La notizia è di quelle che cambiano il corso degli eventi.

Napoli era pronta al rientro in casa in rispetto della normativa anticovid quando la notizia della morte di Diego Armando Maradona è deflagrata in tutta la sua potenza.

In poco tempo, a dispetto delle disposizioni anti assembramento, iniziativa sono stati organizzate in ogni angolo della città.

A mobilitarsi per primi gli abitanti dei quartieri spagnoli dove si è formata una sorta di processione al murale gigante che si trova su uno degli edifici di via Emanuele de De deo Centinaia di napoletani si sono poi raccolti davanti allo stadio San Paolo, nell’area dell’ingresso della Curva B, per ricordare insieme Maradona e condividere il dolore per il lutto.

I tifosi, nonostante la zona rossa ed il coprifuoco per il covid, si sono raccolti spontaneamente, tutti con le mascherine, portando sciarpe, foto, disegni dei bambini e legandoli alle transenne dello stadio. Davanti ai cancelli sono state accese candele e posati mazzi di fiori. La zona è diventata un luogo di condivisione del lutto della città. Un gruppo di tifosi sono entrati e sono saliti nelle tribune, calando verso l’esterno una grande immagine di Maradona con la scritta “the King”, mentre tutti accendevano fumogeni e intonavano i cori tradizionalmente cantati dal San Paolo all’ex asso argentino negli anni azzurri.