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Pozzuoli, sciame sismico nella notte: la scossa più forte del terzo grado della scala Richter

Niente, non si dorme. Caldo e scosse. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha registrato una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.0 della scala Richter alle 3:02 di questa notte.

Epicentro nell’area flegrea a una profondità di soli 3 chilometri, con coordinate che puntano dritte nel cuore della caldera, la zona tra Pozzuoli, Agnano e la Solfatara.

A rendere l’episodio particolarmente avvertibile dalla popolazione è stata proprio la poca profondità dell’epicentro. A pochi chilometri sotto la superficie, anche magnitudo contenute come questa – sostengono gli esperti – vengono percepite nettamente in superficie. Spesso, aggiungono, sono anticipate dai caratteristici boati che i residenti della zona ormai conoscono bene. Cosa che è successa anche questa notte.

Nei minuti successivi alla scossa, le segnalazioni si sono propogata come un’onda sui social da Pozzuoli, a Bacoli, da Fuorigrotta ad Agnano, da Quarto a Posillipo.

Lotta al racket a Bacoli, siglato accordo tra comune e FAI

Lotta al racket a Bacoli, siglato accordo tra comune e FAI

Rafforzare le azioni di contrasto ai fenomeni del racket e dell’usura e puntare sempre di più sulla diffusione della cultura e della legalità sul territorio. E con questi obiettivi che sono sottoscritti durante un incontro al Castello Aragonese di Bacoli, il protocollo d’intesa tra il Comune di Bacoli e la Federazione Antiracket Italiana Coordinamento Campania. L’accordo è stato firmato dal sindaco Josi della Ragione e dal coordinatore regionale della FAI Campania, Rosario D’Angelo.

“Non è pensabile che il pizzo venga considerato quasi come una spesa ordinaria che le imprese fanno per stare tranquille, no, devono denunciare perché quei soldi e il pizzo possono servire all’impresa per la propria attività- spiega il sindaco di Bacoli-  ma soprattutto denunciando permettono a noi istituzioni di poter mettere fine ad una piaga: che quei soldi poi vengono utilizzati per fomentare la criminalità organizzata nel nostro territorio”.

Rosario D’Angelo ha aggiunto: “Ci sono state diverse denunce, non per ultimo uno di un imprenditore edile che ha denunciato un’istruzione su un suo cantiere in questa zona e siamo stati subito allertati dalle forze dell’ordine, ci siamo avvicinati a questo operatore. Insieme all’amministrazione comunale abbiamo deciso di stipulare questo protocollo di intesa che è il primo in questa zona a Flegrea”.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto insieme contro racchette e usura finanziato dalla regione e rappresenta un passo importante verso la costruzione di un sistema integrato di prevenzione e sostegno per imprese, commercianti e lavoratori. All’incontro hanno preso parte il presidente della Federazione Antiracket Italiana Luigi Ferrucci, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il Commissario di Governo per le Iniziative anti-racket e anti-usura Mera Grazia Nicolò.

(Interviste nel video allegato).

Belgio, De Bruyne: “Io e Lukaku finora non siamo stati all’altezza. Possiamo fare di più”

Kevin De Bruyne, centrocampista del Napoli e del Belgio, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport. Si è soffermato sul difficile momento che stanno vivendo i Red Devils con due punti in due partite ai Mondiali. Servirà una vittoria contro la Nuova Zelanda per qualificarsi. Di seguito, le sue parole:

“Cosa sta succedendo al Belgio? Lo so, c’è un contrasto tra l’entusiasmo con cui siamo venuti negli Stati Uniti e il momento che stiamo vivendo adesso. Avevamo tanta energia ed è chiaro che questi due risultati deludenti smorzino un po’ quella atmosfera, quella magia. Ma niente è perduto in competizioni di questo tipo, così lunga e con tante possibilità per tutti. Basta davvero poco, pochissimo.

Cosa possiamo dare io e Lukaku alla squadra? L’esperienza, quella che ci porta a gestire nel modo giusto una situazione diversa da quella che ci aspettavamo. So bene, per averne vissuti tanti, che nei tornei più importanti le emozioni stesse cambiano molto velocemente e bisogna saper gestire i momenti positivi e quelli più difficili. Sappiamo di non aver fatto bene ciò che c’eravamo preparati, e questo incide sul morale, ma è  il momento in cui dobbiamo stare ancora sul pezzo”.

Lukaku? Tutti sanno quanto siamo vicini da anni, ma ora è il momento di concentrarsi sulla squadra: finora non siamo stati all’altezza ma possiamo tornare ad esserlo”.

Terra dei fuochi, in Consiglio regionale la VII Commissione Ambiente

Terra dei fuochi, in Consiglio regionale la VII Commissione Ambiente

“Le risorse ci sono, sono ampie, si lavora su 60 milioni di euro del 2025, di cui 30 usati per lo smaltimento dei rifiuti in superficie e 30 per le prime caratterizzazioni. Poi, ci sono 100 milioni per il 2026 ed altri 100 milioni per il 2027 destinati alle progettazioni”. Sono le cifre sul lavoro nella Terra dei Fuochi fornite dal Commissario unico, Giuseppe Vadalà, a margine del suo intervento alla VII Commissione Ambiente al Consiglio regionale della Campania presieduta da Salvatore Flocco: (intervista nel video allegato).

Tra i punti nodali delle bonifiche il territorio di Giugliano dove insiste anche un importante insediamento rom. Vadalà ha poi ricordato che c’è tanto da fare ma che fino ad oggi ci sono stati numeri importanti come i 50 arresti e le 400 aziende chiuse perché non in regola: (intervista nel video allegato).

Temperature estreme, Legambiente: “Servono più verde e più ombra”

Temperature estreme, Legambiente: “Servono più verde e più ombra”

Piedi nell’acqua, ombrelli e ventagli per sfidare il sole: così Legambiente Campania ha portato in largo Berlinguer, a Napoli, il tema del caldo estremo e delle sue conseguenze sulla vita quotidiana. Al centro del presidio la povertà di raffrescamento, cioè la difficoltà di proteggersi dalle alte temperature per chi vive in quartieri con poco verde, spazi pubblici privi di ombra e servizi carenti. Una condizione che pesa soprattutto nelle periferie. Legambiente, spiega la presidentessa Maria Teresa Imparato, punta il dito contro la trasformazione di alcune piazze cittadine, dove la riduzione degli alberi e l’assenza di zone riparate rendono più pesante l’esposizione alle ondate di calore. Da qui la richiesta di più vegetazione, parchi aperti e manutenuti, fermate del trasporto pubblico protette e politiche capaci di sostenere chi vive le maggiori difficoltà. (Intervista in video allegato)

Durante la giornata sono stati presentati anche i dati del monitoraggio effettuato da Legambiente a San Pietro a Patierno. (Intervista in video allegato)

Antiriciclaggio, commercialisti in prima linea con Guardia di Finanza e Banca d’Italia

La disciplina antiriciclaggio rappresenta ormai una componente centrale dell’attività del commercialista, chiamato a svolgere un ruolo strategico nella prevenzione dei fenomeni illeciti grazie al rapporto diretto con imprese e cittadini. le nuove regole tecniche del 2025, insieme alle indicazioni di Banca d’Italia e agli orientamenti ispettivi della Guardia di Finanza, rendono sempre più fondamentale un approccio basato sulla valutazione del rischio, fondato sulla conoscenza del cliente e sull’analisi delle operazioni sospette. È importante il confronto operativo con Guardia di Finanza e Banca d’Italia per garantire una formazione concreta e aggiornata dei professionisti. Puntiamo così a rafforzare il ruolo del commercialista come presidio attivo di legalità e collaborazione nel sistema di prevenzione”. Lo ha affermato Maurizio Turrà, consigliere delegato dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Matteo De Lise, in apertura del convegno “La disciplina antiriciclaggio: profili teorici e questioni pratiche”, promosso dalla commissione Antiriciclaggio, che si è svolto a Palazzo Calabritto.

Il colonnello Giuseppe Evangelista, capo Ufficio Operazioni del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli, ha approfondito il tema dell’approccio basato sul rischio nella lotta al riciclaggio, al finanziamento del terrorismo e alla proliferazione delle armi di distruzione di massa. Nel suo intervento sono stati illustrati i principali fenomeni emergenti, i rischi più ricorrenti e le nuove tendenze riscontrate nell’attività investigativa e operativa svolta sul territorio.

Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione dei sistemi di prevenzione e all’importanza della collaborazione tra autorità e professionisti, chiamati a svolgere un ruolo sempre più centrale nell’individuazione delle operazioni sospette e nella tutela della trasparenza economico-finanziaria.

Di taglio fortemente operativo l’intervento del tenente Giovanni Scialdone, capo Sezione Riciclaggio del Gruppo Tutela Mercati Capitali del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Napoli, che ha illustrato le modalità di pianificazione e svolgimento degli interventi ispettivi antiriciclaggio.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati anche gli aspetti legati alle procedure di contestazione e verbalizzazione, attraverso l’analisi di casi pratici e situazioni concrete che quotidianamente coinvolgono professionisti e operatori economici.

Sul fronte normativo è intervenuto Felice Filodemo (Divisione Vigilanza/AML della Banca d’Italia – Sede di Napoli), che ha approfondito gli obblighi antiriciclaggio dei professionisti, soffermandosi sulle regole tecniche 2025 e sulle prospettive evolutive del sistema di prevenzione. Un focus particolare è stato dedicato agli adempimenti richiesti ai commercialisti, sempre più coinvolti nei processi di verifica, monitoraggio e segnalazione previsti dalla normativa.

Nel corso dei lavori, moderati da Alessandro Lazzarini (presidente della commissione Antiriciclaggio dell’Odcec di Napoli), sono stati analizzati casi pratici e fornite risposte ai quesiti posti dai colleghi presenti. Le conclusioni sono state affidate ad Antonio Minervini.

L’incontro ha confermato l’importanza della formazione continua e del dialogo tra istituzioni, organi di controllo e professionisti per affrontare un contesto in continua evoluzione, nel quale la capacità di valutare il rischio e di interpretare correttamente le operazioni economiche diventa sempre più determinante.

Platini su Maradona: “Più forte perché ha fatto due sport, calcio e basket. Era solo più personaggio di me”

Michel Platini ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Repubblica, rispondendo anche a delle domande su Diego Armando Maradona. I due hanno condiviso i campi della Serie A negli anni ’80 e sono stati paragonati molto ai tempi delle sfide tra Juventus e Napoli. Proprio in merito a questo confronto, il francese si è espresso sul fatto di essere o meno dispiaciuto per non essere mai stato considerato forte quanto Maradona:

“Forse perché ha fatto due sport, calcio e pallacanestro (ride). Diego è stato più personaggio di me, molto atipico. Io sono più ‘normale’, se possiamo dire così. È entrato nella storia politica essendo più un ‘cheguevarista’ più che una persona con una vita normale. Diego è stato un bravissimo ragazzo e tutti gli volevano bene. Le prime parole che ho imparato in Italia era ‘sfida’. Maradona sfida Platini, Zico sfida Rummenigge: voi mi avete insegnato questa parola”.

Platini ha anche parlato dei Mondiali del 1986, vinti dall’Argentina di Maradona in Messico, con la Francia che aveva una grande squadra ma che non riuscì ad arrivare in finale: “È un rimpianto, perché eravamo la squadra più forte. Ma io ho giocato mentre Diego è andato in Argentina a prepararsi per il Mondiale. Furbo eh, ha fatto bene e ha vinto”.

Napoli, Spalletti vuole portare Lobotka alla Juve: la situazione

Spalletti vuole Lobotka. La Juventus lo segue con attenzione, ma non può esercitare la clausola da 25 milioni di euro, perché è valida solo per l’estero. Quindi il Napoli potrà fare qualsiasi richiesta al club bianconero. Il contratto in scadenza il 30 giugno 2027 impone delle riflessioni, ma si tratta comunque di una trattativa in salita. Lo riferisce la Gazzetta dello Sport:

“Teoricamente la situazione contrattuale di Lobotka potrebbe fungere da assist per la Juventus, perché il suo contratto scade nel 2027 e in passato lo slovacco sembrava intenzionato a cambiare aria. Con l’addio di Antonio Conte e l’arrivo di Massimiliano Allegri in panchina la sua posizione è però molto più aperta a un prolungamento, ma in ogni caso ci sarebbe da convincere il patron Aurelio De Laurentiis, oltre al diretto interessato.

I bianconeri non possono infatti appellarsi alla clausola rescissoria da 25 milioni di euro inserita nel suo contratto e valida fino a metà luglio, in quanto riservata esclusivamente a club esteri. Ergo, alla Signora servirebbe trattare direttamente con il club ed è probabile che il Napoli fissi l’asticella a 30 milioni di euro nel caso in cui la Juventus bussi alla porta. Insomma, la strada si può tranquillamente descrivere come tortuosa e in salita”.

RIOT. Il primo EP di El Ninho prod Sau27

Giovane artista della scena rap napoletana indipendente, El Ninho, classe 2001, arriva su tutte le piattaforme digitali con il suo primo EP “Riot” prod Sau27, realizzato negli spazi di Paradise Studios. Sei tracce dirette e visive: la sua scrittura trasforma emozioni crude in immagini nitide, quasi cinematografiche, con parole in italiano e in napoletano che incrociano flow serrati, raccontando un percorso fatto di rivalsa, cambiamento e ricerca personale. Nella sua produzione, Sau27 rende potenti i suoni mettendo insieme atmosfere dark, melodie incisive e ritmiche dinamiche, che costruiscono un set incandescente per “Oslo”, “Pura cocaina”, “Huracán” feat Jelecrois prod Sau27 e Matra, “Ninho Dubrazil” feat Dubrazil, “Agg fatt l’oss”, “Riot”.
Nella costruzione del suo percorso artistico, El Ninho ha portato la sua musica sul palco di uno dei più grandi eventi dedicati al rap, Plug MI – The Urban Culture Festival 2025; e negli studi di “Nuova Scena 3”, il celebre rap show di Netflix.
«Nella vita si vince e si perde e questo succede a chiunque e ovunque. Ciò che conta è non perdere di vista il focus: il mio è quello di costruire un mio percorso sano nel mondo della musica – racconta El Ninho –. Sono in un team che è davvero famiglia, nel senso di cura, condivisione di ideali e passioni, condivisione del tempo che riempiamo con parole e suoni. Insieme qualche passo importante lo abbiamo fatto. Gli ultimi due, in ordine di tempo, sono il mio EP “Riot”, con Sau27 che ha lavorato senza sosta; e la partecipazione a “Nuova Scena” con i coach Guè, Geolier, Fabri Fibra e Rose Villain, mostri sacri del rap nazionale e internazionale, che per me è stata non solo una bella botta di adrenalina ma anche l’ennesima occasione per imparare, oltre ogni giudizio». 

Studenti da tutta Italia diplomati senza mai mettere piede in un’aula. Blitz della finanza su un istituto paritario a Caserta, Acerra e Orta di Atella

Oggi sono cominciati gli esami orali per i diplomandi in tutta Italia. Ma un istituto campano aveva escogitato un modo per rilasciare diplomi anche a chi non avesse mai messo piede in un’aula.

I finanzieri, su delega della procura di Nola, hanno eseguito un sequestro preventivo nei confronti di una società di capitali con sede legale a Caserta e sedi operative ad Acerra e Orta di Atella, attiva nel settore della formazione paritaria. Il provvedimento del gip ha bloccato l’intero patrimonio aziendale.

Le indagini hanno portato anche all’emissione di un avviso di conclusione delle indagini preliminari per nove persone. La procura ipotizza per loro i reati di associazione per delinquere e falso in atto pubblico, finalizzati al rilascio di diplomi di idoneità alla frequentazione della classe quinta della scuola secondaria di secondo grado.

L’istituto paritario con sede ad Acerra, al centro dell’inchiesta, era di fatto un ‘diplomificio’ e attirava numerosi studenti, quasi sempre residenti fuori Regione ma con domicilio nel napoletano. I giovani, provenienti per lo più da Lombardia, Sardegna e Piemonte, erano attratti dalla prospettiva di un agevole superamento delle prove d’esame. Gli inquirenti hanno ascoltato circa 80 studenti e acquisito documentazione nel corso di perquisizioni e sequestri.

Dalle verifiche sarebbe emerso che buona parte degli studenti non si è mai recata presso l’istituto a sostenere gli esami. La documentazione relativa alle prove sarebbe stata falsamente predisposta dagli indagati. Gli investigatori hanno riscontrato numerose criticità negli atti acquisiti: somiglianza fra le firme apposte dai candidati, elaborati privi dell’identificazione dell’autore o del tutto mancanti, aule non idonee ad accogliere la presenza fisica di tutti i candidati riportati come presenti alle prove d’esame.

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