Teatri Uniti GIACOMINO E MAMMÀ tratto da Conversaciones con Mamà di Santiago Carlo Ovès e Jordi Galceran traduzione e regia di Enrico Ianniello con Isa Danieli Enrico Ianniello foto Francesco Cataldo

Venerdì 12 aprile (ore 21) al Teatro Sannazaro di Napoli, Teatri Uniti presenta, in anteprima nazionale, “Giacomino e Mammà” di Santiago Carlos Oves e Jordi Galceran, nella traduzione e adattamento di Enrico Ianniello che ne è anche interprete con Isa Danieli.

Dopo le diverse fortunate esperienze di traduzione, adattamento e regia di testi di importanti autori contemporanei come Pau Mirò, Enrico Ianniello propone un nuovo fulminante esempio di drammaturgia iberica reinventata alle latitudini napoletane: “Giacomino e Mammà”. Tratto da “Conversaciones con mamà”, pluripremiato film dello sceneggiatore e regista argentino Santiago Carlos Ovès, successivamente adattato per le scene internazionali dal drammaturgo catalano Jordi Galceran (l’autore de “Il metodo Gronholm”), l’allestimento vede insieme ad Enrico Ianniello una delle più apprezzate interpreti della scena italiana, alla sua prima collaborazione con Teatri Uniti: Isa Danieli, a dare corpo e anima alla protagonista.

Giacomino, cinquantenne, deve vendere l’appartamento di famiglia in cui vive la madre ottantaduenne. Non attraversa un bel momento, Giacomino: ha perso il lavoro e si ritrova indebitato per star dietro ai desideri di consumo della moglie e dei figli adolescenti. La vendita potrebbe aiutarlo a rimettersi in sesto, certo, ma la madre non è affatto d’accordo. Non si può vendere proprio niente, lei adesso ha finalmente un fidanzato. Un simpatico sessantenne “anarco-pensionato” che ha dato una nuova luce alla sua vita. La casa le serve e di andare a vivere con il figlio e la sua famiglia non se ne parla nemmeno.
Questo momento di difficoltà diventa così l’occasione per mettere a confronto due epoche della vita, occasione nella quale l’amore tra una madre e un figlio viene a galla in maniera prorompente mentre si ride parlando di cucina, di “quattro per quattro”, della capacità di vivere inseguendo “i propri sogni o le rate dei propri acquisti”, tra saggezza, parolacce, incomprensioni e momenti di autentica e profonda commozione quando si scopre che a un certo punto della vita le cose importanti non si possono dire più.

“Se in “Chiòve” – sottolinea Enrico Ianniello – ci trovavamo all’ultimo piano di un immaginario condominio napoletano dei Quartieri Spagnoli, e in “Giocatori” (entrambi di Pau Mirò), c’eravamo spostati nello spazioso secondo piano in casa del Professore, adesso l’oggetto del desiderio attorno al quale ruota la vicenda del testo di Ovès e Galceran è, al primo piano di questo “edificio drammaturgico”, il piccolo appartamento col terrazzino”.