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Covid 19, in Campania numeri alti ma cala percentuale sui tamponi

Restano sotto quota 4mila i nuovi positivi in Campania, ma il dato di 3657 nuovi contagiati resta comunque allarmante. Anche se la percentuale dei nuovi positivi rispetto ai tamponi è in netto calo rispetto a ieri. Come le persone che manifestano sintomi, 430, tra le quali alcune hanno dovuto ricorrere alle cure in ospedale. La percentuale degli asintomatici risale oltre il 90% ed è considerevole aanche oggi il numero dei guariti, 1169, seppure molto inferiore a quello di ieri.

Di sguito il Bollettino completo:​

Positivi del giorno: 3.657
di cui:
Asintomatici: 3.227
Sintomatici: 430
Tamponi del giorno: 23.479

Totale positivi: 121.942
Totale tamponi: 1.331.959

​Deceduti: 75 (*)
Totale deceduti: 1.160

Guariti: 1.169
Totale guariti: 25.643

​* Deceduti tra il 3 e il 17 novembre

​Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656
Posti letto di terapia intensiva occupati: 200
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**)
Posti letto di degenza occupati: 2.259

* Posti letto Covid e Offerta privata

Scontri a Santa Lucia con la regia della camorra, 9 indagati dalla Procura

Sono la devastazione e il saccheggio, aggravati dalla matrice camorristica e dalla finalità terroristica-eversiva, le ipotesi di reato della Procura di Napoli che indaga sugli scontri avvenuti a Napoli il 23 ottobre, nell’area ntistante la sede della regione campania.  E’ quanto i magistrati dello speciale pool costituito dal procuratore Giovanni Melillo. Quella sera molte centinaia di soggetti di diversa estrazione, insolitamente insieme, misero a ferro e fuoco la zona circostante il palazzo che ospita la sede della Giunta Regionale della Campania. I decreti di perquisizione riguardano nove persone a ciascuna delle quali gli agenti della Polizia di Stato (Squadra Mobile, Digos e Polizia Postale), i carabinieri del Ros e i carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, hanno sequestato, tra l’altro, indumenti, telefoni cellulari e supporti per la memorizzazione di dati, come schede SD, alla ricerca di informazioni che possano essere utili a ricostruire la genesi di quanto accaduto quella sera dell’entrata in vigore del “coprifuoco” indetto dal governatore Vincenzo De Luca per fronteggiare il crescente contagio da Coronavirus.

Osihmen, tampone negativo e risananza alla spalla: in forse col Milan

E’ rientrato Italia a ora di pranzo Victor Osihmen l’attaccante del Napoli reduce da un infortunio rimediato con la sua nazionale. Si è recato subito a Roma per gli accertamenti a Villa Stuart per verificare lo stato della spalla destra che tiene in apprensione il Napoli in vista delle prossime partite. Tampone negativo e risonanza magnetica, entrambi effettuati nella clinica della Capitale e nelle prossime ore i risultati che determineranno i tempi di recupero. Resta in dubbio per la prossima sfida con il Milan di campionato.

Il monito di Mattarella: “Contro l’epidemia reti di reciproco sostegno”

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo in videoconferenza alla sessione di apertura della XXXVII assemblea annuale dell’Anci, ha posto l’accento sull’esigenza della collaborazione e della convergenza in un periodo storico così difficile come quello segnato dalla pandemia da Covid-19. Di seguito l’intervento integrale del Capo dello Stato.
“Rivolgo un saluto di grande cordialità al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente della Regione, alla Sindaca di Roma, al Presidente dell’ANCI Lazio.
Ringrazio il Presidente Bianco; ringrazio il Presidente Decaro per l’invito. Rivolgo a lui un saluto particolarmente cordiale e, attraverso di lui, a tutti i sindaci d’Italia.
Le modalità di questa assemblea sono anch’esse un segno delle difficoltà che stiamo affrontando, ma allo stesso tempo esprimono la comune volontà di andare avanti, di contrastare l’epidemia, di consolidare le reti di reciproco sostegno, di porre le basi per la ripartenza del nostro Paese.
Come il Presidente Bianco ha avuto poc’anzi la cortesia di ricordare, in questi anni del mio mandato sono sempre stato presente all’assemblea dell’Anci, e vi tenevo ancor più quest’anno.
Avete scelto come tema: “L’Italia al passo dei sindaci”: ne risulta evocata una constatazione e, insieme, un auspicio. Avete camminato molto in questi mesi tra i vostri concittadini colpiti, condizionati, allarmati dal diffondersi del contagio. Il “passo” degli amministratori locali, a partire da quelli dei Comuni più piccoli, si è rivelato una risorsa quanto mai preziosa per l’intero Paese.
Siete stati il presidio più prossimo ai bisogni immediati delle persone, delle famiglie, delle attività imprenditoriali e commerciali in affanno. I Comuni e i loro servizi sono divenuti il primo punto di riferimento e il primo supporto; hanno consentito al sistema delle istituzioni di stare accanto a quanti chiedevano aiuto; hanno contribuito ad arginare le conseguenze sociali della crisi sanitaria.
Si è posto in azione un capitale di risorse, di esperienze, di capacità, che dobbiamo alla dedizione con cui tante donne e tanti uomini, come amministratori, pongono al servizio della cittadinanza intelligenza ed energie e lo dobbiamo alla tradizione autonomistica del nostro Paese, che nasce dal sentirsi comunità nell’ambito municipale.
I Comuni hanno affrontato – e stanno affrontando – un sovrappiù di sfide, di aggravi e di responsabilità. Nei confronti di chi li guida, e di chi svolge al loro interno ruoli di opposizione, desidero manifestare sentimenti di riconoscenza, che so essere condivisi dai nostri concittadini.
Gli esempi, poc’anzi ricordati dal Presidente Decaro, sono rappresentativi, emblematici di tanti comportamenti generosi da parte dei sindaci.
Un pensiero commosso rivolgo ai sindaci, agli assessori, ai consiglieri comunali – purtroppo non pochi – che hanno perso la vita a causa della malattia da Covid e che, fin quando han potuto, hanno continuato a impegnarsi per organizzare al meglio la vita nel paese o nel borgo, per rassicurare le persone, per affrontare le improvvise e impreviste difficoltà.
Non dovremo mai dimenticare il dolore delle tante vite spezzate. E dovremo sempre esprimere riconoscenza per l’impegno generoso, e sovente instancabile, di tanti medici, infermieri e addetti alle varie funzioni della sanità: la considerazione nei loro confronti è massima, come lo è stata nel corso della prima fase dell’epidemia.
Questo virus è ancora in parte sconosciuto, ma, tra gli altri aspetti, ci rendiamo conto che tende a dividerci. Tra fasce di età più o meno esposte ai rischi più gravi, tra categorie sociali più o meno colpite dalle conseguenze economiche, tra le stesse istituzioni chiamate a compiere le scelte necessarie – talvolta impopolari – per ridurre il contagio e garantire la doverosa assistenza a chi ne ha bisogno.
Il pluralismo e l’articolazione delle istituzioni repubblicane sono e devono essere moltiplicatori di energie positive, ma questo viene meno se, nell’emergenza, ci si divide.
Dobbiamo far ricorso alle nostre capacità e al nostro senso di responsabilità, per creare convergenze e collaborazione tra le forze di cui disponiamo perché operino nella stessa direzione. Anche con osservazioni critiche, sempre utili, ma senza disperderle in polemiche scomposte o nella rincorsa a illusori vantaggi di parte, a fronte di un nemico insidioso che può travolgere tutti.
La libertà rischia di indebolirsi quando si abbassa il grado di coesione, di unità tra le parti. E’ questa la prima responsabilità delle istituzioni democratiche, a tutti i livelli, e questa è la lezione che la pandemia ribadisce con durezza.
Vorrei parlare anche di un altro aspetto di questa dialettica, che talvolta può rimanere in secondo piano: quel che ciascuno di noi cittadini può e deve fare per la sua comunità.
Vi sono le norme, le ordinanze, le regole dettate e applicate dalle istituzioni. Ma, insieme, è necessario l’impegno convinto di ciascuno di noi. La responsabilità personale, che in larga misura abbiamo apprezzato nei mesi scorsi.
Dobbiamo, tutti, adottare i comportamenti di prudenza suggeriti: le mascherine, l’igiene, il distanziamento, la scelta di fare a meno di attività e incontri non indispensabili.
Non per imposizione, non soltanto per suggerimento o per disposizione delle pubbliche autorità ma per convinzione. Liberi, e per questa ragione appunto, responsabili.
Con senso di responsabilità verso gli altri e anche verso se stessi. Per convenienza se non si avverte il dovere della solidarietà.
Nessuno si lasci ingannare dal pensiero “a me non succederà”: questo modo di pensare si è infranto contro casi innumerevoli di disillusione, di persone che la pensavano così e sono state investite dal coronavirus.
Abbiamo dovuto – e purtroppo dobbiamo tuttora – piangere la morte di tante persone; di ogni età, anche tra i giovani. E non dobbiamo dimenticarcene, per rispetto nei loro confronti.
In questa occasione, desidero dunque rivolgere – questa volta attraverso i sindaci – un nuovo appello ai nostri concittadini perché ci si renda conto, tutti, della gravità del pericolo del contagio che sta investendo l’intera umanità, ovunque, mettendo in difficoltà e bloccando la normalità della vita in gran parte dei Paesi in tutti i Continenti.
In questi giorni i Comuni possono ricorrere al potere sindacale di ordinanza prevedendo disposizioni più puntualmente legate alle condizioni del loro territorio rispetto a quelle nazionali o regionali. La salute è un diritto fondamentale. Il dovere di difenderla richiede che non si esiti ad assumere le necessarie decisioni.
Proprio muovendo da questa esigenza si manifesta il bisogno di un più stretto raccordo fra i livelli di governo che sono impegnati a fronteggiare l’emergenza; così da non pregiudicare la coerenza complessiva delle azioni e delle strategie poste in essere.
In questo senso, è importante che i prefetti e i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica sostengano – come avviene – i sindaci e le autorità sanitarie locali nel garantire l’efficacia di misure di distanziamento e, dove richiesto, di chiusura di determinate aree.
Le difficoltà hanno provocato incomprensioni, che talvolta hanno reso ruvide le relazioni tra i diversi livelli di governo. Il principio di leale collaborazione istituzionale, che i Comuni conoscono bene e praticano – a partire dalla stessa Anci – resta la direttrice su cui costruire costantemente le linee efficaci per superare la crisi in atto, rifuggendo dalla tentazione di lasciare ad altri le responsabilità delle più difficili decisioni. La cooperazione e l’assunzione di responsabilità sono apprezzate dai cittadini e generano fiducia, perché tutti sanno che una partita come questa si vince soltanto insieme e che nessuno può pretendere di avere ragione da solo.
Di cooperazione abbiamo bisogno per superare l’emergenza sanitaria, e ne abbiamo bisogno per ripartire progettando un domani sereno. E i Comuni, sentinelle della coesione – secondo la bella definizione dell’Anci – ne avvertono pienamente l’esigenza.
I Comuni, storici fondamenti di prossimità, sono anche veicoli di innovazione nella vita amministrativa, sociale ed economica.
La pandemia ha modificato i ritmi della nostra vita, ha inciso su tempi e luoghi di lavoro e con essi sull’uso di spazi e infrastrutture, pensati e costruiti per altre esigenze. Appartiene alla Repubblica saper leggere i segni dei mutamenti, e saper creare i percorsi affinché gli obiettivi di libertà, giustizia, coesione sociale, che la Costituzione ci affida, trovino applicazione nel tempo nuovo.
Dobbiamo essere protagonisti del cambiamento, e non succubi degli eventi.
Ai Comuni, espressione delle rispettive comunità, compete la responsabilità di essere intelligenti artefici del loro futuro.
I nostri territori recano i segni della rivoluzione industriale, vissuta in particolare nel secondo dopoguerra, con tutto il loro portato sociale, compresi gli squilibri causati dalle migrazioni interne, dall’accelerato urbanesimo, dallo spopolamento di aree rurali e montane.
Negli ultimi decenni le innovazioni nel manifatturiero e nelle fabbriche hanno già largamente cambiato il volto delle città. Ora la pandemia ci sta abituando a nuove modalità di lavoro e di produzione, che pongono in discussione il modello degli addensamenti urbani per come li abbiamo conosciuti. In discussione è l’alta concentrazione di risorse umane, intellettuali e finanziarie in spazi relativamente ristretti, per passare a una riorganizzazione residenziale su basi diverse che può interessare altri territori.
Anche l’offerta di servizi, pubblici e privati, cambia con il mutare della domanda. I nostri centri abitati sono, in realtà, creature viventi: nel corso del tempo crescono, si espandono, si assottigliano; si modifica la loro stessa vocazione prevalente. Da quanto sta avvenendo possiamo trarre la spinta per un rilancio e per un miglioramento del nostro sistema sociale.
I Comuni sono la frontiera di questa sfida che riguarda tutto il Paese. Le nuove economie, i nuovi modi di produzione e distribuzione, la rete dei servizi ai cittadini possono essere ripensati per rispondere a bisogni sociali nuovi, evitando le diseconomie che ereditiamo da modelli precedenti.
In questa prospettiva quei centri, e quelle aree interne, che non hanno partecipato adeguatamente alle precedenti fasi di sviluppo, e anzi ne hanno sofferto svantaggi, possono riscoprire e valorizzare tutto il loro patrimonio ambientale e culturale.
Le potenzialità sociali ed economiche di questi territori, per esprimersi appieno, hanno ovviamente bisogno di una progettualità regionale e nazionale.
Richiedono scelte eque e lungimiranti nella realizzazione – doverosamente veloce – della rete digitale, un miglioramento dei servizi di mobilità, una valorizzazione dei beni storici, artistici, paesaggistici, un deciso potenziamento dello stesso welfare di comunità, in modo da affrontare con una visione integrata i bisogni di cura e di assistenza.
Decisivo per la ripartenza del Paese, e per quell’idea di sviluppo sostenibile che l’Unione Europea ha deciso di porre al centro delle sue politiche, è ovviamente la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, e dunque il potenziamento delle infrastrutture di comunicazione tra territori, tra enti, tra cittadini e servizi. Superare il divario digitale è oggi condizione per rispettare quel principio di uguaglianza e quei diritti di cittadinanza, che sono garantiti dalla Costituzione.
Sarà la premessa di un rilancio anche economico, e una opportunità per tanti territori. E quindi una grande occasione per un Paese come il nostro, che ha proprio nelle diversità parte rilevante del suo grande patrimonio.
L’innovazione coinvolge, e coinvolgerà sempre più, anche i centri maggiori, le metropoli che sono agli snodi delle reti principali. Sempre più la qualità della vita, dell’aria che respiriamo, del lavoro che facciamo nostro, del tempo che liberiamo, incideranno sugli stessi indici di sviluppo. Così come già accade per la difesa della salute, che richiede rafforzamento della medicina territoriale, sostegno alla ricerca, crescita nella cultura della prevenzione e stili di vita più sani.
Su questa direttrice si muove l’Unione europea, che si sta assumendo responsabilità importanti in questo passaggio storico e finalmente si mostra, come in altri momenti di crisi del Continente, all’altezza dei suoi compiti.
Il Recovery Plan segnerà i prossimi anni. I Comuni dovranno essere parte importante di questa ripartenza che può restituire alle giovani generazioni opportunità che rischiavano di venir meno. È un contributo significativo quello fornito dall’Anci con “Città Italia”.
Investire bene vuol dire compiere scelte, guardando lontano e attuandole velocemente.
Il passo dei sindaci, come dite. Che devono rispondere al bisogno quotidiano dei cittadini, dare avvio a lavori e investimenti locali perché sono carburante essenziale in questa fase, e al tempo stesso progettare, senza egoismi di parte o territoriali – come ricordava il Presidente Decaro -, le grandi infrastrutture materiali e immateriali decisive per sospingere il Paese in una nuova stagione di modernità. Una modernità che vogliamo più sostenibile.
Stiamo fronteggiando una grave epidemia. Ma abbiamo davanti a noi anche una sfida storica e l’opportunità di ripensare quel che vogliamo essere.
All’impresa di riprogettare l’Italia siamo chiamati tutti, senza esclusioni. I Comuni, di questa impresa, rappresentano motore essenziale. Grazie per il vostro impegno e auguri”.

 

Lavoratori Eav in agitazione,”lotto” quotidiano per gli utenti della circumvesuviana

47 e 39. Non sono da giocare al lotto, ma numeri relativi alle corse della circumvesuviana soppresse tra ieri e oggi dall’Eav, per il rifiuto da parte dei dipendenti di svolgere gli straordinari, in questo periodo di emergenza dovuta alla pandemia.

Un’altra giornata complicata quindi per pendolari e viaggiatori che si servono della Circmvesuviana

Nello specifico dieci riguardano la tratta Napoli-Sorrento, cinque la Napoli-Baiano, quattro la Napoli-Poggiomarino, sedici la Napoli-Sarno e quattro la Napoli-San Giorgio, via Centro Direzionale. Solo alcune delle corse cancellate sono state sostituite con autobus. Scoperte dal servizio di supporto le tratte tra la stazione di porta Nolana e i comuni di Ottaviano, Ercolano, Pomigliano.

Lo stato di agitazione del personale in servizio a bordo dei treni, come detto, è motivato dal rifiuto di fare straordinari. All’origine il mancato accordo sugli aumenti in busta paga. Probabili nei prossimi giorni ulteriori soppressioni di corse dei treni  “Mi vedo costretto a non subire passivamente quello che diventa un vero e proprio ricatto” il commento del presidente di Eav, Umberto de Gregorio.

Migranti sbarcati nella baia di Nerano, effettuati i tamponi

Soni sbarcati nel cuore della notte nella baia di Nerano 16 migranti provenienti dalle coste africane. Stamattina sono stati effettuati i tamponi per rilevare eventuali presenza di contagiati da Sars Cov-2.  Hanno un’ età tra i 20 ed i 22 anni. Hanno toccato terra nella serata di ieri a Marina del Catone, frazione di Massa Lubrense, in penisola sorrentina. L’esame è stato fatto dai responsabili della Asl, nel pomeriggio i tamponi saranno processati. Il sindaco Lorenzo Balduccelli si è recato in Municipio dove i migranti, tra cui due donne, hanno trovato ospitalità su brandine nella sala comunale. Successivamente saranno portati al commissariato di Polizia a Sorrento per l’identificazione. “Solo uno di loro parla un poco d’inglese – ha dichiarato il sindaco Balducelli – sono di origine iraniana e irachena, ben vestiti, educati. Le forze dell’ordine, tutte attivate, stanno cercando di capire quale sia l’organizzazione che li ha portati fin sulla spiaggia della nostra costiera”. Con il sindaco è al comune di Massa Lubrense il comandante dei carabinieri della stazione di Sorrento, ma ci sono anche i responsabili della Guardia di Finanza, gli uomini della Polizia di Stato. Attivi anche il personale della Protezione Civile di Massa Lubrense, coordinati da Rosario Acone, che da ieri sera sono stati in prima fila per tutte le operazioni di accoglienza.

Tampone sospeso, al via nel rione Sanità l’iniziativa solidale

Del caffè sospeso ne è a conoscenza il mondo intero, ma la solidarietà napoletana non si è fermata a quello.

La pandemia e tutto ciò che ne è conseguito anche in termini di lacune dell’assistenza sanitaria ha dato spunto per il tampone sospeso, iniziativa che ha preso il via questa mattina nella basilica di San Severo a Capodimonte, nel rione Sanità.

L’idea è della Fondazione Comunità di San Gennaro, dell’associazione sanità diritti in salute, in collaborazione con la Terza Municipalità.

Le modalità per l’adesione le spiega Mario Donatiello, della fondazione comunità di san gennaro

La Basilica di San Severo a Capodimonte è stata trasformata, per l’occasione, in un ambulatorio ed è stato predisposto un percorso di entrata e uscita.

Dopo aver rispettato il protocollo (misurazione della temperatura, consenso informato, sanificazione delle mani), le persone sono indirizzate all’interno della struttura per sottoporsi al test per verificare eventuale positività al coronavir. A effettuare i test personale medico che ha aderito all’iniziativa su base del tutto volontaria, come spiega Angelo Melone, presidente di Sanitàò diritti in salute

Lezioni on line per il progetto “Sii saggio, guida sicuro”

L’Associazione Meridiani, nel rispetto delle norme e del buon senso, ha rinviato la
manifestazione conclusiva dell’ottava edizione del progetto Sii Saggio, Guida
Sicuro.
L’Associazione ha deciso di continuare l’educazione al rispetto delle regole
stradali attraverso lezioni a distanza da tenere agli studenti del territorio campano,
prevedendo, come sua consuetudine, la premiazione dei migliori elaborati.
Il coordinamento didattico e scientifico dell’iniziativa è stato affidato a Ada
Minieri, Vicepresidente dell’Associazione Meridiani e a Alfonso Montella, Professore
Ordinario di Sicurezza Stradale all’Università di Napoli Federico II e Presidente del
Comitato Scientifico dell’Associazione Meridiani coi quali collaboreranno dirigenti,
funzionari ed operatori delle Forze dell’Ordine.
Alfonso Giarletta, Event Manager dell’Associazione Meridiani, annunciando
l’iniziativa ha affermato: “Tra i Paesi che durante l’emergenza Coronavirus
registrano la maggiore riduzione di incidenti stradali mortali primeggia ’Italia con
un lusinghiero -70%. Secondo i dati forniti dalla Polizia Stradale sono state le misure
molto severe adottate dalle istituzioni responsabili a ridurre sensibilmente le vittime
stradali. In effetti l’Italia è stato il primo Paese ad aver imposto il divieto di
circolazione se non per motivi di necessità. Ma lo stato di necessità finirà e i
comportamenti futuri dovranno tenere conto dei valori sociali ed umani, di rispetto
per la vita, la salute, l’integrità fisica ed il rispetto per l’ambiente, che oggi sono
evidenziati dal contrasto all’epidemia. Per questi motivi l’Associazione, nata e
rafforzatasi negli anni per sostenere cultura ed impegno sociale dei giovani,
assieme a docenti, tecnici, esperti, ha deciso ad investire tempo e volontari.

 

Nasce BCC Servizi Assicurativi, Amedeo Manzo nominato presidente

Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea avvia un nuovo percorso nel comparto assicurativo e dà vita a BCC Servizi Assicurativi, hub assicurativo dedicato alle 132 BCC aderenti al Gruppo e ai loro territori.
La nascita di BCC Servizi Assicurativi fa seguito alla riorganizzazione del modello di business del Gruppo sull’intero fronte assicurativo, avviata già lo scorso anno, dove BCC Servizi Assicurativi rappresenta il cuore e il nuovo punto di partenza dell’intero modello, abbracciando sia il comparto della bancassicurazione che quello delle coperture istituzionali.
BCC Servizi Assicurativi permetterà altresì di apportare numerosi vantaggi a tutte le realtà del Gruppo, favorendo anzitutto l’efficientamento dei processi commerciali e operativi per le BCC e avvalendosi dell’azione coordinata con le Agenzie territoriali di riferimento delle Banche dislocate a livello nazionale. A tal proposito BCC Servizi Assicurativi ha rilevato recentemente le partecipazioni dell’Agenzia di riferimento per il Sud Italia, l’Agenzia Mocra, creando quindi un primo polo per il comparto assicurativo del Gruppo Iccrea nel Mezzogiorno.
Il ruolo di BCC Servizi Assicurativi sarà inoltre strategico per il presidio dei rapporti con i partner assicurativi, istituendo così un unico interlocutore. Infine, la nuova azienda sarà essenziale per creare un centro di competenza dedicato alle normative afferenti al settore assicurativo e alla promozione dell’innovazione e della semplificazione tecnologica.
“Con BCC Servizi Assicurativi il Gruppo Iccrea accresce le sue risorse per il territorio, in un mercato caratterizzato da una crescente domanda di welfare e protezione – ha commentato Mauro Pastore, Direttore Generale di Iccrea Banca – Il business assicurativo rappresenta, oggi più che mai, una leva centrale per lo sviluppo delle Banche. L’attuale crisi sanitaria causata dal Coronavirus, nonché i cambiamenti degli stili vita dei singoli e delle famiglie, attribuiscono alla banca un ruolo di primo piano nella gestione dei servizi assicurativi, assegnandole una responsabilità nell’innovazione dei modelli di offerta e nella loro multicanalità. Il nostro obiettivo, per questo, è di supportare le BCC con un approccio consulenziale a 360 gradi insieme ad una maggiore digitalizzazione dei processi”.
“BCC Servizi Assicurativi rappresenta un centro di competenza verticale per l’intero Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea – ha aggiunto Amedeo Manzo, Presidente di BCC Servizi Assicurativi e di BCC di Napoli – uno snodo fondamentale per assecondare il lavoro di ogni BCC sul territorio e accrescere la loro gamma d’offerta. Una leva per essere costantemente un punto di riferimento per la propria clientela, sviluppare ulteriori percorsi di business competitivi e andare incontro alle nuove esigenze del mercato. Questa iniziativa consentirà a tutte le Banche di Credito Cooperativo aderenti al Gruppo Bancario Iccrea di poter coniugare le filosofie cooperative a favore dei soci e clienti con l’efficienza che il terzo millennio ci chiede. Il nostro obiettivo è quello di raddoppiare la raccolta premi nel settore danni in 3 anni fornendo alle singole Bcc i migliori prodotti di mercato nell’interesse di soci e clienti. Con Bcc Servizi Assicurativi il Gruppo Bancario Iccrea accresce le sue risorse per il territorio, in un mercato che, anche a causa del virus, è sempre più caratterizzato da una maggiore domanda di welfare e di protezione con il comparto assicurativo che, oggi più che mai, rappresenta una leva centrale per lo sviluppo sostenibile delle banche”.

 

 

 

Covid 19, in Campania risalgono sopra 4mila i nuovi positivi

Sono 4.079 – 3643 asintomatici – le persone risultate positive al Covid nelle ultime 24 ore in Campania su 25.110 tamponi esaminati. E’ quanto rende noto l’Unità di crisi della Regione Campania. 37 le persone decedute in 3 giorni, da 13 al 15 novembre e 785 i guariti. ;Questo il report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656; Posti letto di terapia intensiva occupati: 192; Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (posti letto Covid ed offerta privata); Posti letto di degenza occupati: 2.190.