lunedì, Maggio 11, 2026
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Finti poliziotti per un colpo milionario: 4 pregiudicati finiscono in manette

Un commando di professionisti che si spacciava da agenti delle forze dell’ordine capace di sottrarre in un solo colpo migliaia di dispositivi Apple per un valore di circa 2,5 milioni di euro. È questo lo scenario emerso dall’operazione condotta dai carabinieri che la notte scorsa hanno arrestato quattro pregiudicati.
Il colpo risale al 18 settembre 2024 e fu studiato nei minimi dettagli. I rapinatori fermarono un corriere spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine utilizzando una paletta contraffatta e una pistola per costringere il conducente a consegnare il carico. La refurtiva, destinata a un magazzino stabiese, era davvero importante: 1.733 iPhone 16, 455 Apple Pods, 145 Apple Watch.
Le indagini della Procura di Torre Annunziata hanno svelato una struttura criminale di alta caratura pronta a nuovi colpi. Nonostante la vendita di parte della refurtiva avesse già fruttato circa 600 mila euro, il gruppo era infatti in procinto di organizzare nuovi assalti, e questa volta, su tutto il territorio nazionale. Durante le perquisizioni, i militari hanno recuperato parte dei dispositivi ancora invenduti presso l’abitazione dei genitori di un sospetto ricettatore. In totale, l’attività investigativa ha portato al sequestro di: 140 mila euro in contanti, 11 kg di cocaina, 3 pistole detenute illegalmente e numerose proiettili. Fondamentali per l’identificazione dei responsabili sono state sia le immagini della videosorveglianza riferite – oltre che all’atto criminoso – anche ai numerosi sopralluoghi della banda nei giorni precedenti il colpo stesso, sia la puntuale denuncia sporta dalla vittima. I quattro arrestati – gravemente indiziati di rapina aggravata, sequestro di persona, ricettazione e detenzione e porto illegali di armi da sparo – sono stati tutti condotti nel carcere di Poggioreale a Napoli. Altri due soggetti risultano indagati, tra cui il presunto ricettatore professionale del gruppo.

Lo spinello non è reato; ma ti cambia la vita: la ‘scusa’ dell’uso personale nei vicoli di Napoli

“Tranquillo, è per uso personale.” Una risposta ripetuta con nonchalance, quasi un mantra. Una frase che i carabinieri di Napoli si sono sentiti ripetere più e più volte questa notte dopo l’ennesimo servizio di controllo dell’operazione “Alto Impatto” nel centro della movida dei Quartieri Spagnoli. Peccato che, per la legge, così “tranquillo” non sia affatto possedere droga; tante sono infatti le ripercussioni amministrative che ricadono in chi incappa nelle forze dell’ordine.

Su questo fronte nel mirino dei militari, ancora i giovanissimi assuntori di stupefacenti. Perché spesso, proprio attorno a quel singolo spinello fatto da un giovane, ruota l’intero mondo dell’illecito, del degrado e della micro e macro criminalità. I vicoli con poca luce, i cocci di bottiglia per terra e, sullo sfondo, il pusher in attesa, soprattutto, degli adolescenti, sono uno scenario che i carabinieri conoscono bene e che si ripete identico ogni volta. Sempre più spesso i militari si imbattono infatti in gruppi di giovanissimi ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Questa notte i carabinieri di Napoli Centro hanno segnalato alla Prefettura altri 4 ragazzi. Nelle loro tasche modiche quantità di hashish e marijuana. La loro reazione è stata pressoché identica. “Tranquillo. E’ per uso personale!”.
Una frase che vorrebbe giustificare quanto accaduto venendo meno la consapevolezza delle proprie azioni. Una frase che, più che rassicurare, rivela però una mancata consapevolezza proprio di quelle. Perché, se è vero che la legge considera il possesso di modiche quantità per uso personale un illecito amministrativo e non penale, le conseguenze sono tutt’altro che lievi. La macchina burocratica della Prefettura si mette in moto. L’interessato viene convocato per un colloquio con un assistente sociale. Gli vengono spiegati i rischi legali e sanitari legati alla sostanza, e si valuta la sua situazione personale. Nei casi meno gravi (prima volta, quantità minime) può arrivare un semplice invito formale a non fare più uso di stupefacenti. Ma non sempre va così. Il Prefetto può infatti decidere di applicare sanzioni pesanti. Per un periodo che va da 1 a 12 mesi, si può dire addio alla patente di guida, al passaporto o al porto d’armi. Inoltre, la normativa prevede la possibilità di essere indirizzati ai servizi territoriali per le dipendenze, per un supporto sanitario e psicologico. Ebbene negli ultimi 20 giorni i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno controllato 1100 persone, soprattutto giovanissimi, durante i servizi anti movida nelle maggiori piazze della provincia partenopea e hanno segnalato alla Prefettura 38 ragazzi: uno ogni 30 controllati. Una situazione preoccupante che è indice di tanti fattori: da una cattiva gestione familiare dei minori, alla completa disinformazione che i giovani hanno sia dei danni che provocano le droghe sulla salute sia sulle conseguenze legali, amministrative per chi è trovato in possesso anche di quantità minime di droga per uso personale.

Donna accoltellata sul bus: l’aggressore si è suicidato

Antonio Meglio si è suicidato ieri sera. Il trentanovenne di Pianura era stato arrestato per aver accoltellato giovedì scorso su un pullman della linea C132 la penalista Alessia Viola, ferendola gravemente. Il gip aveva convalidato il fermo e emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per lesioni gravissime. L’uomo, che aveva tentato già due volte di togliersi la vita ed era stato ricoverato nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli perché ritenuto pericoloso per se stesso e gli altri, alle 21:40 di ieri è riuscito a suicidarsi con un lenzuolo nonostante fosse piantonato dalla polizia. Vani i tentativi di soccorso quando è scattato l’allarme.

Al gip Antonio Meglio aveva dichiarato: “Ho un blocco di memoria, non sono in grado di ricostruire le fasi dell’aggressione sul bus” ed aveva poi ripetuto più volte che con quel gesto voleva soltanto catturare l’attenzione del procuratore Nicola Gratteri.

Terremoto, scossa fortissima nel Golfo di Napoli 5.9

Una scossa fortissima di terremoto, la cui magnitudo è stata fissata in 5.9 è stata registrata dai sismografi ne Golfo di Napoli. L’epicentro è stato calcolato al largo dell’isola di Capri, a una profondità di oltre 400 chilometri. La scossa è stata avvertita anche a Napoli e nella penisola sorrentina. Proprio la consistente profondità nella quale è avvenuto il fenomeno sismico ne ha attenuato gli effetti in superficie. La scossa è stata registrata alle 00.03.

SISMA AVVERTITO IN TUTTA ITALIA

E’ stato avvertito in tutta l’Italia, il terremoto di magnitudo 5,9 avvenuto nel golfo di Napoli alla profondità di 414 chilometri. Lo indicano le mappe dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vucanologia, basate sui questionari raccolti attraverso il servizio ‘Hai sentito il terremoto?’.     Con intensità comprese fra i livelli 2 e 4 della scala Mercalli, quindi leggera o moderata, il terremoto è stato avvertito in particolare nelle zone di Roma, Ancona, Firenze e Bologna fino a Padova e a Trento. Da Nord Ovest tante segnalazioni dalla zona di Milano e La Spezia. Nel Centro Sud è stato avvertito soprattutto a Napoli e Salerno, Reggio Calabria, Messina, Palermo e Catania. (ANSA).

Napoli, fascite plantare per Vergara: a forte rischio per il Lecce

Fascite plantare per Antonio Vergara. Il trequartista del Napoli era uscito all’intervallo per un problema al piede nella sfida contro il Torino, lasciando spazio a Frank Anguissa. Per il rientro del centrocampista camerunense e di De Bruyne, però, c’è un problema da affrontare. Vergara fin qui è stato fondamentale, in certe partite caricandosi anche la squadra sulle spalle. Confermata, però, la diagnosi della fascite plantare ed è a forte rischio per il Lecce, come riferito dall’edizione online de Il Mattino: “Più probabile che si proceda senza rischi verso il completo recupero, ma ovviamente molto dipenderà da come reagirà il piede sinistro di Vergara nelle terapie settimanali. Nella testa del calciatore anche la voglia di recuperare prima della sosta per potersi giocare una eventuale chiamata della nazionale italiana ai Playoff Mondiali“.

False assunzioni di immigrati: in manette dipendente dell’Ispettorato del Lavoro

Associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione clandestina, falso, truffa. Sono i reati contestati a 18 persone raggiunte da misure cautelari emesse dal G.I.P. di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. I destinatari della misura cautelare della custodia in carcere sono un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli e diversi titolari di aziende agricole che hanno messo a disposizione, quali datori di lavoro, le proprie realtà aziendali per false assunzioni di cittadini extra Ue. Sono stati inoltre sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari alcuni collaboratori dei principali indagati, nonché mediatori stranieri.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno documentato l’esistenza di un’organizzazione criminale operante nelle province di Napoli e Caserta, con un’alta proiezione transnazionale. Obiettivo del sodalizio: quello di produrre e “mercificare” i “nulla osta al lavoro subordinato”, ossia i provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione autorizza un datore di lavoro ad assumere un cittadino straniero residente all’estero.
Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero sistematicamente lucrato sulla prospettiva di ingresso o regolarizzazione di cittadini extracomunitari, sfruttando la normativa sui flussi d’ingresso.
Un ruolo chiave era quello del dipendente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli, indicato come promotore e capo dell’organizzazione. Questi, direttamente o con l’aiuto di altri pubblici ufficiali, si occupava di rilasciare i cosiddetti “Pareri”, ossia gli atti amministrativi che certificano la congruità delle richieste dei datori di lavoro, un passaggio fondamentale per ottenere il nulla osta. L’iter amministrativo così instaurato ne risultava, nella quasi totalità dei casi, viziato nella relativa genuinità, atteso anche che l’organizzazione si prefiggeva tra l’altro, sempre al fine di raggiungere i suoi scopi, di produrre atti materialmente o ideologicamente falsi attraverso la collaborazione strategica di un CAF con sede nella provincia di Caserta.
E’ stato anche possibile documentare come quota parte degli illeciti guadagni finisse nelle tasche dei datori di lavoro compiacenti ed organici al sodalizio, i quali percepivano una somma variabile tra i 1.200 e i 2mila euro per ogni lavoratore straniero per il quale veniva artificiosamente richiesta l’assunzione.
Le indagini svolte hanno consentito, peraltro, di individuare e bloccare oltre tremila pratiche irregolari di ingresso di cittadini extracomunitari sul territorio italiano e hanno consentito di procedere, contestualmente all’esecuzione delle misure personali in parola, anche a numerosi sequestri di beni di lusso nella disponibilità degli indagati provento dell’attività illecita perpetrata.

8 Marzo, a Napoli prosegue la mobilitazione di Non una di meno

8 Marzo, a Napoli prosegue la mobilitazione di Non una di meno

Contro guerra e patriarcato, ha sfilato anche a Napoli il corteo delle attiviste dell’associazione “Non una di meno”, da anni impegnata per la parità di genere e contro la violenza sulle donne. “Disarmiamo guerra e patriarcato’, un grido che ha unito sessanta piazze italiane nel giorno della Festa delle donne. A Napoli la giornata di mobilitazione lanciata dal movimento femminista e transfemminista è è stata organizzata oggi (9 marzo) La marea fucsia è voluta partire da porta Capuana dove pochi mesi fa venne violentata una donna.

Una scelta simbolica, per riportare al centro del dibattito pubblico il tema della violenza maschile e della disparità di genere. Le attiviste hanno attraversato la città con slogan e striscioni contro guerra e patriarcato, fino ad arrivare a piazza Dante. Nel mirino anche il ddl Bongiorno sulla violenza sessuale: per le manifestanti il testo indebolisce il riferimento al consenso, e per questo viene letto come un passo indietro.

Attivista Laura Lombardi e l’operatrice antiviolenza Tania Castellaccio: (interviste nel video allegato).

Napoli, possibile il ritorno dei Fab Four contro il Lecce

Il Napoli potrebbe ritrovare i Fab Four. Contro il Lecce, nel match in programma sabato alle ore 18:00, la squadra di Antonio Conte scenderà in campo per conquistare la terza vittoria consecutiva. Mancano soltanto dieci partite alla fine del campionato e il Napoli ne disputerà sei al Maradona per quella che sarà la volata per conquistare un posto nella prossima Champions League.

Per farlo, però, sarà fondamentale recuperare tutti gli infortunati. In primis a centrocampo, il reparto che più è stato colpito e che ha visto cadere pezzo dopo pezzo i Fab Four. Ora potrebbero tornare. De Bruyne e Anguissa hanno giocato qualche minuto contro il Torino. Mentre con il Lecce potrebbe esserci il rientro di McTominay e Lobotka. Una gran bella notizia per Conte.

Napoli, troppi gol subiti: l’ultimo clean sheet risale al 17 gennaio

Il problema difensivo del Napoli. Rispetto alla passata stagione, che ha visto la squadra di Antonio Conte vincere uno scudetto, la fase difensiva ha delle lacune. Troppi i gol subiti, anche contro avversarie più deboli sulla carta. Non solo in Champions League, dove il Napoli è stato eliminato già nella fase campionato. Ma anche e soprattutto in Serie A.

Gli infortuni hanno senza dubbio inciso. Ma già da inizio stagione s’intravedeva una poca brillantezza in alcune partite. E alcuni difensori, Alessandro Buongiorno su tutti, hanno vissuto dei mesi difficili.

L’ultima partita in cui si è verificato un clean sheet risale a Napoli-Sassuolo dello scorso 17 gennaio, finita 1-0 con il gol di Stanislav Lobotka. Da quel momento in poi in campionato sono arrivati 12 gol in 7 partite. Tanti per una squadra che a inizio anno aveva ben altre ambizioni. Il finale di stagione servirà a mettere a posto anche questo dato e, magari, non ripetere gli stessi errori. Perché troppe volte Milinkovic-Savic e Alex Meret hanno raccolto il pallone in fondo alla rete.

Napoli, lotta Champions sempre più serrata: classifica e calendari a confronto

La lotta per la qualificazione alla prossima Champions League si fa sempre più serrata. Il Napoli è attualmente terzo in classifica a -4 dal Milan secondo, che ha battuto l’Inter nel derby grazie al gol di Estupinan. Solo nelle prossime partite si capirà di più sulla lotta scudetto, con i rossoneri che sperano di riaprire il campionato. Ma serviranno altri passi falsi della squadra di Cristian Chivu.

Intanto, però, è bagarre per finire nei primi quattro posti. La sconfitta della Roma sul campo del Genoa ha riacceso le speranze di Como e Juventus. L’Atalanta, visto il pareggio casalingo con l’Udinese, è più attardata.

Serie A, la classifica delle posizioni europee a 10 giornate dalla fine

  1. Inter 67 punti
  2. Milan 60
  3. Napoli 56
  4. Roma 51
  5. Como 51
  6. Juventus 50
  7. Atalanta 46

Calendario a confronto fino alla sosta di marzo

In maiuscolo le partite che le squadre disputeranno in trasferta.

  • Inter: Atalanta, FIORENTINA
  • Milan: LAZIO, Torino
  • Napoli: Lecce, CAGLIARI
  • Roma: COMO, Lecce (con doppia sfida al Bologna di Europa League)
  • Como: Roma, Pisa
  • Juventus: UDINESE, Sassuolo
  • Atalanta: INTER, Verona (con doppia sfida al Bayern Monaco di Champions)

Per avere un quadro più chiaro bisognerà attendere la sosta delle Nazionali, prima di ripartire con l’ultimo blocco di partite per la volta finale.