Se a una squadra rimetti il cervello (Demme), vince e torna a essere squadra

La vittoria del Napoli contro la Lazio in Coppa Italia, grazie al gol di Lorenzo Insigne, è frutto di un nuovo equilibrio in campo e della reazione emotiva alla disfatta con la Fiorentina

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Diego Demme (foto dal profilo facebook della SscNapoli)

Ciò che mancava, dallo scorso anno, al Napoli era il cervello. Non a caso Gattuso, le scorse settimane, in una dichirazione che ha scatenato furiose polemiche, ha parlato di squadra che dovea tornare a “pensare”. Non è un caso, dunque, che nella prima di Demme in cabina di regia, il Napoli è sembrato rivitalizzato, quadrato, equilibrato ed efficace. Ed ha battuto la Lazio, grazie a un sontuoso gol di Insigne, accedendo alle semifinali di Coppa Italia. Può un solo calciatore determinare le sorti di una squadra! Se non ti chiami Maradona dfficilmente. Eppure, per dirla con le parole di Vujadin Boskov, è sempre bene tenere in mente che “come gioca centrocampo così gioca squara”. Anche all’epoca di Re Diego, il Napoli dovette andare a comprare sul mercato di riparazione un centrocampoista di regia, lo trovò a Trieste dove Pierpaolo Marino ingaggiò Francesco “Ciccio” Romano. E il volto del Napoli cambiò, al punto che l’asso argentino lo soprannominò “la Tota” (la mamma). Ebbene, ora a Napoli grazie alla lungimiranza di Cristiano Giuntoli, è tornata la Tota. Si chiama Diego, proprio in onore a Maradona, ama Napoli e non vedeva l’ora di vestire quella maglia. Se Gattuso lo lascia giocare, ne vedremo delle belle.