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Taxi e trasporti a Napoli, al via il piano “anti-caos”

Taxi e trasporti a Napoli, al via il piano “anti-caos”

Più corsie per i taxi alla stazione ferroviaria e al molo Beverello: è il nuovo tentativo, da parte di palazzo San Giacomo, per ridimensionare il caos che si genera quando turisti e napoletani cercano un’auto bianca.

Fino ad ora alle spalle delle aree di attesa destinate ai passeggeri c’era poco spazio, così i taxi non riuscivano a sistemarsi con metodo, e spesso si verificavano discussioni, anche accese, sulla precedenza di una vettura rispetto all’altra.

INTERVENTI PER CREARE NUOVE CORSIE PER I TAXI

Si tratta di interventi che, spiega Palazzo San Giacomo saranno utili per assegnare le corse taxi ai passeggeri in attesa secondo l’ordine di arrivo e per evitare la proliferazione di auto di abusivi.

Un ennesimo provvedimento per migliorare la ricettività cittadina anche grazie all’impiego in strada di numerosi vigili urbani che assieme alle forze dell’ordine vigileranno sulle aree più calde delle partenze e degli arrivi. Soddisfatti il Sindaco Manfredi e l’assessore De Jesu.

Allarme caldo, domani a Napoli ancora bollino rosso

Allarme caldo, domani a Napoli ancora bollino rosso. Il capoluogo campano rientra nelle 19 che in tutta Italia sono strette nella morsa asfissiante di temperatura elevate e umidità di questi giorni. Nella giornata di oggi una leggera brezza ha mitigato la percezione del caldo ma la colonnina di mercurio ha sfiorato i 40 gradi.
A subire l’effetto di temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. SI tratta delle città di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo.
Unica città arancione oggi è Genova (massimo livello di rischio solo per la popolazione più fragili come anziani, bambini e portatori di malattie croniche).
La situazione sta migliorando solo al nord. Oggi bollino giallo (stato di pre-allerta) per Bolzano, Brescia, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona che domani e dopodomani rientreranno finalmente alla normalità (bollino verde, nessun rischio).
In miglioramento anche il clima a Genova che domani e dopodomani guadagna il bollino giallo, assieme a Bologna che sabato passa da rosso a giallo.

“Scienza nel sociale”, meeting su cervicalgia ad Aversa

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“Scienza nel sociale”, meeting su cervicalgia ad Aversa

Un incontro multidisciplinare per il trattamento della disfunzione dell’apparato masticatorio. Si è tenuto al Seminario Vescovile di Aversa la quinta edizione di “Scienza nel Sociale”, un evento organizzato dal medico chirurgo e odontoiatra Arturo Arcella, con la partecipazione di diversi professionisti di fama nazionale.

TEMA DELL’INCONTRO DISTURBI “DI CONFINE” TRA BRANCHE DELLA MEDICINA

Nel corso dell’incontro sono stati trattati disturbi definiti “di confine” tra varie branche della medicina come cervicalgia, cefalea muscolo-tensiva, dolori orofacciali, disturbi all’ATM, dolore cronico.

FOCUS SULLA DISFUNZIONE DELL’APPARATO MASTICATORIO

È intervenuto anche il professor Aldo Bruno Giannì, Ordinario di Chirurgia Maxillo-Facciale e Direttore Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano, che dal 2015 condivide l’interesse sul trattamento della disfunzione dell’apparato masticatorio con il professor Arcella.

Morti bianche in Campania, in un giorno perdono la vita due operai

Morti bianche in Campania, in un giorno perdono la vita due operai

È una lunga scia di sangue innocente, una tragica sequenza di morti bianche oramai ininterrotta, quotidiana.

Solo ieri due operai, uno giovanissimo di 20 anni, di Crispano, promessa del calcio e l’altro un 59enne Roccarainola sono stati accomunati dal crudele destino di morire a causa del loro lavoro.

OPERAIO VENTENNE MUORE FINENDO IN UNA MACINA PER SPEZIE

Raffaele Vergara, promessa del calcio che proprio pochi giorni fa aveva rinnovato il contratto con la Virtus Afragola, squadra che milita in Promozione, è stato letteralmente macinato da un macchinario che polverizza le spezie e gli aromi. Stava lavorando nello stabilimento DeliFood di Frattamaggiore quando, per causa che ora devono spiegare gli inquirenti, è stato letteralmente risucchiato in una morsa mortale.

Secondo il racconto di uno dei testimoni, il giovane operaio si era sporto nell’imbuto che inghiotte i prodotti da triturare e dopo qualche istante è scomparso.

A SAN GIUSEPPE VESUVIANO MUORE OPERAIO DI 59 ANNI

Qualche ora dopo è giunta la notizia che Raffaele Foresta, 59 anni, di Roccarainola, non è sopravvissuto alle ferite rimediate in una terribile caduta avvenuta nel cantiere in cui stava lavorando.

Questa volta è successo a San Giuseppe Vesuviano, per cause che, neanche a dirlo, dovranno essere portate alla luce dai carabinieri che conducono anche in questo caso le indagini. La salma, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stata sequestrata per l’autopsia.

CONDIZIONI SPESSO INACCETTABILI PER I LAVORATORI

E come sempre accade, in queste tragiche circostanze, si susseguono le dichiarazioni di esponenti dei sindacati, di politici e di benpensanti, per i quali il valore della vita di chi quotidianamente lavora in condizioni spesso inaccettabile, emerge solo quando è troppo tardi.

Ciò che sconcerta è che non esistano dati aggiornati o una vera politica della tutela dell’incolumità degli operai suoi luoghi di lavoro. Seguiranno fiaccolate, appelli e levate di scudi, prima che tutto torni a tacere in attesa della prossima vittima.

Emergenza abitativa, a Napoli protesta contro sfratto madre e figlia invalide

All’arrivo dell’ufficiale giudiziario e della polizia, aveva già pronti gli scatoloni per il trasloco la signora Cristina de Maria. Grazie però all’intervento dei volontari del comitato civico per il diritto all’abitare, ha ottenuto una proroga dello sfratto esecutivo fino al 13 ottobre. Magari fino a quel giorno l’amministrazione comunale potrebbe trovare una soluzione al dramma che stanno vivendo Cristina e sua figlia: il rischio di finire in strada, nonostante siano entrambe affette da una malattia neurodegenerativa molto invalidane, la sindrome di Merrf, che impedisce a entrambe di lavorare e ciò nonostante, le è stata riconosciuta invalidità al 60%.

OTTO ANNI FA L’ULTIMO LAVORO, POI PEGGIORATI SINTOMI DELLA MERFF

Dopo aver perso i genitori che le davano una mano economicamente, unico guadagno è diventato il reddito di cittadinanza, nessuna busta paga e la conseguente impossibilità a stipulare un contratto di fitto e infine l’ordine di lasciare la casa da parte dei proprietari dell’appartamento, nel sottoscala del civico 9 di via Domenico Gravina, quartiere Materdei, in cui vive da più di 20 anni

L’INTERVENTO DEGLI ATTIVISTI HA IMPEDITO CHE MADRE E FIGLIA FINISSERO IN STRADA

Una vicenda complessa quella di Cristina De Maria, non l’unica a Napoli considerato che la Prefettura ha annunciato che sono 11mila gli sfratti da eseguire. Intervista (Alfonso de Vito, portavoce Rete per il diritto all’abitare)

Truffe ai nonni, privati anche delle fedi nuziali: 10 arresti

Truffe ai nonni, privati anche delle fedi nuziali: 10 arresti. Operazione dei Carabinieri a Caserta, contestati 30 episodi

I carabinieri della Compagnia di Caserta hanno sgominato un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di anziani. I componenti sono ritenuti responsabili di oltre 30 episodi ai quali sono stati sottratti complessivamente beni per 200mila euro. La banda era specializzata e aveva compiuto numerose truffe. Anche una messa a segno nella provincia di Frosinone, precisamente a San Giovanni Incarico, dove a una settantenne sono stati sottratti buoni postali per 25mila euro, fortunatamente recuperati e restituiti alla vittima. I componenti l’associazione – che operava tra la Campania e il basso Lazio – a delinquere sono tutti residenti a Napoli.

DEPREDATI ANCHE DELLE FEDI NUZIALI

Ci sono una 94enne, una 93enne, una donna di 88 anni e altre decine di nonne e nonni tra le vittime della banda di truffatori. Tutti, in nome dell’amore per i nipoti, hanno consegnato ai truffatori, oltre ai soldi, anche gioielli e persino le fedi nuziali. “Qualche anziana si è privata della fede del marito deceduto credendo di aiutare il nipote”, ha spiegato un l’investigatore dell’Arma. L’indagine è iniziata nel 2021 sulla base delle modalità investigative predisposte nel 2017, in occasione delle prime indagini sul fenomeno, dall’allora procuratore aggiunto Antonio D’Amato; il magistrato dopo un periodo al Csm (dal 2019 al 2023), è tornato da qualche mese a svolgere lo stesso ruolo di aggiunto alla Procura sammaritana. L’indagine è stata realizzata dai carabinieri della Compagnia di Caserta e della stazione di Ruviano, comune dell’Alto-Casertano dove avvenne la truffa dai danni di un’anziana da cui è partita l’indagine.

 

 

Carabiniere e politico provano a vendere file riservati su Messina Denaro

Carabiniere e politico provano a vendere file riservati su Messina Denaro. Hanno tentato di venderli al fotografo Fabrizio Corona, ci sono documenti segreti sulle indagini e sulla cattura del superboss. Il carabiniere e un consigliere comunale di Mazara del Vallo sono stati posti agli arresti domiciliari.
Secondo la ricostruzione, il militare si è introdotto illegalmente nel sistema informativo dell’Arma, ha estratto copia di 786 file riservati relativi alle indagini sulla cattura del padrino e li ha consegnati al politico. Quest’ultimo ha contattato Corona e ha cercato di vendergli i documenti top secret. Poi, su indicazione dello stesso fotografo, si è rivolto a Moreno Pisto, direttore del quotidiano online Mow, proponendogli di acquistare il materiale. I carabinieri
hanno anche perquisito la casa milanese di Fabrizio Corona.

LA REAZIONE DI CORONA

“Ho fatto il mio lavoro e mi sono comportato da cittadino onesto e corretto e nonostante tutto eccomi ancora qua in questa situazione”. E’ il commento, affidato al suo legale Ivano Chiesa, di Fabrizio Corona, indagato e perquisito nell’inchiesta a carico di un carabiniere e di un politico di Mazara del Vallo che hanno cercato di vendere all’ex agente fotografico e a un giornalista materiale riservato sulla cattura del boss Matteo Messina Denaro. Moreno Pisto, direttore del quotidiano online Mow, ha chiarito l’avvocato Chiesa, “ha denunciato tutto e subito in accordo con Fabrizio Corona”.

 

 

Patrick Zaki graziato torna libero, l’abbraccio con la mamma

Patrick Zaki graziato torna libero, l’abbraccio con la mamma. Il giovane ricercatore italiano è stato “graziato” dal presidente egiziano al-Sisi dopo aver ricevuto una condanna a tre anni dal Tribunale. I familiari di Patrick Zaki hanno atteso per ore davanti alla Direzione di
polizia di Nuova Mansura, prima di poterlo abbracciare. Per lui il governo italiano
ha continuato a lavorare dietro le quinte senza mai perdere la fiducia.

MELONI RINGRAZIA AL-SISI

E la premier Meloni, ha voluto ringraziare al-Sisi per la “sua attenzione e disponibilità”. In un messaggio all’ANSA, l’ambasciatore egiziano a Roma, Bassam Rady, ha sottolineato
che la grazia a Zaki è un apprezzamento “per la profondità e la forza delle relazioni italo-egiziane, e la rapidità della grazia ne è la migliore prova”.

LA REAZIONE DEL CRUI

“La libertà di espressione è un diritto fondamentale che l’università non solo insegna – ha detto Salvatore Cuzzocrea, Presidente della CRUI – ma costruisce un mattone alla volta nella pratica quotidiana del pensiero critico. La libertà di Patrick è in questo senso una vittoria di tutto quel movimento, pacifico e determinato, che per anni non ha mai smesso di lottare e sperare. Ovviamente, il ringraziamento della comunità accademica tutta va anche alle istituzioni che hanno portato avanti le delicatissime interlocuzioni diplomatiche e alla missione in Egitto dei Ministri Bernini e Tajani che hanno permesso il concretizzarsi in questo risultato. Per l’università italiana oggi è un giorno felice”.

 

Cade in un cantiere, altro morto nel napoletano: la strage degli innocenti

Cade in un cantiere, altro morto nel napoletano: la strage degli innocenti.
E’ morto durante la notte in ospedale Raffaele Foresta, 59enne di Roccarainola, rimasto vittima ieri di un infortunio sul lavoro. L’uomo, operaio edile, è morto in seguito alle ferite riportate dopo una caduta avvenuta ieri pomeriggio in un cantiere di San Giuseppe Vesuviano, per cause ancora da chiarire. La salma, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stata sequestrata per l’autopsia. Indagini in corso da parte dei Carabinieri di Ottaviano.

Questa mattina un operaio di 20 anni è morto a Frattamaggiore . E’ una terribile conta che non si arresta mai quella relativa alle morti bianche nella provincia di Napoli.

Contrabbando di carburante, sequestrati 1,2 milioni di euro

Contrabbando di carburante, sequestrati 1,2 milioni di euro

Tutto è iniziato all’indomani di un controllo fiscale eseguito in un deposito di prodotti petroliferi a Mariglianella, in provincia di Napoli.

Gli uomini della Guardia di Finanza, spulciando le documentazioni hanno verificato uno scenario che li ha insospettiti. Da questa situazione l’inchiesta ha preso nuovo slancio ed ha portato, questa mattina, all’emissione di quattro divieti di dimora nei confronti di altrettanti indagati, e il sequestro di oltre 1,2 milioni di euro, di un deposito commerciale, di un distributore di carburante e di quattro automezzi.

ESEGUITE MISURE CAUTELARI NEI CONFRONTI DEI QUATTRO INDAGATI

In azione i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, coordinati dalla Procura di Nola. Come detto, le fiamme gialle, avevano iniziato a indagare dopo un controllo fiscale eseguito in un deposito commerciale di prodotti petroliferi a Mariglianella, nel Napoletano.

Dalle irregolarità fiscali emerse i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli hanno scoperto un acquisto “anomalo” di prodotti petroliferi che avveniva malgrado fosse stata revocata la licenza nel 2018.

IL CARBURANTE VENIVA ACQUISITO ATTRAVERSO UNA SOCIETA’ “FILTRO”

Gli approfondimenti investigativi hanno evidenziato che il carburante – enormi quantitativi di gasolio per autotrazione di contrabbando – veniva acquisito attraverso una società che faceva da filtro. Il meccanismo illecito consentiva quindi la vendita del gasolio a prezzi più bassi e quindi illecitamente concorrenziali.