Una folla festante, è proprio il caso di dirlo, ha accolto il ministro dell’Interno Matteo Salvini nel quartiere Vasto di Napoli. Richieste di maggiore vivibilità provenienti dagli italiani e lavoro è stato invece chiesto dagli stranieri in un melting pot di gente in visibilio, che però è sembrata ricercare soluzioni nell’immediato ma non la prospettiva per sedersi a un tavolo e risolvere i problemi guardando alla loro storica radice. Il titolare del Viminale ha incontrato il parroco della Chiesa del Buon Consiglio e affacciatosi al balcone ha raccolto applausi e richieste, annunciando la ricerca di soluzioni, soprattutto per quanto riguarda il sovraffollamento, che possano accontentare napoletani e comunità migranti.

Il valzer di abbracci, mani incrociate e selfie e poi proseguito con Salvini che ha dato ascolto ad una signora di origine subsahariana la quale, residente da oltre vent’anni in Italia, ha un figlio senza cittadinanza che vorrebbe andare a lavorare all’estero. Il ministro ha raccolto la richiesta di aiuto invitandola anche a denunciare i suoi connazionali dediti allo spaccio della droga, richiesta ripresa dalla piazza italiana che però spesso dimentica l’oramai secolare presenza della criminalità organizzata napoletana e delle sue attività illecite nel quartiere.