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Napoli, parte il Villaggio contadino Coldiretti

Migliaia di persone stanno affollando già dall’apertura il grande villaggio della Coldiretti sul Lungomare Caracciolo di Napoli. Un percorso di un chilometro e mezzo che l’associazione di categoria ha allestito con stand di produttori da tutta Italia per il primo “Black Friday” della tavola con cibo di strada contadino ed esposizioni ad hoc dove è possibile acquistare direttamente dagli agricoltori, anche quelli provenienti dalle zone terremotate, scoprire le eccellenze del made in Italy ma anche gustare piatti da gourmet con tutti i menu a prezzi stracciati preparati dagli agrichef.

21esima Giornata Nazionale della Colletta Alimentare

Oltre 5mila volontari in Campania (145mila in tutta Italia) inviteranno sabato prossimo, 25 novembre, per la XXI edizione della Giornata nazionale della Colletta Alimentare, a donare alimenti a lunga conservazione che verranno poi distribuiti a strutture caritative impegnate nel sostegno alle persone bisognose (più di 151mila nella regione).

A CortoDino, riflettori puntati sul femminicidio con “Eppure mi ama”

Il tema del femminicidio alla serata finale di premiazione di “CortoDino”, il Festival Internazionale del Cortometraggio dedicato a Dino De Laurentiis, la cui cerimonia di premiazione si è svolta al Cineteatro Politeama di Torre Annunziata.
“Eppure mi ama” è il titolo del corto fuori concorso proiettato durante la manifestazione, diretto e interpretato da Luca Landi, che ha emozionato il pubblico in sala a pochi giorni dal 25 novembre, giorno in cui si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Tre invece i lavori premiati: “Moby Dick”, di Nicola Sorcinelli (di Roma) sul tema della tratta degli esseri umani, giudicato Miglior film italiano e Migliore colonna sonora; “The bad girl” di Ricardo Machado (di Estoril, Portogallo) un horror premiato come Miglior film europeo; “La condanna dell’essere” di Adriano Morelli (di Caserta), una divertente commedia dove si fondono sacro e profano, a cui è andato il titolo di Miglior talento campano.
Alla serata condotta da Gabriele Blair, affiancato sul palco dagli attori e modelli Edda Curcio e Domenico Venti della Freestyle di Pietro Bellaiuto, sono intervenuti il presidente dell’Associazione culturale “Esseoesse” nonché direttore del festival Filippo Germano, il direttore artistico Lucio Ciotola, il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione e il presidente della giuria artistica Ernesto Mahieux. La rassegna internazionale di cinema dedicata alla memoria del produttore cinematografico Dino De Laurentiis, nato a Torre Annunziata e scomparso l’11 novembre 2010, è stata ideata nel 2011 dall’Associazione culturale no profit “Esseoesse” ed ha come obiettivi la valorizzazione culturale e la promozione turistica del territorio. Al festival hanno collaborato, come ogni anno, istituti scolastici superiori di Torre Annunziata, tra cui il Liceo Artistico Giorgio De Chirico, che da alcuni anni ha attivato per i suoi allievi un “Laboratorio di cinema”, numerose associazioni culturali e Proloco dell’area vesuviana. “CortoDino” si avvale inoltre dei patrocini di enti comunali e regionali. Presidente onorario del premio Manolo Bolognini, decano dei produttori italiani, che ha salutato gli ospiti in diretta telefonica.
Nel corso dei suoi sette anni di vita “CortoDino” ha visto raddoppiare le iscrizioni al concorso, arrivando nel 2017 alla cifra record di circa 3.600 iscrizioni con opere pervenute da 120 Paesi del mondo, tra cui 400 dall’Italia.
La consegna dei premi è avvenuta alla presenza di volti noti del mondo dello spettacolo (tra cui Tommaso Bianco, Giacomo Rizzo, Erasmo Genzini e Pio Luigi Piscicelli). Ai vincitori, scelti dal voto di due giurie, una popolare e una artistica presieduta da Mahieux, sono stati conferiti premi e targhe “CortoDino” in pietra lavica lavorata a mano. Undici infine le “menzioni speciali” per i diversi settori artistici e cinematografici.

Movida violenta in zona baretti di Chiaia, de Magistris: “No a militarizzazione quartiere”

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Più pattuglie in strada, anche con agenti in borghese, il perfezionamento della video sorveglianza, l’utilizzo di smartphone per mandare le immagini in presa diretta alla sala operativa della questura, ma nessuna militarizzazione della zona dei baretti di Chaiaia. Sono le misure stabilite nel corso del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuto in prefettura a Napoli dopo la sparatoria di sabato scorso in cui sono rimasti feriti sei giovani. Per far luce sull’episodio, ha assicurato il questore Antonio De jesu, sta indagando la squadra mobile

L’ordinanza varata dalla giunta comunale quindi non subirà variazione. Saranno incrementati i controlli e la presenza di agenti in strada, anche di pattuglie della polizia municipale. Ma non alla militarizzazione del quartieri, assicura il sindaco de Magistris

Giugliano, “Il bosco delle caldaie” per far rinascere la terra inquinata

IMMAGINI DI ANTONIO COSCIONE

Parte da Giugliano in Campania un progetto di riforestazione per la Terra dei Fuochi. In questo lembo sottratto a una discarica, costeggiato da statali che uniscono in un intreccio di degrado e rifiuti due province e 14 comuni, il Comitati Parchi per Kyoto, insieme alle Associazioni di Formazione Idraulici di Genova e Pisa, con il Comune, l’Asi e Legambiente, nasce l’iniziativa “Il bosco delle Caldaie” come conferma il sindaco, Antonio Poziello.
Un boschetto di pioppi, il primo di una lunga serie, negli auspici di chi vuole cambiare il volto a un luogo simbolo di degrado, sede di discariche tossiche illegali, roghi e a affari di camorra. Il presidente del Consorzio Cig Asi, Luigi Russo…
Il Bosco delle Caldaie sorge all’ingresso dell’area Asi, non lontano da alcune delle discariche più tristemente note come Resit e Masseria del Pozzo. Ma a testimonianza che si vuole invertir la rotta c’è anche un altro progetto, come sottolinea il Presidente die Legambiente Campania, Michele Buonomo.

A Giuseppe Vitiello la seconda edizione del contest internazionale #pizzaUnesco

NAPOLI – È Giuseppe Vitiello con la sua ‘pizza Doppia’ il vincitore della seconda edizione del contest internazionale #pizzaUnesco, la gara ideata da Mysocialrecipe (piattaforma di deposito e certificazione di ricette originali) che ha coinvolto 232 pizzaioli da 24 Paesi proprio per sostenerne la candidatura. Ad annunciarlo ieri a Napoli è stata l’ideatrice del contest, Francesca Marino, assieme al Commissario della Camera di Commercio di Napoli, Girolamo Pettrone, nel corso dell’evento spettacolo che si è svolto a Palazzo Caracciolo, trasformato per l’occasione in una ‘piccola Napoli verace’, per rivivere il folklore della città simbolo della pizza nel mondo.
Un evento promosso per sostenere il riconoscimento Unesco dell’arte del pizzaiolo napoletano come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Tra lo sventolio del bucato steso ad asciugare sui fili, artisti circensi sul palco e forni sempre accesi per sfornare la tonda più amata dai food lover, la serata ha registrato un vero e proprio sold out, coinvolgendo in primis i dieci finalisti, giudicati da Enzo Vizzari, Allan Bay, Giorgio Calabrese, Eleonora Cozzella, Fiammetta Fadda e Scott Wiener. Non solo grandi maestri campani, uniti nel segno della creatività e della qualità; a contendersi il titolo di vincitore del concorso sono stati anche talentuosi rappresentanti dell’arte bianca sparsi per il Pianeta, dagli Usa all’Australia, dai Paesi Bassi al Marocco, dalla Russia alla Grecia, che hanno inviato le loro creazioni tonde su www.mysocialrecipe.com, per un totale di 374 pizze in gara. Artigiani esperti, spesso giovani, ognuno con caratteristiche diverse ma tutti accomunati dalla continua voglia di innovarsi: c’è chi si impegna a divulgare la cucina italiana in Australia, come Giovanna Alberti, unica lady tra i finalisti, e chi invece da cento anni tramanda di padre in figlio la passione per questa arte sul territorio stesso, come Salvatore Grasso, al comando di una delle quattordici pizzerie centenarie di Napoli; c’è chi è partito da Fuorigrotta per girare il mondo fino ad arrivare nella Grande Mela e aprire un ‘tempio’ della pizza napoletana oltreoceano (Ciro Iovine) e chi dopo un decennio da filmmaker tra Inghilterra, Italia, Olanda e Belgio ha deciso di convertire il proprio studio a Rotterdam in una sorta di pizzeria “dopo lavoro” (Vincenzo Onnembo). Ma sono tanti altri i custodi di questo antico mestiere, che da garzoni sono diventati veri ambasciatori e, con Mysocialrecipe, protagonisti assoluti del contest (tra cui Gennaro Battiloro, Raffaele Bonetta, Francesco Pone, Carlo Sammarco e Clemente Valentino). A sbaragliare tuttavia la concorrenza, è stato Giuseppe Vitiello, erede della famiglia di pizzaioli più famosi del casertano, con il suo disco gourmet realizzato con due impasti sovrapposti (provola sotto e passata di pomodoro con olio aromatizzato all’aglio e basilico sopra) e giudicato il migliore per la sua capacità di unire tradizione e innovazione. Un mix che rispecchia in pieno la filosofia di questo giovane talento, già vincitore del neocampionato europeo per la sezione “pizza napoletana”, che quotidianamente sperimenta ‘blend’ alternativi a base di curcuma, caffè, cacao, farina semintegrale, multicereali e paprika.
“In questa seconda edizione – spiega Francesca Marino – abbiamo quasi triplicato il numero delle pizze partecipanti rispetto allo scorso anno (chiuso a quota 140) e soprattutto abbiamo incassato l’interesse di tantissimi pizzaioli all’estero, con una quota rosa senza precedenti (28 pizzaiole, di cui 4 straniere). Un risultato che si inorgoglisce e soprattutto ci fa ben sperare per il voto decisivo in Corea del Sud. Ora – aggiunge Francesca Marino – non ci resta che aspettare, consapevoli che questa finale del contest a Napoli rappresenta una tappa di avvicinamento fondamentale per quello che speriamo diventi il prodotto simbolo del made in Italy riconosciuto dall’agenzia dell’Onu. Dal canto nostro, siamo già a lavoro per organizzare la prossima edizione del concorso, fiduciosi di poter celebrare l’autentica arte del pizzaiolo napoletano anche come new entry della lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale”.
Nel corso della serata, tra pizze d’autore e momenti di grande convivialità, sono stati inoltre consegnati i premi per le undici menzioni speciali assegnate dai partner di Mysocialrecipe a: Antonio Troncone per la Verneteca Sannita (menzione rivista Italia a Tavola – “La pizza è anche…fritta”); Pasqualino Rossi per la Pizza Natalina (menzione Associazione Italiana Sommelier – “Pizza maritata – miglior abbinamento vino-pizza”); Fabio Cristiano – fondatore della Scuola di Pizzaiolo e mentore di giovani allievi non vedenti – per la Pizza Mandolino (menzione Luciano Pignataro Wine Blog – “La pizza di tutti”); Stefano Miozzo per la On Air (menzione rivista Ristorazione Italiana – “Pizza senza glutine”); Domenico Pentella per la Papillon (menzione Mysocialrecipe – “Pizza più letta sul web”); Paolo De Simone per La Cilentana ai grani antichi (menzione Legambiente – “Migliore pizza per gli aspetti nutrizionali”); Stefano Cioccari per la Mensa di Enea (menzione Nip – Nazionale Italiana Pizzaioli – “Migliore pizza funzionale e alternativa”); Giuseppe Vesi per la Fantasia di colori e sapori (menzione La Fiammante – “Migliore pizza al pomodoro”); Mauro Autolitano per la Pizza Tiziano bis (menzione Fic – Federazione Italiana Cuochi – “Pizza Chef – Migliore pizza per l’originalità degli ingredienti”); Giuseppe Pignalosa per La mia Nerano (menzione Ferrarelle – “Migliore pizza per l’impasto”); Francesco Capece per la Marinara dell’Alleanza (menzione Slow Food – “Pizza Slow – Migliore pizza per la territorialità”).
Il contest ha il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Regione Campania, Comune di Napoli, Città Metropolitana, Camera di Commercio, Legambiente, Fondazione Univerde, Associazione Italiana Sommelier e EcoMuseo della dieta Mediterranea di Pioppi, ed è sostenuto da Ferrarelle, La Fiammante, Molino Caputo, Olitalia, Sorì, come main sponsor, e dal Consorzio del Parmigiano Reggiano come sponsor. La fase live di novembre è sostenuta da Event Planet Food, Fondazione Birra Moretti, Gi.Metal e Scugnizzo Napoletano. I partner sono la Federazione Italiana Cuochi, la Nazionale Italiana Pizzaioli e l’Associazione Pizzaioli Napoletani.

"Sogni e biSogni giovanili", il progetto contro la dispersione scolastica

Oltre 200 giovani studenti impegnati in attività di formazione e inserimento nel mondo del lavoro, per un totale di cinque corsi di formazione, cinque laboratori di orientamento in aula e due laboratori di creazione d’impresa simulata. Convolti 12 esperti in materie sociali ed economiche per un totale di 200 ore di lezione e 300 ore di stage.
Sono i principali numeri di “Sogni e biSogni Giovanili”, il progetto nato a Napoli nel dicembre 2015 con l’obiettivo di realizzare attività di orientamento, formazione e inserimento nel mondo del lavoro di giovani studenti della periferia partenopea, e che si concluderà il prossimo 18 dicembre.
Cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, con 189 mila euro a valere sul PAC (Piano di Azione e Coesione) “Giovani per il Sociale” e destinato a 50 ragazzi meritevoli ma in condizioni di disagio, “Sogni e biSogni Giovanili” ha superato le più rosee aspettative, coinvolgendo oltre il triplo degli studenti previsti, provenienti dall’Ites “F. Galiani”, dall’Isis “M. Pagano” e dal Liceo Classico Statale “G. Garibaldi”.
Il progetto è stato promosso dall’Associazione di Promozione Sociale “Amici di Peterpan”, che da oltre 15 anni svolge attività a favore di giovani e famiglie disagiate a Napoli e provincia e che vi ha investito 21 mila euro di risorse proprie. L’Associazione ha come partners strategici: l’Associazione “IF-ImparareFare”, con il Presidente Marco Rossi-Doria, già Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nonché fondatore della Onlus Maestri di Strada per l’accompagnamento alla formazione e al lavoro di ragazzi e ragazze in difficoltà;
l’Istituto Economico Statale “F. Galiani” di Napoli, dove è stata svolta una gran parte del progetto.
I risultati dell’iniziativa sono stati illustrati oggi, 23 novembre, nel corso del Convegno ‘Sogni e biSogni Giovanili’ , che si è tenuto alla Mostra d’Oltremare di Napoli e che ha rappresentato l’occasione per riflettere con i principali stakeholder sulle aspettative dei giovani, il rapporto tra scuola e lavoro, l’importanza della formazione e dell’orientamento nei contesti scolastici e universitari, il riconoscimento delle competenze.
Il Convegno, in particolare, ha visto la partecipazione di oltre 200 ragazzi che si sono confrontati con le istituzioni, dando voce a quelli che sono i bisogni emergenti delle nuove generazioni.

“Sogni e biSogni giovanili”, il progetto contro la dispersione scolastica

Oltre 200 giovani studenti impegnati in attività di formazione e inserimento nel mondo del lavoro, per un totale di cinque corsi di formazione, cinque laboratori di orientamento in aula e due laboratori di creazione d’impresa simulata. Convolti 12 esperti in materie sociali ed economiche per un totale di 200 ore di lezione e 300 ore di stage.
Sono i principali numeri di “Sogni e biSogni Giovanili”, il progetto nato a Napoli nel dicembre 2015 con l’obiettivo di realizzare attività di orientamento, formazione e inserimento nel mondo del lavoro di giovani studenti della periferia partenopea, e che si concluderà il prossimo 18 dicembre.
Cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, con 189 mila euro a valere sul PAC (Piano di Azione e Coesione) “Giovani per il Sociale” e destinato a 50 ragazzi meritevoli ma in condizioni di disagio, “Sogni e biSogni Giovanili” ha superato le più rosee aspettative, coinvolgendo oltre il triplo degli studenti previsti, provenienti dall’Ites “F. Galiani”, dall’Isis “M. Pagano” e dal Liceo Classico Statale “G. Garibaldi”.
Il progetto è stato promosso dall’Associazione di Promozione Sociale “Amici di Peterpan”, che da oltre 15 anni svolge attività a favore di giovani e famiglie disagiate a Napoli e provincia e che vi ha investito 21 mila euro di risorse proprie. L’Associazione ha come partners strategici: l’Associazione “IF-ImparareFare”, con il Presidente Marco Rossi-Doria, già Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nonché fondatore della Onlus Maestri di Strada per l’accompagnamento alla formazione e al lavoro di ragazzi e ragazze in difficoltà;
l’Istituto Economico Statale “F. Galiani” di Napoli, dove è stata svolta una gran parte del progetto.
I risultati dell’iniziativa sono stati illustrati oggi, 23 novembre, nel corso del Convegno ‘Sogni e biSogni Giovanili’ , che si è tenuto alla Mostra d’Oltremare di Napoli e che ha rappresentato l’occasione per riflettere con i principali stakeholder sulle aspettative dei giovani, il rapporto tra scuola e lavoro, l’importanza della formazione e dell’orientamento nei contesti scolastici e universitari, il riconoscimento delle competenze.
Il Convegno, in particolare, ha visto la partecipazione di oltre 200 ragazzi che si sono confrontati con le istituzioni, dando voce a quelli che sono i bisogni emergenti delle nuove generazioni.

Anniversario della legge per i minori. Il ministro Poletti a Napoli

Accolto dalle esibizioni dei giovanissimi delle associazioni attive nel tessuto sociale napoletano, il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha preso parte ai lavori del convegno in onore dei 20 anni della promulgazione della legge 285 sullo stato sociale e organizzato dal Comune di Napoli. Presente l’allora ministro per la solidarietà sociale, Livia Turco, il sindaco de Magistris e l’assessore al Welfare Roberta Gaeta. In occasione della visita napoletana il ministro ha ribadito l’intento del governo di proseguire con le politiche a favore del lavoro ribadendo il concetto espresso dal ministro dell’economia Padoan che non vi sarà bisogno di una manovra correttiva per rispettare i vincoli europei.

All’esterno dell’isolotto di Megaride una delegazione del movimento di disoccupati 7 novembre ha proseguito le proteste messe in atto per chiedere al governatore De Luca un impegno per un loro coinvolgimento nel mondo del lavoro.

Due stanze (Comunicanti), mostra all’Area 24 Space

25 NOVEMBRE 2017 – 23 FEBBRAIO 2018
Inaugurazione Sabato 25 novembre ore 18,30
AREA 24 SPACE – partner adrArt Associazione Culturale
80143 Napoli – via Ferrara, 4 – 
(angolo Corso Novara a 300 mt dalla Stazione Centrale FS)

Sempre con l’obiettivo di far conoscere ad un pubblico sempre più vasto l’arte contemporanea, AREA24 SPACE inaugura una nuova collettiva in cui sono esposte le opere selezionate di Maestri di livello internazionale, che, oltretutto, hanno fatto registrare notevoli record presso tutte le maggiori Aste d’Europa.
Getulio ALVIANI, nato a Udine nel 1939, fa parte del gruppo di Artisti italiani che oggi sono maggiormente conosciuti nel Mondo. Apprezzato sia dalla critica che dal mercato dell’Arte che segnala un continuo aumento delle sue quotazioni. E’ presente con un’opera che descrive bene la sua ricerca, “superficie a testura vibratile”, in cui la superficie in alluminio è stata fresata elettricamente ed assume un’aspetto diverso ad ogni incidenza luminosa e ad ogni mutamento di angolo visivo.
Franco COSTALONGA, nato a Venezia nel 1933, dopo aver seguito i corsi di Remigio Butera, negli anni Sessanta aderisce al gruppo Dialettica delle Tendenze e comincia a realizzare opere tridimensionali con i materiali più diversi. In seguito aderisce al gruppo Sette-Veneto, con Bruno Munari e poi con il Centro Operativo Sincron di Brescia. Nel 1978 entra a far parte del gruppo Verifica 8+1. Oggi è considerato tra i maggiori artisti dell’arte cinetica.
Gianni DESSI’, nato a Roma nel 1955, si diploma all’Accademia di Belle Arti nel corso di Toti Scialoja. Con D.Bianchi, G.Gallo e B. Ceccobelli formano il gruppo degli Ausoni detto “Nuova scuola romana”. Artista, partito da esperienze informale, realizza sia opere in cui si evidenzia un forte rapporto tra forma, luce e materia, sia opere polimateriche che inducono a svariate interpretazioni.
Tano FESTA, Roma 1938-1988, considerato tra i maggiori artisti della “Pop Art” italiana, espone da giovanissimo con Angeli, Schifano e Uncini. La sua è un’arte popolare (ci teneva a sottolineare la differenza con la Pop Art americana) basata sulla citazione come quelle ad esempio su i frammenti michelangioleschi del Giudizio Universale.
Mark KOSTABI nasce nel 1960 a Los Angeles, studia alla California State University di Fullerton e ben presto assume uno stile tutto personale realizzando opere cariche di allusioni e riferimenti all’arte antica. Alcuni artisti come Caravaggio, Raffaello, Perugino, Magritte, Warhol e soprattutto De Chirico (figure dei manichini e soggetti senza volto) rappresentano la base dei suoi lavori. Nel 1988 fonda il suo studio, galleria, ufficio a New York denominato “Kostabi World” in cui, molti assistenti e con criteri industriali, producono circa 1000 quadri all’anno, di cui solo una piccola parte portano la sua firma.
Julio LE PARC, nato nel 1928 a Mendoza in Argentina, negli anni cinquanta, si avvicina all’arte bidimensionale e realizza opere a rilievo con diverse inclinazioni e livelli in cui assume un ruolo fondamentale la luce. Successivamente la sua ricerca si orienta verso lo studio dei colori puri con i quali realizza moduli geometrici che creano effetti tridimensionali e dinamici. I due punti fondamentali per la sua crescita artistica furono nel 1943 alle Belle Arti di Buenos Aires dove segue i corsi di Lucio Fontana e conosce il Movimento spazialista, e nel 1958, a Parigi dove incontra Victor Vararely. Negli anni ’60 con il “Gruppo G.R.A.V”,”Gruppo N” e il “Gruppo T” a Milano, inizia le sperimentazioni con la luce.
Marino MARINI, Pistoia 1901 – Viareggio 1980. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze e si dedica prima al disegno e alla pittura, poi alla scultura. A 28 anni, su invito di Arturo Martini, insegna scultura presso la scuola d’arte di Villa Reale a Monza e realizza la scultura “Popolo” che gli porterà notevoli consensi di pubblico e di critica. Nel 1931 realizza una scultura in legno policromo (Ersilia), mentre nel 1936 realizza “il Cavaliere”, in due versioni, una in bronzo ed una in legno ( ora in Vaticano), opera fondamentale che condizionerà la sua successiva ricerca.
Vettor PISANI, Bari (anche se dichiarava di essere nato a Ischia) 1934 – Roma 2011). Artista e performer, architetto e maestro muratore, giovanissimo diventa discepolo di un Maestro Rosacroce ed inizia una serie di viaggi in varie città europee. Le opere di Vettor Pisani evidenziano continui riferimenti alla cultura esoterica e alle avanguardie storiche.
MARIO SCHIFANO, Homs 1934 – Roma 1998. E’ considerato con Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini, il massimo esponente della Pop Art italiana ed europea. I suoi primi lavori, tipicamente informali, subiscono una svolta negli anni ’60 quando in America incontra l’opera di Dine e Kline. In seguito lavora per cicli tematici come quello dedicato al Futurismo, alla serie Ossigeno ossigeno, Oasi, Compagni compagni, il ciclo Reperti dedicato agli animali del mondo preistorico, seguono i cicli Architettura, Biplano, Orto botanico. Al 1964 risalgono le sue esperienze cinematografiche i cui contenuti sono caratterizzato da un continuo flusso di immagini così come prodotto dalla nostra civiltà tecnologica.
Shozo SHIMAMOTO, Osaka 1928 – 2013. Considerato il più grande innovatore e sperimentatori della scena dell’arte del dopoguerra negli anni cinquanta, è stato uno dei fondatori del Gruppo Gutai. I componenti di questo Gruppo si proponevano di cambiare radicalmente l’idea diffusa dell’arte giapponese floreale, decorativa e spirituale in un’arte essenzialmente materica. Shimamoto, condizionato dalla terrificante esperienza di Hiroshima e Nagasaki, dagli anni ’50 realizza opere facendo gocciolare la pittura sulla tela e questo metodo è diventato negli anni sempre più spettacolare fino a trasformarsi in vere e proprie performance. Definito “artista-angelo” Shimamoto fa del suo corpo l’elemento essenziale per la composizione, infatti, spesso realizza le sue opere lanciando il colore “appeso” ad una gru. Ha tenuto performance e mostre in tutto il mondo, ne ricordiamo alcune: nel ’63 a Torino, nel ’66 e in Olanda e a Parigi, nel ‘79 all’Alberta World Simposium in Canada, nell’85 a Madrid, nell’86 al Centre Pompidou, nell’87 a Dallas, nell’88 nelle Filippine, nel 1990 nella Galleria d’Arte Moderna di Roma, nel ’91 a Darmstadt in Germania, nel ‘93 al Global Forum di Kyoto, nel ’98 al MOCA di Los Angeles. Dal 2000 al 2011 ha lavorato essenzialmente in Italia. Sue opere sono nei Musei di tutto il Mondo.
Emilio TADINI, Milano 1927- 2002. pittore, critico d’arte, poeta, scrittore e giornalista della carta stampata e della televisione (di lui Umberto Eco scrisse: “uno scrittore che dipinge, un pittore che scrive”. Inizia lavorando nella tipografia e Casa Editrice Grafiche Marucelli. A 20 anni si laurea in Lettere e pubblica sulla rivista “Il Politecnico” di Elio Vittorini “La passione secondo Matteo” .Il sua pittura che si sviluppa per cicli, sempre raffinata, è influenzata da Picasso, De Chirico e dalla Pop Art inglese. Tiene esposizioni in Italia e all’Estero, di cui ricordiamo la sua prima mostra alla Galleria del Cavallino di Venezia, allo Studio Marconi di Milano, alla Biennale di Venezia, alla Galerie du Centre di Parigi. Nel 2001 gli viene dedicata una grande retrospettiva al Palazzo Reale di Milano.
Michele ZAZA, Molfetta (Puglia) 1948, dopo aver frequentato l’istituto di Belle Arti di Bari, si trasferisce a Milano per seguire il corso di scultura di Marino Marini all’Accademia di Brera.Le sue prime mostre hanno luogo a Milano presso la galleria Diagramma (“cristologia” nel 1972 e “naufragio euforico” nel 1974) e a Bari presso la galleria Bonomo (“dissidenza ignota” 1973), a Brescia alla galleria Minini e a Napoli da Lucio Amelio.Nel 1976 con il ciclo intitolato “anamnesi”, invita lo spettatore ad un mondo magico dove le figure sembrano volare, come in un sogno, attraverso molliche di pane. L’artista apre uno spazio celeste aereo che evoca la misteriosità dell’universo, uno spazio di libertà ritrovata. Verso la fine degli anni ’70 le opere di Zaza invertono il rapporto tra l’alto e il basso, il cielo col pavimento, liberano le cose dalla gravità del mondo “normale”, dalla loro funzione utilitaria.