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Campania, entra nel vivo la sfida tra Fico e Cirielli

Per la prima volta hanno condiviso il palcoscenico mediatico della campagna elettorale per le regionali, i candidati di centro destra e centro sinistra in Campania. Mente Roberto Fico è entrato già da un mese nell’agone elettorale, prima conferenza da candidato presidente del centro destra per Edmondo Cirielli. Il vice ministro degli Esteri ha incontrato a Napoli i rappresentanti della coalizione e i giornalisti. Pungolato dai cronisti, Cirielli ha affrontato un po’ tutti gli argomenti emersi in queste settimane prima dell’apertura delle urne. Dalla possibilità che nelle liste elettorali possa far capolino l’ex ministro Gennaro Sangiuliano, ipotesi confermata, alla scelta di non dimettersi dal suo ruolo di Governo in caso di sconfitta, passando per i dieci anni di amministrazione De Luca. La Sanità, a giudicare dalle parole di Cirielli, è il punto debole individuato nel governo a fine mandato e c’è da scommettere, anche dal claim della campagna che richiama il trumpiano “rendiamo l’america di nuovo grande, che sarà questo argomento quello con cui Cirielli cercherà il consenso che dovrà portarlo a palazzo Santa Lucia.

 

Mentre Cirielli dava il via alla sua campagna elettorale, allo stadio Maradona Roberto Fico accompagnato dal leader del M5S, Giuseppe Conte, partecipava a un evento con le associazioni sportive sul territorio. Poco concentrato sulle polemiche con l’avversario, il candidato del campo largo ha fissato come imminente obiettivo il confronto con la coalizione per la chiusura delle liste elettorale

Halloween 2025, sorprese da brivido al Vulcano Buono di Nola

Vulcano Buono si prepara a festeggiare Halloween con un ricco calendario di eventi, spettacoli e laboratori che animeranno il centro tutti i weekend dall’11 ottobre al 2 novembre 2025, con appuntamenti speciali venerdì 31 ottobre. La cittadella dello shopping, come sempre, trasforma la sua atmosfera, per offrire ai visitatori, suggestioni sempre nuove.

L’iniziativa “This is Halloween!” è dedicata ai più piccoli, ma anche agli adulti che amano il “brivido”: tra scenografie a tema, installazioni interattive e spettacoli coinvolgenti, ogni angolo del centro commerciale si trasformerà in un mondo da favola noir.

Al Laboratorio delle Zucche, i bambini potranno diventare veri artisti, decorando la propria zucca con pennelli e colori, immersi in un’atmosfera autunnale fatta di balle di fieno, casette in legno e mille sfumature d’arancio. L’attività si terrà il sabato, fino al 1° novembre, dalle 15.00 alle 20.00, la domenica, fino al 2 novembre, e venerdì 31 ottobre, dalle 11.00 alle 21.00, al primo piano, ingresso Capri.

Non mancheranno le postazioni truccabimbi, a cura dell’Accademia Triade, che trasformeranno i più piccoli in streghe, vampiri o mostriciattoli pronti a vivere la magia di Halloween. L’appuntamento è per venerdì 31 ottobre, in piazza Amalfi, dalle 16.00 alle 20.00.

Nella Piazza Capri, dalle ore 17 alle 20, spazio a spettacoli e animazioni con i personaggi di Hotel Transylvania, il colossale Godzilla animatronics e tante sorprese interattive: selfie 360°, giochi luminosi, balloon house e baby dance mostruose.

L’evento è a partecipazione gratuita, con attività e laboratori creativi a numero aperto, per un divertimento garantito in totale sicurezza. Un’occasione unica per vivere insieme la festa più spaventosa dell’anno, tra arte, musica e fantasia.

Ipertrofia Prostatica Benigna, i successi della tecnica Rezum

Evento formativo di alto profilo dedicato all’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), organizzato all’ospedale “Monaldi” di Napoli. Al centro dei lavori la patologia che colpisce una vasta percentuale di popolazione maschile dopo i 55/60 anni. Nel corso dell’incontro, inserito nel ciclo “Informazione Perfezionamento e Benessere”, sono state trasmesse in diretta e in sequenza i video di sette interventi effettuati con le quattro più moderne procedure chirurgiche con cui si affronta questa patologia, ponendo l’accento sull’innovativa tecnica Rezum.
Il presidente del congresso Francesco Uricchio, direttore del Reparto di Urologia dell’AORN dei Colli – Monaldi, ha dichiarato: “Questa metodica rappresenta una nuova frontiera nel trattamento dell’IPB. Si tratta di un intervento mini invasivo della durata di soli 5-6 minuti, che utilizza vapore acqueo ad alta pressione sulla prostata, senza ricorrere al bisturi. I vantaggi per i pazienti sono significativi: si esegue senza anestesia generale, prevede un solo giorno di ricovero e consente un rapido ritorno alla normalità anche nella vita sessuale”.

Il Monaldi si conferma quindi un’eccellenza nel panorama sanitario nazionale anche in campo urologico, essendo l’unico ospedale pubblico in Campania ad offrire a tecnica chirurgica Rezum. Un investimento strategico voluto dalla direzione sia per contrastare la migrazione sanitaria, sia per accorciare le liste d’attesa – si eseguono fino a 8 interventi al giorno col Rezum contro un paio di interventi quotidiani fatti con le tecniche laser – e infine sia quindi per garantire ai cittadini l’accesso a cure d’avanguardia sul territorio.

La giornata di studio è stata inoltre importante sotto un duplice aspetto: la ricca sessione dimostrativa con sette interventi chirurgici trasmessi in diretta video con le quattro tecniche più innovative per contrastare l’ipertrofia prostatica benigna, eseguite in poco meno di dieci ore, ha non solo contribuito alla formazione della comunità medica; ma ha anche evidenziato concretamente l’eccellenza scientifica e tecnologica del polo urologico napoletano.

Il Vescovo Battaglia scrive a Papa Leone: “La sofferenza ha il volto dei bambini di Gaza”

L’Arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, ha scritto una lettera a Papa Leone XIV. Di seguito il testo della missiva.

“Grazie, Papa Leone, grazie per averci confermato nella fede, per averci ripetuto quanto il Signore ogni giorno dice a ciascuno di noi e ad ogni creatura: «Ti ho amato» (Ap 3,9). Sì, ci ha amati. Da sempre, per sempre. E tu ce lo hai ricordato invitandoci a percorrere le strade polverose del mondo, chiedendoci di stare accanto ai poveri, agli ultimi, a chi abita le periferie del cuore. E lo hai fatto non con discorsi solenni, ma con parole che sanno di Vangelo e di terra, di carne ferita e di luce risorta. Grazie per la tua Esortazione, che nell’incipit stesso fa risuonare la nota più antica e più nuova del Vangelo: quella dell’amore – eterno, fedele, indomabile – l’amore che non conosce mode né stagioni, perché sgorga dal cuore stesso di Dio. Un amore che continua a respirare tra le macerie delle guerre e delle disuguaglianze, e tra i germogli di giustizia e di pace che ostinatamente fioriscono nella storia. Un amore che ci invita, ancora una volta, a scommettere tutto sulla forza mite della carità, l’unica capace di ricostruire ciò che l’odio distrugge, l’unica che non smette mai di credere nell’uomo, perché in essa vi è il respiro stesso di Dio. Il tuo non è un trattato, non è un proclama, ma una mano che indica la strada, una voce discreta che ci raggiunge oggi, dentro le nostre stanchezze, nelle nostre strade piene di polvere e di sogni, nel cuore di questo tempo e di questa terra dove pochi si spartiscono la ricchezza che il Signore ha donato a tutti. Ho gioito nel leggere le tue parole che non ordinano, ma abbracciano, che non pretendono ma ricordano, come se il Signore, attraverso la tua voce, tornasse a dire a ciascuno: “Ti ho amato, anche nella tua poca forza, anche nel tuo passo incerto, anche quando non sai più pronunciare il mio nome. E anche se non conti nulla per i potenti, conti per me. Perché per me non sei una statistica, un numero, una massa informe ma sei un volto, una storia, una figlia, un figlio amato da sempre e per sempre”. Tra le pieghe delle tue pagine ho sentito risuonare il cuore di una Chiesa che non teme la debolezza. Una Chiesa che sa che la potenza di Dio non si misura in grandezza, ma in vicinanza. E che per questo deve volgere lo sguardo sul luogo dove tutto comincia: la povertà, consapevole che, «il contatto con chi non ha potere e grandezza è un modo fondamentale di incontro con il Signore della storia» (n°5). Si, Dio sceglie i poveri. Non come trofeo, ma come casa. Non per compassione, ma per appartenenza. Lì, nel poco e nel fragile, Egli trova spazio per abitare, come acqua che cerca la fessura più bassa per scorrere e dare vita. E mentre il mondo corre verso l’alto, correndo con ambizione alla conquista del potere, la voce dello Spirito ci dice che il Signore scende, si abbassa, si contamina con la povertà delle sue creature. Perché la gloria di Dio non risiede in un trono lontano da raggiungere, ma in una ferita da accarezzare e curare. Grazie per la limpidezza con cui affermi che «non siamo nell’orizzonte della beneficenza, ma della Rivelazione» (n°5). È come dire: non basta fare il bene, bisogna farsi bene. Perché la carità non è un gesto, ma un volto. Non è ciò che offriamo, ma ciò che diventiamo. E qui mi è tornato in mente il dialogo tra Chiara e Francesco nel film Francesco di Liliana Cavani: “Perché lo fai?”. “Perché ne hanno bisogno.” “Sì, ma se dai poco, lo fai per te”! Sì, se diamo poco lo facciamo per noi. Se diamo qualcosa lo facciamo per sentirci meglio ma se condividiamo la vita e l’essenziale allora scriviamo pagine che profumano di grazia. Perché il dono non è vero finché non ci costa, finché non diventa condivisione di carne, e non semplice distribuzione di tempo o di risorse. Santo Padre, ci confermi nella fede e nell’amore e ci ricordi che «sul volto ferito dei poveri troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza del Cristo» (n°9). E allora, guardando la storia, ci accorgiamo che quel volto non è lontano: è quello dei bambini di Gaza, che cercano un pezzo di cielo tra le macerie; delle madri dei soldati in Ucraina, che guardano le finestre con la speranza di un ritorno; dei giovani di Napoli, che resistono al fascino di un guadagno facile inventando il bene e costruendo strade nuove; dei missionari delle favelas, che ogni giorno si sporcano di umanità, piangendo con chi piange; delle famiglie che hanno perso un figlio, la cui fede sofferta diventa un filo sottile, ma indistruttibile; dei malati, che santificano il dolore con la pazienza; dei disabili, che ci insegnano che la vita non si misura in efficienza; dei detenuti, che nel buio attendono un perdono che sappia di futuro; dei migranti, che solcano il mare cercando una terra promessa che sappia di giustizia. In loro, Cristo non è un’idea ma è una ferita viva, un grido che ci consegna alla verità del Vangelo. Leggendo la tua esortazione c’è un verbo che torna con insistenza, anche quando non lo pronunci: discendere. È la parola chiave di Dio. “Discendere” per liberare, come nel roveto ardente; “discendere” per servire, come nel cenacolo; “discendere” per salvare, come sulla croce. Lo dici con semplicità: «Dio è amore misericordioso e il suo progetto d’amore è discendere e venire in mezzo a noi per liberarci» (16). E questa è la radice di ogni rivoluzione cristiana: un Dio che non conquista, ma condivide; che non possiede, ma si dona. Da questa discesa nasce la Chiesa dei poveri. Una Chiesa che non parla dall’alto, ma dal di dentro dell’umanità, servendo e accompagnando. Una Chiesa che non misura la fede in prestazioni, ma in ferite guarite. Quando scrivi che «la Chiesa, se vuole essere di Cristo, dev’essere Chiesa delle Beatitudini» (21), la consegni al suo volto più vero: quello che piange e spera, quello che ha fame di giustizia e sete di pace, quello che non teme di perdere consenso pur di restare fedele al Vangelo. Grazie Papa Leone per averci ricordato che la dottrina sociale della Chiesa, non è un’aggiunta alla teologia, ma la sua carne, il suo corpo. Tu non lo dici con formule accademiche, ma con il tono di chi sa che la fede, se non diventa vita, muore d’asfissia. La giustizia, la pace, la solidarietà con gli ultimi, la dignità del lavoro, la custodia del creato non sono temi accessori: sono le conseguenze di chi decide di seguire Cristo. Perché seguire Cristo significa toccare le piaghe del mondo, prendere parte, non restare spettatori. Significa non parlare di Dio senza parlare dell’uomo. E quando ricordi che «la chiamata del Signore alla misericordia verso i poveri trova la sua pienezza nella parabola del giudizio finale» (n°28), metti il Vangelo davanti a noi come uno specchio: lì si vede se amiamo davvero, lì si misura la coerenza tra l’altare e la strada. Ho sentito, tra le tue righe, una Chiesa che vuole essere madre, che non ha paura di sporcarsi il grembo di misericordia. Una Chiesa che non si accontenta di “parlare dei poveri”, ma che sceglie di vivere con loro e di lasciarsi evangelizzare da loro. Una Chiesa che sa che ogni scelta pastorale, ogni dottrina, ogni gesto liturgico, se non conduce a chinarsi su un volto ferito, rischia di restare senza sapore e senza verità. E in ultimo consentimi di dirti grazie, Papa Leone, perché la tua voce non si è posta come rottura, ma come continuità. In ogni parola della tua esortazione si sente la gratitudine verso chi ti ha preceduto, la riconoscenza verso Papa Francesco, la cui passione per la Chiesa povera e per i poveri continua a respirare nelle tue pagine. Hai saputo riprendere il suo cammino con discrezione, non per ripetere, non per copiare, ma per continuare a dare voce a ciò che è sempre vero. E così, mentre leggevo le tue parole, mi sembrava di ascoltare non solo l’eco viva di Papa Francesco, ma il soffio stesso del Risorto: la Sua Parola che non passa, la Sua Parola che non invecchia, la Sua Parola che continua a dirci con infinita dolcezza e ferma verità: «Io ti ho amato». In quel soffio ho riconosciuto la voce di San Francesco, che ci insegna la libertà di chi si spoglia per amore; di Santa Chiara, che con la povertà fece della fiducia la sua ricchezza; di Sant’Agostino, che ci ricorda che solo l’amore sa dare pace all’inquietudine del cuore; di don Tonino Bello, che sognava una Chiesa con il grembiule e non con i paramenti del potere; e di Madre Teresa di Calcutta, che vide Cristo nei più piccoli e ne ascoltò il respiro tra le strade del mondo. Che questi santi della carità e profeti della tenerezza custodiscano il tuo cammino e accompagnino il nostro, perché la Chiesa resti povera e luminosa, madre dei poveri, sempre capace di riconoscere, in ogni volto incontrato lo sguardo del Crocifisso Risorto, che sussurra a tutti, senza distinzione: «Io ti ho amato»”.

 

A Napoli la “USB Streetworkout”, spin off di Padelness

A Napoli la “USB Streetworkout”, spin off di Padelness

Una passeggiata, intervallata da esercizi ginnici di varie discipline, nel racconto dei luoghi che si visitano durante l’esperienza. In una condizione di totale isolamento, garantito dalle cuffie nella quali la voce del top trainer ha guidato il gruppo. A Napoli è arrivata per la prima volta la Streetworkout, spinoff di Padelness, l’evento che si terrà dal 21 al 23 novembre alla Mostra d’Oltremare. A guidare i gruppo gli organizzatori, Marianna Perruno e Massimiliano Esofaco (Intervista in allegato).

Maria Intorto founder di Streetworkout Italia, ha evidenziato quanto Napoli sia scenario ideale per un’esperienza di questo tipo (Intervista nel file allegato)

ll trainer Roberto Mazzoni, con un battuta, spiega a chi è rivolta la disciplina (Intervista nel file allegato)

Spari nella notte a piazza Bellini, donna ferita a una spalla

Paura e spari nella notte in piazza Bellini, una delle zone in cui concentra la movida di Napoli. Alcuni giovani, al termine di una violenta lite, avrebbero estratto le pistole per colpire i rivali. Numerosi i bossoli trovati sull’asfalto dagli agenti della Polizia di Stato questa mattina. Sull’episodio indagano il commissariato decumani ma anche squadra mobile del primo dirigente Giovanni Leuci.  E secondo loro sarebbe collegata alla sparatoria la vicenda di una donna che la notte scorsa è giunta all’ospedale Pellegrini, dove le è stata refertata una ferita alla spalla causata da un proiettile. Si tratterebbe di una senza fisa dimora.

Carceri, in Campania mancano più 450 agenti: l’allarme del sindacato

Carceri, in Campania mancano più 450 agenti: l’allarme del sindacato

Le carceri della Campania strette nella morsa tra sovraffollamento e carenza di personale. Sono almeno 450 gli agenti necessari nelle case circondariali della regione. A denunciarlo il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, Aldo di Giacomo.

La carenza di organico, spiega, favorisce il proliferare di droga e telefoni cellulari all’interno delle celle, consentendo alla criminalità organizzata di mantenere contatti e traffici anche dagli istituti penitenziari. Una condizione definita ormai insostenibile, che il sindacato chiede di affrontare con interventi urgenti sul fronte del personale e delle misure di controllo. Tra le proposte quella dell’istallazione di disturbatori di frequenze nelle carceri. (Intervista in video allegato).

Problematiche che si intrecciano con un’altra emergenza: quella dei suicidi e del disagio psichico tra i detenuti. Dall’inizio dell’anno sono 67 le persone morte negli istituti italiani.
Solo nelle ultime ore due nuovi casi: un detenuto di origini albanesi a Verona e un altro in provincia di Avellino.

Con il nuovo centro Genera, Napoli diventa il riferimento per la Medicina della Riproduzione nel Sud Italia

Con il nuovo centro Genera, Napoli diventa il riferimento
per la Medicina della Riproduzione nel Sud Italia

Più spazio, tecnologia e servizi per le coppie in cerca di un figlio. “Genera” inaugura a Napoli una nuova sede dedicata alla medicina della riproduzione, con sistemi di intelligenza artificiale e strumenti di tracciabilità avanzata.

Negli ultimi dieci anni i trattamenti di procreazione medicalmente assistita sono cresciuti di oltre il 70%. Un trend che trova riscontro anche nel capoluogo campano, dove il gruppo è presente da oltre dieci anni, con più di 1.700 bambini nati e circa mille percorsi di fertilità gestiti ogni anno.

Così il ceo del gruppo “Ivirma Italia”, Blasco de Felice e la direttrice della clinica “Genera” di Napoli, la dottoressa Elisabetta Trabucco. (Interviste in video allegato)

Tra le principali innovazioni della nuova struttura di viale Maria Cristina di Savoia il sistema elettronico Witness, che consente la tracciabilità completa dei campioni ed elimina il rischio di errore umano, e l’uso dell’intelligenza artificiale per valutare la qualità degli ovociti e supportare le decisioni cliniche. Dal 27 al 31 ottobre per celebrare l’apertura il centro offrirà consulenze gratuite per la valutazione della riserva ovarica.

Presenti ai lavori Filippo Ubaldi, direttore medico dei centri “Genera” in Italia e Laura Rienzi, Direttore Scientifico del gruppo “Genera”. (Interviste in video allegato)

Salute ambiente e legalità, intesa tra avvocati e Federico II

Salute ambiente e legalità, intesa tra avvocati e Federico II

Un’intesa per promuovere la cultura della legalità sui temi della salute e dello sviluppo sostenibile. È stato firmato questa mattina, nella sala Cafiero del consiglio dell’ordine degli avvocati, il protocollo tra l’ordine e la cattedra Unesco dell’università Federico II, rappresentata dalla dottoressa Annamaria Colao. L’accordo punta a realizzare attività congiunte su temi come la prevenzione, la salubrità ambientale e l’educazione civica, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. Previste azioni di monitoraggio, corsi di formazione, seminari e campagne di sensibilizzazione, con un’attenzione particolare al coinvolgimento dei giovani e all’uso di strumenti digitali e tecnologici. Così il presidente dell’ordine forense Carmine Foreste. (Interviste in video allegato).

Al Parco San Laise inaugurato SAP (Spazio Aggregativo di Prossimità)

Al Parco San Laise inaugurato SAP (Spazio Aggregativo di Prossimità)

Si chiama Sap, Spazio Aggregativo di Prossimità. Una sorta di oratorio dell’era moderna, sorto all’interno di un edificio nel Parco San Laise, l’ex Base Nato di Bagnoli. Uno spazio gratuito, aperto alla partecipazione attiva, all’inclusione alla creatività dei giovani. Sulle facciate esterne murales realizzati da artisti provenienti da ogni parte del mondo. Nato nell’ambito del progetto “San Laise YoungTime”, finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini, il SAP vede come capofila la Cooperativa Il Quadrifoglio, insieme a una rete di realtà del terzo settore e partner istituzionali, tra cui la Fondazione Campania Welfare, presieduta da Antonio Marciano.

All’inaugurazione hanno partecipato tra gli altri anche l’Assessore al Welfare del comune di Napoli Luca Trapanese, il Presidente del consiglio comunale di Napoli Enza Amato, e il Presidente della Cooperativa Il Quadrifoglio Lidia Ronghi.

(Interviste nel video allegato)