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Maltempo, si apre voragine in via Caracciolo: sotto il marciapiede c’è il vuoto

Guardate queste immagini realizzate dopo il maltempo di queste ore: il vento a oltre cento chilometri orari dei giorni scorsi ha spazzato via la pavimentazione del marciapiede di via Caracciolo, nella zona di fronte agli chalet, pochi metri prima del Molo Luise. Le mattonelle sono volate via come carta, invadendo la carreggiata ma quello che sconcerta è cosa abbia rivelato questa circostanza: sotto al marciapiede c’è il vuoto. Negli anni il mare ha scavato una vera e propria grotta con il risultato che la pavimentazione poggia sul nulla. Quella voragine si sarebbe potuta aprire da un momento all’altro, magari sotto ai piedi di una copia che spingeva un passeggino, o di uno dei tanti che percorrono ogni giorno quel marciapiede per fare jogging. Cosa c’è sotto quella pavimentazione, dunque? Non si può attendere una sorta di tsunami per scoprire i pericoli che quotidianamente corrono i cittadini a loro insaputa, in una città trappola che sta iniziando a mietere le prime vittime innocenti e che sembra non riuscire a risollevarsi a causa di incuria e insipienza amministrativa.

 

Commercialisti, focus su previdenza e welfare il 6 novembre ad Aversa

AVERSA – Martedì 6 novembre 2018 alle ore 15, presso la sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord (via A. Diaz, 89), si terrà un focus di approfondimento su previdenza, welfare e assistenza sanitaria.

All’incontro, moderato da Guido Rossi, vicepresidente dell’Ordine, interverranno Luigi Pagliuca, presidente nazionale della Cassa di Previdenza dei Ragionieri; Paolo Longoni, consigliere d’amministrazione della Cnpr; Roberto Bianco, delegato territoriale dell’ente previdenziale.

“L’analisi delle strategie adottate dagli enti previdenziali per garantire la sostenibilità dei fondi con l’erogazione della previdenza e dell’assistenza  sarà analizzata nel corso del dibattito” ha sottolineato Antonio Tuccillo, numero uno dell’Odcec Napoli Nord, che introdurrà i lavori. “L’Odcec di Napoli Nord ha previsto, per questa occasione, la presenza dei funzionari della Cassa di Previdenza – ha aggiunto – che potranno informare, esaminando i piani contributivi, anche con apposite simulazioni e proiezioni, per i singoli professionisti”.

2 novembre, il Cardinale Sepe contro i camorristi: “Danno la morte e poi la ricevono”

Anche per il 2 novembre il maltempo ha imperversato sulla città di Napoli. Nella giornata della festa cristiana della commemorazione dei defunti la pioggia battente ha reso difficile alle persone recarsi ai cimiteri sulle tombe dei propri cari. A celebrare la messa in suffragio dei morti nella chiesa del cimitero di Poggioreale il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, durante l’omelia ha ricordato la speranza dei fedeli di Gesù Cristo, che con la sua passione di croce, morte e risurrezione, inaugurò il regno eterno di Dio Padre. Un pensiero particolare al giovane Davide, 21 anni, morto di ritorno dall’Università per il crollo di un albero.

Il cardinale ha anche stigmatizzato la nuova recrudescenza violenta della camorra, ben tre omicidi nelle ultime due settimane.

Sul fronte civile omaggiate dalle istituzioni civili, militari e delle forze dell’ordine le tombe delle giovani vittime della tragedia autostradale del melarancio, di Annalisa Durante, vittima innocente di criminalità e dei presidenti della Repubblica Enrico De Nicola e Giovanni Leone. Intervenuto l’assessore ai cimiteri Ciro Borriello.

Il genio Escher in mostra al Pan di Napoli fino al 22 aprile

IMMAGINI DI ANTONIO COSCIONE

Una mostra che ha battuto tutti i record di presenze e che ora per la prima volta arriva a Napoli. Resterà fino al 22 aprile al palazzo delle arti di via dei mille la retrospettiva Escher: duecento opere del grande artista olandese. Giochi di specchi e di prospettiva fanno da cornice all’esposizione che si fregia della presenza di quattro dei suoi lavori più rappresentativi. Relatività, Vincolo d’unione e Giorno e notte. Ma soprattutto, Metamorfosi

Federico Giudiceandrea, oltre a essere il proprietario di alcuni dei capolavori in mostra, ha curato la mostra insieme a Mark Velduysen. Entrambi hanno preso parte alla presentazione dell’evento, con l’assessore alla Cultura del comune di Napoli, Nino Daniele, che ha promosso la mostra

“Il 91% dei comuni italiani a rischio danni per il maltempo”

NAPOLI – “L’Italia si conferma un Paese ad alto rischio calamità naturali ed i danni da essi derivanti hanno raggiunto livelli insostenibili. Se non si provvede a dare avvio ad un circolo virtuoso di risk management, intriso di attività di prevenzione e protezione dei nostri territori, oltre a prevedere una copertura assicurativa misto pubblico-privata, saranno sempre più ridotte le possibilità di ottenere risarcimenti celeri ed adeguati”. E’ quanto afferma Antonio Coviello, ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Iriss e professore di marketing assicurativo nell’Università S.O. Benincasa di Napoli.

“Il  91% dei comuni italiani è in aree soggette a pericolosità da frana o idraulica. In particolare, oltre l’80% della superficie della Valle d’Aosta è a pericolosità da frana, ma fanno riflettere anche il 19,6% della Campania, il 16,1% del Molise e i 1.538 chilometri quadrati della Lombardia, che in termini percentuali rappresentano solo il 6,4% del territorio.

Le alluvioni colpiscono soprattutto le pianure. È per questo che l’Emilia Romagna ha a rischio il 45% del proprio territorio, poi seguono la Toscana con il 12% e la Lombardia con il 10%”, commenta Coviello, riportando i dati dell’ultimo studio dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).

“In Italia i danni da calamità naturali sono in media di oltre 3 miliardi l’anno.  In totale, per tutti gli eventi catastrofali del 2017 registrati nel nostro Paese, si stima che il settore assicurativo abbia risarcito circa 385 milioni, una cifra che riflette il grado di diffusione ancora contenuto della copertura. Chi risarcisce i restanti miliardi di danni subìti? In teoria lo Stato, ma purtroppo quasi mai è stato così, per la nota carenza di fondi. La garanzia e la certezza di ristoro dei danni, con una gestione dello Stato, può avvenire solo attraverso un sistema di coperture assicurative, così come avviene con successo già in tanti altri Paesi”, ha spiegato il ricercatore del Cnr-Iriss, che coordina un gruppo di lavoro interdisciplinare in seno all’Istituto napoletano che studia da un decennio il fenomeno, pubblicando anche un libro dal titolo “Calamità naturali e coperture assicurative”, presentato anni orsono anche in Parlamento, allorquando si dibatteva di prevedere una “assicurazione obbligatoria”.

“Le esposizioni assicurate contro i rischi catastrofali in Italia per l’anno 2018 (riferiti al volume premi incendio), per quanto riguarda i rischi commerciali, sono stimate a circa 650 miliardi per il terremoto (+8% rispetto al 2017) e a 700 miliardi per l’alluvione (+11% rispetto al 2017). In pratica, si contano circa 400.000 rischi commerciali assicurati contro il terremoto, 340.000 contro l’alluvione e si presume che molti di questi ultimi siano assicurati anche contro il terremoto (Fonte PERILS).  Per quanto riguarda i rischi residenziali l’esposizione complessiva è pari a circa 130 miliardi per il terremoto (+14% rispetto al 2017) e a 67 miliardi per l’alluvione (-16% rispetto al 2017), e si contano circa 388.000 rischi residenziali assicurati contro il terremoto, 119.000 contro l’alluvione”, spiega l’esperto.

Tenuto conto delle esposizioni a entrambi gli eventi catastrofali rilevati (terremoto e alluvione), le regioni che hanno contribuito più di tutte alla crescita delle esposizioni rispetto al 2017 sono il Piemonte, la Puglia e la Campania.

Specificamente al terremoto, invece, le regioni che hanno maggiormente contribuito alla crescita delle esposizioni  sono la Lombardia e l’Emilia Romagna.

“Proprio a dimostrazione che i rischi catastrofali sono in aumento soprattutto in Italia, con riferimento al solo rischio alluvionale, l’EIOPA (l’Autorità europea assicurativa) propone la   degli scenari relativamente al rischio alluvionale (c.d. “flood”)”, riferisce Coviello.

La Legge di bilancio 2018 (commi 768-770) ha introdotto delle importanti novità in tema di incentivi fiscali per quanto riguarda le assicurazioni contro il rischio di eventi calamitosi a copertura delle abitazioni. In particolare, a partire dal 1° gennaio 2018, per tali polizze è stata introdotta una detrazione Irpef del 19% del premio (senza limiti di importo) e l’esenzione dello stesso dall’imposta di cui alla legge n. 1216 del 1961 (che era pari al 22,25%).

“La misura introdotta potrà rivelarsi un primo passo per contrastare la scarsa propensione dei cittadini italiani ad assicurare la propria casa contro i rischi legati a eventi catastrofali”, spiega l’esperto; “se infatti alla fine del 2016 appena il 2% del patrimonio abitativo italiano risultava assicurato contro il terremoto e le alluvioni, tale percentuale a fine marzo 2018 (e quindi in un arco temporale di soli 3 mesi) risultava già in lieve crescita (2,5%) e si ritiene vi abbia contribuito proprio la novità contenuta nella Legge di bilancio”, conclude il ricercatore.

Martucci, la pizza servita in un luogo che racconta Napoli… e spunta il tavolo social

Dopo l’esperienza ventennale del padre Antonio, Fabio Macchitelli presenta la nuova avventura imprenditoriale nel cuore del Vomero: Pizzeria Martucci. Il locale, in via Santa Maria della Libera 5, fa tesoro dell’eredità familiare della Pizzeria Michele in via Martucci, reinterpretandola in una chiave contemporanea e giovanile.

“Vogliamo che sia una pizzeria innovativa. L’idea è quella di un luogo diverso, un po’ un museo di arte moderna che ogni mese ospiterà su una parete dedicata una nuova mostra ma chiaramente dedichiamo grande attenzione alla pizza. Nella parola Martucci è contenuta la parola art: vogliamo unire l’arte della location all’arte nel piatto”, racconta Fabio Macchitelli, entusiasta del nuovo progetto in un quartiere diverso da Chiaia, dove gestisce con successo non solo la Pizzeria ma anche il Salotto Martucci. La nuova apertura segna infatti una svolta nell’attività familiare, poiché i due locali si uniranno sotto l’unico nome di Pizzeria Martucci. In menu, tra le pizze “art” c’è la Cicolime, leggera e fresca, con cicoli imbevuti nel lime e provola.

Tra le novità introdotte nella sede del Vomero spicca l’intuizione del tavolo social: un grande tavolo quadrato da dodici posti dove far accomodare non solo gruppi di amici, ma soprattutto persone che tra loro non si conoscono; uno stimolo a staccarci dallo schermo dei cellulari per tornare alla convivialità di un pasto in compagnia. Un’idea di accoglienza calorosa, dalla forte matrice napoletana, come forte è lo spirito identitario che si respira all’interno delle sale. “Abbiamo scelto alcuni simboli della napoletanità e li abbiamo inseriti nell’ambiente: ad accogliere i clienti, ad esempio, la riproduzione di un tipico vascio dei quartieri antichi di Partenope a cura di Diego Loffredo, che ha scattato anche le foto esposte in sala”, continua Macchitelli.

Il progetto del locale è a cura di Raffaele De Bartolomeo, già designer di Salotto Martucci e della prima sede di Pizzeria Martucci. “Dai binari del tram che portava gli scugnizzi al mare a Mergellina, al forno che riproduce il Castel dell’Ovo, qui tutto parla di Napoli – racconta Bartolomeo –. L’arredamento è stato interamente disegnato e creato ad hoc per questo ambiente dal mio studio Raro Design. Nessun prodotto è di serie, ad eccezione delle sedie di produzione italiana”.

Alle pareti i bassorilievi di Luigi Barricelli ritraggono la sirena Partenope, la moka napoletana, il Cristo Velato, lo sciuscià e trasportano immediatamente l’ospite in una Napoli autentica, che fa da cornice a un ambiente caldo e moderno in cui apprezzare la vera arte napoletana, quella della pizza.

L’impasto e la lavorazione seguono la tradizione antica, quella della pizza a rota ’e carretta, quindi larga e sottile, soffice e molto leggera. Il menu è composto da trenta pizze, tra cui ritroviamo i grandi classici della tradizione napoletana ai quali si aggiungono gusti mai sperimentati prima. Tra le novità, la sezione delle “Cremose” e le “Pizze ART”, quelle più elaborate, come il Cappello del Prete – un gustosissimo ripieno di ciccioli e ricotta ricoperto dalla tradizionale margherita –, la Montanara Ripiena e la Tartufata. Ad arricchire la già vasta scelta di pizze, gli antipasti: oltre alla tradizionale frittura, la Pizzeria Martucci propone anche diverse combinazioni di taglieri con salumi e formaggi; dulcis in fundo, le prelibatezze della pasticceria Marigliano per i più golosi.

Stile, accoglienza e tradizione: sembra essere questa la formula vincente della famiglia Macchitelli che, con questa apertura, apre nuovi orizzonti all’attività di famiglia. Dalle materie prime al design, nella Pizzeria Martucci tutto è curato nei minimi dettagli per rendere unica l’esperienza dei clienti, che assaporeranno la vera pizza napoletana in un locale in cui si respira e si percepisce la storia della città.

 

E’ morto Carlo Giuffrè, addio a un gigante del teatro e del cinema italiano

Carlo Giuffré, avrebbe compiuto 90 anni tra un mese, la maggior parte dei quali vissuti sulle tavole del palcoscenico. La notizia della sua morte ha destato grande emozione nel mondo dello spettacolo. Carlo Giuffé era nato a Napoli il 3 dicembre 1928 ed è noto al grande pubblico anche per il suo sodalizio artistico con il fratello Aldo, scomparso ormai nel 2010.

Dopo aver lavorato con i più grandi del teatro e del cinema ha portato in scena i capolavori di Eduardo de Filippo e di Pirandello, sia come attore che come regista, ma anche Piece di Cechov e di Goethe.

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Giuffr%C3%A9

L’ultima sua apparizione sul palco è del 2015, con l’apprezzatissimo adattamento teatrale del film di Steven Spielberg “Schindler’s List”.

In Italia ci vogliono più medici. Consiglio di Stato “boccia” il Ministero sui calcoli per l’accesso alle Facoltà

 

Nei prossimi anni, in Italia, ci vorranno più medici e dunque i calcoli del Ministero su quanti studenti possono avere accesso ai corsi di Laurea sono errati. E’ questo, in parole semplici, il contenuto della pronuncia cautelare del Consiglio di Stato che ha accolto gli appelli promossi dallo studio legale Leone-Fell di Palermo con il patrocinio degli avvocati Vaiano e Vergerio nei quali si evidenziava la discrasia esistente tra il numero dei posti banditi dal Miur per l’accesso ai corsi di laurea in medicina e il fabbisogno italiano di camici bianchi.

I giudici, chiamati a esprimersi per un migliaio di studenti che hanno deciso di non accettare il responso del test di ammissione per Medicina e Odontoiatria, hanno accolto la tesi dei legali che contestavano la corretta determinazione dei posti messi a bando dal Miur, enunciando in maniera ampia e approfondita i principi ai quali il Ministero avrebbe dovuto e dovrà a tal fine attenersi.

Una notizia positiva non solo per i ricorrenti del test svolto nel 2017, ma anche per quelli che nel 2018 hanno provato ad entrare a far parte degli aspiranti medici e che si accingono a fare ricorso.

Per i Giudici, in particolare, è necessaria «una realistica ed accurata proiezione previsionale circa il fabbisogno di medici nelle varie specialità per gli anni a seguire, anche al fine di scongiurare le prevedibili (e previste) prossime carenze del numero dei medici, pari a quelle in atto nel numero di infermieri del SSN» e « l’ovvia conseguenza, per avere disatteso tali criteri e indicazioni, non potrebbe dunque essere diversa da quella ipotizzata nella originaria domanda proposta dai ricorrenti, secondo cui il numero degli studenti da ammettere per l’anno accademico in riferimento è sensibilmente (ed indiscutibilmente) maggiore di quello calcolato negli atti impugnati ».

Ai posti inizialmente banditi dal Ministero (9.100 unità) dovranno aggiungersi, quindi, sia quelli derivanti dal (ri)calcolo del numero di studenti in corso in regola con gli esami da sostenere per ciascun anno accademico, sia quelli banditi per gli studenti extracomunitari, ma non utilizzati.

“La vera svolta – aggiungono i legali Francesco Leone e Simona Fell – è che il Consiglio di Stato ha esteso la ricognizione dei posti considerando anche gli iscritti agli ordini professionali che, di fatto, non esercitano l’attività sanitaria nelle strutture pubbliche o private. Inoltre, questa pronuncia è molto importante anche in prospettiva futura, per gli studenti che hanno partecipato al test del 2018 e che si accingono a contestare la mancata ammissione”.

“Questa storica pronuncia – spiegano i legali- dovrebbe fare suonare un campanello di allarme al Ministero in quanto i Giudici  amministrativi vogliono vederci chiaro sulle modalità di calcolo dei posti messi a bando per i test di accesso a numero programmato. È ormai noto che il numero di posti messi a bando non copre il fabbisogno di medici del Sistema sanitario nazionale e, pertanto, non usufruire dei posti non assegnati non solo lede il diritto allo studio, ma è addirittura controproducente per l’intero sistema.

Il Consiglio di Stato ha chiarito con precisione mirabile quali sono i criteri ai quali il MIUR avrebbe dovuto attenersi nell’individuare i posti da mettere a bando, concludendo nel senso che il numero degli studenti da ammettere per l’anno accademico in riferimento è sensibilmente (ed indiscutibilmente) maggiore di quello calcolato negli atti impugnati”.

Infatti, dalla ricognizione che effettuerà nelle prossime settimane il Ministero si attendono migliaia di posti che gli aspiranti camici bianchi potranno utilizzare per immatricolarsi.

Far West in via Chiatamone, preso autore della stesa dell’8 aprile: è un incensurato

E’ stato arrestato dai carabinieri il presunto autore della ‘stesa’, avvenuta in via Chiatamone a Napoli, l’8 aprile scorso.

L’indagato, un giovane residente a Ponticelli che non ha precedenti penali, nel tardo pomeriggio dell’8 aprile si recò, insieme alla compagna, in uno dei ristoranti del Lungomare di Napoli, affidando il proprio scooter a due parcheggiatori abusivi che gestivano la sosta in via Chiatamone.

Al ritorno però il ragazzo si accorse che il proprio motorino era stato rubato e iniziò a litigare con gli abusivi, colpevoli, a suo dire, di non collaborare alla restituzione del mezzo.

All’esito dell’indagine coordinata dalla settima sezione della procura della Repubblica di Napoli, la compagnia dei carabinieri di Napoli Centro ha eseguito quindi un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il Tribunale di Napoli, nei confronti dell’indagato gravemente indiziato di detenzione e porto illegale di armi.

L’indagine, fa sapere una nota del procuratore della Repubblica Giovanni Melillo, ha permesso “grazie ad attività tecniche e tradizionali di indagine, di ricostruire l’intera dinamica” dell’accaduto.

L’uomo e la donna si allontanarono da via Chiatamone a bordo dell’auto di un conoscente contattato dopo il furto del mezzo, ritornarono poi dopo circa un’ora.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, l’indagato, sceso dall’auto, impugnò una pistola e iniziò a sparare per intimidire i parcheggiatori e fare scontare loro il furto subito, incurante dei numerosi passanti che si trovavano nella zona molto affollata.

“L’esplosione dei numerosi colpi, alcuni dei quali sparati anche ad altezza d’uomo come documentato dai danni riportati da alcune autovetture parcheggiate in quel tratto di strada”, ricorda la procura, ha generato “il panico tra la gente”, che si è riversata sul lungomare, spintonandosi e ribaltando i tavolini all’esterno dei ristoranti.

Il giovane è salito poi a bordo dell’auto con la quale era arrivato ed è fuggito.

La scena è stata registrata dalle telecamere degli impianti di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali, che, studiate dagli investigatori, hanno permesso di risalire al modello dell’auto.

Incrociando questo dato con le targhe catturate dai lettori del Comune di Napoli, si è poi risaliti all’identificazione del conducente del veicolo.

Commercialisti, la contabilità digitale può rappresentare un’occasione di crescita

AVERSA – “Il passaggio dalla contabilità analogica a quella digitale rappresenta una opportunità di crescita per gli studi professionali. Tuttavia, rispetto alle difficoltà che si stanno registrando in ordine all’adeguamento dell’assetto amministrativo-contabile di studi professionali ed aziende, occorre stigmatizzare l’atteggiamento del governo e la sua ‘sordità’ alle istanze formulate da imprese e professionisti finalizzate a prorogare la dead-line di un anno per gli operatori in contabilità semplificata.

La impalpabile mitigazione delle sanzioni prevista dal decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio concorre solo a rendere la pillola ancora più amara”. Lo ha detto Angelo Capone, consigliere delegato della Commissione Imposte Dirette e Indirette dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduta da Antonio Tuccillo, in occasione del forum “Fattura elettronica, il passaggio dal cartaceo al digitale” promosso presso la sala delle conferenze della sede di Aversa, in collaborazione con il Gruppo 24 Ore.

“Il nuovo obbligo della fatturazione elettronica riguarderà tutti soggetti Iva italiani dal 1° gennaio 2019 e rappresenta un nuovo tassello da aggiungere al processo di digitalizzazione che sta interessando il nostro Paese”, ha evidenziato  Diego Musto, consigliere delegato della Commissione Ict. “Allo stato non sono previste proroghe ma è stato annunciato che le sanzioni non saranno applicate per i primi sei mesi dall’entrata in vigore e ci sarà un’estensione fino a dieci giorni per l’emissioni/ricezione della fattura elettronica.  Nel corso dei lavori – ha aggiunto – è stato realizzato anche un focus sulle novità previste dalla Legge di Bilancio 2019”.

Secondo Sandro Fontana, consigliere delegato della Commissione Ict, la Fatturazione Elettronica rappresenta una grande opportunità per riorganizzarsi, offrire realmente servizi innovativi e vivere l’impresa come mai prima d’ora. Un metodo di lavoro nuovo, alla portata di tutti i professionisti ed apprezzato dalle imprese. In effetti, utilizzando in maniera efficacia ed efficiente la fatturazione elettronica, si avrà un notevole risparmio di tempo che potrà essere impiegato vivendo maggiormente l’impresa dei propri clienti.

All’incontro sono intervenuti Pasquale Licito (componente della Commissione di studio Ict dell’Odcec Napoli Nord), Pierpaolo Ceroli e Luisa Miletta (dottori commercialisti di Milano e collaboratori de “Il Sole 24 Ore”).