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Rogo Venere degli Stracci, una petizione per il piromane condannato

Rogo Venere degli Stracci, una petizione per il piromane condannato. Simone Isaia, il clochard prima arrestato e poi processato, è stato riconosciuto colpevole in primo grado e condannato a 4 anni di reclusione. Ma un gruppo di associazioni chiede di rivedere la pena.

PARTITA LA PETIZIONE

“Una condanna pesante e ingiusta: Simone Isaia ha bisogno di essere curato non del carcere”. E’ quanto sottolineano, in un comunicato, un gruppo di associazioni e istituzioni (Iod edizioni, Pastorale Carceraria della Chiesa di Napoli, Associazione Liberi di volare, Chiesa Cristiana Evangelica Libera di Casalnuovo, United Colors of Naples e Tribunali138) che propongono nuovamente una raccolta firme per il clochard con problemi psichici ritenuto responsabile di aver dato fuoco, lo scorso 12 luglio, all’opera “La Venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto in Piazza Municipio a Napoli.

L’UOMO ORA E’ AI DOMICILIARI

“Isaia dopo un primo momento in cui era stato recluso nel carcere di Poggioreale, – ricorda la nota – si trova ora ai domiciliari in una comunità di Salerno. Ora rischia di nuovo di tornare in carcere. Il cuore pulsante della Legge deve essere sempre la Giustizia. Ma non sempre è così”. E per cercare di evitare che Simone Isaia finisca di nuovo in cella ripropone una petizione che ad agosto è stata sottoscritta da 5897 persone: a queste si rivolgono affinché tornino a far sentire la loro voce firmando una analoga petizione a questo indirizzo  affinché a Simone siano garantire cure e non il carcere.

Affabulazione, 15.000 persone per oltre 100 spettacoli e 150 giornate di laboratorio

Promosso dal Comune di Napoli e finanziato dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, il progetto culturale “Affabulazione. Espressioni della Napoli Policentrica”, in questa seconda edizione ha registrato circa 15.000 presenze.

I 19 PROGETTI DI “AFFABULAZIONE”

In una visione policentrica, Napoli, fin nelle aree più distanti dal centro della città, è stata animata, per tre mesi, da 19 rassegne, per un totale di oltre 100 spettacoli e 150 giornate di laboratorio. Una proposta culturale ampia ed eterogenea a cui hanno dato vita Akerusia Danza con il progetto “Intrecci d’arte al Sud”; Teatringestazione con “Bar-Abba”; l’associazione Igor Stravinsky con “Napoli siccome immobile”; l’associazione Domenico Scarlatti con la seconda edizione di “Extra Moenia. Il centro esploso”; l’associazione Nuova Orchestra Scarlatti con la seconda edizione di “Armonie Flegree”; le associazioni Bus Theater e Puteca Celidonia con “Q-Est Performing art and education”; il collettivo LunAzione con “Cucinights”; la fondazione F.M. Napolitano con “Emozioni”; la fondazione Teatro di San Carlo con “Arte al Forte 4.0”; l’associazione Il Canto di Virgilio con “Pulcinella Totem. Dalle Calende alle Maschere, tra tradizione e innovazione”; Il Teatro nel Baule con “Minuscoli/Maiuscoli – La festa delle ragazze e dei ragazzi”; l’associazione ItinerArte con “Oltre la linea nelle periferie”; l’associazione La Dramaturgie con “Nuove Direzioni – rassegna di spettacolo con l’impiego di nuove tecnologie”; Movimento Danza con “The Inclusive Beat – danza e musica senza distanza”; l’associazione di promozione sociale Nakote con “Officine Green. Racconti dalle cinque giornate”; NEST Napoli Est Teatro con la seconda edizione di “EST! Il festival delle arti e dello spettacolo di Napoli Est”; l’associazione Santa Maria di Loreto con “R-Estate con noi: I° rassegna musicale internazionale”; la società cooperativa Teatro Stabile delle Arti Medievali con “Pianura Opera House”; l’associazione culturale Twain con “Unlock Festival”.

SERGIO LOCORATOLO – COORDINATORE POLITICHE CULTURALI COMUNE DI NAPOLI

“Se Affabulazione, con un investimento di circa 900.000 euro destinato al sostegno di attività di spettacolo da svolgersi nelle municipalità 4, 6, 7, 8, 9 e 10 della città, ha rappresentato probabilmente il progetto cardine della programmazione culturale per le aree periferiche del territorio, l’impegno dell’Amministrazione Manfredi in favore di una visione policentrica della città non si è fermato qui – dichiara il coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli Sergio Locoratolo – Nel corso dell’anno 2023 l’abituale trend che vede la gran parte delle risorse disponibili convergere verso il centro città si è invertito e oltre il 50% degli investimenti operati dall’Amministrazione nel settore delle attività e degli eventi culturali sono stati destinati allo sviluppo di una programmazione dedicata alle periferie. Una precisa scelta di politica culturale, resa ancor più pervasiva dal sostegno dato ad attività partecipative e laboratoriali, concepite per coinvolgere attivamente la cittadinanza, lasciando un segno duraturo sul territorio”.

I LUOGHI DI AFFABULAZIONE

Laboratori, spettacoli e rassegne si sono svolti in luoghi già coinvolti nella scorsa edizione di Affabulazione, come il Teatro NEST, il Centro Asterix e le Officine San Carlo; in luoghi insoliti, come la casa circondariale “Salvia” (Poggioreale), l’oasi WWF cratere degli Astroni e Auditorium Porta del Parco di Bagnoli; e, ancora, chiese, parchi, giardini e teatri. Tra gli altri artisti coinvolti hanno preso parte ai progetti Gian Maria Cervo, Vincenzo Comunale, Francesco Di Bella, Francesco Di Leva, Fundacion Epica La Fura dels Baus, Gaetano Di Vaio, Carlo Faiello, Lucariello, PeppOh, Patrizio Rispo, Gino Rivieccio, Francesca Rondinella, Elisabetta Serio, Peppe Servillo, Daniele Sepe, Rafael Spregelburd, Emilia Zamuner.

GRAN FINALE CON L’INEDITA CARMEN RAP

Gran finale con l’inedita “Carmen rap” a Officine San Carlo, liberamente ispirata alla “Carmen” di Georges Bizet, con musiche e testi di Lucariello, drammaturgia di Federico Vacalebre e regia di Michele Sorrentino Mangini. Uno spettacolo che, portando in scena gli allievi dei laboratori, ha dato un’idea concreta dell’anima di Affabulazione – progetto nato per rendere i cittadini protagonisti, non solo spettatori, della cultura – e dell’originalità delle proposte artistiche che hanno caratterizzato questa seconda edizione.

Aree marine protette, evento nazionale al Parco della Gaiola

Nell’ambito del Progetto “Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e di attività di pesca sostenibili”, il Parco Sommerso di Gaiola di Napoli ha organizzato il Secondo Workshop Nazionale dedicato al progetto Aree Marine Protette. Un Workshop rivolto alla partecipazione di tutte le aree marine protette italiane e degli esperti che operano settore della piccola pesca costiera e della tutela del Mare, rappresentando quindi un momento di confronto tra tutti i soggetti coinvolti sulle metodologie sperimentate, i risultati ottenuti e gli obiettivi da raggiungere. Nel corso dei lavori sono stati illustrati i risultati del progetto svolto dal parco della Gaiola, diretto da Maurizio Simeone

Tragico incidente nel beneventano: un morto e due feriti gravi

BENEVENTO – Tragico incidente nel beneventano: un morto e due feriti gravi. A perdere la vita una dona di 63 anni. Tra i feriti una bimba di 10 anni, attualmente ricoverata in gravi condizioni all’ospedale pediatrico Santobono. Con lei anche un uomo di 30 anni.

I FATTI

L’incidente è avvenuto nella strada stradale, nella tarda serata di ieri, in località Cantinelle di Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento. La donna di deceduta era alla guida della sua Lancia Y. Il terribile impatto ha provocato anche il ferimento di due persone che viaggiavano a bordo di una Opel Mokka. Si tratta, come detto, di un uomo di 30 anni e di una bimba di 10 anni che è stata ricoverata in gravi condizioni nell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. La 63enne – estratta ancora in vita dall’auto – è purtroppo deceduta nell’ospedale “San Pio” di Benevento dove era a stata trasferita in codice rosso con un’ambulanza. Meno gravi le condizioni di salute dell’uomo che se la dovrebbe cavare: i sanitari lo hanno giudicato guaribile in 30 giorni. Per fare luce sull’accaduto sono in corso indagini dei carabinieri intervenuti sul luogo della tragedia con i sanitari del 118.

 

Blitz animalisti in villaggio Coldiretti a Napoli

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Blitz poche ore fa di un gruppo di animalisti al villaggio della Coldiretti in piazza Municipio a Napoli, con gli organizzatori costretti a interrompere uno dei dibattiti previsti dal programma della manifestazione.

IL VOLANTINO DELLA PROTESTA

Gli attivisti e le attiviste del nuovo collettivo antispecista Spazio Animale, con il supporto di Fridays For Future Napoli e Lea ClimaX hanno manifestato per portare in luce le problematicità di questo evento.
Spazio Animale è un collettivo napoletano di giustizia radicale antispecista e intersezionale, cioè si batte per la giustizia climatica e alimentare e si oppone a qualsiasi sfruttamento di animali di specie non umana per benefici e scopi umani affiancando le altre lotte di liberazione delle soggettività oppresse.
Le attiviste e gli attivisti hanno interrotto un convegno sull’ecoansia e sulla sostenibilità del cibo locale, ponendo in essere il fatto che non basti mangiare locale per ridurre le emissioni, siccome l’industria zootecnica è la causa principale di inquinamento per emissioni di metano, utilizzo di suolo e risorse”.

La protesta ha scatenato la reazione di chi partecipava al dibattito in quel momento. I manifestanti denunciano aggressione da parte degli organizzatori e delle forze dell’ordine.

”Dopo pochi minuti- recita il volantino- gli attivisti sono stati insultati e poi spintonati, strattonati e portati via con forza dall’assistenza di Coldiretti e dalla celere.
Un’attivista è stata tirata per la maglia dal tavolo e fatta cadere per terra, riportando un taglio sulla caviglia.
Un ragazzo è stato trascinato via dalla celere dopo che Successivamente è arrivata la Digos e gli attivisti e le attiviste hanno concordato per un dialogo con l’onorevole presente.
Tuttavia il servizio di sicurezza Coldiretti hanno allontanato nuovamente gli attivisti e le attiviste.
Lo spirito inclusivo e genuino di Coldiretti potete vederlo dai video: l3 attivist3 non hanno avuto la possibilità di esprimersi ed uno di lor3 è stato portato via di peso dalle forze dell’ordine.
Genuinità, inclusione, transizione ecologica, si praticano secondo Coldiretti, ENI ed Israele reprimendo chi protesta ed invisibilizzando le contaminazioni che si ritiene fare emergere rispetto al modello di sviluppo estrattivista e carnista?
Il Villaggio Coldiretti è una trovata pubblicitaria dell’orrore, con la quale l’associazione punta a tutelare i suoi interessi privati a discapito della collettività. Un evento dipinto di verde, che elogia la sostenibilità e il benessere animale delle sue aziende portando in una piazza urbana animali considerati “da reddito”.
Tuttavia, i principali partner che si trovano al villaggio come Granarolo, Gruppo Cremonini, Parmigiano Reggiano sono stati più volte sanzionati per le condizioni degli animali rilevate nei loro allevamenti nel nord Italia.
Coldiretti sta portando avanti da anni attività di lobbing, attraverso campagne antiscientifiche e attività di disinformazione, greenwashing e pinkwashing, con il coinvolgimento di grandi multinazionali come Mc Donald’s, a sostegno dei grandi produttori di carne e derivati, responsabili primari della crisi climatica.
Inoltre, il main partner di Coldiretti è Eni, azienda premiata con una nuova licenza per l’esplorazione del gas naturale nel territorio palestinese occupato dal governo israeliano,contribuendo al genocidio in atto. Per questo motivo lo slogan degli attivisti e delle attiviste è: “Coldiretti e Eni padroni con i corpi e le terre degli altri”.

È inaccettabile che l’amministrazione comunale di Napoli abbia promosso un evento simile ignorando l’attuale situazione in Medio Oriente, delle attività inquinanti promosse da Eni e del resto delle aziende coinvolte e promuovendo la falsificazione delle condizioni degli animali negli allevamenti.
Pretendiamo una conversione del sistema alimentare in un sistema veramente sostenibile e accessibile per tutti e che si smetta di sostenere qualsiasi azienda”

Immacolata, Battaglia: “Napoli apprenda dalle donne l’arte della cura”

L’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha presideuto la solenne celebrazione della festività dell’Immacolata. Dopo la messa nella Chiesa del Gesù Nuovo ha letto il consueto atto di affidamento della città alla Vergine Maria. Di seguito la preghiera integrale letta ai fedeli.

LA PREGHIERA DEL VESCOVO

Sorelle e fratelli,
ci sono degli appuntamenti che sanno di casa, che hanno il sapore del ritrovarsi in famiglia, che nonostante i toni solenni e i paramenti della festa, rimandano ad un’intimità domestica e feriale, intimità che è capacità del cuore di entrare in sintonia con gli altri, con se stessi, con quel mistero d’amore che è Dio.

E tutto questo è frutto di un’affezione antica, di uno sguardo riconoscente e affettuoso che da sempre le figlie e i figli di Napoli riservano a Maria di Nazareth, la cui festa oggi celebriamo, chiamandola con confidenza festa dell’Immacolata, tralasciando il sostantivo “concezione”, quasi come se volessimo direttamente volgere il nostro sguardo a lei piuttosto che all’evento che oggi celebriamo.

Eppure questo evento è il cuore della nostra festa, una festa che è un anticipo generoso di speranza perché ci fa gustare nel primo istante di vita di una giovane donna ciò che sarà il futuro e il fine di tutti noi: diventare immacolati nell’amore! Si, perché tutto in questa giornata ci rimanda alla concezione, al giorno del concepimento, un giorno avvolto, per Maria come per noi, da un ineffabile mistero: il mistero di un tempo ignoto e di cui non abbiamo memoria, mistero di un tempo in cui siamo stati solo e soltanto nel pensiero di Dio, un Dio che pensandoci ci ha amati e creati e che previene con il suo amore il nostro nascere alla luce di questa terra.

La buona notizia di oggi è proprio questa: dal primo istante siamo amati. E l’esistenza di ciascuno di noi si gioca tutta nella nostra capacità di “restare in quest’amore”, in questo progetto vitale e amorevole che ci connette tutti, che ci lega alla fonte dell’amore che è Dio e che ci rende gli uni appartenenti agli altri. Si, è una buona notizia sapere che ognuno di noi è stato una creatura pensata, ma è una notizia ancor più buona sapere che una di noi, una creatura, Maria, è stata pensata in un amore rivolto non solo a lei ma a tutti, un amore così traboccante da oltrepassare i confini del tempo e dello spazio fino a raggiungere l’interezza della storia umana, fino a generare l’alba di un mondo rinnovato.

Entrando da lei”. Così annota l’evangelista nel Vangelo di oggi, quasi a sottintendere che quell’entrare si riferisse non solo alla sua casa da niente, alla sua umile abitazione ma anche al suo cuore, e alla sua storia, storia di una giovane donna chiamata Miriam. Ecco, l’amore ostinato, sognatore, audace, folle di Dio raggiunge una cittadina sconosciuta e marginale in cui abita una donna sconosciuta e marginale dalla storia sconosciuta e marginale e fa del suo piccolo ventre il centro della storia, il centro di ogni storia. Questa è la grandezza del nostro Dio, un Dio appassionato della nostra felicità, un Dio amico della nostra vita, un Dio che non si arrende dinanzi alla diffidenza e alla fuga dell’uomo e lo raggiunge, fino a trovare una porta aperta, un volto accogliente, degli occhi limpidi e delle labbra delicate da cui nasce un “si” chiaro, deciso, autentico.

Siamo tutti debitori, sorelle e fratelli, a Maria del suo “si”! Ma questo debito non lo si ripaga attraverso un culto di facciata, una devozione superficiale, un continuo creare nicchie e altarini per allontanarla da noi, quasi non fosse una creatura e noi non fossimo capaci di seguire le sue orme, di percorrere i sentieri che lei ha percorso. No, il debito d’amore con Maria lo si ripaga in un solo modo: imparando a dire si. Ogni giorno. Con fiducia e senza riserve. Dire si al progetto di Dio, dire si alla sua chiamata, alla vita, che ci spinge a camminare nella luce del Vangelo, a metterci in gioco per la causa del Regno, ad essere coprotagonisti del cammino di liberazione dei piccoli e dei poveri, dando il nostro contributo al processo di umanizzazione della nostra Chiesa, della nostra città, del mondo intero. È al “si” di Maria, fratelli e sorelle, che dobbiamo guardare oggi con tutto noi stessi. Ed è quel si che oggi siamo chiamati a pronunciare, fidandoci della chiamata di Dio, della sua affidabilità. Sapendo che ogni si a Dio è un “si” all’umanità, alla causa dell’umanità, soprattutto dell’umanità ferita e bisognosa di cura.

La cura: una parola sempre meno di moda. Forse perché si tratta di un’arte certosina che richiede attenzione, costanza, dedizione. Tutte cose che domandano fatica e vigilanza. Tutte cose a cui siamo poco abituati in quest’epoca del “mordi e fuggi”, della “visualizzazione rapida”, delle emozioni superficiali. Eppure la cura è una delle prime cose che Maria ci insegna: il suo “sì non è improvvisato ma è segno della cura che ha avuto del proprio cuore, della propria anima. Cura di sé che è poi diventata cura del Frutto del suo grembo, e cura di coloro che per la grazia di quel Frutto sono stati salvati.

Se c’è una cosa che io stesso come Vescovo di questa nostra città voglio oggi chiedere a Maria per la gente di Napoli è quella di continuare a crescere nell’arte della cura. Un’arte che – spero di non essere frainteso – è tutta femminile. Ma non nel senso che è appannaggio di un solo genere. Non nel senso che va delegata alle donne. No, intendo dire esattamente il contrario. Un’arte che va appresa dalle donne, da quelle donne che con la loro tenera forza sorreggono il mondo. Da quelle donne che attraverso l’etica della cura tengono in piedi intere comunità, famiglie, relazioni, contrapponendosi alla logica – spesso maschile – di un potere possessivo e cieco, più attento ai numeri che ai volti, alle statistiche che alle storie.

Troppe volte mi capita di ascoltare discorsi da parte di uomini che invitano le donne a compiere dei passi avanti, che con le parole ne difendono i diritti e l’uguaglianza, che augurano un aumento della loro presenza nei luoghi strategici e decisionali, quelli in cui più di ogni altro occorre un’etica della cura. Ma tutto questo non basta: occorre cambiare sul serio mentalità e concretizzare il cambiamento! Non è forse ciò che anche il Papa ci sta indicando; ciò che sta indicando alla Chiesa? Non è forse ciò che tutti sentiamo come necessità dopo le tante notizie orribili attraversano le prime pagine dei giornali: notizie di violenza sulle donne, di possessività folle, di prevaricazione fisica e psicologica, di femminicidi.

Quante volte nel tempo della mia vita dedicato al servizio degli esclusi, dei tossicodipendenti e anche delle donne vittime di violenza, mi è capitato di incontrare donne che si rivolgevano alla comunità e alla Chiesa come ultima spiaggia, dopo aver incontrato tanti uomini, a volte perfino altre donne, che si erano girati dall’altra parte, immersi totalmente nell’indifferenza o nella paura. E quante volte anche qui a Napoli, oltre a celebrare i funerali di donne uccise dalla mano di chi diceva di amarle, mi è capitato di accogliere e ascoltare donne oppresse dal dolore e dalla violenza maschile. Incontrandole ho visto la paura disegnata sul loro volto. Ho visto nelle loro lacrime la fatica continua degli anni passati a difendersi, parando i colpi derivanti non solo da una violenza fisica ma da un male che annichilisce l’anima, chiudendola alla possibilità di una nuova speranza.

Sorelle e fratelli, in questo tempo in cui Napoli ha più che mai bisogno di ripartire dall’etica della cura e della cooperazione, dobbiamo interrogarci su quanto nella nostra città le donne siano difese e protette dalla violenza, valorizzate allo stesso modo degli uomini, ascoltate sul serio per quanto hanno da insegnare a tutti noi, in tutti i campi, nei luoghi del nostro vivere. Ed è importante dircelo in questo giorno, è importante indicarci vicendevolmente questo sentiero di parità, proprio nel giorno in cui celebriamo una donna, “la Donna” che con la sua fede incrollabile, con la sua donazione totale, con il suo amore generoso e fedele ha consentito alla Parola di farsi carne e venire ad abitare in mezzo a noi.

È a lei che voglio affidare quest’oggi in special modo le donne, le donne della nostra città, le donne che rendono – nonostante tutti i problemi e le fatiche – la nostra città, la nostra Napoli, una madre che desidera curare e far fiorire la vita delle sue figlie e dei suoi figli.

Maria, donna della speranza, a te affidiamo le donne che a causa della violenza e del sopruso hanno perso ogni speranza nel futuro, sentendosi tradite nell’intimo da chi un giorno aveva promesso di amarle e custodirle. Sii tu la loro consolazione, sii tu la carezza che conforta i loro visi ormai timorosi a causa di mani che non hanno offerto carezze delicate ma pugni dolenti! Ridesta in esse la fiducia nella promessa di Dio e dona loro di credere che c’è ancora possibilità di vita, di nuove primavere, di nuovi inizi perché l’amore del tuo Figlio fa davvero nuove tutte le cose e fa germogliare fiori perfino tra il grigiore dell’asfalto. Maria donna della speranza prega per loro, prega per noi!

Maria, donna del coraggio, a te affidiamo le donne della nostra città che faticano più degli uomini a trovare spazio nel mondo del lavoro. Donne costrette ad accontentarsi di stipendi che gridano vendetta: quante commesse sfruttate, quante donne impiegate nel lavoro nero – piaga della nostra città – quante giovani ragazze mandate via perché il loro grembo custodiva una nuova vita. Tu, che insieme ad altre donne seguivi il tuo Figlio, dona a queste tue figlie il coraggio necessario a non mollare, a non rassegnarsi, ad andare avanti nella lotta per la difesa dei loro diritti. Maria donna del coraggio prega per loro, prega per noi!

Maria, donna del servizio, a te affidiamo tutte quelle donne, laiche, religiose, consacrate, che nella nostra Chiesa napoletana tengono accesa e viva la lampada della fede, il faro del servizio, la luce della cura. Quanto abbiamo bisogno di imparare da loro, quanto abbiamo bisogno della loro presenza, quanto abbiamo bisogno di rinnovare con loro e grazie a loro la nostra struttura ecclesiale! Sussurra alla nostra Chiesa l’importanza del metterci in gioco fino in fondo e sul serio nel delicato e affascinante compito di restare fedeli all’immagine di Dio impressa in noi, immagine di un Dio Padre e Madre che ama rispecchiarsi nelle differenze e nella reciprocità degli uomini e delle donne, del maschile e del femminile, al punto che l’uno senza l’altro non può dirsi completo, al punto che l’uno senza l’altro non può dirsi sua immagine, al punto che un uomo senza dare uguale dignità e possibilità di realizzazione ad una donna non potrà cantare mai il magnificat senza il timore di essere rovesciato dal trono tutto maschile che si è costruito. Maria donna del servizio, prega per loro, prega per noi!

Maria, donna bellissima, a te vogliamo affidare le bambine, le adolescenti, le giovani donne di questa città. Quante volte a causa della dittatura dell’immagine e dell’apparenza si sentono non amabili, quante volte avvertono come sbagliato il loro corpo, arrivando perfino ad odiarlo, rifiutarlo, svalutarlo, svenderlo nel tentativo folle di essere accettate rispondendo a standard assurdi e menzogneri. Quante volte ragazze e giovani donne si lasciano divorare dal male oscuro dei disturbi alimentari per cercare di saziare, senza riuscirci, la fame d’amore che abita nel loro cuore. Madre del vero Amore, parla alla loro vita, indica loro la sorgente dell’amore vero, dell’amore che risolleva e mette in piedi, dell’amore che sazia il cuore! Maria donna bellissima, prega per loro, prega per noi!

Maria, madre di ogni madre, a te vogliamo affidare le madri della nostra Napoli, soprattutto quelle che soffrono, quelle che ogni giorno temono di non vedere il proprio figlio ritornare a casa perché magari feriti o uccisi dalla violenza criminale, quelle che cercano di andare controcorrente rispetto alla cultura familiare malavitosa, quelle che provano con tutte se stesse a spezzare il vincolo intergenerazionale della violenza e del malaffare, donando così ai propri figli la possibilità di una vita diversa, fatta di legalità e giustizia.

A te vogliamo affidare le madri che sono nel dolore, a causa della malattia di un figlio, della perdita del frutto del loro grembo: tu che hai conosciuto nella tua carne la sofferenza causata dalla morte della propria carne, sii al loro fianco e canta al loro cuore l’alleluia pasquale, l’annuncio della resurrezione!

A te vogliamo affidare quelle madri che con la loro attenzione e il loro sacrificio sembrano moltiplicare il pane, privandosi di tutto per mettere un po’ di pane sul tavolo di casa e nutrire i loro piccoli: per loro il reddito di cittadinanza era un aiuto necessario e ora sembrano perdere la speranza in una vita dignitosa. Ispira i legislatori e i governanti affinché sappiano riconoscere le necessità di queste madri, di queste famiglie e apri il cuore di tutti alla solidarietà e alla condivisione, affinché in questo tempo difficile nessuno resti indietro, nessuno sia privato del pane quotidiano, nessuna madre pianga perché la tavola dei suoi figli è vuota.

Maria, madre di ogni madre, prega per loro, prega per noi, prega per la tua Napoli!

Suoni hip hop e r’n’b per “Primma”, nuovo singolo di Ntò

È su tutte le piattaforme digitali “Primma” (etichetta Stirpe Nova), nuovo singolo di Ntò, che ha unito in questo lavoro l’hip hop puro con sonorità r’n’b per raccontare il ritorno a un amore del passato con una nuova visione e una nuova consapevolezza.

NTÒ RACCONTA “PRIMMA”

«Primma è una canzone d’amore ma il concetto di “primma” – prima, tempo fa – può essere applicato a tutto quello che viviamo nel nostro tempo su questa terra. Ci sono persone, progetti, percorsi che potremmo rincontrare, rivivere, rifare, con una nuova luce perché l’esperienza ci cambia i punti di prospettiva e le visioni. Con “Primma” torna una fiamma del passato e quella donna è il segno che resta inconsapevolmente dentro; è l’amore, la condivisione, il profumo, il vissuto che non trovi in nessun’altra», racconta Ntò.

I SUONI DI “PRIMMA”

“Primma” in alcuni punti diventa persino una ballad romantica, toccando stili diversi, frutto di una continua ricerca e sperimentazione a cui l’artista si dedica dagli anni ’90. È di Ntò anche la produzione della musica di “Primma”, con un’estrema cura per i passaggi strumentali, dove improvvisazioni del maestro Gino Giovannelli sono state successivamente tagliate e combinate tra loro dai producers. In questo lavoro c’è anche la mano di Gianni Blob, che con Ntò condivide da tempo il percorso artistico.

NUOVO DISCO NEL 2024

Intanto Ntò sta ultimando il disco in uscita nel 2024, che lui definisce “l’album della maturità”, perché concepito in un periodo di tempo che rispecchia quelli della musica di una volta, pronti per il mercato solo dopo un paio d’anni di gestazione. E lui, a questo nuovo album in arrivo ha iniziato a lavorarci a fine 2021.

Rogo Venere degli stracci, Simone Isaia condannato a 4 anni

Il Giudice per l’udienza preliminare ha condannato a quattro anni di reclusione e al pagamento di una multa di 4mila euro Simone Isaia il clochard di 32 anni accusato di aver incendiato, all’alba dello scorso 12 luglio, la “Venere degli Stracci”, l’opera di Michelangelo Pistoletto, che era stata sistemata appena una quindicina di giorni prima in piazza Municipio, a Napoli. La sentenza è giunta al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato. L’uomo, originario della provincia, venne fermato dai poliziotti con le accuse di incendio e distruzione di beni culturali (fonte Ansa Napoli)

Teatro dei piccoli: a Napoli 6 giornate per un Natale d’arte

Nelle FESTE il TEATRO DEI PICCOLI di NAPOLI si conferma casa delle arti dei bambini e ragazzi dove continuare a vivere la magia e le suggestioni di spettacoli e concerti (per tutti, dai 3 anni) anche insieme agli amici oltre alle famiglie. Sei giornate in programma da sabato 16 dicembre a domenica 7 gennaio in cui le arti performative si fanno strumento per far conoscere ed apprezzare la gioia del contatto con musica e teatro dal vivo. La programmazione artistica è ideata e organizzata sempre da Casa del Contemporaneo/Le Nuvole, I Teatrini e Progetto Sonora, realizzata d’intesa con il Comune di Napoli e la direzione della Mostra d’Oltremare.

GLI ORGANIZZATORI

Tante le tematiche portate in sala dalle più attuali, oltrechè sempre più urgenti, di ecologia e ambiente, ma anche il tema della parità sociale e della coesistenza delle diversità che nasce dai principi di tolleranza e amicizia vera che, nella proposta di spettacoli e concerti, trova spunti da testi della tradizione e della contemporaneità” – dichiarano gli organizzatori – “Da sempre riteniamo che sia “grande essere piccoli” ed essere un bambino non significa allontanare responsabilità e voltare le spalle alla realtà, ma affrontare il quotidiano con più leggerezza e originalità”.

IL PROGRAMMA

Si parte sabato 16 dicembre (ore 11) con il GRAN CONCERTO DI NATALE a cura dell’Ensemble di Progetto Sonora che, seguendo i principi del metodo di ascolto ispirate alle teorie scientifiche di E.E.Gordon, coinvolgerà il pubblico accanto ai musicisti nell’esecuzione dei brani ispirati alle tradizioni natalizie da tutto il mondo. Domenica 17 dicembre (sempre ore 11) ad accogliere le famiglie ci sarà un carismatico narratore (Roberto Pagura della compagnia Molino Rosenkranz da Pordenone) che, tra gli oggetti di un rigattiere, ha trovato il racconto de I TRE PINI DI NATALE spaventati dall’arrivo in montagna degli uomini con le motoseghe pronti a tagliare abeti con cui addobbare le proprie abitazioni. Liberamente ispirato al testo dell’intramontabile Gianni Rodari LA FRECCIA AZZURRA di Fondazione Aida(Verona) – nelle giornate di venerdì 29 e sabato 30 dicembre (ore 17) – porta sul palco la storia del piccolo Francesco che rischiò, tanti e tanti fa, di rimanere senza il giocattolo da lui tanto agognato per le feste. Il finesettimana della Befana – sabato 6 e domenica 7 gennaio 2024 (ore 17) – ha come protagonista l’intramontabile PETER PAN… ovvero dei bambini sperduti. Il racconto di Fondazione TRG di Torino e Teatro Nazionale di Genova vuole essere un monito – soprattutto per i bambini quando saranno adulti – che bisogna saper coltivare e mantenere viva la capacità di sognare ed immaginare la realtà.

 

Sabato 16 dicembre 2023 ore 11

GRAN CONCERTO DI NATALE – concerto per l’infanzia
Progetto Sonora Ensemble

Un fantastico viaggio alla scoperta delle culture natalizie nel mondo, per sintonizzarci su un’atmosfera natalizia all’insegna della pace, dell’amicizia, della tolleranza. Tanti i brani natalizi che saranno proposti, principalmente di provenienza italiana, francese, spagnola e tedesca, ma non mancheranno anche brani tradizionali afro-americani ed ucraini. Un giro del mondo fatto di canti e musiche conosciute ma anche di sorprese, come una scatenatissima Jingle Bell Rock da suonare tutti insieme –  grazie all’impiego di piccole percussioni dello strumentario Orff – musicisti e bimbi in chiusura del concerto! Ogni concerto è interattivo dunque. Fondamentale sarà la libertà di movimento che viene garantita ai bimbi nello spazio della sala, per permettere di seguire la musica “con il corpo”, accanto alla rassicurante presenza degli adulti che partecipano con loro alle attività ritmiche e vocali favorendo la piacevolissima immersione nel suono, nel canto e nella musica per uno sviluppo di sensibilità amore per la musica.

Domenica 17 dicembre 2023 ore 11

I TRE PINI DI NATALE. Una storia poetica sul rispetto e l’amore per la natura

Molino Rosenkranz, Pordenone

Liberamente ispirato a “La bambina di ghiaccio” di Vivian Lamarque, Roberto Pagura scrive e porta in scena una delicata storia su tre abeti che vivono con apprensione il Natale perchè è proprio in questo periodo che incombono i “cacciatori di alberi di Natale”. La storia è quella di Verdescuro, Moltoverde, Verdementa: tre bellissimi amici Pini, che prendono vita attraverso pupazzi in gommapiuma e stoffa animati a vista dalle esperte mani del narratore che ha rintracciato la loro vicenda nella bottega di un rigattiere. Su una montagna, i tre amici pini se ne stavano zitti zitti sotto la neve, prima di essere svegliati dall’orribile rumore delle motoseghe. E quando il suono si fa vicino, i tre pini iniziano a piangere e si sa che le loro lacrime assomigliano un po’ alla neve tant’è uno degli uomini dice: “guardate, ricomincia a nevicare, sbrighiamoci, tagliamo quei tre pini là!”. L’accompagnamento musicale, realizzato dal vivo da Michele Pucci, con diversi strumenti della tradizione italiana e mondiale, creerà suggestive ambientazioni sonore.

Venerdì 29 e sabato 30 dicembre 2023 ore 17

LA FRECCIA AZZURRA
Fondazione Aida, Verona
Non solo a Natale! I bambini italiani sono i più fortunati, perché anche nella notte tra il 5 e il 6 gennaio ricevono i regali: volando a cavallo di una scopa glieli porta la Befana, una vecchina burbera ma buona. Ma un 5 gennaio di tanti anni fa, il povero Francesco rischia di rimanere senza il giocattolo da lui tanto agognato, un trenino chiamato “La freccia azzurra”, perché i suoi genitori non hanno i soldi “per la Befana”. I giocattoli si ribellano alla vecchietta e in questa notte magica decidono di andare direttamente da Francesco. Lo spettacolo, ispirato al testo di Gianni Rodari, racconta questa moderna storia di Natale di uno dei maggiori scrittori per ragazzi, e portata sul grande schermo con successo da Enzo D’Alò alcuni anni fa. Con Zanoli Annachiara e Terragnoli Rossella; regia Catia Pongiluppi.

Sabato 6 e domenica 7 gennaio 2024 ore 17
PETER PAN OVVERO DEI BAMBINI SPERDUTI
Fondazione TRG di Torino e Teatro Nazionale di Genova
Un classico capace di suggerirci ancora oggi nuove riflessioni: in che misura un adulto deve abbandonare il bambino che è in lui? Crescere è inevitabile, ma possiamo portaci dietro alcune caratteristiche infantili senza vergognarci, senza nasconderle agli occhi degli altri? In un mondo bombardato da immagini, Giorgio Scaramuzzino (anche regista), Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci hanno scelto Peter Pan cui ispirarsi perchè è un ottimo pretesto per ribadire il fatto che il sogno e l’immaginario infantile non devono mai spegnersi, anche quando inevitabilmente il nostro corpo affronta l’età adulta. In scena gli attori Alessandro Pisci, Pasquale Buonarota e Celeste Gugliandolo si calano rispettivamente nei ruoli di Peter, Capitan Uncino e Wendy. La scenografia dinamica e in continua trasformazione e la colonna sonora composta da Paolo Silvestri è affidata a brani originali eseguiti dal vivo che accompagneranno i piccoli spettatori in un viaggio di cui si sentiranno protagonisti.

Biglietteria

Il biglietto costa 9 euro  con la possibilità di accedere alle SPECIALI CARD a 5 o a 10 ingressi (rispettivamente euro 40 ed euro 70).

Come arrivare

Teatro dei Piccoli viale Usodimare, Mostra d’Oltremare (adiacente ZOO)
>CUMANA, Fermata Edenlandia o METRO LINEA 2, Fermata Campi Flegrei o Cavlleggeri Aosta

>QUICK PARKING (in convenzione) con ingresso da Via Terracina

Prenotazione obbligatoria: tel. 3270795871/08118903126 (entrambi anche whatsapp); email: info@teatrodeipiccoli.it. INFO su www.teatrodeipiccoli.it e alla pagina FB teatrodeipiccolinapoli Tutte le schede di approfondimento anche ai siti delle singole strutture organizzatrici.

Artigiani napoletani, bottega Cantone e Costabile realizza presepe per il Papa

Artigiani napoletani, bottega Cantone e Costabile realizza presepe per il Papa

La maestria degli artigiani dei presepi napoletani sbarca a Roma, grazie alla bottega Cantone e Costabile che per il 3 anno, dopo il 2013 ed il 2017, ha preso parte alla realizzazione del presepe del Papa in piazza San Pietro. Ricorrendo l’800 anniversario del primo presepe di San Francesco a Greccio, il pontefice ha voluto celebrare l’anniversario commissionando un presepio monumentale a tema.

PASTORI A GRANDEZZA UMANA

Proprio per questo la ditta partenopea è stata chiamata a realizzare alcuni pastori a grandezza umana con abiti e fattezze tipiche della Greccio del 1223, anno in cui Francesco D’Assisi inventò il presepe.

Operazione complessa, che ha richiesto agli artisti di via Benetto Croce, l’utilizzo delle tecniche costruttive delle figure tramandate dalla tradizione Napoletana. Le statue infatti sono in terracotta dipinta, testa, mani e piedi, e montati su una struttura in ferro impagliata con vestiti dell’epoca.

INAUGURAZIONE IL 9 DICEMBRE

L’opera, la cui realizzazione ha richiesto mesi di lavoro e che sarà inaugurata il 9 dicembre, presenta 17 metri di lunghezza, 9 di larghezza, 7 di altezza ed è stata collocata sopra una base a forma ottagonale che ricorda la roccia del Santuario di Greccio.