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Brucellosi, Oliviero: “Tutelare animali con vaccini”

“Sono qui a Grazzanise come socio di un’associazione che si chiama ‘Amici della Bufala’, che è un’associazione che vuole difendere questo animale che è patrimonio economico della nostra terra. Difendere la bufala vuol dire difendere tutta la filiera che vi gira attorno.

La Regione deve approntare un piano di sostegni per gli allevatori”. È quanto ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero, intervenuto oggi, per la presentazione ufficiale dell’associazione Amici della Bufala, che si batte contro gli abbattimenti dei capi affetti da brucellosi con la richiesta di tornare alla vaccinazione, al Borgo rurale Appio a Grazzanise, nel Casertano, terra di allevamenti bufalini: solo nel territorio grazzanisano e nei comuni limitrofi di Castel Volturno, Cancello e Arnone e Santa Maria la Fossa, si contano 400 allevamenti della bufala campana, da cui si ricava la pregiata mozzarella di bufala campana dop.

Nel Casertano c’è l’80% di tutto il patrimonio bufalino italiano, circa 200mila bufale, di cui il 15,4% malato di brucellosi o comunque presente in allevamenti con animali infetti. Gli abbattimenti riguardano infatti anche i bufali sani che vivono accanto a quelli malati. Fino al 2014 era concesso agli allevatori di vaccinare i capi, e l’incidenza della malattia era scesa ai minimi (riguardava poco più dell’1% delle bufale), poi la facoltà è stata cancellata e si è puntato solo sugli abbattimenti, e la curva dei contagi è tornata a crescere.

“Ci sono opinioni divergenti nella comunità scientifica – aggiunge Oliviero – ma se è possibile vaccinare bisogna farlo per difendere questo animale importantissimo per il territorio.

Si tutelano cani, gatti, uccelli, e non si fa nulla per la bufala. Perciò siamo qui” conclude. Domenico Fenizia, presidente della neonata associazione, spiega che “dal 2007, quando la Regione presentò il nuovo piano di eradicazione della brucellosi, ad oggi, sono stati abbattuti nel Casertano 80mila capi bufalini (13mila solo nel 2020, ndr), con tantissimi soldi spesi, ovvero 3mila euro per capo. Il piano prevedeva anche le vaccinazioni, che costano molto meno e consentono all’allevatore di riutilizzare la bufala guarita, ma poi la possibilità di vaccinare è stata accantonata”.

Ad oggi sono i distretti bufalini del Casertano dove si contano decine di focolai: c’è quello di San Marcellino con 31 focolai in 80 aziende coinvolte, quello di Capua, con 18 focolai in 133 aziende di allevamento, e quello di Cancello e Arnone con 19 focolai e 68 aziende.

Scherma, presentati i campionati italiani a Napoli

Torna il grande sport a Napoli: dal 4 al 6 giugno infatti ci saranno i campionati italiani assoluti di scherma a squadre.
Si tratta del primo evento nazionale per la scherma dopo le chiusure dovute alla pandemia e anche la competizione più vicina alle Olimpiadi di Tokyo, al via il 24 luglio.
La scherma mancava da quasi 15 anni a Napoli, ha ricordato l’organizzatore Diego Occhiuzzi, ex schermidore e oggi presidente dell’associazione Milleculure.

Il PalaVesuvio di Ponticelli, struttura finanziata di recente con i fondi delle Universiadi, ospiterà tre giorni di gare.

Intervenuti Maurizio Randazzo, vicepresidente vicario della Federazione italiana Scherma e l’assessore Comunale allo Sport Ciro Borriello.

Morto l’operaio ferito nel porto di Salerno, due anni fa aveva sconfitto la leucemia

Non ce l’ha fatta Matteo Leone, il giovane operaio rimasto schiacciato ieri da un carrello elevatore al porto di Salerno. Nonostante gli sforzi dei medici dell’ospedale salernitano, il suo cuore ha smesso di battere in nottata.

Il trentenne era molto conosciuto in città, grande tifoso della Salernitana e portatore di San Matteo e di Sant’Anna. Due anni fa sembra che avesse anche sconfitto la leucemia, tanto che sui social, in occasione dei suoi ultimi compleanni, aveva anche invitato i suoi amici a donare un piccolo contributo in favore dell’Ail.

Sconcerto e dolore in tutta la comunità, soprattutto del centro storico dove il giovane era molto noto. Cordoglio anche da parte del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli il quale ha espresso “alla famiglia, agli amici ed ai colleghi di lavoro il cordoglio dell’Amministrazione Comunale per la morte di Matteo Leone. La tragica fine del giovane lavoratore portuale addolora tutta la nostra comunità. Ogni morte sul lavoro è straziante ed inaccettabile. E rende urgente la verifica dell’accaduto insieme al massimo impegno per la prevenzione e la sicurezza”.

Ancora da chiarire le cause che hanno provocato l’incidente.

Emergenza rifiuti a Pianura, la richiesta al Prefetto: “Guardie ambientali volontarie e videosorveglianza”

Guardie ambientali volontarie e installazione di telecamere di videosorveglianza contro gli sversamenti illeciti di rifiuti.

E’ questa la proposta che arriva dal consigliere regionale Marco Nonno che ha chiesto aiuto, insieme ai comitati e alle associazioni che operano sul territorio di Pianura, popoloso quartiere napoletano, al Prefetto.

Sul territorio, nelle principali piazze e vie del quartiere ci sono vere e proprie discariche a cielo aperto dove si concentrano rifiuti urbani differenziati e non, che vanno oltre la capacità di contenimento dei cassonetti spesso non svuotati.

E poi sversamenti illeciti di rifiuti ingombranti e speciali diventati ormai una vera piaga del territorio.

Glaucoma, arriva una nuova tecnica chirurgica per la cura della patologia: il laser Subcyclo

Una malattia silenziosa che però può portare danni irreversibili alla vista se non diagnosticata per tempo. Stiamo parlando del glaucoma; in Italia ne soffrono 1.000.000 di persone, e 1 su 2 non ne è consapevole. La Clinica Ruesch di Napoli in collaborazione con il suo Partner per l’Oculistica Ellegi Medical ha introdotto in occasione della settimana mondiale del glaucoma una nuovissima tecnica chirurgica per la cura del GLAUCOMA.

Ma che cos’è il glaucoma? 

Risponde il Dott. Luigi Conti Primario di Oculistica della Villa Stabia di Castellammare e accreditato come Chirurgo presso la Clinica Ruesch.

Il laser SubCyclo è una tecnica sicura, efficace e avviene in day surgery; indicata per i vari stadi del glaucoma che può ridurre o far sospendere la cura farmacologica.

Come spiega il Dott. Lucio Zeppa – Primario di Oculistica dell’ Ospedale Moscati di Avellino e accreditato come Chirurgo presso la Clinica Ruesch.

Tra i primi ad eseguirla, in Campania anche il Dott. Vito Turco, Chirurgo accreditato presso la Clinica Ruesch e Responsabile della Chirurgia e Patologia Vitreo Retinica presso l’ Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.

In Ruesch ci si è allineati in anticipo alle più recenti linee guida sancite dalla Società Europea del Glaucoma che definisce la tecnica SubCyclo come alternativa chirurgica non invasiva per la cura di questa patologia.

Come sottolinea il dott. Rodolfo Lo Schiavo Elia – Chirurgo Accreditato presso la Clinica Ruesch.

Minacce a Saviano e Capacchione, condannato boss dei Casalesi

Dopo la lettura della sentenza ha abbracciato il suo legale, commosso. A 13 anni di distanza da quel proclama di odio e minaccia, lo scrittore Roberto Saviano ha visto condannati gli autori di quella iniziativa che, di fatto, portò all’innalzamento della scorta a cui è sottoposto ancora oggi.

Un proclama criminale che prendeva di mira anche la giornalista Rosaria Capacchione. I giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Roma hanno inflitto due condanne, riconoscendo l’aggravante del metodo mafioso al reato di minaccia. Dopo una camera di consiglio di circa due ore, i giudici hanno condannato ad un anno e sei mesi il boss dei Casalesi, Francesco Bidognetti (detenuto in regime di carcere duro) e ad un anno e due mesi il suo difensore, l’avvocato Michele Santonastaso.

I giudici hanno, invece, assolto con la formula ‘per non avere commesso il fatto’ il terzo imputato, l’avvocato Carmine D’Aniello, difensore dell’altro storico boss del gruppo criminale casertano, Antonio Iovine. “Questa sentenza dimostra che in clan non sono invincibili”, ha commentato dopo il verdetto Saviano.

Tenta di soffocare la madre per avere soldi: arrestato

Dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia un 21enne del quartiere napoletano di Soccavo arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli. La scorsa notte il giovane ha preteso dai genitori del denaro.

Il bisogno di acquistare stupefacenti lo ha reso violento e ha così aggredito la madre, spintonandola e tentando più volte di soffocarla. Ha poi minacciato e aggredito anche il padre.

Quando i militari sono arrivati lo hanno immediatamente bloccato e arrestato.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori aveva già minacciato i genitori e per questo gli era stato già imposto l’allontanamento dalla casa familiare. Misura che ha poi violato.

Phishing bancario e associazione a delinquere: 7 arresti a Torre Annunziata

In data odierna la Polizia di Stato, a conclusione di una complessa e articolata attività investigativa finalizzata al contrasto dei crimini finanziari in danno di ignari correntisti bancari, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata (NA), in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, ha proceduto all’arresto di sette persone, tutte residenti a Torre del Greco, gravemente indiziate dei reati di frode informatica e di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di tali frodi.

Contestualmente si sta procedendo all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal medesimo GIP su richiesta di questa Procura della Repubblica per un importo di euro 94.700, pari al totale delle somme di denaro indebitamente introitate dagli autori dei reati per cui si procede.

Gli arrestati, appartenenti ad un sodalizio criminale sedente sul territorio di Torre del Greco (NA), ma operante su tutto il territorio nazionale, erano dediti al phishing bancario di ultima generazione i cui proventi venivano monetizzati presso sportelli ATM della città metropolitana di Napoli.

L’indagine trae spunto da un normale controllo operato su strada nei confronti di un indagato trovato in possesso di un gioiello di valore, acquistato online con i proventi di una frode.

Quella che apparentemente poteva sembrare una semplice truffa, fin dai primi accertamenti effettuati, ha mostrato i complessi risvolti e le problematiche tecnico investigative ad essa correlate.

Il coordinamento investigativo tra la Polizia Postale di Napoli, il Commissariato PS di Torre del Greco e la Aliquota della PS della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica, ha permesso di individuare gli odierni arrestati quali autori dei reati informatici.

L’attività investigativa del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni ha consentito di ricostruire il modus operandi degli indagati all’esito anche di approfonditi accertamenti tecnici, delineando uno scenario estremamente esteso del fenomeno, consentendo, tra l’altro, di individuare diverse vittime sull’intero territorio nazionale.

Le indagini hanno consentito di disvelare una struttura criminale molto complessa sia sotto il profilo organizzativo che tecnologico.

I truffatori, attraverso una stabile organizzazione, riuscivano a procurarsi liste di numeri telefonici di ignari destinatari della frode online — phishing, per poi inviare, agli stessi, sms (smishing il fenomeno tecnico) ai quali faceva seguito una telefonata effettuata da falsi operatori bancari, con chiamate provenienti apparentemente dal Numero Verde / Servizi Bancari.

Le attività tecniche hanno permesso di riprendere ed intercettare gli indagati mentre effettuavano le varie operazioni fraudolente, anche mentre erano ospiti di un albergo nel centro della capitale e dove si accingevano a monetizzare i proventi.

Queste frodi perpetrate attraverso lo “Smishing-Vishing” consistono nel ricevere comunicazioni che sembrano provenire dalla propria banca, che invitano il cittadino ad accedere al proprio conto on-line mediante un web-link.

Lo “smishing” in particolare si concretizza attraverso messaggi sms malevoli che, per una mera affinità semantica, si collocano in coda ad altri messaggi autentici ricevuti dalla banca; tali sms contengono link di rinvio a pagine di phishing dove l’utente, ritenendo di operare sulla pagina veritiera, è indotto ad inserire le proprie credenziali bancarie consegnando così i propri dati ai cyber-criminali.

La tecnica del vishing invece consiste nel contattare la potenziale vittima tramite una chiamata telefonica nella quale un finto operatore di banca, attraverso raggiri ed argomentazioni capziose, la persuade a fornire i codici dispositivi del proprio rapporto finanziario; è frequente, nel corso di tali chiamate, che il truffatore prospetti alla vittima la necessità di ottenere il suo codice al fine di bloccare alcuni tentativi illeciti di prelievo operati da terzi.

Sfruttando questo momento di incertezza i criminali ottengono le credenziali di accesso ai conti correnti che subito dopo provvedono a svuotare.

La frode è particolarmente subdola poiché le chiamate sembrano arrivare dal numero della propria banca, da qui l’appellativo di “Alias” e, parlando con un operatore, il correntista è convinto di trovarsi in un ambiente favorevole, nella sua cosiddetta “comfort zone” ed abbassa il proprio livello di allerta.

La frode si concludeva poi attraverso i complici che procedevano agli incassi fraudolenti con ingenti prelievi di somme di denaro presso ATM abilitati all’incasso con modalità cardless.

L’attività di indagine ha consentito di accertare il compimento di 92 frodi e di ricostruire l’importo del danno complessivo cagionato alle vittime identificate, pari ad euro 94.700,00. Contestualmente alla emissione della misura cautelare, il GIP si è dichiarato incompetente, avendo ritenuto la competenza delle Procure Distrettuali di Napoli e Roma, alle quali saranno tempestivamente trasmessi gli atti, avendo ravvisato la configurabilità, in luogo del reato di cui all’art. 493 ter c.p. originariamente contestato, di quello di cui all’art. 640 ter c.p.

Tamponi gratuiti alla stazione di Napoli, test anche per clochard e immigrati

Da oggi a Napoli la Croce Rossa offre ai cittadini la possibilità di effettuare gratuitamente il tampone antigenico.

Lo stand è stato allestito nello spazio antistante l’ingresso della stazione Centrale con il supporto di Ferrovie dello Stato che ha messo a disposizione gratuitamente gli spazi.

La postazione è operativa 7 giorni su 7 dalle 10.30 alle 14.30 fino al 30 settembre e non è necessaria la prenotazione né la prescrizione medica, basta mettersi in fila.

L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto ‘Increasing Covid-19 Mobile Testing Capacities’, finanziato dalla Commissione Europea con 35 milioni di euro, per sette Paesi tra cui l’Italia, ed è gestito dalla Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa con lo scopo di potenziare l’attività di screening della popolazione più vulnerabile nei Paesi maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria da COVID-19, tra cui l’Italia.

La Croce Rossa stima di poter effettuare tra i 300 e i 400 tamponi antigenici al giorno ma è pronta ad aumentare l’attività in caso di necessità.

L’iniziativa, come ha spiegato il presidente del comitato napoletano della Croce Rossa italiana, Paolo Monorchio, è rivolta anche alle comunità di stranieri che vivono nei quartieri a ridosso della stazione

Da gennaio già 26 vittime sul lavoro in Campania: sindacati in piazza

Dal 1° gennaio al 19 maggio 2021 sono state 26 le vittime sul luogo di lavoro9 soltanto nel mese di gennaio. Lo stesso numero delle vittime registrate in agricoltura, una in meno di quelle registrate in edilizia (10). Le altre vittime nel settore dei servizi pubblici e privati (4), nei trasporti (2), nei servizi (1), nelle forze dell’ordine (1). Una vera e propria strage, se si pensa che nello stesso periodo dello scorso anno, le vittime furono 13.

Si allarga anche la fascia d’età, arrivando addirittura sopra gli 80 anni, come nel caso dell’incidente occorso ad un agricoltore di 83 anni di Solofra, in provincia di Avellino, morto schiacciato sotto il trattore. Si muore soprattutto nella fascia d’età tra i 51 e i 60 anni (9 vittime) e nella fascia 61/70 (8 vittime). Quattro le vittime tra i 41 e i 50 anni, tre in quella 30/40 anni e una nella fascia 71/80 anni. Tra le vittime, anche una donna di 50 anni, morta in un incidente stradale mentre a bordo del suo furgone in provincia di Caserta.

Diciamo basta ai morti sul lavoro, chiediamo al Governo di mettere in campo strumenti ed azioni concrete per fermare questa strage” dicono le segreterie di Cgil, Cisl, Uil e di Feneal Uil, Filca Cisl Fillea Cgil Campania presentando la giornata di mobilitazione in programma mercoledì 26 maggio 2021, dalle 10:00 alle 12:30 in piazza Plebiscito a Napoli, nei pressi della Prefettura.  A Napoli la manifestazione, che avrà carattere regionale, vedrà la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, dei delegati e delle delegate provenienti dai territori.

In piazza, ci sarà un flash mob durante il quale verranno letti i nomi e le storie delle vittime in Campania, con la testimonianza dei familiari, mentre su un tappeto verde di 3 metri per 2, contornato da caschetti e rose rosse verranno affisse le foto dei 10 morti in edilizia. Quella di Napoli sarà una delle sei piazze scelte dai tre sindacati di categoria (Alessandria, Ancona, Bergamo, Palermo e Roma) nelle quali ci saranno presidi e sit-in unitari.

Tra le principali richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali l’attuazione della patente a punti, strumento importante per la selezione e la qualificazione delle imprese, premiando le aziende che dimostrino di essere regolari e sicure; l’emanazione del decreto attuativo del Durc di Congruità (documento unico di regolarità contributiva) come indicato dalle parti sociali dell’edilizia; l’incremento dell’organico preposto alla vigilanza e alla tutela nei cantieri; l’aumento dei controlli nei luoghi di lavoro; più azioni di contrasto al lavoro irregolare e nero; il rafforzamento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, del ruolo degli Rlst di settore e dei tecnici per la sicurezza impegnati negli Enti paritetici; il riconoscimento della condizione di “lavoro usurante” per il pensionamento degli edili e relativa uscita anticipata dal mondo del lavoro con 30 anni di contributi; l’applicazione del contratto edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere per assicurare uguali prestazioni ed uguali diritti e contrastare il dumping secondo il principio “stesso lavoro, stesso contratto”; il rafforzamento della prevenzione attraverso maggiore formazione; una collaborazione più stringente con il sistema della bilateralità edile. In merito al Codice degli appalti, respingiamo ogni tentativo di destrutturazione delle regole e delle tutele. No alla liberalizzazione del subappalto, che favorirebbe il dumping contrattuale e ridurrebbe le tutele e le procedure poste oggi a garanzia della legalità e della trasparenza. Vaccinazioni per tutti i lavoratori della filiera, i lavoratori in appalto, subappalto e somministrazione, garantite dalle imprese affidatarie o committenti. Sul rischio amianto chiediamo il rafforzamento della prevenzione, attraverso maggiore e diffusa informazione, sensibilizzazione e formazione. Un’adeguata sorveglianza sanitaria per gli ex-esposti all’amianto e finanziamenti certi per la ricerca per la cura delle malattie dovute all’amianto; formazione adeguata, anche attraverso il sistema degli Enti bilaterali di settore, dei lavoratori di imprese non specializzate per la rimozione dell’amianto.