Napoli, il “finto” lockdown mette a rischio il borgo dei presepi

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Le lacrime di Antonella sono quelle di tutti i maestri pastorai e gli artigiani di San Gregorio Armeno.

Le botteghe vuote, le mani in tasca, gli occhi bassi, c’è mdepressione e incertezza sul volto dei commercianti.

Un anno fa la famosa strada dei presepi in concomitanza col ponte di ognisanti brulicava di persone e turisti. Oggi a fare capolino tra le botteghe solo tre turisti una coragiosa famiglia francese.

Per il resto il vicolo dove è natale tutto l’anno è spento, attravbersato solo dai residenti. Chi può venderà su internet, ma ci spiegano che il commercio dei presepi si basa sul singolo pezzo.

Sulla singola creazione di cui ci si innamore sze la si tocca se la si ha tra le mani. In moltiu hanno deciso di non produrre per non investire quei pochi soldi rimasti altri come Di Virgilio hanno creato opere beneauguranti Ma come si tira avanti, come si supera lo sconforto. Il nodo in gola impedisce a molti di parlare. Quest’anno non sarà Natale per nessuno….