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Caivano, lo spaccio di droga si sposta sui tetti del centro storico

A Caivano gli spacciatori di droga devono inventarsi nuove piazze per vendere gli stupefacenti. Nell’area del Parco Verde, da alcuni mesi, lo Stato ha intensificato la presenza con continui blitz e sequestri. L’attenzione si è alzata a causa dei recenti fatti di cronaca che hanno raccontato dell’orrore di stupri e violenze sessuali nei confronti di bambine. E dunque l’attività illegale, che avevo reso quell’area la piazza di spaccio più grande d’Europa, si è spostata. E ha trovato albergo nel centro storico del comune della provincia di Napoli.

L’OPERAZIONE DEI CARABINIERI

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di castello di Cisterna, anche grazie all’ausilio del drone, monitorano quotidianamente la città. In via Cairoli, in quel dedalo di stradine che compone il cuore del centro storico, in una piccola corte condominiale, avveniva la vendita delle sostanze proibite. Sui tetti circostanti si muovevano le vedette dei clan, con il favore dell’oscurità veniva piazzata ogni tipo di droga. Il blitz avviene fulmineo, qualcuno tenta di fuggire attraverso una finestra che dà sulla strada, ma viene bloccato, In tutto sono 4 le persone fermate. Negli ampi locali riparati da un anonimo portone verde, fioriva l’attività. Sequestrati anche cento proiettili, 200 grami di hashish e 34mila euro in contanti. Il tuto era protetto da un sofisticato sistema di videosorveglianza, scoperto proprio grazie ai droni.

 

 

Uniti nel ricordo di Peppe Giannino, serata al Troisi per solidarietà e ricerca

Gli amici di Peppe Giannino, opinion leader e imprenditore del mondo della notte, strappato alla vita dal cancro lo scorso anno, riuniti nell’associazione Il Sorriso del Principe, presieduta da Raffaele Guarino, mantengono l’impegno di una seconda edizione dell’evento “Tutti uniti per Peppe”, organizzato con l’obiettivo di raccogliere fondi per sostenere la ricerca, sensibilizzare la prevenzione e dare un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà vittime di questa malattia spietata.

TANTI ARTISTI SUL PALCO

Sono questi i desideri di Peppe e i suoi amici si sono ritrovati anche quest’anno al Teatro Troisi insieme agli artisti che, su invito del direttore artistico Pino Oliva, hanno partecipano al celebration gala, a titolo gratuito per la buona causa. Gianluca Capozzi, Vincenzo Comunale, Angelo Di Gennaro, Fabrizio e Aurelio Fierro, Gianni Fiorellino, Ciro Giustiniani, Mavi, Rosario Miraggio, Monica Sarnelli, Erminio Sinni, Mr Hyde hanno regalato alla platea in sold out uno straordinario spettacolo di musica e teatro, presentato da Gianni Simioli e Gaetano Gaudiero.

ASSOCIAZIONISMO E SOLIDARIETA’

L’associazione, per rendere concreta la sua attività, ha creato, con Alessandro Totaro, coordinatore comitato scientifico dell’associazione “Il sorriso del principe”, un legame con LILT Lega Tumori Napoli, FORME Fondazione per la Ricerca in medicina, Unesco Chair – Cattedra Unesco Federico II Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile e l’associazione onlus Africa in Testa, che ha realizzato ambulatori di diagnostica in Tanzania. Una serata nel nome di Peppe Giannino, in cui hanno trovato spazio momenti di riflessione sulla prevenzione con la scienziata Annamaria Colao e sull’importanza dell’assistenza ai malati oncologici con il presidente Lilt Napoli Adolfo Gallipoli D’Errico.

 

Per sostenere le attività dell’Associazione “Il sorriso del principe”
IBAN IT69I0303203406010000829987
CAUSALE: Donazione Associazione “Il sorriso del principe”

 

Mafia e riciclaggio di denaro, arresti anche in Campania

C’è anche Napoli tra le città dove dall’alba di questa mattina la guardia di finanza ha dato vita a una serie di arresti per associazione mafiosa, usura, traffico e spaccio di stupefacenti e riciclaggio di denaro. Denominata ‘Oleandro’, l’operazione è in corso in Sicilia, Campania, Toscana e Friuli Venezia Giulia e vede impegnati oltre 120 finanzieri del comando provinciale di Catania, che stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del capoluogo etneo su richiesta della Dda nei confronti di 15 indagati. I reati ipotizzati, come detto, sono associazione mafiosa, usura, traffico e spaccio di stupefacenti e riciclaggio di denaro. Gli indagati complessivamente sono 26. Il provvedimento cautelare è in corso di esecuzione nelle province di Catania, Caltanissetta, Arezzo, Napoli e Udine. Nel mirino degli inquirenti alcuni appartenenti alla famiglia mafiosa Santapaola/Ercolano di Catania. Sequestrati società, beni mobili e immobili, disponibilità finanziarie per oltre 12 milioni di euro.

 

 

 

Napoli, sparatoria alle Case Nuove: ferito un 18enne e una passante

Napoli, sparatoria alle Case Nuove: esplosi più di 70 colpi. Due persone a volto coperto a bordo di uno scooter hanno scaricato una pioggia di proiettili all’indirizzo di un giovane di appena 18 anni colpendolo alla gamba sinistra. La vittima, Nicola Moffa, è stata trasportata all’Ospedale Vecchio Pellegrini dove non è in pericolo di vita. Il proiettile non ha provocato particolari danni. Durante la sparatoria, avvenuta ieri poco dopo le 19, è stata ferita anche una donna di 63 anni che dovrebbe essere estranea ai fatti. È attualmente ricoverata al Loreto Mare ma non è in gravi condizioni. Un proiettile l’ha colpita al gluteo.

Gli uomini della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica sono arrivati sul posto, in Corso Arnaldo Lucci, per effettuare i rilievi del caso. Impressionante il numero di bossoli rinvenuti. Appare singolare e fortuita la circostanza che con una pioggia di fuoco così imponente le due persone ferite siano comunque in condizioni non gravi. In ogni caso, gli investigatori, stanno verificando le immagini registrate dalle telecamere posizionate in zona. Dall’analisi dei filmati potrebbe scaturire qualche indizio importante. Anche e soprattutto comprendere se si sia trattato di un agguato oppure il tragico epilogo di una lita in strada.

 

Scarcerato Cesaro, il giudice revoca gli arresti domiciliari

L’ex senatore di Forza Italia, Luigi Cesaro, è stato scarcerato. Il Tribunale di Napoli, VII Sezione Penale ha disposto la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari, precedentemente applicata. Di conseguenza ha ordinato l’immediata liberazione dell’esponente politico.

INDAGINE DELLA DDA

Luigi Cesaro era ristretto ai “domiciliari” nell’ambito di una indagine della DDA. Gli sono stati contestati i reati di per concorso esterno in associazione mafiosa e per corruzione elettorale aggravata. La decisione è stata assunta perché, come riconosciuto dal Tribunale, sono venute completamente meno le esigenze cautelari.

LA DIFESA: “NON RICORREVANO CONDIZIONI PER DETENZIONE”

Gli avvocati Alfonso Furgiuele e Michele Sanseverino hanno espresso viva soddisfazione per la decisione del Tribunale.
“Il tribunale – afferma Furgiuele – ha emesso un provvedimento assolutamente conforme alle disposizioni normative in tema di misure cautelari, così come interpretate dalla giurisprudenza della cassazione; dando atto che, allo stato, non ricorrono le condizioni oggettive idonee a giustificare il mantenimento della misura cautelare nei confronti del senatore Cesaro”.
“La difesa, pertanto, ora intende affrontare il giudizio di merito – conclude Furgiuele – nella certezza di riuscire a dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse nei confronti dell’imputato ed ottenere la giusta sentenza di assoluzione”.

Camorra, nei cellulari degli affiliati i segreti di due clan

Camorra, nei cellulari degli affiliati i segreti di due clan

La camorra si aggiorna e trova nuovi metodi per comunicare e per trasportare la droga.  Ambulanze finte, borse e persino sommergibili sono solo alcune delle modalità con cui sono stati importati, dal aprile 2020 al marzo 2022, circa 1000 kg di cocaina per un giro d’affari da miliardi. È quanto emerge dall’inchiesta condotta dai carabinieri e dalla DDA, che ha permesso di sgominare due organizzazioni criminali. Gruppi che, in collaborazione tra loro, rifornivano le principali piazze di spaccio Campane, tra cui quella del Parco Verde, la 167 di Scampia e quella del Rione Traiano.

Si tratterebbe del clan retto da i due fratelli Dalla Monica, Vincenzo e Salvatore, e del sodalizio “Bartiromo – Merolla – Cortese”. Entrambe le fazioni criminali erano in contatto e si rifornivano dal broker internazionale della cocaina, Bruno Carbone, ai tempi latitante a Dubai. Attualmente è collaboratore di giustizia.

Il ruolo delle chat criptate

Elemento decisivo nell’inchiesta le chat nei telefonini dei trafficanti, che convinti dell’impenetrabilità della crittografia “Encrochat”, comunicavano serenamente via messaggio: gli acquisti, le vendite e prodotti, tra cui spicca la cocaina marca “777” e “Adidas”.

Le chat hanno permesso di appurare come il giro di stupefacenti messo in piedi da “Biaste”, nickname di Carbone nelle conversazioni, si estendesse ben oltre il mero orizzonte campano.

La cocaina mobilitata dalla “premiata ditta Carbone-Dalla Monica-Bartiromo” infatti inondava il mercato di mezza Europa, passando anche per l’Olanda e per la Spagna. Tratte che già fecero la fortuna di “Lelluccio di Pontepersica”, alias Imperiale, arrestato nell’agosto 2021 anche lui a Dubai nel corso di una precedente inchiesta. Un elemento che non sorprende visto che Carbone fu uomo di fiducia e braccio destro di Imperiale.

Una volta finito in manette Lello Ferrarelle, come anche era noto Imperiale, Carbone fuggì in Turchia. Da li tentò di raggiungere il Libano attraverso la Siria, ma finì nelle mani di un gruppo di ribelli. Consegnato agli 007 arrivò a Roma dove decise di seguire la strada già segnata dal suo socio iniziando a collaborare con la giustizia.

Le piaghe da decubito: un fenomeno evitabile

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LE PIAGHE DA DECUBITO: UN FENOMENO EVITABILE

Le piaghe da decubito sono una temibile complicazione di tutte le patologie che costringono il paziente, soprattutto se anziano, a letto o su una sedia a rotelle, in posizione obbligata per lunghi periodi di tempo. Oltre il 75 % degli anziani ospedalizzati over 65 sono vittime di questo grave atto di malasanità!

Il problema delle piaghe da decubito è uno dei grandi mali dell’assistenza ospedaliera. Pur conosciute e note per la loro pericolosità sulla salute della persona, in quanto il problema si pone soprattutto per soggetti allettati o privi di conoscenza e quindi in situazione di spiccata debolezza, si approvano protocolli di buone pratiche cliniche che, tuttavia, rimangono inapplicati

NEGLIGENZA DEL PERSONALE

In considerazione del fatto che con un’adeguata assistenza e con l’utilizzo di ausili antidecubito come materassi, cuscini, ecc., è possibile evitare questo problema, appare abbastanza evidente che le piaghe da decubito siano la conseguenza della negligenza del personale sanitario che doveva occuparsi di quel determinato paziente. Infatti, la giusta strategia per prevenire questo danno spesso non viene messa in atto come dovrebbe fin dalle prime ore di ricovero e come prescrive il protocollo.

A tal proposito, va evidenziato, altresì, che il numero degli operatori sociosanitari (OSS) nei reparti ospedalieri (specie in quelli riservati ai lungodegenti) pone a serio repentaglio la salute dei pazienti particolarmente deboli, i quali ultimi sono letteralmente abbandonati a sé stessi.

La ciliegina sulla torta è rappresentata, poi, dal fatto che, in ragione della carenza di OSS cui s’è appena fatto cenno, sono spesso gli infermieri – professionisti muniti tanto di laurea e quanto di una qualificazione più elevata, potendo essi somministrare i farmaci prescritti dal personale medico – a dover supplire: questa prassi configura, invero, un evidente demansionamento (art. 2103 del Codice Civile), poiché le figure in questione non sono certo state assunte per assolvere a compiti di carattere alberghiero e di supporto al degente nell’assorbimento delle funzioni quotidiane.

LA BATTAGLIA DELLO STUDIO LEGALE VIZZINO

Lo Studio Legale Vizzino ha da tempo intrapreso – e tuttora sta portando avanti – una lunga battaglia di civiltà contro l’incuria dei dirigenti ospedalieri, che ignorano il problema perché impuniti sino ad ora.

Non va dimenticato, poi, che diversi Tribunali, in alcune pronunzie rilevanti, hanno ritenuto sussistere la responsabilità dell’ospedale quando, per negligenza nell’assistenza, fa insorgere piaghe da decubito nei malati allettati soprattutto quando sono anziani e maggiormente indifesi.

L’ospedale è ritenuto responsabile di una lesione grave e permanente all’integrità psico-fisica del paziente e di un danno ai parenti più stretti, che hanno assistito con grande sofferenza al calvario del padre sopportandone le conseguenze morali e materiali.

Il problema delle piaghe da decubito nei malati ospedalizzati è una vera “piaga” dell’assistenza sanitaria e deve essere combattuta con forza e senza tentennamenti. Se compaiono significa che ci troviamo di fronte ad una pessima assistenza sanitaria.

UN PROBLEMA AD ALTO IMPATTO SOCIALE

Le piaghe da decubito sono un problema ad alto impatto sociale: le previsioni dicono che un adulto anziano su quattro soffrirà di ulcere da pressione.

Meno autosufficiente è la persona malata, più è elevato il rischio di lesioni da decubito, più gravi sono le ulcere che si determinano: tutto questo rende, com’è ovvio, altamente complesso l’iter di guarigione.

Le piaghe in questione non sono una patologia, ma una condizione che insorge in pazienti ospedalizzati ai quali non viene data la dovuta assistenza.

Quello che deve essere combattuto è l’indifferenza delle strutture sanitarie di fronte a questo grave problema e l’ignoranza di chi dovrebbe occuparsi di assistere il malato e non lo fa. La difficoltà di riconoscere la responsabilità e la mancanza di norme sanzionatorie specifiche, ha permesso che si creasse una diffusa impunità che, oggi sta venendo meno grazie alle sentenze dei vari tribunali (ROMA, MILANO).

COME POSSONO ESSERE PREVENUTE LE PIAGHE DA DECUBITO? E COSA ANDREBBE GARANTITO AI PAZIENTI DOPO IL RICOVERO?

Nella prevenzione delle lesioni da decubito l’assistenza deve essere finalizzata ad eliminare o a ridurre i principali fattori di rischio. Esaminiamo di seguito alcuni importanti accorgimenti.

La prima e più importante misura consiste nell’attuare un frequente e regolare cambio di posizione dell’infermo (almeno ogni due ore) sia di giorno che di notte: se non si interviene in questo senso ogni altro trattamento è destinato a rivelarsi inefficace. Si alternerà la posizione sui due fianchi con quella supina e si ricorrerà per brevi periodi a quella prona, se viene tollerata. Se si utilizza la posizione semiseduta (sempre per non più di due ore) andrà contrastata la tendenza del corpo a scivolare in avanti con l’uso di opportuni appoggi o cuscini per evitare il rischio di lesioni da sfregamento della pelle contro le lenzuola o il piano di appoggio. Il cambio di posizione va eseguito sollevando o ruotando delicatamente il malato e non strisciando il suo corpo sul letto.

IL LETTO

Le lenzuola devono essere morbide, ben distese e senza rammendi o cuciture grossolane e quando sono bagnate vanno subito sostituite. Assolutamente da evitare il contatto diretto della pelle con materiale impermeabile (tele cerate o di gomma). Quando questi presidi si rendono necessari vanno collocati sotto una traversa di tessuto morbido e assorbente. Dal piano del letto devono essere scrupolosamente eliminati eventuali corpi estranei. Anche se di volume modesto o apparentemente banali (es. briciole di pane) potrebbero diventare ugualmente causa di escoriazioni.

Un altro dettaglio rilevante va identificato nel mancato monitoraggio circa lo stato dei materassi: questi ultimi, oltre ad essere spesso di infima qualità, sono facilmente soggetti a deformazioni – specie dopo la degenza di pazienti particolari -, la qual cosa sicuramente non giova a coloro che, non certamente per scelta, vanno a ricoverarsi dopo.

IMPORTANZA DELL’IGIENE

Va poi segnalato che l’igiene delle regioni più vulnerabili, soprattutto in caso di incontinenza, rappresenta un’altra condizione irrinunciabile per la prevenzione delle ulcere. È bene effettuarla con acqua e detergenti acidi meglio se liquidi, asciugando bene le parti con leggero tamponamento.

DIETA SANA

Garantire una dieta sana e fargli fare ginnastica per migliorare la circolazione. Praticata con regolarità, la ginnastica migliora la circolazione e può contribuire ad attenuare un aumento della pressione. Con il passare degli anni la pelle tende a divenire più fragile; tuttavia, una dieta sana ed equilibrata aiuta a mantenerla in buone condizioni e perciò a renderla più resistente alle lesioni da decubito: per tal ragione, urgerebbe una riforma legislativa tesa a garantire la presenza, in corsia, di nutrizionisti aventi il compito di supportare i medici preposti alla cura dei malcapitati, mediante la predisposizione di una dieta personalizzata per ciascun paziente.

Non si trascuri che, allorquando viene ricoverato presso una struttura sanitaria pubblica o privata, il paziente conclude con la stessa il cd. “contratto di spedalità”, grazie al al quale gli si deve garantire il costante monitoraggio teso ad evitare l’insorgere, data la presumibile incapacità motoria totalmente o anche parzialmente limitata, delle predette piaghe da pressione. Pertanto, la struttura non solo deve evitare l’insorgenza della piaga ma anche provvedere all’immediata cura della stessa.

IL RUOLO DI FISIOTERAPISTI E POSTUROLOGI

Un’attività siffatta andrebbe esercitata con l’ausilio di fisioterapisti e posturologi qualificati, disponibili (a rotazione) ventiquattro ore su ventiquattro: difatti, mantenere una postura corretta è fondamentale per impedire la formazione delle piaghe di che trattasi.

Le piaghe di che trattasi, però, possono insorgere anche durante il periodo successivo alla degenza, specie in soggetti anziani e/o non autosufficienti: il possibile rimedio a tale problematica è da individuarsi nello stanziamento di fondi per la realizzazione di strutture, pubbliche o convenzionate, ove il paziente dimesso, costantemente assistito dalle figure professionali supra individuare, possa effettivamente riabilitarsi e riacquistare l’anelata salute.

Limitarsi a rimandarlo a casa, dunque, non gli è affatto d’aiuto: infatti, se un ultrasessantenne (od una persona a mobilità ridotta) che non ha l’appoggio dei propri cari viene letteralmente abbandonato a sé stesso dopo la dimissione!

Altro particolare che, purtroppo, si tende a sottovalutare è la carenza di una “scheda del dolore”: trattasi di un documento, da redigersi in forma tabellare, nel cui corpo andrebbero riportata, a cura di medici specialisti in terapia del dolore (coadiuvati da personale qualificato), l’insorgenza, durante la permanenza nosocomiale, di ogni tipologia di piaga: così facendo, si scongiurerebbe ogni pericolo – anche solo potenziale – derivante dallo giacere supini per un cospicuo intervallo temporale.

CONCLUSIONI

È quindi specifico e primario obbligo della struttura sanitaria, nel garantire il diritto alla salute dell’assistito, offrire una prestazione complessa, costituita da servizi sanitari e no, facendo ricorso all’ausilio di una pluralità di figure professionali, che operano al suo interno, e pertanto risponde del loro operato.

 

Scuola, “Conto ergo sum” per colmare gap tra studenti italiani e stranieri

“Conto ergo sum”, per colmare il gap tra studenti italiani e coetanei all’estero

Colmare il gap di conoscenze in ambito economico e finanziario degli studenti italiani rispetto ai coetanei occidentali: è quanto si propone il progetto “Conto ergo sum” presentato all’aula Magna dell’IPE Business School e che coinvolge circa 1400 ragazzi e 10 scuole su tutta la regione.

I dati

A fornire i dati la dottoressa Alessandra Staderini, vice capo del servizio educazione finanziaria della Banca d’Italia:

” I dati, la fonte principale è l’indagine condotta in ambito OCSE, l’indagine PISA che dal 2012 rileva anche le competenze finanziarie e questa indagine ci mostra come il punteggio raggiunto dai quindicenni italiani, perché questa è un’indagine fatta sugli ragazzi di 15 anni… I quindicenni italiani sono in ritardo nelle competenze economiche e finanziarie rispetto ad esempio alla media OXE”.

Iniziativa del programma “Scuola viva – azioni di accompagnamento”

L’iniziativa, che rientra nell’ambito del programma “Scuola viva – azioni di accompagnamento”, vuole sensibilizzare e avvicinare i ragazzi all’educazione della finanza come spiega Gaetano Vecchione, consigliere scientifico Svimetz,

“Un ritardo che va colmato con maggior attenzione, maggior investimento e maggior organizzazione nella scuola. Quello dell’educazione finanziaria è uno di questi aspetti e questo progetto punta proprio a rafforzare l’educazione finanziaria perché maggiore educazione finanziaria vuol dire maggiore consapevolezza e migliori cittadini e quindi una migliore società”.

L’intervento del presidente IPE

Sulla questione intervenuto anche Raffaele Calabró, presidente IPE:

“Il progetto di oggi che è il Conto Ergo Sum, cioè un progetto di educazione finanziaria al accogliere il senso degli aspetti finanziari di una società dall’uso della moneta piuttosto che al significato sociale e valoriale delle tasse, di quello che il cittadino deve allo Stato per garantire i servizi”.

Appello conferma l’ergastolo per Iacomino autore dell’omicidio Pinto

Appello conferma l’ergastolo per Iacomino autore dell’omicidio Pinto

Confermato in appello l’ergastolo per Pinotto Iacomino, già condannato in primo grado per l’omicidio dell’ex moglie Ornella Pinto. La donna fu uccisa con 13 coltellate mentre il figlio di 3 anni si trovava nella stanza accanto.

Furono proprio le urla agonizzanti della madre a svegliare il bimbo. Il magistrato ha anche ordinato una provvisionale da 180mila euro per la sorella della vittima, Stefania Pinto, che da allora si occupa del bambino.

Elemento decisivo per la sentenza, anche il riconoscimento, come richiesto dai Pm e dagli avvocati di parte civile, delle aggravanti: premeditazione, crudeltà e convivenza tra vittima e omicida.

Era l’alba del 3 marzo 2021 quando il cadavere dell’insegnate di sostegno fu ritrovato nella casa dove conviveva con il marito ed il figlio, quartiere Arenaccia. Dopo i fatti, Iacomino si costituì, confessando di aver ucciso la donna al culmine di un litigio. Versione non corroborata dalle indagini degli inquirenti, che dimostrarono come l’omicidio avvenne nel sonno. Il corpo della donna infatti non presentava segni di difesa.

Un caso che fece molto discutere anche perché si inseriva nella lunga serie di femminicidi avvenuti a Napoli. A Ornella Pinto fu dedicata una panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza di genere.

Spercoppa, Mazzarri avvia la transizione del Napoli: “Stiamo provando cose nuove”

Vigilia di “Supercoppa Italiana” a Riyad, domani è in programma la prima semifinale tra Napoli e Fiorentina con Mazzarri che ha gli uomini contati. Eppure a migliaia di chilometri di distanza sta avvenendo la transizione del Napoli. Da “grande bellezze” a “brutti e cattivi” è il percorso intrapreso. Sul campo d’allenamento del “Four Season Hotel” l’allenatore spiega che “stiamo provando cose nuove. Per ambiare anche durante la partita. Non mi aspetto un cambiamento immediato, ci vuole tempo”. Ma la strada è tracciata. Accantonare psicologicamente e tatticamente lo Scudetto, ora c’è un presente nel quale calarsi con convinzione,.

GLI INFORTUNATI

L’allenatore azzurro spiega in conferenza stampa, con Simeone accanto a sé, che Demme ha uno stiramento e quindi è out ma attende la rifinitura per vedere se Cajuste ce la fa e se Zielinski può essere del match. Appuntamento domani, giovedì 18 gennaio alle 20 (le 22 in Arabia Saudita) con diretta in chiaro su Italia 1 e Mediaset Infinity. Il giorno dopo è in programma Inter-Lazio, stesso orario trasmesso ancora su Canale 5. La finale è in programma sabato 22, tutte le partite si disputeranno nello Al-Awwal Park Stadium nella capitale saudita.

IL RICORDO DELLA PARTITA DI CAMPIONATO

E’ ancora vivo il ricordo della sconfitta del Napoli contro la Fiorentina in Campionato. Una vera e propria lezione di tattica inferta da Italiano a Garcia, con la squadra in balia delle geometrie e delle ripartenze viola. Una ferita aperta sula quale Mazzarri preferisce glissare “per rispetto di c’era e ora non c’è”. Il riferimento al suo predecessore, di cui non ha mai voluto parlare, è chiaro. Ma che sia stata una sconfitta dolorosa lo riconosce e forse lo ha anche “ricordato” ai suoi ragazzi, che potrebbero cogliere questa provocazione per mettere in campo anche un desiderio di vendetta sportiva.