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Classifica città pericolose, Napoli fuori dalla top 10

Classifica città pericolose, Napoli fuori dalla top 10

Napoli non è più tra le 10 città più insicure e violente d’Italia.
In cima a questa speciale classifica c’è Milano, definita dai dati come la città più pericolosa d’Italia nonostante a Roma – seconda in graduatoria davanti a Firenze – ci sia stato un aumento dei reati.
Decima Livorno che scavalca il capoluogo campano attualmente posizionato in 12esima posizione.
Per la prima volta dal 2013 i reati sarebbero in aumento in Italia, come evidenziato dall’annuale report del Sole 24 Ore. Le province campane si piazzano a centro classifica con Caserta e Salerno rispettivamente 45° e 49° mentre Benevento e Avellino sono più staccate verso il basso rispettivamente 103° e 85°.

Il problema però sia a Napoli che nelle altre province resta la microcriminalità.
Troppi gli episodi che hanno visto protagonisti giovanissimi gli ultimi in ordine di tempo col pestaggio di extracomunitari e risse in pieno centro tra le strade della movida.
Ma cosa ne pensano i cittadini? Servono più uomini in strada? (Le risposte nel video allegato)

Dieci anni di faide legali tra fratelli: oltre 60 procedimenti per una contesa da Guinness dei primati

Dieci anni di faide legali tra fratelli: oltre 60 procedimenti per una contesa da Guinness dei primati

Una lunga battaglia giudiziaria tra due professionisti di Salerno, fratello e sorella, è diventata una vicenda che potrebbe essere annoverata nel Guinness dei primati, tanto per la sua complessità quanto per il numero impressionante di cause avviate. Il conflitto, che si protrae da circa un decennio, ha portato i due ad affrontarsi in oltre 60 procedimenti giudiziari, prevalentemente di natura civile, ma con anche alcuni risvolti penali. Le aule del Tribunale di Salerno, della Corte d’Appello e perfino quelle di Roma e della Cassazione, sono state lo scenario di questa lunga e logorante faida familiare.

Tutto ha avuto inizio con lo scioglimento della società di cui entrambi erano soci. In seguito alla cessione delle quote societarie, la sorella vendeva la propria partecipazione al fratello per un milione di euro. Tuttavia, la situazione si rivelò ben più complessa, perché la sorella non intendeva restituire alla società il debito di circa 500.000 euro, dovuto a prelievi illeciti effettuati dalla sorella nel corso della gestione societaria, che avevano indebitato l’azienda nei confronti di banche e fornitori.

Da questo momento, la situazione è degenerata in una spirale di controversie legali: il fratello, resosi conto che la sorella non aveva alcuna intenzione di saldare l’ingente debito societario, decise di trattenere il saldo di 330.000 euro dovuto per le quote acquistate. Il suo intento era quello di compensare i reciproci crediti e debiti e giungere a un accordo. La sorella, tuttavia, con il supporto del marito avvocato, ha avviato una serie di azioni legali nel tentativo di riscuotere il proprio credito senza, tuttavia, pagare il debito accumulato. In particolare, grazie all’uso di documenti falsi, tra cui uno firmato dal coniuge avvocato, è riuscita ad ottenere illegittimamente un sequestro conservativo contro il fratello.
E’ stato l’inizio di un’odissea legale che, per circa dieci anni, ha visto il fratello intraprendere una tenace battaglia giudiziaria a tutela del proprio credito e dei propri diritti, assistito dall’abile difesa dell’avvocato Angela Racanicchi di Roma.

Ora, dopo anni di ricorsi e contenziosi, la parola passa alla seconda sezione civile della Cassazione, che il prossimo 17 settembre 2024 dovrà pronunciarsi su una questione cruciale: accogliere o rigettare il regolamento di competenza proposto dalla sorella. Il cuore della questione riguarda l’ordinanza di sospensione del giudizio di sequestro conservativo emessa dal Tribunale di Salerno, in attesa dell’esito della querela civile di falso avanzata dal fratello. A seguito dell’impugnazione di tale ordinanza da parte della sorella, la Cassazione sarà chiamata a stabilire se il giudizio di falso debba essere considerato pregiudicante per la decisione finale sul sequestro, aprendo così un nuovo capitolo nella lunga e complessa vicenda giudiziaria.

Morta turista colpita da statuetta, fiori nel luogo della tragedia

Morta la turista colpita da una statuette nei Quartieri Spagnoli

La voce della morte di Chiara Jaconis si è sparsa subito nei quartieri Spagnoli di Napoli. Nel croce via Sant’Anna di Palazzo/santa teresella degli spagnoli, non appena la notizia ha cominciato a circolare, si è recata una signora per deporre dei fiori. Si faccia avanti, dice la donna, il proprietario della statuetta che cadendo da un piano alto ancora non identificato ha colpito e ucciso, dopo un delicato intervento chirurgico e due giorni di ricovero, la 30enne turista padovana in visita a Napoli insieme al compagno

FIORI E MESSAGGI DAI RESIDENTI DEI QUARTIERI SPAGNOLI

Pochi minuti dopo è di fiori ne arrivano altri. La presenza di fotografi e giornalisti attira anche alcuni residenti che non hanno assistito alla scena, ma sottolineano che la tragedia è l’ennesima figlia di una città dove incuria, abbandono e scarsa manutenzione imperversano

SCONOSCIUTA L’ABITAZIONE DA CUI E’ CADUTA LA STATUETTA

Intanto, non si è ancora individuato il proprietario dell’abitazione da cui è caduto il manufatto che ha provocato la tragedia.

 

Aggressioni a immigrati, a Grumo Nevano manifestazione per la pace

Aggressioni a immigrati, a Grumo Nevano manifestazione per la pace

Una manifestazione per chiedere sicurezza e tutele per i cittadini extracomunitari, obiettivo da qualche tempo di aggressioni e violenza a sfondo razzista. Tira una brutta aria da mesi nel Comune di Grumo Nevano in provincia di Napoli, tanto che l’associazione 3 febbraio ha voluto dare una risposta di solidarietà organizzando una iniziativa al fianco della comunità straniera residente. L’ultima aggressione pochi giorni fa, con un cittadino indiano picchiato in modo selvaggio da un gruppo di giovani, il quale ha riportato delle ferite alla testa.

In piazza al loro fianco amministratori locali, associazioni laiche e religiose, sindacati. Gianluca Petruzzo, portavoce dell’associazione 3 febbraio.

(interviste nel video allegato)

Antro chiude con i “Menecmi” di Plauto, in scena Francesco Montanari

Antro chiude con i “Menecmi” di Plauto, in scena Francesco Montanari

La quarta edizione di Antro – Il Festival del Parco archeologico dei Campi Flegrei ha chiuso la programmazione con lo spettacolo teatrale “Menecmi” da Plauto. In scena Francesco Montanari, che ha incantato la platea del Castello Aragonese di Baia.

Con il titolo “Mens agitat molem” (“La mente muove la materia”), il festival, finanziato dal Parco archeologico dei Campi Flegrei e realizzato grazie al contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, è stato caratterizzato da un calendario di dieci spettacoli. Tra questi musica, teatro e danza, tutti sold out, proposti soprattutto da associazioni che hanno partecipato a un bando pubblico. Il direttore del Parco, Fabio Pagano, traccia un bilancio della manifestazione (intervista nel file allegato).

Il calendario si è aperto con il concerto di Gio Cristiano Mediterranean Quartet e la special guest Dean Bowman ed è proseguito con “Moby Dick l’incantatrice. Monologo per sette voci intorno alla balena bianca” di Rosalba Di Girolamo con musiche originali di Marco Messina, “Ra di Spina” di Laura Cuomo, “Corto Maltese e Irene di Boston” di Marco Steiner, “Gaius Plinius Secundus. L’ultimo viaggio di Plino il vecchio”, “De Rerum natura”, “Commedia&Arte. Teatro, improvvisazione e coinvolgimento con Markus Kupferblum e le sue maschere”, “Sibille: oracoli e divinazioni in forma moderna”, “Il mare che ci unisce” con le musiche originali di Lino Cannavacciulo.

(interviste nel video allegato)

Napoli, protesta dipendenti GSA: “Condizioni di lavoro critiche”

Napoli, protesta dipendenti GSA: “Condizioni di lavoro critiche”

Denunciano condizioni economiche, salariali e contrattuali inaccettabili e chiedono alle istituzioni interventi rapidi e concreti: sono i lavoratori campani del Gruppo servizi associati Spa, scesi in piazza davanti la prefettura di Napoli. Si tratta di dipendenti che svolgono ruoli a garanzia della sicurezza nei servizi pubblici e privati come ad esempio ospedali, autostrade e stazioni ferroviarie, dove operano nell’ambito della sorveglianza antincendio.

Nel mirino della contestazione il loro contratto collettivo nazionale criticato in quanto penalizzante sia sul piano della retribuzione che su quello dei diritti e delle tutele.

I dettagli della mobilizzazione li ha forniti Silvia De micco, segretario regionale della Filt CGIL Campania. (Intervista in video allegato)

Comune di Napoli, restaurato portone di Palazzo San Giacomo

Comune di Napoli, restaurato portone di Palazzo San Giacomo

Il portone di Palazzo San Giacomo torna a risplendere grazie al restauro svelato oggi alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi insieme ad Edoardo Cosenza, assessore alle Infrastrutture e ad Alberto Sifola, presidente di Friends of Naples.

Il restauro, realizzato grazie all’intesa tra il Comune e i mecenati dell’associazione Friends of Naples, nasce da un’idea di Premio Green Care, che già in precedenza si era occupato della cura delle aiuole antistanti il Municipio, e si inserisce nel progetto più ampio di riqualificazione e valorizzazione dell’intera piazza.

Realizzato sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza di Napoli, l’intervento di recupero del portone di Palazzo San Giacomo ha restituito un aspetto impeccabile a questo simbolo della città attraverso il ripristino dei suoi elementi, dando rinnovata eleganza alla facciata ed esaltandone il suo punto focale. “Il restauro del portone di Palazzo San Giacomo è un bell’esempio di compartecipazione pubblico-privato, oltre che atto di generosità nei confronti di Napoli perché Palazzo San Giacomo è la casa dei napoletani”.

(Intervista al sindaco Manfredi nel video allegato)

Aggressioni a personale sanitario, a Napoli protesta dei medici

Il caso di Foggia, ultimo di una lunga serie, con i medici del pronto soccorso dell’ospedale aggrediti lo scorso 9 settembre dai familiari di un paziente, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di un’emergenza nazionale. Anche i medici di Napoli hanno voluto rispondere all’appello del sindacato Annao Assomed, per chiedere al Governo maggiori tutele contro l’aumento di aggressioni nei confronti di medici e infermieri. Questo l’obiettivo del presidio di protesta che si è svolto questa mattina sullo scalone centrale dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Le richieste al Governo e alla Regione Campania di Eugenio Gragnano, segretario regionale di Anaao Assomed

 

Ad aderire al presidio anche il presidente dell’ordine dei medici di Napoli, Bruno Zuccarelli

Reinserimento detenuti, a Secondigliano “Un chicco di speranza”

Reinserimento detenuti, a Secondigliano “Un chicco di speranza”

Il caffè, tra le bevande più amate dai napoletani, diventa uno strumento di reinserimento sociale per detenuti: questo grazie al progetto “Un Chicco di Speranza”, presentato oggi alla casa circondariale di Secondigliano a Napoli, dove è stato firmato il protocollo d’intesa tra il carcere, la diocesi e la Kimbo.

In 10 avranno la possibilità di essere formati come baristi. Poi l’iniziativa prevede l’allestimento di un magazzino ricambi per le macchine da bar da riparare e rigenerare e la possibilità per i detenuti in semi libertà di prelevare e riconsegnare la strumentazione nei punti vendita. Infine, con il coinvolgimento della facoltà di Agraria della Federico II, si sta valutando la possibilità di realizzare una piccola piantagione di caffè all’interno della struttura detentiva.

Il progetto è partito dall’ufficio del lavoro dell’Arcidiocesi che poi si è adoperato a sensibilizzare la Kimbo

A siglare le carte l’arcivescovo di Napoli, mons. Domenico Battaglia, il presidente dell’azienda di caffè, Mario Rubino e la direttrice della casa circondariale “Pasquale Mandato”, Giulia Russo. (Interviste in video allegato).

Ai lavori ha preso parte anche Antonio Mattone, direttore dell’ufficio per la pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi di Napoli. (Intervista in video allegato).

Lavoro, presentati all’ex base Nato i dati sulla sicurezza

Lavoro, presentati all’ex base Nato i dati sulla sicurezza

191 morti dall’ inizio dell’anno, 66 in Campania 24 nella sola città di Napoli.
Numeri impietosi che fotografano una situazione emergenziale nazionale riferita al mondo del lavoro. A livello nazionale l’incidenza è passata da 14,7 morti per milione di occupati del 2023 a 15,4 del 2024 con ben 6 regioni in zona rossa.

Su come difendere i lavoratori e arginare questa mattanza se ne è discusso all’ex Base Nato di Napoli nell’ambito del convegno “La sicurezza sul lavoro è responsabilità di tutti”, organizzato da PSB Consulting amministrata da Pasquale Natale.
All’incontro ha preso parte Anche Antonio Marciano presidente della Fondazione Campania Welfare.

Presenti anche le sigle sindacali e l’Inail che da anni si battono per la difesa del mondo lavorativo….

(Interviste nel video allegato)