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Allarme ambientale a Baia, quintali di plastica sommergono la spiaggia della Beata Venerenella

Allarme ambientale sulla spiaggia della Beata Venerenella nella frazione di Baia.

Quintali di plastica, proveniente dal mare sono stati trasportati in superficie dalle mareggiate degli ultimi giorni.

La sabbia, praticamente scomparsa è stata sepolta da bottiglie, buste e spazzatura.

Sintomo questo di un mare inquinato.

Stessa situazione anche sulla spiaggia di Licola e di Bagnoli.

A fare da copertina a questo degrado senza fine la foto del sub Pasquale Vassallo che nelle ultime ore sta diventando virale sui social.

Si tratta dell’urlo agonizzante di un cefalo, immortalato sul fondale marino dei Campi Flegrei a ridosso dell’aerea del Parco archeologico sommerso di Baia che in molti sul web hanno paragonato all’urlo di Munch.

Sott’acqua sono tante le reti abbandonate e quelle abusive e tanti sono gli animali che muoiono per mano dell’uomo ingerendo plastica e spazzatura.

Il sub ai nostri microfoni lancia l’allarme.

http://www.parcoarcheologicosommersodibaia.it/parco.php?id_lingua=it

Le “memorie di viaggio” di Pedro Cano esposte all’Aeroporto di Napoli

Le memorie di viaggio di Pedro Cano, artista spagnolo dedito alla pittura, conosciuto, tra i suoi molteplici lavori, per il ciclo sulle “Città Invisibili”, le “Identità in transito” e i “IX Mediterranei”, sono protagoniste del nuovo allestimento di Spazio all’Arte, rassegna organizzata dall’Aeroporto Internazionale di Napoli – Capodichino all’interno dello scalo partenopeo. Pedro Cano ha inoltre illustrato Agendo 2018 – in viaggio, iniziativa di gesco edizioni, realizzata con il sostegno di Gesac, società che gestisce l’Aeroporto di Napoli. Protagoniste della mostra le opere realizzate dall’artista nei suoi viaggi nei paesi del Mar Mediterraneo, dall’Italia alla Turchia, passando per l’Egitto, la Siria, la Grecia, le Isole Baleari e l’area dalmata.

Ascoltiamo Alessandro Fidato, chief operating office di Gesac.

PEDRO CANO
Nasce nell’agosto del 1944 nella città spagnola di Blanca. Studia all’Accademia San Fernando di Madrid e nel ’69 si trasferisce a Roma all’Accademia di Belle Arti, dopo aver vinto il Prix de Rome all’Accademia di Spagna. Le sue opere, richeste ed esposte in musei di tutto il mondo, raccontano un vissuto ricco di lunghi viaggi e importanti incontri, come quello con lo scrittore Italo Calvino. L”11 novembre 2010 è stata istituita a Blanca la Fundacion Pedro Cano, che raccoglie in uno spazio museale circa duemila lavori dell’artista, tra i quali spiccano i noti “quaderni di viaggio”, preziose testimonianze che documentano le sue esplorazioni intorno al mondo. Cano è stato insignito il 23 gennaio 2013 da papa Benedetto XVI della prestigiosa carica di Membro Ordinario della Pontifica Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon. E’ stato insignito dal re Juan Carlos di Spagna della “Encomienda de Numero de Isabel la Catolica”.

LA MOSTRA

“Spazio all’arte” dedicato a Pedro Cano andrà avanti per tutti i mesi di gennaio e febbraio 2018 al primo piano, area partenze dell’Aeroporto Internazionale di Napoli. Oltre allo scalo partenopeo ad organizzarlo la Fundacion Pedro Cano ed è stata ideata dallo Studio Eikon di Napoli.

Napoli, donna ferita da colpi d’arma da fuoco: era affacciata al balcone

E’ rimasta ferita, per fortuna in maniera non grave, da un proiettile esploso durante una stesa.

Una donna di 57, ieri sera poco dopo le 20, era affacciata al balcone per parlare al cellulare in via Evangelista Torricelli a Pianura, quando ha udito alcuni colpi ed ha avvertito un dolore alla caviglia.

Ha immediatamente verificato di essere stata colpita ed ha chiesto aiuto ai familiari di chiamare un’ambulanza.

E’ stata trasportata all’ospedale “San Paolo” dove i medici l’hanno medicata ed ha raccontato l’accaduto.

Si tratta, verosimilmente, di una ferita provocata da un proiettile di rimbalzo.

Ma cosa è accaduto ieri sera in questa porzione di Pianura sotto il controllo dei Cannavino e in precedenza asfissiata dalla protervia dei Marfella-Pesce?

Lo stanno ricostruendo i carabinieri della compagnia di Bagnoli, che conducono le indagini.

Si tratta con ogni probabilità di una stesa, la dimostrazione di forza di un gruppo criminale, nel quadro dell’assestamento degli equilibri per il controllo dei traffici illeciti in una zona in cui magistratura e forze dell’ordine hanno arrestato capi e gregari delle organizzazioni malavitose.

In questo scenario, Pianura, diventa terra di conquista di nuovi gruppi, sempre più piccoli, magari di giovani assetati di potere e denaro, che esprimono la loro determinazione sparando all’impazzata per strada.

Naturalmente a signora, collaboratrice in una scuola del quartiere, è del tutto estranea a queste logiche. E’ una vittima inconsapevole, che deve ritenersi anche fortunata, molto di più di altri, che hanno avuto sorte peggiore.

Napoli, de Magistris: “300 assunzioni in Comune”

Parlando a margine della cerimonia del cambio ai vertici del comando interregionale dei carabinieri Ogaden, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris ha commentato l’esito del ricorso presentato alla Corte dei Conti, accolto con riserva, annunciando inoltre novità sul fronte dello scorrimento delle graduatorie: “In questo anno lo completeremo, dando il via all’assunzione di 300 persone”.

https://www.youtube.com/edit?o=U&video_id=MybZwqX5wDg

Due stanze (comunicanti). Mostra contemporanea all’Area 24

DUE STANZE (comunicanti) è il titolo della Mostra organizzata dall’Associazione Adrart nell’Area 24 in via Ferrara a Napoli. Esposti insieme prestigiosi nomi dell’arte contemporanea. Getulio ALVIANI, Franco COSTALONGA, Gianni DESSI’, Tano FESTA, Mark KOSTABI, Julio LE PARC, Marino MARINI, Vettor PISANI, Mario SCHIFANO, Shozo SHIMAMOTO, Emilio TADINI, Michele ZAZA. Una piccola esposizione di artisti, solitamene relegati a spazi museali, con lo scopo di diffondere la cultura delle arti visive che hanno contribuito all’identità dell’Italia, derivanti da artisti sia nostrani che stranieri. Le Due Stanze simboleggiano, nell’idea degli organizzatori, spazi di confronto, una linea didattica per la costruzione di un piccolo Museo contemporaneo invitando fruitori come giovani artisti, critici, collezionisti a mettersi in discussione con i Grandi dell’Arte, uno spazio che può essere inteso come quello di una casa ubicata in un angolo della ferrovia, di una città che si nasconde dietro il folclore dei colori strappati ad una Napoli che canta la sua internazionalità. Le opere saranno spesto nell’Area 24 fino al prossimo 23 febbraio.

La poetica della globalizzazione, se poetica ne ha ancora da mettere in versi, influenza il gusto estetico dei collezionisti, dei teorici degli spazi sterili. Oggi area24 si affaccia ai linguaggi di artisti internazionali per indurre lo spettatore alla rivisitazione, alla riflessione sull’esposizione stessa: Cosa è un’Opera, perché collezionarla. La collettiva espone differenti opere dalla pittura, alla fotografia, al disegno, alle litografie, questo è un modo per indicare la visione didattica all’approccio con l’arte, dunque il nuovo collezionista non deve essere limitato ad un unico topos estetico; Della Rossa punta alla fruibilità sociale, collettiva, alla sensibilizzazione storica attraverso i diversi lavori di artisti internazionali: Alviani, Costalonga, Dessì, Festa, Kostabi, Le Parc, Marino Marini, Vettor Pisani, Schifano, Shimamoto, Tadini, Zaza.

Le città hanno una propria industria culturale che rende possibile la collocazione dell’identità costituita della metropoli, da un po’ di anni con gli enti istituzionali rappresentanti la cultura visiva, seguite dalle gallerie private, la città di Napoli sceglie più volte di mostrarsi inserita nei linguaggi globali dell’arte.

La verità, la realtà, il gusto per il bello, le mode indotte, quale sarà la scelta estetica di mettere in mostra l’internazionalità? Area24 punta alla conoscenza e all’informazione culturale, aprendo Le Stanze (comunicanti) ai nuovi appassionati e storici amanti dell’arte.

http://www.adrart.it/

Taglieggiavano allevatori di bufale riducendoli sul lastrico: tre arresti a Cancello e Arnone

CANCELLO E ARNONE – Con l’accusa di usura a numerosi imprenditori allevatori di bufale, poi finiti nella morsa dei debiti, sono stati arrestati e posti ai domiciliari un uomo di 75 anni e due figli. I tre risiedono a Sant’Anastasia, nel napoletano. Le indagini della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere hanno attivato i carabinieri della compagnia di Casal di Principe che su ordine del Gip, hanno eseguito i provvedimenti cautelari e hanno sequestrato nell’abitazione degli indagati un foglio manoscritto con le generalità delle presunte vittime, i cellulari e uno schema in bianco relativo alle entrate e uscite.
Secondo gli investigatori l’attività degli usurai sarebbe andata avanti per 10 anni a partire dal 2006. Vittime soprattutto imprenditori del settore dell’allevamento di bufale che hanno i propri allevamenti nel Casertano, in particolare nel comune di Cancello e Arnone. Le indagini sono partite nel 2015 dopo un esposto anonimo arrivato alla stazione dell’Arma a Cancello e Arnone, nel quale venivano indicati nomi di imprenditori stritolai dalla morsa dell’usura.

Nei giorni scorsi a Roma, nella sede del Ministero della Salute, si è tenuto un incontro teso ad avviare ufficialmente le procedure per la stesura e la sottoscrizione dell’accordo programma quadro sulla sicurezza agro-alimentare e la filiera bufalina in provincia di Caserta e nelle altre realtà campane dove sorgono gli allevamenti di bufale.

Un passo avanti importante, anche e soprattutto a favore degli imprenditori allevatori e che tende a mettere al centro del ragionamento il comparto, anche in termini di controllo e tutela, soprattutto per gli operatori.

Con la guerra sulla mozzarella Dop, vinta nelle scorse settimane da quella pugliese che ha ottenuto il riconoscimento, l’intero settore è in grande fermento. Per questo motivo allevatori, imprenditori e Consorzio, sono particolarmente preoccupati e alla luce degli arresti decenti il livello di attenzione è aumentato ancora, in un’economia complessiva di sistema che comunque da anni non riesce ad avere la svolta auspicata.

 

http://www.giustiziacampania.it/

 

Scavi di Pompei: sfregiato l’affresco di Bacco e Arianna

Non c’è pace per gli scavi di Pompei. Dal sito archeologico infatti arriva l’ennesima brutta notizia.

Ignoti hanno danneggiato l’affresco di Bacco e Arianna, presente in una delle domus chiuse al pubblico. La scoperta nel pomeriggio di ieri ad opera dei custodi che hanno segnalato lo sfregio.

Si tratta di una piccola porzione di affresco per il quale il direttore generale del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, ha presentato denuncia ai carabinieri per atti vandalici.

Ascoltiamo Alberta Martellone, funzionario archeologo degli scavi di Pompei.

Mi auguro che vengano presto identificati i responsabili perchè chi compie questi atti ferisce l’Italia e il suo patrimonio culturale, ha spiegato Massimo Osanna, sottolineando anche la necessità di fare di più per tutelare l’area archeologica.

Allarme già lanciato dal soprintendente tempo fa, perchè non è la prima volta che, specie all’indomani di periodi di alta affluenza turistica, si fa la conta dei danni nel sito alle porte di Napoli.

L’aumento del numero dei visitatori, infatti, aumenta anche il rischio di danneggiamenti.

“Un custode ha segnalato alla direzione un atto vandalico in una domus chiusa al pubblico (Regio IX, insula 5, 14-16). A seguito di un immediato sopralluogo dei tecnici del parco archeologico è stato rinvenuto il danneggiamento di una porzione di circa 10 centimetri di un quadretto raffigurante Bacco e Arianna.

La responsabile degli Scavi, Grete Stefani, ha subito presentato denuncia presso la stazione dei carabinieri presente negli Scavi. La direzione ha successivamente mobilitato i propri restauratori per avviare le procedure di recupero e restauro.”

http://www.pompeiisites.org/

Terremoti, scoperta una sorgente di magma sotto l’Appennino

Sotto l’Appennino meridionale, nel Sannio-Matese, esiste in profondità una sorgente di magma che può generare terremoti “di magnitudo significativa”.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, è dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dal Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia.

Nella parte più profonda sotto la crosta terrestre ci sono processi di fusione che producono magma. Questo risale verso la superficie, fermandosi alla profondità compresa fra 15 e 25 chilometri.

La sorgente di magma provoca la fuoriuscita di CO2 di origine profonda e può provocare terremoti.

L’indizio che ha portato a scoprirla è stata la sequenza sismica anomala avvenuta nel Sannio-Matese tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, con magnitudo di massima 5.

L’anomalia era legata sia alla profondità, sia alle forme d’onda.

“La scoperta di un nuovo magma sotto l’Appennino crea ulteriori preoccupazioni per la Campania. Una delle regioni maggiormente esposte al rischio sismico anche per la presenza di vulcani attivi.”

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, rinnovando “l’appello alla Protezione civile nazionale a organizzare prove di evacuazione.

http://cnt.rm.ingv.it/

Violenza al Vomero, baby gang o strategia criminale?

Tre episodi in un lasso di tempo contenuto. Sono gli accoltellamenti avvenuti nel quartiere Vomero tra novembre e dicembre 2017. Scambi di sguardi, liti scaturite per essere di un quartiere diverso, offese a ragazze e violenza gratuita. Dopo l’individuazione dei responsabili dell’ultimo episodio grazie alle videocamere ci si interroga circa la vita notturna del quartiere.

Enzo Perrotta, presidente centro commerciale Vomero-Arenella, vittima di un furto nella sua abitazione nella mattinata della vigilia di Natale, è intervenuto circa gli ultimi fatti di cronaca, ipotizzando una strategia dietro alcuni avvenimenti.

Caso treni Anm, l’assessore Calabrese si difende e attacca

Gli autobus e i treni a Napoli passano con una frequenza molto bassa. Addirittura si fermano del tutto durante le festività. La situazione delle ferrovie tra ritardi e scioperi non è migliore.(vedi Anm)

Le aziende di trasporto rischiano il fallimento un giorno si e l’altro pure.

E questa mattina l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti del è stato costretto ad invitare stampa e televisioni per smentire una notizia che, lanciata sulle colonne di un noto quotidiano, ha avuto un risalto, eccessivo sulle cronache nazionali.

I treni della Linea 6, la cosiddetta metro leggera chiusa nel 2013 dopo il crollo di Palazzo Guevara Gambino alla Riviera di Chiaia, sono troppo larghi per passare nel tunnel.

Una notizia falsa, inesatta.

Una fake news, per restare in linea con il linguaggio social.

L’assessore Mario Calabrese, costretto a radunare i mass media per smentire la notizia, non l’ha presa bene:

“Tutti i treni passano nelle gallerie.

Ogni treno è stato progettato in base all’infrastruttura che dovrà percorrere. Quelli nuovi, quando arriveranno, troveranno la galleria per essere messi in rete e potranno essere manutenuti.

Per i prossimi due anni saranno in esercizio quelli già esistenti, che passano in tutte le galleria come ci passano i treni nuovi.

La Linea 6 della metropolitana napoletana è una delle 25 opere strategiche del Paese, se fosse sbagliata il Governo non le avrebbe messe tra le opere strategiche.

Non c’è nessuna incompatibilità tecnica. I nuovi treni entreranno per la prima volte nella linea dal tunnel di via Campegna”.

Gli fa eco Giuseppe Molisso, project manager di Ansaldo Sts, l’azienda che ha appaltato i lavori della linea 6 e che chiarisce anche sui tempi di entrata in funzione dei treni che collegheranno la zona di Fuorigrotta con Chiaia.