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La corruzione in Italia, confronto sul libro di Alessandro Milone

La corruzione in Italia, confronto sul libro di Alessandro Milone

“La corruzione in Italia: tra esigenze repressive e salvaguardia del sistema di garanzie del diritto penale”. È il titolo del libro scritto da Alessandro Milone che è stato presentato nello spazio eventi Nap Hub di Napoli, per i quaderni dl Foro Napoletano.

RAFFAELE CANTONE TRA I PARTECIPANTI AL DIBATTITO

L’occasione ha portato a l’organizzazione di una tavola rotonda, aperta dai saluti del presidente della Fondazione Salvatore, Marco Salvatore. Il dibattito è stato concluso dal Procuratore Raffaele Cantone. Moderato da Marco Demarco, editorialista del Corriere della Sera, il confronto è stato animato dai professori Alberto De Vita (Università Parthenope), Stefano D’Alfonso (Federico II) e Federico Varese (Università di Oxford).

Coppola racconta in un libro i “Campioni per sempre”

L’idea di raccontare le stelle del Napoli del terzo scudetto, con le parole dei protagonisti azzurri che hanno vissuto questa gioia immensa, rende “Campioni per sempre” un libro unico nel suo genere, capace di abbracciare, con passione e amore, generazioni di sportivi e tifosi, momenti di gloria e ricordi bellissimi, che in queste pagine si fondono in un solo cuore azzurro. Gianfranco Coppola è riuscito in questa impresa editoriale, mettendo in campo la sua grande esperienza di giornalista sportivo di razza, che lo ha visto in prima linea ai tempi dei primi scudetti del Napoli, e che lo vede protagonista oggi, nel ruolo di capo redattore della Rai di Napoli,  nella magica stagione del terzo scudetto azzurro.

CAMPIONI PER SEMPRE

Campioni per sempre è il frutto di una riuscitissima e innovativa alchimia, che mette insieme le interviste a grandi protagonisti della storia vincente del Napoli e i racconti del passato e del presente di grandi firme del giornalismo sportivo italiano. Con un tocco di classe cristallina, perfettamente in sintonia con queste pagine celebrative: l’appassionata prefazione dell’Arcivescovo emerito di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, tifosissimo della squadra azzurra, che ha voluto legare al nostro libro alcuni dei suoi progetti solidali più importanti. Gliene siamo grati. ‘A Maronna v’accumpagn in questa lettura.

Festeggiamenti in centro a Napoli: arrestato ladro di scooter

Festeggiamenti in centro a Napoli: arrestato ladro di scooter

E’ accaduto durante i festeggiamenti per lo scudetto. La Polizia del commissariato San Giovanni-Barra ha arrestato un giovane napoletano di 16 anni per furto aggravato di uno scooter rubato poco prima in via Agostino De Pretis.

Il giovane era a bordo dello scooter rubato e spinto da un altro conducente lungo la SS 162 Dir. I poliziotti, durante il servizio d’ordine organizzato per i festeggiamenti della vittoria dello scudetto, hanno notato la scena. E non appena il conducente si è accorto della loro presenza, è scappato. L’altro giovane è stato raggiunto e bloccato.

FURTO DI PORTAFOGLI IN PIAZZA MUNICIPIO

Durante lo stesso servizio di controllo dei festeggiamenti, i poliziotti sono stati avvicinati in piazza Municipio da una persona che aveva appena subito il furto del portafogli in piazza Trieste e Trento. Grazie all’aiuto di alcuni passanti, la vittima del furto era riuscita a bloccare il ladro, un 25enne genovese che è stato denunciato per furto. Il portafogli è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario.

Qualcuno dica a Spalletti che ha vinto lo Scudetto a Napoli

Qualcuno dica a Spalletti che ha vinto lo Scudetto a Napoli. E gli dica anche che può finalmente sorridere e festeggiare.

Certo ha avuto predecessori illustri il toscano. Basti pensare a Ottavio Bianchi, braccato il 10 maggio 1987 al “San Paolo” da Giampiero Galeazzi che provava a scuoterlo: “10 maggio 87, Napoli campione d’Italia Bianchi”. E lui laconico: “Eh, sono contento”, senza accennare a un sorriso. Orso, duro, martello, a Bianchi  sono stati attribuiti tanti soprannomi. Nella nota trasferta di Ascoli qualcuno intonò anche un “Riderà” di Little Tony, prima della rivoluzione degli spogliatoi.

DILETTA NON GLI STRAPPA IL SORRISO

Per questo quando un’esplosiva Diletta Leotta e Ciro Ferrara hanno provato, in diretta su Dazn, a far sciogliere Spalletti, c’è mancato poco che l’allenatore li mandasse a quel paese. Di Alberto Bigon, l’allenatore fantasma del secondo Scudetto azzurro non si ricordano espressioni del viso, anche dopo la partita vittoriosa la parte del leone la fecero Maradona e Ferlaino in uno spogliatoio dove volavano fiumi di champagne.

CONFERENZA STAMPA A NERVI TESI

Ma Luciano Spalletti è andato oltre l’immaginabile, conducendo una conferenza stampa a tratti tesa manco avesse mancato la salvezza per la sua squadra. Con tutto il rispetto per i due scudetti in Russia, con i salvataggi delle squadre in B, con i secondi posti e con l’esperienza in Friuli, vincere il campionato a Napoli ha una portata storica. Eppure l’allenatore di questa stagione miracolosa ne è consapevole. Lo dice in anticipo, “sono fatto male”. E spiega. “Chi è abituato come me a lavorare sempre non si gode fino in fondo la festa”. E forse il segreto per vincere a queste latitudini è proprio questo. Se si pensa che negli ultimi 100 anni di scudetti al Sud ne sono stati vinti solo 3, allora si comprende che si tratta di una sorta di miracolo. Se gli chiedi quale sia stata la partita che ricorderà di quest’annata lui, sorprendentemente, ti risponde… “L’eliminazione dalla Champions”.

IL MESSAGGIO A DE LAURENTIIS

Resta a Napoli per vincere la Champions? Anche questo argomento, che durante l’anno è stato oggetto di confronti aspri con i giornalisti, continua essere indigesto. De Laurentiis da mesi lo conferma coram populo. A lui la cosa non piace e, per la prima volta, risponde apertamente: “Questo giorno mi ripaga di molte cose, ma al presidente De Laurentiis, che dice che questa squadra riparte da Spalletti, dico che lo deve dire a me, non a voi”.

 

 

Festa Scudetto, IN ESCLUSIVA i nomi del giovane morto e dei feriti

Festa Scudetto, IN ESCLUSIVA i nomi del giovane morto e dei feriti

Primo drammatico bilancio dei festeggiamenti a Napoli. E’ morta una delle quattro persone ferite a Napoli da colpi d’arma da fuoco sparati nella lunga notte dello scudetto nella centrale piazza Volturno.

I NOMI DEI FERITI E IL CAOS AL CARDARELLI PER LA MORTE DEL 26ENNE

Si tratta di un giovane di 26 anni, Vincenzo Costanzo che era stato ricoverato all’ospedale Cardarelli in gravi condizioni. Gli altri feriti sono: Ciro Paolillo, di 24 anni; Luisa Lucarella, 26 anni e Valeria Sorrentino, 22 anni.

Costanzo traferito in ambulanza al Cardarelli già in gravi condizioni è deceduto subito dopo. La Sorrentino e la Lucarella sono stati trasferiti all’ospedale Pellegrini con ferite guaribili in 15 giorni. Più grave la situazione di Paolillo, refertato a Villa Betania per ferite di arma da fuoco al gluteo e al polpaccio.

Appena certa la notizia del decesso del giovane 26enne, parenti e amici hanno raggiunto l’ospedale Cardarelli iniziando ad inveire contro il personale medico e gli operatori delle forze dell’ordine.

IL PREFETTO: MORTE GIOVANE ASSOLUTAMENTE SLEGATA DAI FESTEGGIAMENTI

La morte di un uomo, avvenuta ieri sera, a Napoli “è assolutamente slegata rispetto ai festeggiamenti, non è connessa ai festeggiamenti”.

Lo afferma il prefetto di Napoli, Claudio Palomba ai microfoni di SkyTg24. “Quello che mi preme sottolineare è il senso di responsabilità dei napoletani: ieri c’era un divieto di circolazione ed è stato largamente osservato. C’erano dei varchi con uomini delle forze dell’ordine a presidiarli. La macchina dell’organizzazione ha funzionato”, conclude il prefetto.

FUGA DAL POSTO DI BLOCCO E INVESTONO UN CARABINIERE

Questa notte, in via Bracco, nel centro di Napoli, due giovani di 18 e 20 anni a bordo di uno scooter, nel tentativo di fare inversione di marcia per allontanarsi da un blocco alla circolazione imposto dai carabinieri, hanno investito uno dei militari. Per il carabiniere cinque giorni di prognosi. Stessa prognosi per il centauro alla guida, risultato sprovvisto di patente e con veicolo privo di assicurazione. È stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale

 

Festa scudetto a Udine, tifoso muore d’infarto dopo la partita

Festa scudetto a Udine, tifoso muore d’infarto dopo la partita

E’ morto d’infarto mentre si recava alla stazione dei treni per ritornarti in Austria dove risiedeva. Un tifoso del Napoli in trasferta è deceduto alle 4 del mattino dopo aver assistito alla partita scudetto alla Dacia Arena.

Dopo le chiamate di aiuto giunte al 112 da parte di alcune persone che l’hanno visto accasciarsi, gli operatori della sala operativa hanno inviato sul posto un’ambulanza e un’automedica. Il personale sanitario ha avviato le manovre di rianimazione ma inutilmente.

Indagini sono in corso da parte degli agenti della Polizia di Stato: il tifoso in passato aveva già avuto problemi di salute.

Il VIDEO dello Scudetto, ecco dove è esplosa la festa

Il VIDEO dello Scudetto, ecco dove è esplosa la festa

Una festa prolungata fino all’alba nelle strade di Napoli. Centinaia di migliaia di persone vestite di azzurro hanno inondato il centro storico cittadino, il lungomare. Ma anche i quartieri del tifo caldo, la Sanità, Forcella e Fuorigrotta.

Piazza Trieste e Trento e piazza del Plebiscito sono state le zone più affollate, con oltre 20 mila persone concentrate solo in questi due luoghi. Si è cantato e ballato come in una discoteca a cielo aperto, con fuochi d’artificio e fumogeni a illuminare la notte.

STAMATTINA LE OPERAZIONI DI PULIZIA DELL’ASIA DI STRADE E PIAZZE

Le operazioni di pulizia delle strade sono state effettuate con un doppio turno di lavoro dagli operatori dell’Asia, la municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti.

Nonostante gli sforzi, ci sono stati danni alla monumentale fontana del carciofo situata al centro di piazza Trieste e Trento, che è stata divelta dal suo recinto metallico. Centinaia di tifosi, tra cui molti minorenni, hanno preso d’assalto la fontana, nonostante fosse stata transennata per impedire il suo sfregio. Tuttavia, la scultura a forma di corolla floreale simile a un carciofo, da cui deriva il nomignolo della fontana, è rimasta intatta.

 

Instagram ufficiale Maradona, che emozione: “Grazie ragazzi”

Instagram ufficiale Maradona, che emozione: “Grazie ragazzi”

Un colpo al cuore leggere le parole (dal cielo?) scritte sul profilo Instagram ufficiale dell’artefice dei primi due scudetti del Napoli. “Grazie ragazzi”. L’iniziativa è dei figli del pibe de oro, con un fotomontaggio del padre che cammina tra le strade di Napoli addobbate a festa per il terzo scudetto.

“Una nuova data da ricordare, una nuova gioia per la città, per la gente, per la storia. Grazie a tutti voi ragazzi! FORZA NAPOLI”, si legge sulla pagina seguita da otto milioni di follower.

DIEGO MARADONA JR: PAPA’ STA FESTEGGIANDO IN PARADISO

Anche il figlio  “napoletano”, Diego Armando jr è raggiante, dopo una notte intensa vestito d’azzurro: “Papà sta festeggiando in paradiso”.

“Io credo che quest’anno si siano veramente allineati i pianeti, con una squadra perfetta in tutto e per tutto”. E il Maradona di questo Napoli, aggiunge il figlio del pibe de oro, è Luciano Spalletti.

Gaetano Manfredi: E’ stato un risveglio bellissimo, Napoli città mondo

Gaetano Manfredi: E’ stato un risveglio bellissimo, Napoli città mondo

Le prime parole dopo la festa, al risveglio, del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “E’ stato un risveglio bellissimo, è stata una grande festa con una grandissima partecipazione popolare, con tantissime famiglie e tanti bambini. E’ un momento di grande gioia collettiva a Napoli ma in tante città italiane e del mondo perché si è festeggiato a Roma, Milano, New York, Madrid, Londra. Sono arrivati messaggi e immagini da tutte le parti del mondo”.

UN GRANDE EVENTO PER NAPOLI E PER I TURISTI IN CITTA’

Una festa a cui – come ha sottolineato il sindaco – “hanno partecipato anche i tanti turisti che si sono trovati qui perché Napoli è città della condivisione, dell’unione, di comunità. Napoli è una città mondo, accogliente che condivide tutto quello che ha: anche quando ha avuto poco – ha aggiunto Manfredi – lo ha sempre condiviso con gli altri e adesso ha avuto questa gioia che ha condiviso con l’Italia e con il mondo e questo ci fa piacere perchè condividere quello che abbiamo è la natura intima della nostra città”

La festa del giorno dopo: recinzione distrutta in piazza Trieste e Trento

La festa del giorno dopo: recinzione distrutta in piazza Trieste e Trento

Avevano provato a proteggere la fontana del carciofo. Un simbolo della città di Napoli nella piazza crocevia tra Palazzo Reale e via Toledo. Distrutte le recinzioni a tutela del monumento e assalto dei tifosi tutta la notte. In centinaia a saltare sui marmi pregiati e ad urlare la gioia per la conquista del tricolore.

Il giorno dopo restano i cocci della festa. I danni non sono ingenti, ma resta la violazione di uno dei monumenti pubblici più rappresentativi della città.

Tutto previsto? Il sistema adottato per preservare la fontana non ha retto l’invasione di migliaia di tifosi. Per i prossimi scudetti, allora, meglio costruire per tempo barriere in grado di arginare la furia dei festeggiamenti.