i risultati dell’operazione “STAZIONI SICURE” che si è svolta nella giornata di ieri con controlli straordinari a viaggiatori e bagagli nelle principali stazioni campane, a bordo dei treni regionali e a lunga percorrenza.

L’operazione, che ha visto impegnati 90 operatori della Polizia Ferroviaria del Compartimento Polfer per la Campania, è stata disposta dal Servizio Polizia Ferroviaria, su scala nazionale, allo scopo di contrastare attività illecite e prevenire ogni forma di illegalità.

Le attività di controllo nello scalo ferroviario di Napoli Centrale sono state effettuate congiuntamente ad una pattuglia dei cinofili della locale Questura e personale dell’Esercito nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” disposta dal Ministro dell’Interno d’intesa con il Ministro della Difesa.

L’ARRESTO

In particolare, ieri mattina, personale del Reparto Operativo di Napoli Centrale, ha proceduto al controllo di un 23enne egiziano che si aggirava con fare sospetto all’interno dello scalo ferroviario.

Dai successivi accertamenti, lo stesso è risultato essere destinatario di un provvedimento di cattura per esecuzione di ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali per i reati di rapina, ricettazione e resistenza a Pubblico Ufficiale. Espletate le formalità di rito, l’interessato è stato associato presso il carcere di Napoli Poggioreale.

Omicidio Vassallo, interrogato per ore il colonnello dei carabinieri Cagnazzo

Si sarebbe speso in una attività di depistaggio delle indagini organizzata prima dell’omicidio del sindaco Angelo Vassallo. Uno scenario inquietante per cui risulta indagato il colonnello dei Carabinieri, Fabio Cagnazzo. Nell’ambito dell’inchiesta della Procura della repubblica di Salerno, il militare è stato interrogato per quasi 11 ore.

L’omicidio del Sindaco-pescatore avvenne il 5 settembre del 2010. La ricostruzione degli inquirenti – secondo i quotidiani Il Mattino e la Repubblica –  individua il movente dell’assassinio nella scoperta, da parte del sindaco, di un traffico di stupefacenti riconducibile ad ambienti camorristici e nel quale sarebbero stati coinvolti anche esponenti dell’Arma.

Vassallo sarebbe stato ammazzato dopo aver confidato quanto sapeva sulla vicenda all’ex procuratore capo di Vallo della Lucania, Alfredo Greco, ma prima di poter formalizzare la sua denuncia ad un carabiniere di assoluta fiducia dello stesso Greco.

“SIAMO ALL’EPILOGO DI UNA TRAGEDIA”

Sulla vicenda si è espresso Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, che ha dichiarato: “Siamo all’epilogo di una tragedia che ha colpito non solo Pollica, ma tutto il Cilento, dove narcos, politici e alcuni uomini delle Istituzioni hanno creato un cartello per invadere i beni pubblici e conquistare il territorio.

Ormai è sotto gli occhi di tutti. La Fondazione dedicata al Sindaco Angelo Vassallo, assassinato brutalmente anni fa, è stata una roccaforte di impegno per la legalità e la verità sull’omicidio – aggiunge Vassallo -. Coloro che hanno osato sfidare questa causa, negando l’evidenza della connessione tra la sua morte e la criminalità organizzata, hanno contribuito al perpetuarsi di una devastante corruzione che ha colpito il Cilento nel suo complesso. La recente azione della Procura Antimafia di Salerno, che ha interrogato il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo e ha portato all’identificazione di nove indagati, è un segnale tangibile del coraggio e della perseveranza di coloro che lottano per la giustizia. Questa indagine è solo la punta dell’iceberg, e la nostra determinazione ha dimostrato che la forza della cultura e della verità è più potente delle trame oscure di coloro che tradiscono le istituzioni”.

Pestaggio a un fotografo per una spilla antifascista: tre arresti in CasaPound

Pestaggio a un fotografo per una spilla antifascista: tre arresti in Casa Pound. I carabinieri hanno ricostruito l’aggressione ed eseguito i provvedimenti. In un comunicato viene ricostruita la vicenda: l’uomo fu immobilizzato, minacciato con un coltello, colpito a calci e pugni per portargli via il giubbotto. I fatti avvennero la sera del 12 ottobre del 2023 nel quartiere Vomero, a Napoli. In seguito all’aggressione, all’uomo che indossava il giubbotto fu diagnosticato in ospedale un severo trauma cranico. Alcuni giorni dopo si tenne un sit-in di solidarietà con la vittima. Sull’accaduto i parlamentari del M5s Dario Carotenuto e Gilda Sportiello presentarono una interrogazione al ministro dell’Interno.
Le indagini della Digos, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, Gruppo antiterrorismo, hanno permesso di individuare gli indagati tramite l’analisi delle telecamere di videosorveglianza.

DIVIETO DI DIMORA PER UNA QUARTA PERSONA

Per una quarta persona coinvolta, sempre aderente alla Sezione Berta del sodalizio neofascista, è stato disposto il divieto di dimora. Contestualmente all’applicazione delle predette, personale della DIGOS di Napoli ha dato esecuzione anche a decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti anche di un ulteriore soggetto. L’uomo anch’egli militante nell’associazione CasaPound, indagato, in concorso con i destinatari delle misure, per aver avuto anch’egli un ruolo, a margine della rapina.

 

Vento forte e mare agitato, stop ai collegamenti per Ischia e Procida

Le condizioni meteorologiche, con vento forte e mare agitato, rendono oggi difficili i collegamenti marittimi per le isole del golfo di Napoli. Da questa mattina sono fermi nei porti quasi tutti gli aliscafi destinati alle corse per Ischia Porto, Forio, Casamicciola e Procida dai porti in terraferma di Napoli Molo Beverello e Pozzuoli così che le due isole restano al momento collegate dalle sole navi, il cui servizio è comunque a singhiozzo: risultano infatti cancellate anche diverse corse dei traghetti. Per chi deve viaggiare oggi via mare è consigliabile consultare preventivamente i siti internet o i call center delle compagnie di navigazione per avere notizie aggiornate sulla regolarità dei collegamenti prescelti.