Nell’area della famigerata “Terra dei Fuochi” non si smette mai, purtroppo, di perseguire l’illegalità ambientale, di incrementare i danni alla salute della collettività.
Sotto il sole di Casaluce (Caserta) è stato scoperto l’ennesimo caso di sversamento illecito di rifiuti pericolosi. Impegnati in mirati controlli nelle zone ritenute critiche per le attività illecite ambientali, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise hanno effettuato un intervento ispezionando un’impresa meccatronica risultata completamente priva di titoli autorizzativi. Secondo quanto accertato, l’attività sarebbe stata gestita di fatto da un 43enne del luogo. Il sito si presentava ai militari costituito da un’ampia corte scoperta e da locali adibiti ad officina. La pavimentazione in calcestruzzo dell’area esterna evidenziava vistose macchie di olio esausto con anche un bidone colmo di rifiuti speciali e pericolosi lasciato esposto alle intemperie. Sul posto i militari dell’Arma hanno rinvenuto inoltre imballaggi contaminati da altre sostanze pericolose, parti di autovetture intrise di olio, filtri aria, marmitte usurate, pneumatici lacerati e tre secchi in plastica contenenti componenti di motori imbrattati di olio, mescolati a rifiuti solidi urbani. Sul piazzale erano presenti autovetture sottoposte a lavorazioni e un pozzetto collegato alla pubblica fognatura, attorno al quale sono state riscontrate evidenti tracce di olio motore, così come nelle acque di lavamento dell’area che; acqua che poi finiva direttamente nel terreno adiacente. All’interno dell’officina e di ulteriori due vani al piano terra sono stati rinvenuti altri rifiuti speciali pericolosi, tra cui indumenti e stracci contaminati, imballaggi, parti meccaniche e pneumatici fuori uso. Alla richiesta di esibire le previste autorizzazioni o documentazione amministrativa, il gestore non è stato in grado di produrre alcun titolo abilitativo ad eccezione delle ricevute di pagamento dell’energia elettrica relativa al locale. Constatate le irregolarità, all’uomo sono state contestate violazioni in materia ambientale, in particolare per deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi, pericolo di deterioramento della matrice acqua e miscelazione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi derivanti dall’esercizio abusivo dell’attività. I Carabinieri hanno, dopo le formalità di rito, proceduto quindi all’arresto del 43enne e al sequestro dell’intera area, dell’officina e di tutti i rifiuti rinvenuti, ponendo il tutto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Terra dei Fuochi: sequestrata officina abusiva con rifiuti speciali e pericolosi a Casaluce
Parità di genere, l’ impegno della Banca di Credito Cooperativo
Parità di genere, l’ impegno della Banca di Credito Cooperativo
Le BCC associate hanno espresso la necessità di un intervento che parta dall’analisi organizzativa per promuovere una vera e propria cultura della parità di genere all’interno delle loro realtà. Per raggiungere questo obiettivo ci siamo impegnati non solo formalmente ma attraverso tutti gli strumenti possibili e in primo luogo promuovendo ai nostri vertici aziendali figure femminili che per le loro qualità professionali hanno subito dato un contributo essenziale alla nostra crescita e alla innovazione del sistema del credito cooperativo, ha affermato il Presidente della Federazione Banche di Comunità Campania Calabria, Amedeo Manzo: (Intervista nel video allegato).
Un percorso costruito insieme e con grande sintonia dei vertici della Federazione, con i vicepresidenti Teresa Palmieri e Nicola Paldino, l’Associazione Idee, grazie alla forte disponibilità dei vertici delle BCC che hanno partecipato al progetto e alla disponibilità delle strutture partner che hanno consentito la certificazione. La Presidente di iDEE, Teresa Fiordelisi: (Intervista nel video allegato).
Investire nella parità significa investire nella qualità: considerare le competenze prima dei pregiudizi, è questo il cambiamento che auspichiamo di vedere in ogni realtà, la funzione HR è centrale e strategica, ha sostenuto Giovanna D’Elia, HR & Culture Director di Focus Consulting: (Intervista nel video allegato).
Bagnoli, i dati della centralina Arpac sono rassicuranti: nessun superamento soglia
Nell’ottica della trasparenza della comunicazione il Commissariato di Governo per Bagnoli, sta inviando i bollettini di rilevamento delle centraline Arpac nelal zona interessata dai lavori per la bonifica. Di seguito la nota relativa alla scorsa settimana.
L’analisi delle concentrazioni medie orarie rilevate dalla centralina, installata presso l’area della Città della Scienza a Bagnoli – è scritto nella nota – nel periodo 17–23 febbraio 2026, evidenzia un andamento tipicamente urbano, con marcata variabilità giornaliera e picchi concentrati nelle fasce 6:00–9:00 e 18:00–23:00. I valori orari di PM10 mostrano in alcune giornate picchi superiori a 150–200 µg/m³, in particolare il 18 e il 23 febbraio. I valori medi, infatti, si collocano al di sotto del valore limite, pur in presenza di episodi orari elevati che non determinano violazione normativa.
Gli ossidi di azoto (NO, NO₂, NOx) registrano incrementi significativi nelle ore di punta, con valori di NOx che il 18 e il 23 febbraio superano i 100 µg/m³, fino a circa 180 µg/m³ nella mattina del 23/02. Il monossido di carbonio (CO) segue un andamento coerente, pur mantenendosi ampiamente sotto i limiti normativi. L’ozono mostra il consueto profilo inverso rispetto agli NOx, con minimi al mattino e massimi nelle ore centrali per effetto dei processi fotochimici. Il biossido di zolfo si mantiene su valori bassi, senza criticità evidenti. I VOC, inclusi benzene e toluene, presentano incrementi nelle stesse fasce orarie dei picchi veicolari, ma senza evidenze di superamento del limite annuale di 5 µg/m³ per il benzene previsto dal D.Lgs. 155/2010. Il dato più rilevante riguarda il particolato. I valori orari di PM10 mostrano in alcune giornate picchi superiori a 150–200 µg/m³, in particolare il 18 e il 23 febbraio. Tuttavia, ai fini normativi assume rilievo la media giornaliera: il D.Lgs. 155/2010 stabilisce per il PM10 un valore limite di 50 µg/m³ come media su 24 ore, da non superare per più di 35 giorni l’anno. Dalla stima delle medie giornaliere calcolate sui dati disponibili non emergono valori medi giornalieri superiori alla soglia di 50 µg/m³; le medie difatti si collocano al di sotto del valore limite, pur in presenza di episodi orari elevati che non determinano violazione normativa. Il PM2,5 segue un andamento analogo al PM10, con incrementi marcati nelle stesse finestre temporali, suggerendo una componente significativa di particolato fine legata a traffico e condizioni di ristagno atmosferico.
Vestiti da postini sequestrarono e rapinarono anziano, arrestati
Vestiti da postini sequestrarono e rapinarono anziano, arrestati
Travestiti da postini entrarono in casa con la scusa di dover consegnare un pacco. Poi legarono con delle fascette di plastica un anziano di 86 anni e portarono via, dalla cassaforte, 25.000 euro in contanti. Dopo circa un anno due persone sono state arrestate, sono accusate di rapina e sequestro di persona. Accadde tutto a Napoli, nel quartiere di Bagnoli, nel marzo del 2025. Prima entrarono due persone, i due falsi postini poi anche altri due complici immobilizzarono con forza l’anziano e misero in atto la rapina.
Le indagini, anche grazie alle intercettazioni e grazie alle perquisizioni domiciliari alla visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona di Bagnoli, hanno consentito di ricostruire l’intera fase organizzativa.
Il provvedimento cautelare costituisce un seguito di quello già eseguito lo scorso 11 settembre nei confronti di altri due complici che ieri, a seguito di giudizio abbreviato, sono stati condannati rispettivamente a 7 e 11 anni di reclusione.
Referendum Giustizia, ecco i pareri della Realtà Forense
Referendum Giustizia, ecco i pareri della Realtà Forense
È il tema politico del momento, il referendum sulla Giustizia che tra un mese porterà gli italiani a esprimersi a favore o contro la riforma del Governo che prevede separazione delle carriere e la rivoluzione del consiglio superiore di magistratura. Diverse le iniziative anche a Napoli organizzate per sostenere le ragioni del Si e del No. E’ stato un dibattito diverso, quello organizzato dall’associazione Realtà Forense a cui hanno partecipato i sostenitori di entrambe le scelte di voto.
L’argomento è stato affrontato nei particolari, soprattutto per quanto riguarda la separazione delle carriere, entrando nei dettagli della riforma senza ideologie politiche, da professionisti, magistrati, avvocati, accademici, giornalisti e cittadini.
Tra gli intervenuti, Giandomenico Caiazza, già Presidente dell’Unione Camere Penali, Alberto Cisterna, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, Giacomo Rocchi, Presidente I Sezione Penale Corte di Cassazione e la senatrice Anna Rossomando.
Allergie respiratorie e inquinamento: quel mix fatale per gli allergici
Si approssima il periodo del boom delle malattie respiratorie e Napoli non fa eccezione rispetto alle grandi metropoli, in considerazione dell’intreccio tra inquinamento atmosferico e insorgenza delle patologie. Di seguito un’ampia riflessione del professore Gennaro D’Amato, esperto di asma e malattie respiratorie, già primario del reparto di Pneumologia dell’Ospedale Cardarelli.
Anche quest’anno, già a fine febbraio sono iniziati a Napoli e nelle zone costiere le allergopatie da pollini di parietaria (la cosiddetta erba da muro) che aggredisce il naso, gli occhi ed i bronchi dei tanti soggetti allergici (si calcola almeno il 30% degli abitanti del napoletano. Proprio sulle malattie allergiche stagionali da pollini focalizzeremo questo articolo.
COSA SONO LE MALATTIE ALLERGICHE RESPIRATORIE?
Le allergopatie respiratorie costituiscono il risultato di una interazione tra fattori genetici ed ambientali, ma, dal momento che l’aumento di prevalenza è avvenuto nel giro di pochi anni, non è ipotizzabile che siano intervenute variazioni genetiche, mentre è più verosimile l’intervento di fattori ambientali. Tra questi l’inquinamento atmosferico, pur non essendo l’unico fattore in causa, svolge sicuramente un ruolo importante. Appare infatti evidente l’esistenza di un parallelismo tra incremento dell’inquinamento dell’atmosfera delle città ed aumento di prevalenza della patologia allergica respiratoria..
L’asma bronchiale è caratterizzato da infiammazione delle vie aeree e da iperreattività delle stesse nei riguardi di numerosi stimoli di vario tipo, nonché da ostruzione reversibile delle vie aeree con comparsa di sintomi respiratori come dispnea e senso di costrizione toracica, insorgenza di sibili e tosse.
Quali sono le malattie allergiche più frequenti e perché negli ultimi anni esse stanno aumentando?
Le malattie allergiche, sia quelle respiratorie che quelle da alimenti e da farmaci, stanno facendo registrare negli ultimi anni, soprattutto nel mondo occidentale, un notevole incremento di frequenza. Una delle cause maggiori è sicuramente da identificare nel cosiddetto “stile di vita occidentale”, il vivere cioè per gran parte del giorno all’interno di ambienti sigillati ed inquinati frequentemente dal fumo di tabacco e da altri agenti chimici, senza ricambio d’aria con l’esterno, ove si respira inoltre aria inquinata dagli scarichi del traffico veicolare. Un altro aspetto importante come fattore favorente l’incremento di questa patologia è poi il progressivo ridursi delle infezioni, soprattutto della prima infanzia. Si ritiene infatti che il sistema immunitario dell’uomo moderno, non più stimolato dagli agenti infettanti quali batteri e micobatteri, ma stimolato da numerose sostanze ad attività allergenica, per compensazione, invece di produrre anticorpi protettivi, produce le IgE, gli anticorpi che mediano appunto le reazioni allergiche.
Come espressione clinica se le allergie alimentari inducono soprattutto reazioni di orticaria ed angioedema, gli aeroallergeni, quelli cioè che vengono veicolati da pollini, acari, forfore e muffe, determinano soprattutto manifestazioni respiratorie come rinite ed asma.
Le malattie allergiche sono più frequenti in campagna o in città?
Sono più frequenti in città e meno in campagna anche le malattie allergiche indotte da pollini di piante allergeniche. Tale differente distribuzione è stata ricondotta soprattutto all’effetto favorente l’insorgenza di crisi asmatiche indotto dall’inquinamento atmosferico , ma anche alla presenza, in chi vive in campagna, di stimoli indotti da endotossine batteriche sulla risposta immune di tipo non-allergico . Nel parlare di campagna e di stimolo endotossinico si parla però non solo di piante verdi ma di presenza anche di animali che liberano endotossine con le loro deiezioni. In altri termini, per dirla con Virgilio, non occorre solo il clima “bucolico” ma anche quello “georgico”. Tale clima consentirebbe una più corretta risposta immunologia ed una meno frequente risposta allergica.
COME AVVENGONO LE REAZIONI ALLERGICHE?
Gli anticorpi di cui parlavo in precedenza, le IgE, prodotte in eccesso dal sistema immunitario del soggetto allergopatico, vanno a fissarsi a talune cellule infiammatorie, in particolare a quelle definite “mastociti”, che sono vere e proprie cellule “bomba”, in grado cioè di “esplodere” se si innesca la reazione allergica. Per fare un esempio limitato a quanto può avvenire nell’apparato respiratorio, che è sicuramente l’organo maggiormente coinvolto nelle reazioni allergiche con espressioni cliniche caratterizzate da rinopatia (prurito nasale con numerosi starnuti e con rinorrea) e da asma o suoi equivalenti (tosse intensa e continuativa, molto fastidiosa), i mastociti sono presenti sulle mucose delle vie aeree con le IgE fissate su particolari recettori della membrana cellulare. Non appena l’allergene sensibilizzante, sia esso di tipo stagionale (ad esempio quelli liberati dai pollini di Graminacee, Parietaria, Betulla o Olivo) che di tipo perenne (acari come i Dermatophagoides, forfora di gatto o cane ecc.) penetra con l’aria inalata nelle vie aeree, va ad interagire con questi anticorpi. Ne risulta una reazione antigene-anticorpi-IgE che va ad innescare appunto quelle reazioni esplosive di cui parlavo in precedenza. I mastociti liberano vari tipi di mediatori chimici ad attività proinfiammatoria. Tra questi ci sono quelli preformati, come l’istamina, che sono conservati all’interno dei granuli citoplasmatici di queste cellule. Altri mediatori come i cisteinileucotrieni, le prostaglandine ed i trombossani vengono sintetizzati ex novo. Tutte queste sostanze agiscono da una parte determinando direttamente infiammazione delle vie aeree e dall’altra hanno anche azione di richiamo di altre cellule infiammatorie come eosinofili, macrofagi, linfociti ecc .Queste ultime cellule accorrono nel sito della reazione allergica amplificando gli effetti infiammatori, che si esprimono quindi clinicamente con starnuti, tosse, asma.
La primavera (al sud inizia però già a fine febbraio-) costituisce un appuntamento molto fastidioso per gli allergici. Come mai? Anche l’autunno costituisce però un periodo critico, è vero?
Le manifestazioni più classiche e note da secoli dell’allergia respiratoria sono costituite appunto da quelle stagionali primaverili, che interessano l’apparato respiratorio e frequentemente anche gli occhi con congiuntivite. Si tratta, come abbiamo già accennato in precedenza, delle allergie cosiddette stagionali, che insorgono quando i pollini ( equivalenti in linea di massima agli spermatozoi umani) di alcune erbe (Graminacee e, a Napoli ed in Campania soprattutto la Parietaria, della famiglia delle Urticacee) o di alcuni alberi (Olivo, Betulla ecc.) vengono immessi in atmosfera onde garantire la riproduzione ed il perpetuarsi della specie vegetale. Ebbene questi pollini, una volta depositatisi sulle congiuntive o sulle mucose nasali o bronchiali dei passanti, liberano molto rapidamente il loro contenuto proteico; se questo contiene allergeni e se il soggetto è allergico, si innescheranno le reazioni di cui abbiamo detto in precedenza. Occorre dire però che non solo la primavera è una stagione foriera di reazioni allergiche dal momento che altre piante, ad esempio quelle della famiglia delle Composite (Assenzio o Ambrosia) liberano il loro polline allergenico in autunno. D’altra parte anche le graminacee oltre che la Parietaria possono riprendere ad impollinare in autunno. Esistono poi taluni alberi, come il Cipresso, che, liberando il polline nel periodo invernale, possono indurre l’insorgenza di pollinosi invernali, con rinopatie che assomigliano a quelle indotte da virus, mentre sono di tipo allergico. Un altro aspetto da considerare è quello relativo al ruolo dell’inquinamento atmosferico delle città con intenso traffico veicolare. E’ dimostrato che gli agenti dell’inquinamento urbano (polveri, ozono ecc.) vanno a potenziare gli effetti degli allergeni o aumentandone il potere allergenico o favorendo la loro penetrazione nelle vie aeree per l’azione proinfiammatoria da essi posseduta. Ne risulta che a soffrire di pollinosi sono prevalentemente gli abitanti delle città e d’altra parte i periodi caratterizzati da sintomi clinici tendono a diventare sempre più lunghi, non limitati quindi al periodo di presenza atmosferica del polline allergenico.
QUALI SONO LE PIANTE ALLERGENICHE IN AREE URBANE?
Le piante allergeniche, che non dovrebbero essere piantate nelle città, sono le betulle, le cupressacee (soprattutto cipresso ma anche altre specie di questa famiglia) e le oleacee (Olivo, ma anche ligustro ed altre specie). Dovrebbero essere preferite invece le pinacee , le palmacee ed altre come ad esempio l’ippocastano, che hanno scarso potere allergenico. E’ opportuno però dire che il verde in città è prezioso e non è mai troppo poco, considerando che le piante con la loro sintesi clorofilliana contribuiscono, non solo ad emettere ossigeno, ma ad assorbire anidride carbonica e quindi a ridurre l’effetto serra.
E’ POSSIBILE PREVENIRE LE MALATTIE ALLERGICHE?
Quello della prevenzione costituisce uno dei momenti più importanti nel tentativo di ridurre l’insorgenza o la gravità delle malattie allergiche. Dal momento che è un argomento molto vasto mi limito a dire che le allergopatie da pollini stagionali sono prevenibili solo con l’allontanamento dalla zona ove sono presenti i pollini allergenici e ciò, ovviamente, non è semplice da realizzare per la gran parte delle persone. Per quanto riguarda le allergie perenni, soprattutto quelle più diffuse indotte dagli allergeni degli acari della polvere, si può attualmente far molto utilizzando idonee federe intorno ai materassi, eliminando moquette ed animali di pelouche ecc.. Fondamentale è poi smettere di fumare. E’ dimostrato infatti che il fumo, anche solo quello passivo, favorisce l’insorgenza e le esacerbazioni delle malattie allergiche.
LE ALLERGIE NEGLI ANNI TENDONO A TRASFORMARSI?
Esistono dei periodi della vita in cui le allergie tendono a regredire ed altri in cui esse tendono ad aumentare. Ad esempio l’asma infantile tende frequentemente a regredire con la pubertà mentre questa patologia può invece insorgere o aggravarsi in menopausa. Vari e non tutti noti sono i motivi per spiegare questi eventi, indotti da stimoli ormonali oltre che da peculiarità anatomiche, come avviene alla pubertà con l’incremento del calibro bronchiale. Si dice inoltre che le malattie allergiche tendono a regredire dopo il 5°-6° decennio di vita. Ciò è solo in parte vero. Esistono infatti alcune allergopatie, come l’asma bronchiale, che in taluni soggetti insorgono proprio in età adulta, talvolta anche in chi non ne aveva mai sofferto in precedenza. Occorre però sottolineare che anche quando la sintomatologia clinica regredisce o addirittura scompare, come avviene ad esempio con la pubertà, tende purtroppo a permanere, nel soggetto allergopatico, un substrato di iperreattività, cosiddetto “aspecifico”, a livello dell’organo di shock, nel nostro esempio a livello delle vie aeree, che predispone all’insorgenza di nuove crisi. Ciò significa che l’asma può ricomparire se questi soggetti, forti del fatto che non hanno più sintomi e quindi dimentichi delle pregresse sofferenze, si espongono all’inalazione di concentrazioni elevate di allergeni o di altri agenti ad attività irritativa sulle vie aeree.
QUALI NOVITA’ NELLA CURA
DELLE MALATTIE ALLERGICHE RESPIRATORIE?
Se, nonostante tutti i tentativi di prevenzione, le malattie allergiche insorgono con sintomi clinici più o meno intensi, occorre mettere in atto idonee misure farmacologiche, che adesso consentono di curarle adeguatamente e di migliorare in modo deciso la qualità della vita dei soggetti affetti da queste malattie. Nel contesto dei farmaci dobbiamo differenziare quelli ad attività sintomatica, come gli antistaminici nella rinite ed i broncodilatatori beta-2-stimolanti, sia a breve (salbutamolo, terbutalina, fenoterolo) che a lunga durata d’azione (formoterolo e salmeterolo) nell’asma, da quelli definibili “di base”, in grado cioè di ridurre l’infiammazione allergica delle vie aeree. Tra questi ultimi sono da annoverare, al primo posto, i corticosteroidi (budesonide, beclometasone, flunisolide, fluticasone, mometasone ecc), soprattutto quelli somministrabili per via inalatoria. Tra i farmaci utili nella terapia dell’asma, dobbiamo annoverare gli antileucotrienici (montelukast ), gli anticolinergici (ipratropium e oxitropium bromuro) ecc,. Da diversi anni sono in commercio per la terapia dell’asma bronchiale allergico severo persistente le anti-IgE (omalizumab, mepolizumab, dupilumab ed altri), anticorpi monoclonali che, iniettati per via sottocutanea, sono in grado di bloccare le IgE in circolo impedendo il loro legame alle cellule infiammatorie ed impedendo di conseguenza le reazioni allergiche.Per quanto riguarda la cura delle rinopatie allergiche si consigliano lavaggi nasali con soluzioni saline ipertoniche e cicli ricorrenti di terapie con spray nasali di farmaci in associazione come quelli a base di mometasone furoato ed olopatadina cloridrato.
Prof. Gennaro D’Amato
MD, Membro della European Respiratory Society; Membro dell’American Academy of Allergy, Asthma and Immunology; Membro e membro onorario dell’European Academy of Allergy and Clinical Immunology. Presidente del Comitato dell’Organizzazione Mondiale delle Allergie su “Cambiamenti climatici, ambiente e allergie”; ex direttore della Divisione di malattie respiratorie e allergie, Ospedale ad alta specializzazione A. Cardarelli, Napoli. Scuola di Specializzazione in Malattie Respiratorie, Università di Napoli Federico II; 2017 Membro del Comitato Medico del G7: 2018 Premio della Fondazione WAO-AAAAI e Louis Mendelson Lectureship; 2021 Relatore invitato della British Royal Society of Medicine. 2023 Relatore invitato Stanford University.
ORCID 0000/0002/0503/9428
Secondigliano, tentata rapina di un IPhone ad un 14enne che reagisce e viene accoltellato
Voleva il suo iPhone 16, lui ha provato a fuggire. Ma è stato raggiunto dal malvivente che gli ha sferrato contro quattro coltellate. E’ così che un ragazzino di 14 anni è finito in prognosi riservata.
Tutto accade martedì scorso. Sono le ore 16. Siamo nel ventre del Rione Berlingieri a Secondigliano, in una zona dove non ci sono telecamere. Lì è fermo un ragazzino di 14 anni da poco uscito da scuola. Aspetta degli amici ed invece inizia il suo incubo.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Secondigliano, il 14enne è stato avvicinato da un uomo solitario col volto coperto da un passamontagna, che ha estratto un coltello e ha intimato di consegnargli lo smartphone che aveva in mano: un costoso iPhone 16. Invece di obbedire, il ragazzo ha però reagito d’istinto: si è voltato ed è scappato, cercando di raggiungere un gruppo di passanti per chiedere aiuto. Ma il rapinatore lo ha inseguito. E’ stato più veloce e lo ha raggiunto in pochi metri. Ne è nata una colluttazione breve; ma brutale e violentissima. Il malvivente lo ha colpito infatti ripetutamente: quattro fendenti, due all’emitorace e due alle gambe. Poi, visto il ragazzo a terra, è scappato nel nulla, inghiottito dalle viuzze del quartiere. A quel punto il 14enne, nonostante fosse ancora terrorizzato da quanto accaduto, nonostante la paura del sangue, con il telefono che aveva appena rischiato di vedersi rapinato, ha composto il numero del fratello maggiore. Il diciottenne è saltato sullo scooter, ha raggiunto il luogo dell’aggressione, ha caricato il fratello più piccolo con sé e si è lanciato in una corsa contro il tempo verso il pronto soccorso del Cto. Arrivati in ospedale i medici hanno accolto il ragazzo in codice rosso. Per fortuna, le lame non avevano lesionato organi vitali e il 14enne è stato ricoverato in prognosi riservata; ma non è in pericolo di vita.
Ora gli investigatori- che hanno giudicato la testimonianza del giovane ferito, lucida e credibile – sono a caccia del malvivente/fantasma. La zona dell’aggressione è infatti purtroppo sprovvista di telecamere di videosorveglianza il che rende le indagini difficili. Si cerca un uomo solitario, con un passamontagna scuro, che per un cellulare non ha esitato ad accoltellare un 14enne con il rischio di ucciderlo.
Arzano, paura a scuola: due 15enni denunciati, avevano coltelli nello zaino
Ancora coltelli in classe. Nuovamente coltelli sui banchi di scuola insieme a libri e quaderni. Ad Arzano stamani i carabinieri sono dovuti urgentemente intervenire all’interno dell’istituto Don Geremia Piscopo dopo la segnalazione della dirigente scolastica che denunciava due suoi studenti minorenni sorpresi con un coltello.
La scoperta era avvenuta poco prima durante la lezione di matematica. Un ragazzo di 15 anni, seduto al proprio posto, ha estratto dalla tasca un coltello a scatto a doppia lama e lo ha appoggiato di fianco ai libri. Il rumore insolito dell’arma sul banco ha insospettito il docente che ha interrotto la spiegazione ed è immediatamente intervenuto requisendo il coltello ed è corso ad informare la presidenza. Pochi minuti dopo sono arrivati i militari che hanno sequestrato l’oggetto e, d’intesa con il personale scolastico, hanno esteso i controlli anche agli altri studenti presenti nell’aula. Nel corso delle verifiche è stato rinvenuto un secondo coltello, questa volta da cucina, nello zaino di un altro ragazzo di 15 anni. Le due armi sono state sequestrate. I carabinieri hanno denunciato entrambi i minorenni per porto di oggetti atti ad offendere. I ragazzi sono stati poi successivamente riaffidati ai rispettivi genitori.
Disagi a Bagnoli, popolazione senz’acqua per guasto
Disagi a Bagnoli, popolazione senz’acqua per guasto
Per un intero pomeriggio Bagnoli è rimasta senza acqua a causa di un guasto a una conduttura idrica. Ci troviamo all’altezza dell’incrocio con via Lavinia, dove da giorni transitano i camion diretti al cantiere per l’Americans Cup. Qui un avvallamento in strada con la fuoriuscita di liquidi dal sottosuolo. Un’area già interessata da cedimenti nei giorni scorsi. Il 29 gennaio infatti, il manto stradale non ha retto e si è aperta una voragine. Ieri i disagi hanno riguardato diversi palazzi del quartiere, negozi e scuole costrette a rimandare gli studenti a casa. Criticità che hanno toccato anche la zona del lungomare di Pozzuoli. Sul posto sono intervenuti gli operai di ABC Napoli, con la Polizia Locale e la Protezione Civile. Area transennata e scavi avviati per individuare il tratto danneggiato della condotta, con il servizio ripristinato solo in tarda serata.
In mattinata invece si sono registrate le proteste di comitati, con un nuovo blocco dei tir diretti alla colmata. E sullo sfondo resta l’attenzione della Procura della Repubblica. Dopo esposti presentati da alcune associazioni di quartiere attraverso gli avvocati Domenico Ciruzzi ed Elena Coccia, infatti sono stati avviati approfondimenti su più filoni. I magistrati hanno effettuato un sopralluogo nel cantiere, con verifiche che guardano soprattutto ai profili ambientali, amministrativi e di sicurezza nell’area del SIN di Bagnoli.
Ripristino della legalità nei Quartieri Spagnoli: rimossi paletti e barriere abusive
Occupazione di suolo pubblico con paletti abusivi cementati. Barriere su strade cittadine che diventano balconcini per la sosta di ciclomotori o per la sistemazione di frigoriferi.
La nuova operazione condotta nei Quartieri Spagnoli rientra in un intervento volto a ripristinare legalità, sicurezza e decoro nelle strette vie del centro storico napoletano. Obiettivo: garantire la corretta fruibilità degli spazi pubblici e contrastare ogni forma di illegalità e occupazione abusiva sul territorio.
L’intervento, condotto in collaborazione tra dall’unità operativa Avvocata della polizia urbana in collaborazione con il commissariato di polizia di Montecalvario, ha interessato diverse strade della zona, a ridosso di via Toledo. Durante le operazioni sono stati rimossi 62 paletti abusivi – che in molti casi formavano anche aree di sosta privata per ciclomotori – e 50 metri di catena a maglia grossa. Tutti i manufatti erano stati installati senza autorizzazione pubblica e utilizzati per riservare indebitamente porzioni di suolo pubblico.
Oltre alle barriere, gli agenti hanno sequestrato e rimosso vari oggetti collocati senza titolo sulle strade cittadine, tra cui fioriere, stendipanni, scaletti, sgabelli, un frigorifero e altri manufatti. La presenza di tali elementi rappresentava non solo una occupazione non autorizzata e quindi abusiva; ma anche un potenziale pericolo per la circolazione e la sicurezza stradale per il conseguente restringimento delle strade.
Nel corso dell’operazione sono stati anche elevati 38 verbali per divieti di sosta e di fermata in aree in cui i veicoli costituivano intralcio e rischiavano di compromettere la sicurezza della circolazione.
