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Il Papa e Napoli, un legame speciale nato da una promessa a Sepe quando era cardinale

Il Papa e Napoli, un legame speciale. All’origine di questo rapporto, che ha portato a due visite indimenticabili, nel 2015 e poi 4 anni dopo, nel 2019, una antica promessa strappata dall’allora arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, a un Bergoglio ancora cardinale ( i due furono creati cardinali nello stesso giorno da Giovanni Paolo II). Una promessa mantenuta all’indomani della sua elevazione al soglio di Pietro, grazie alle insistenze dello stesso Sepe.

La prima volta a Napoli, nel marzo del 2015, furono dieci ore densissime di appuntamenti dal forte valore simbolico e di messaggi forti. La messa e l’incontro con i cittadini a Scampia fu sugellata da una denuncia vibrante, contro la criminalità e contro un sistema che toglie lavoro e dignità alla parte più debole della popolazione.

In quella occasione Bergoglio fu festeggiato da grandi folle e da un calore traboccante. Dopo Scampia, nella messa in Piazza del Plebiscito, nell’incontro finale con i giovani e con i fedeli della diocesi alla Rotonda Diaz sul Lungomare Caracciolo. Poi la visita ai detenuti nel carcere di Poggioreale l’incontro con le suore di clausura in Duomo, il bacio alla teca di San Gennaro. E un saluto mutuato da quello di Sepe, “a maronna v’accumpagna:”

Nel 2019, Papa Francesco partecipò a un convegno nella Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale in via Petrarca, per intervenire a una riflessione su “LA TEOLOGIA DOPO VERITATIS GAUDIUM NEL CONTESTO DEL MEDITERRANEO”. Anche in quella occasione fu accolto dal cardinale Sepe e anche dall’allora presidente della cei, Gualtieri Bassetti. Francesco subito dopo l’intervento rientrò a Roma, annullando tutti gli altri impegni.

 

Innovazione al CNR, borsa di studio Nigrelli al ricercatore Mamri

Innovazione al CNR, borsa di studio Nigrelli al ricercatore Mamri

Presso la sede del CNR di Napoli, consegnata la borsa di studio dedicata alla memoria di Salvatore Nigrelli, iniziativa che vede coinvolta, l’Università Federico II di Napoli e l’associazione solidale nata dopo la prematura scomparsa dell’ingegnere partenopeo, esperto di telecomunicazione già responsabile della Rete Open Fiber in tutto il sud Italia. Ad aggiudicarsi la borsa di studio triennale a marzo del 2024, un giovane ricercatore algerino, Mohamed Mamri, affiancato nel suo percorso dal professor Francesco Giuseppe della Corte, ordinario di Ingegneria Elettronica, alla Federico II. (Interviste nel video allegato)

Il progetto portato avanti dal dottor Mamri è incardinato su Graphics, un progetto promosso da Open Fiber nell’ambito del più ampio programma di Restart cofinanziato dal PNRR studio finalizzato ad analizzare le interazioni tra i nanomateriali, cioè il grafene, e i flussi di dati canalizzati all’interno delle fibre ottiche. La ricerca in corso a Napoli ha già evidenziato la concreta possibilità di miniaturizzare e gestire da remoto i punti di snodo delle reti telecomunicazioni andando a incidere profondamente sulla sostenibilità delle future smart cities.

I funerali del Papa si terranno sabato 26 aprile

I funerali di Papa Francesco si terranno sabato 26 aprile, alle 10, sul sagrato della basilica di San Pietro. La liturgia sarà presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Lo comunica l’Ufficio delle celebrazioni liturgiche. Dopo i funerali, il feretro di Papa Francesco sarà portato nella Basilica di San Pietro e da lì nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione.

Morte Papa, la preghiera del Vescovo Battaglia

L’Arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, appresa la notizia della morte di papa Francesco, ha inviato questa sua preghiera.

“Ci hai parlato con il cuore, Francesco. Con il cuore e con la vita. Con quella voce che sapeva di Vangelo e di strada, di cielo e di polvere, di speranza ostinata e misericordia senza misura. Grazie! Grazie perché ci hai insegnato che la Chiesa non è una fortezza, ma un ospedale da campo. Grazie perché ci hai mostrato che l’autorità è servizio, che la fede è scommettere tutto sul Vangelo, che la tenerezza e la cura sono rivoluzioni necessarie, che la Pace va difesa a tutti i costi, oggi più che mai. Grazie perché hai rimesso al centro i volti, non i numeri. Le storie, non le statistiche. Grazie perché hai seminato il sogno di Dio nei nostri cuori, annunciandoci la gioia del Vangelo, invitandoci a fidarci del Signore Gesù, nostro compagno, amico, fratello”.

“GRAZIE PER QUELLA SERA CHE NON DIMENTICHEREMO…”

Grazie per quella sera che non dimenticheremo, in cui, nel silenzio irreale di una piazza San Pietro vuota e piovosa, camminavi da solo verso la Croce: in quel gesto, in quel passo lento e carico delle ansie di tutti, ci hai mostrato come siamo indissolubilmente legati gli uni agli altri e all’intero creato, in un vincolo di solidarietà che è necessario accogliere e custodire! Grazie perché ci hai ricordato che i dolori del mondo non si fuggono ma si portano insieme e che la speranza nasce proprio lì, dove la notte sembra regnare per poi essere sorpresa dall’alba di Pasqua, la cui luce è la sorgente inesauribile della nostra fede. Grazie perché hai guidato la barca di Pietro nei mari agitati del mondo, senza paura, spesso controcorrente, con il coraggio mite dei profeti. Grazie perché sei stato davvero un pastore dall’odore delle pecore, immergendoti nell’abbraccio del popolo di Dio, fino a ieri, fino alla fine”.

“DA NAPOLI IN GRAZIE SPECIALE”

E noi, da Napoli, ti diciamo un grazie speciale. Perché ci hai voluto bene. Perché sei venuto a visitarci come un come un padre e un amico, dando vigore alla speranza della nostra gente e alla fede della nostra Chiesa. Perché hai benedetto le nostre strade, hai accarezzato le nostre ferite, hai indicato sentieri di giustizia e solidarietà, di prossimità e fraternità per tutte le terre del Mediterraneo! Ora che sei nella casa del Padre – mentre ci manca già il tuo sorriso disarmato e la tua voce paterna e affettuosa – ti affidiamo al Risorto, che tu hai amato e servito con ogni fibra dell’anima. E ti chiediamo, con quella confidenza che solo l’amore conosce: restaci vicino ancora. Benedici il cammino della Chiesa universale, benedici la nostra Chiesa di Napoli, prega per noi, per i tuoi poveri, per i cercatori di senso e di significato, per chi non smette di credere che la forza del Vangelo può cambiare il mondo e che la pace può ancora fiorire!”.

 

 

Morte Papa, in preghiera i fedeli al santuario di Pompei

POMPEI – L’Arcivescovo di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, insieme a tutto il clero della città mariana, ai diaconi, ai religiosi, ai laici, dopo l’annuncio della morte di Papa Francesco, si è raccolto in preghiera dinanzi al Quadro della Madonna di Pompei, l’Immagine dinanzi alla quale Bergoglio pregò nella sua visita del 21 marzo 2015.

“Papa Francesco amava in modo speciale il Santuario e il Santuario amava tanto il Santo Padre. Continuerà ad esserci vicino dal cielo – si legge in una nota del Santuario di Pompei – Il 21 marzo 2015, andando via, davanti alla Basilica, disse: ‘Abbiamo pregato la Madonna, perché ci benedica tutti: voi, me, e tutto il mondo. Abbiamo bisogno della Madonna, perché ci custodisca. E pregate per me, non dimenticatevi’. Continueremo a pregare per lui ogni giorno, certi che il Santo Padre, oggi accanto al Padre e alla sua Mamma celeste, continuerà a pregare per noi dal Paradiso”. (ANSA).

Morte Papa Francesco, rinviate tutte le partite di calcio di oggi

Anche le partite di B e C e dei dilettanti in programma oggi sono state rinviate d’intesa con tutte le componenti federali. Lo rende noto la federcalcio in comunicato aggiungendo che il calcio e la Figc piangono la scomparsa di Papa Francesco, venuto a mancare questa mattina all’età di 88 anni.
“Il calcio italiano partecipa commosso al dolore di centinaia di milioni di persone per la dolorosa scomparsa di Sua Santità Papa Francesco – le parole del presidente della Figc Gabriele Gravina – Grande esempio di carità cristiana e di dignità nella sofferenza, si è mostrato sempre attento al mondo dello sport e al calcio in particolare, di cui era appassionato. La sua vicinanza umana, oltre che spirituale, ai malati, ai poveri e ai perseguitati di tutto il pianeta è stata la sua testimonianza più profonda, un faro che illuminerà le generazioni a venire. Resterà per sempre nei nostri cuori di fedeli e di amanti del gioco del calcio”.
“Anche con una palla di stracci si fanno dei miracoli”. Lo disse – ricorda la nota della Figc – Jorge Mario Bergoglio, nato il 17 dicembre 1936 in Argentina, nel corso di un’udienza privata con la Nazionale nel 2019, raccontando la sua passione per il calcio. Una ‘pelota de trapo’ che ha ispirato anche diverse iniziative che hanno legato il calcio, la Federazione e la Chiesa. L’ultima delle quali, in ordine di tempo, il progetto ‘Giubileo-Pelota de Trapo’, con le celebrazioni del Giubileo dello Sport che sarebbero culminate il 14 e il 15 giugno prossimi con una speciale funzione in Piazza San Pietro presieduta da Sua Santità.

Morte Papa, il ricordo di Manfredi e De Luca

“Grande dolore per la morte di Papa Francesco. Aveva con Napoli un rapporto straordinario, per le sue origini culturali e per la sua vicinanza alle sofferenze e alle speranze del nostro territorio”. Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

“Bergoglio è stato testimone di pace, la sua lezione serva ancora di più oggi a trovare la strada giusta per ricostruire una nuova prospettiva di pace e di giustizia sociale in un’era così delicata e instabile”, ha sottolineato.

“La morte di Papa Francesco ci addolora profondamente. Si è spenta la voce che in questi anni, con più forza, si è levata a difesa della pace, contro la barbarie della guerra; la voce che con più coerenza ha difeso le ragioni degli emarginati, dei malati, degli ultimi”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca.    “Si è spenta la testimonianza più coerente a difesa dei valori umani universali e del dialogo fra i popoli. Il mondo intero è oggi più povero”, ha sottolineato.

E’ morto Papa Francesco, ieri l’ultimo saluto ai fedeli in piazza San Pietro

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Alle 7.35 di questa mattina è morto Papa Francesco. Ieri era apparso per la benedizione urbi et orbi davanti a migliaia di fedeli in piazza San Pietro, stamattina la crisi che ha portato al decesso nella casa di Santa Marta dove aveva scelto di stare dopo essere uscito dall’ospedale in cui era stato ricoverato il 14 febbraio scorso.

Alle 9. 47 l’annuncio del cardinale camerlengo Kevin Farrell nella Cappella di Casa Santa Marta, dal camerlengo, il cardinale Kevin Farrell, con il Segretario di Stato Parolin, il Sostituto Pena Parra e il Maestro delle Cerimonie Ravelli. Bergoglio, argentino di Buenos Aires, aveva 88 anni ed era stato eletto Papa, dopo la rinuncia al Pontificato di Benedetto XVI, dodici anni fa, il 13 marzo del 2013. A marzo il peggioramento delle sue condizioni di salute per una polmonite bilaterale e i 38 giorni di ricovero al Policlinico Gemelli, che si erano conclusi domenica 23 marzo. Per la ripresa graduale dell’attività fino a ieri, il giorno di Pasqua, quando Francesco ha fatto il giro di Piazza San Pietro in Papamobile per l’ultimo bagno di folla, ha presenziato alla benedizione urbi et orbi e ha anche incontrato per un breve saluto il vicepresidente degli Stati Uniti Vance

 

 

Napoli, Campo sud presenta la web tv

C’è una nuova web tv a Napoli. Impegnata già da dieci anni come testata giornalistica, l’associazione Campo sud ha deciso di fare il salto aggiungendo ora la web tv (https://www.camposudwebtv.it/ ) la cui sede è stata inaugurata nel quartiere Vomero dal fondatore, Marcello Taglialatela, politico di lungo corso, già parlamentare e storico esponente della destra cittadina

LO SGUARDO SULLA POLITICA IN CAMPANIA

Uno spazio di informazione e di approfondimento da un’angolazione meridionale, soprattutto sul mondo della politica e, con le elezioni regionali alle porte in Campania, attento alle dinamiche innescate nelle due coalizioni dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha escluso dai giochi il governatore uscente, Vincenzo de Luca

Tragedia del Faito, Potere al Popolo chiede dimissioni de Gregorio

Tragedia del Faito, Potere al Popolo chiede dimissioni de Gregorio

Dopo la tragedia infuriano le polemiche. A pochi giorni dalla caduta di una delle cabine della funivia del Faito che ha causato 4 vittime sono ancora tanti gli interrogativi aperti. La manutenzione è stata svolta in maniera regolare? Perché il cavo traente ha ceduto? E soprattutto perché la struttura era in funzione nonostante l’allerta meteo? Domande a cui dovranno dare risposte i magistrati che hanno aperto un’inchiesta per omicidio e disastro colposo contro ignoti.

Mentre le indagini proseguono però gli esponenti della sezione napoletana di Potere al Popolo hanno organizzato all’esterno della sede napoletana dell’Ente autonomo Volturno, che gestisce l’impianto, un presidio per chiedere le dimissioni del numero uno dell’E.A.V, Umberto de Gregorio.

“Non è la prima volta – spiega Giuliano Granato, portavoce nazionale del partito – che l’ente sale agli onori delle cronache per la mancanza di sicurezza, ma in questo caso stiamo piangendo dei morti. Troppo spesso le aziende, che siano private come nel caso del Mottarone o che siano pubbliche come in questo caso, mettono i profitti davanti alle vite umane. Questo disastro è l’eredità che lascia il signor de Gregorio, sempre difeso dal presidente De Luca”. (Video).

L’azienda nel mentre ha deciso di esporre sulla flotta dei pullman delle foto di nastri neri in segno di lutto.